"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
scrivere su questi ultimi quattro giorni ha il senso più dolceamaro che io abbia in testa.
è il retrogusto di un morso di brioche salata con una fetta spessa di formaggio. in cui però ci trovi una formica. e sono, comunque, tutte proteine e quindi ingoi e va bene tutto.
è la fatica di mettersi a dormire e di rifuggire i sogni perché non sono mai come vorrei che fossero. però poi apri gli occhi e sei in macchina con amici.
è l'afasia di un periodo in cui ho troppe cose da dire e poco tempo per farlo, poco coraggio, poca voglia, poca stima degli altri, poca fiducia nella loro capacità di comprendere. e poi scoprire che molte delle cose che ti fanno stare male in questo periodo sono quelle che fanno stare male anche amici che ti vogliono bene.
è l'aver guardato un luogo con gli occhi di una bimba e sapere che c'è un posto dove ti offrono una sedia e una nuova alba.
è il riconoscere che mi sono sentita esattamente così 3 anni fa e ho reagito.
e adesso tutto sta nello reagire.
e prima o poi si parlerà anche di questo weekend. con calma.
solo una cosa so di sicuro, vorrei raschiare tutto questo mio dolore contro questo muro
(subsonica)