Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

domenica, aprile 17, 2005

 

domenica

svegliarsi tardi.
fare colazione tardi coi biscotti (cosa molto strana) e il caffé forte.
portare giù la iso che piove.
trovare sms che hanno già qualche ora, ma non hanno ancora le rughe. rispondere in modo vago, inconsapelvolmente vago. e decidere che prima di essere mediamente sveglia per poter guidare sarà comunque troppo tardi.
pensare per almeno 10 minuti di aver sbagliato casa perché questa non è che sia pulitissima, ma è un po' più pulita di quella che conoscevi fino a due giorni prima "ah, sì... che idiota! ieri ho agito di mazza e ramazza per tutto il giorno".
cominciare a cantare "i sogni son desideri" perché per una volta tanto sei cenerentola. senza principe azzurro, senza zucca, senza topi, ma con un cane e con il secchio in mano.
stirare con le finestre aperte che è scoppiato il sole.
prendere la bici che è scoppiato il sole.
pedalare ascoltando musica e cantando. con la gente che si volta.
"have you ever seen the rain?" (che c'azzecca? boh...)
fermarsi in libreria e decidere che forse è il caso che ci si torni con m. che ci sono decisioni da prendere.
sentire s. che sta bene, che la pancia cresce, che tutto va bene.
bene.
sapere che non ci saranno mai posti su quei treni e che quindi forse salterà tutto.
indispettirsi per alcuni atteggiamenti. e sapere che ci sono persone a cui vuoi bene che sanno trattare la gente peggio degli untori. e starci male.
mettere via il ferro da stiro, mettere via il mollettone e sdraiarsi sul divano. io, la tata, il libro che sto leggendo.
beh, è una domanica così, come tante domeniche del 2004, no? ecco. appunto.

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