"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
ieri sono andata al cinema a vedere un
film pesantissimo. bello, ma pesantissimo.
mentre aspettavo i miei amici davanti al cine sono stata divorata dalle zanzare.
poi siamo entrati e fino a 5 prima dell'inizio del film c'eravamo solo noi 4.
quando il film è iniziato la sala contava:
- noi 4
- una ragazza sudamericana, che a tutti gli effetti a prima vista potevi chiederti perché cazzo fosse lì
- un comico che fa della pubblicità e la sua ombra artistica
- un gruppo di ragazzi tutti alti più di 2 metri, palesemente omosessuali (e la f. ha sentenziato: "ci sono i campionati di basket gay in città?").
mentre si spegnevano le luci ho detto (memore della trama letta di fretta e dell'immagine in locandina): "alla fine del film vediamo chi è sopravvissuto...". e in effetti è stata una dura lotta, anche se il film a tutti gli effetti è veramente fatto bene. beh, sul
the end incredibilmente eravamo ancora tutti lì, con lo stomaco a pezzi, la voglia di andare a casa e qualche domanda, e forse delle risposte.
note to self: per le prossime due settimane l'idolo sessuale è decisamente
lui.