"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
oggi ho preso la bici: c'era quella cosa inutile in cadorna.
linea rossa non avrai il mio scalpo.
pedalo a fatica fra motorini e macchine, arrivo alla mia ciclabile d'odio e inizio a scampanellare. a un certo punto quella a cui sto scampanellando assomiglia tanto alla d., è la d.!
ha una ruotafissa. sbavo. uno dei miei sogni. una delle mie paure più grandi.
una ruotafissa in mano mia è un rischio. mi immagino sulla ciclabile del naviglio, io e una fissa. oh! cribbio, una volta, una sola volta. vi prego! lorenteggio robecco senza mai fermarmi, con la pedalata continua, una domenica mattina presto. finalmente con il mio ritmo. senza nessuno che caghi il cazzo perché vado troppo veloce, perché non guardo il paesaggio eccetera.
sbavo. mi sciolgo. forse è il delirio post nottata in bianco. forse faccio confusione di sensazioni.
voglio una ruotafissa. voglio, fortissimamente voglio.
(quando finisco di pagare il transatlantico, eh...)