"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
ok, sono euforica, dannatamente euforica. sono ringiovanita, rinvigorita, sono una dannata stronza che si è scatenata con
loro. ho ballato tutto il tempo, non sono stata ferma un momento, ho mosso il culo, sono crepata dal caldo, ho tolto la maglietta, ho dimenato le chiappe, le braccia, le mani.
a un certo punto ho avuto la certezza che se mi fossi persa anche questo concerto, se avessi dato ancora una volta a lui la possibilità di scegliere cosa fare stasera, avrei perso un'altra occasione per stare bene. e che se ci fossi andata con lui al concerto mi sarei ritrovata incantucciata in una
prudente saggia e isterica morale attenta a non uscire da quelli che sono stati i suoi schemi, quindi - se ci fosse ancora bisogno di un'ulteriore riprova - meglio così.
e sarebbe valsa la pena di spendere quei 16 euro anche e solo per
strade,
liberi tutti, la versione reagge solo chitarra di
sole silenzioso (da pelle d'oca, umori sparsi e condivisi, reggiseno bagnato dal sudore, mani che battono il ritmo, dondolio di spalle e pugno chiuso alzato) e un'
aurora sogna da trip mentale e globale.
la solitudine che indosso è più normale di una prudente saggia e isterica morale, sogno e nei miei sogni so cercare senza paura un'esclusiva felicità.
sogno una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale
sogno di un bisturi amico che faccia di me qualcosa fuori dal normale