"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
viaggio "in direzione ostinata e contraria" da sempre.
da quando potevo fare delle scelte che non ho fatto.
da quando ho capito che è inutile dire a me stessa che non voglio giocare una sfida.
davanti all'impossibilità delle cose io provo un senso di trasporto e di lucida attrazione.
poi - eventualmente - mi arrendo. sola, sconfitta e desolata. ma con l'orgoglio di chi ci ha provato, fino all'ultimo, fino alla resa, fino a guardarla negli occhi e di chiamarla per nome l'impossibilità dell'onda da cavalcare.
a prescindere.
Coltivando tranquilla l'orribile varietà delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
(smisurata preghiera, alvaro mutis e fabrizio de andré)