"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
di "
quo vadis, baby?" mi sono piaciuti:
- i tempi scenici. spettacolari perché prevedibili.
- le inquadrature dove l'unica cosa chiara era il gatto. ce ne sono almeno 5.
- le inquadrature di lei e poi di loro dal punto di vista dei tacchi. lei, del resto, porta i tacchi che piacciono a me: grossi, alti, quadrati.
- sessualmente, gigio alberti. ma anche come personaggio, tutto sommato. classico uomo: intrigante, supponente, capriccioso, assolutamente passista. e passivo rispetto alle cose.
- le case. anche quella dei genitori, con il padre alla fine affianco al telefono con il rotella e poco prima il commissario con il bluetooth.
- lei, moltissimo. bruna, con il nasone, trasandata in contrapposizione con la sorella bionda, con gli occhi belli e sempre (qui vi evito lo spoiler...) strafiga.
- la musica. non solo "impressioni di settembre" che in questo periodo mi dà l'orticaria, quanto proprio tutta la musica, anche i rockets.