Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

domenica, maggio 08, 2005

 

attentato, ma magari...

potrei dire un sacco di cose sullo spettacolo di beppe braida allo zelig.
potrei.
non ne ho un cazzo di voglia. non ne vale la pena.
sperando che la cosa abbia un senso abbastanza chiaro di quello che penso del cabaret teatro-televisivo italiano, della banalità dello zelig, della piccolezza di quelli che rubano (e si fanno rubare) le battute. delle battute di bassa lega.
del pubblico che applaude quando con tre banalità l'attore del momento cerca di cancellare con il gomito della camicia tutte le minchiate che ha appena detto, incurante di tutto, cercando di strappare un minimo di coerenza.
e non è colpa mia se ho riso solo 10 minuti, mentre diceva cazzate sui mille trucchi per un orgasmo felice. ridevo chiedendomi chi dei presenti in sala stesse prendendo appunti.
che io ormai ho già issato bandiera bianca, mentre secondo me c'è chi si chiede il perché del mughetto e del bergamotto. e probabilmente non lo saprà mai.
ma del resto sono cabarettisti, e si sa. credono di essere dei e sono gran minchioni.
noi per primi.
(d.c.)

Commenti:
Ciao Auro!

Perdona la mia intrusione, essendo abituale lettore del tuo blog e condividendo spesso le tue riflessioni, mi sento un po’ chiamato in causa dalla tua parentesi…
(Oddio, a dire il vero mi sono sentito “bacchettato” anche un’altra volta, ma lì avevi ragione da vendere)
Complice l’appendice di fibre vegetali secche che a volte c’è in fondo alla mia schiena e a volte non c’è, quella piccolezza di cui parli mi è arrivata come un piccolo fiammifero, e l’unico modo che ho per spegnere la mia coda in fiamme è spiegarmi.
Mi sono state rubate delle cose, molte cose, dagli aggettivi alle forme stesse, visto dall’esterno è logico che io appaia come “piccolo”.
E’ giusto, io sono quello che ha mollato, per cui, che la collera divina cada pure su di me.
Eppure…
In quelle righe che aprono quotidianamente il tuo Blog, c’è la radice stessa dei miei motivi.
Non volevo essere complice.
Ho preferito andarmene.
La piccolezza è rimanere, aspettando le briciole, attendendo la mano del padrone che ti lancia l’osso.
Io non sono un cane, non scodinzolo e non aspetto che un padrone pietoso apra il cancelletto di un recinto fatto apposta per me.

Non ti tedierò oltre!
Un bacio,
Diè!
 
dié mi sa che non sono stata chiara, non lo sono stata abbastanza.
vogliamo dirla tutta? oggi comincia lo spettacolo al ciak. stanno facendo una cosa che io vedevo quando mi entravano i ladri in casa (ti ricordi?) e quando obnubilata da qualcosa che ancora non so spiegarmi vi facevo da leggio parlante. la stessa identica cosa, non sono andati avanti di un centimetro. si sta parlando di ormai 4/5 anni fa, lo sai tu meglio di me. se a. legge quello che scrivo mi sa che si incazza, ma lasciamolo incazzare. ricordo una sera dopo il barrios quando gli avevo detto "siete senza regia" e lui mi aveva dato ragione. e poi non hanno comunque mai avuto una regia, anche se adesso si appoggiano al paolino.
non lo sto dicendo con la rabbia di chi ha fallito in altri ambiti, quella rabbia non c'è più, se mai c'è stata. lo sto dicendo come una che per svariati motivi ha visto da dietro le quinte quel mondo e pensa che quel mondo sia un po' malato e nello stesso tempo sia quello che il pubblico vuole... cioé diciamocela tutta, la gente che ascoltava braida dire le sue banalità sull'informazione era l'ingranaggio stesso di quelle banalità.
il pubblico che ha applaudito le banalità del "vorrei un tg senza una notizia" è lo stesso pubblico che vuole vedere, sapere, che ha fame, ha libidine della notizia, che vuole vedere fede, sposini, che ha seguito il tedio dei funerali del papa (baricco su repubblica due sabati fa aveva ragione: mi sono sempre dimenticata di dirlo) perché voleva esserci, che pensa che la guerra, la morte e la politica sia quella che ci propina la tv. il pubblico che si critica senza accorgersene e si loda imbrodandosi.
non sto dicendo che è piccolo chi si fa rubare le battute (la lingua di fede l'ho sentita svariate volte detta da persone che non sono te), è "piccolo" un mondo in cui la gente è così scema che vuole sentirsi dire sempre le stesse cose, non si accorge che il cliché è già vecchio, è già stato usato. che non c'è novità. che stanno approfittando di loro, non per far crescere dentro qualcosa, ma per annichilire quel poco che ci può essere di buono.
pensaci dié, pensa a come tutti i buoni virgulti di progetti pensati (non solo da te o da a., ma anche da altri...) e desiderati si sono dovuti piegare a uno che dice che funziona urlare "attentato" e duecento persone urlano dietro a lui...
si vuole urlare "attentato"? lo si faccia. mi pregio (con la spocchia e la vis che mi contraddistinguono) di non averlo urlato una volta e di conoscere persone come te che se ne sono andate in tempo perché volevano fare altro.
e infine fra me e te, con una mano sulla spalla e il sorriso che conosci, senza voler aprire ferite, ma solo perchè sai che per me è stato importante... curva. e non so se lo sai, ma veramente le curve non finiscono mai. e si fa una fatica del diavolo. e gli antistaminici non sempre sono sufficienti.
un bacio, Auro
 
Ri-ciao
Grazie per il chiarimento, e scusa se ti ho fatto aprire l'armadietto delle cose magari spiacevoli da ricordare...
Credo sempre di avere il monopolio delle ferite più o meno chiuse, invece non è così.
Grazie ancora!
Poi...
Sui concetti che hai espresso nelle righe qui sopra, io ci sto lavorando narrativamente...
Il discorso si fa lungo, e viste le tue letture abituali, forse il fumetto non è un media nelle tue corde, ma...
Mi piacerebbe che tu leggessi un volume che ho pubblicato di recente, solo che mi sta sulle palle dirti dove andare a comprarlo, preferirei regalartelo...
Come facciamo?
Te lo spedisco?

Appresto,
Diè!
 
ti offro una birra? ;O) scrivimi che ci accordiamo. Auro
 
Ciao 'Rora
a. legge e non si incazza, non è nella posizione di farlo. Non con te, perlomeno. Ti ho amato tanto e ne ho avuto tanata paura. Senza avertelo neanche spiegato. Sono perseguibile per legge.

Il festival internazionale delle code di paglia voleva premiare anche me, ma per la categoria "outsider". Il trofeo di Diè, invece, se l'è voluto creare e ritirare da solo.
I "più" considerano la rinuncia di Diego come una delle più grosse perdite della creatività del cabaret. E questo aiuta i vari Braida e Cirilli ad andare avanti ed i vari Fontana e Cucciari a laurearsi.
Per quanto riguarda le briciole, la mano, l'osso e tutte le didascaliche visioni, io sono del parere che sia meglio scodare, invece che scodinzolare... Tutte le volte che abbiamo agito per ottenere qualcosa, la faccia è stata la mia. Ma alla fine ero sempre parcheggiato nell'oasi del carovaniere. Da allora in poi, ho smesso di essere il chitarrista di qualcuno, perlomeno...

Ti ho ringraziato spesso intimamente e mai abbastanza pubblicamente per i primi "appunti partigiani". Nonostante io ci sia stato tre volte, giuro su me stesso di essere sempre rimasto di sinistra.
Quella volta sei stata unica (ma in realtà lo sei stata migliaia di altre volte). Grazie ennesimamente.

Il CCA -
Lo spettacolo è andato avanti di qualche centimetro, ha la regia di Paolo e la partecipazione di quelli di San Precario.
Carino, ma non è lo scopo di nessuno. Soprattutto non è il mio. Però ci ho perso tempo, fatica e sonno e ci voglio credere. Non mi costa un centesimo in più....e poi mi diverto da morire, la mia parte è splendida.

Questo non ti obbliga ad averne stima....

Il Barrios -
Il Barrios non esiste più in quanto Scalda e grazie a questo io mi sono scrostato un bel po' meraviglie da dosso. Ed è stato come quando ho finito la chemio. Mi hanno detto "tutto è passato" e tutto quello che è avanzato sono brutti sogni. Ricordo ancora uno splendido Diè che fa da intermediario economico tra varie parti lese di una fantomatica resa dei conti... (grazie Diè)

Il cabaret è malato? embè? forse l'e-commerce non lo è? o è forse sano il ramo assicurativo? o gli autonoleggi? sarà meglio il fumetto? mah...ho visto Mauro Muroni di recente. E lui di briciole ed ossa non ne ha mai voluto sapere. Ed infatti ora fa altro...

La ricerca di tutta questa santità mi fa tenerezza e mi fa sentire un po' santo a mia volta. In questo sbagliava Diè, e sbagliava forte. E sbagliavo anch'io, ma ora saprei spiegargli che se qualcuno ti copia è perchè sei bravo, cazzo se sei bravo. E ti copiano sin che qualcun'altro se ne accorge e ti fa dire le cose in prima persona. A Giorgio Melazzi è successo a 50 anni.

Non amo il cabaret, amo la gita delle medie infinita che mi regala questo ambiente. Amo scrivere cose che diranno gli altri, amo sentire i miei pensieri attraverso la voce di persone che stimo (qualcuno lo stimo ancora...).
Paolo Rossi è stata un'esperienza positiva per me, lontano da tutto quello che ci si possa immaginare. Uomo ad uomo.

A Diè va riconosciuto, nel cabaret, il voler sembrare duro ed irriverente (e gliel'hanno copiato), politicamente scomodo (copiato), esteticamente alternativo (copiato) ed incredibilmente erotico (non ancora copiato, questo è difficile).
A suo discapito il dimenticare che l'unone fa la forza :) e che la stima che avevano in lui i decision maker gli stava preparando una bella culla di possibilità.
Parola di GcBz "Avere un bel Cajelli distorto come chiusura del circus era meglio che sentire due pirla che parlan delle loro donne"

Il guitto è un mestiere, il giullare è una professione. Basta saper attendere.

Ed infine, mi manchi, mi manca Diè e, soprattutto, Diè non beve birra. E non risponde spesso agli sms.
Ciao
Ale
 
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