Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

domenica, aprile 03, 2005

 

riscoprirsi

rinsaldare la propria convizione, ritrovare i propri ideali, saperli condividere e confrontarli, mettendoli in gioco in maniera costruttiva e non da figli di dogmi e finte convinzioni.
può accedere, in un caldo pomeriggio di aprile là dove la montagna scende pericolosamente verso il mare e dove una casa del popolo esiste, lotta e vive con noi.
dove non fa paura nulla, dove non c'è bisogno di discutere perché basta guardarsi negli occhi per sorridere e sapere che si è benvenuti.
dove essere rossi è un abbraccio perenne e costante che sa di formaggio, mele e vino cattivo. e gli occhi di m. mi hanno detto senza saperlo "qui va tutto bene, qui è solo pace".
dove ci arrivi che non sai neanche com'è e poi com'è ti piace. da morire.
dove una cana mangia qualsiasi cosa e fa amicizia con chiunque. e anche gli altri cani sono tutti liberi, senza guinzaglio, senza regole.
dove l'articolo "il" si rovescia (grazie a un muretto) e solo cinquecento (forse) persone possono dire di esserci state.
dove il mondo non si ferma, ma anzi si nutre e continua a ballare, suonare, battere le mani.
dove c'è vita. dove sicuramente il seggio scoppierà del voto che piace a me.
[...] Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
[...] Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...
[...] Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
[...] Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
[...]

Qualcuno era comunista, Giorgio Gaber

Commenti:
Bè, questo qualcuno era proprio un pirla.
 
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