Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

mercoledì, ottobre 05, 2005

 

diretto, in faccia

certo, qualcuno potrebbe obiettare che anche l'estintore sarebbe arrivato diretto, in faccia. forse.
togli quel tuo cazzo di sarebbe, togli quel tuo cazzo di forse. non lo sapremo mai. fatti oggettivi: diretto, in faccia.
avete paura a dirlo? avanti, su. tutti davanti allo specchio, guardatevi e pensateci. diretto, in faccia. diretto, in faccia. diretto, in faccia. in faccia a vostro figlio, a vostro fratello, a vostro padre, a un vostro amico, al vostro compagno di sbronze, al vostro testimone di nozze, al padrino di vostra figlia o al suo fidanzato, a quello che vi rolla le canne, a quello che vi offre il caffé la mattina, a un vostro collega. diretto, in faccia.
la vita al rallentatore, un pneumatico carenato sullo stomaco. una maschera di sangue.
diretto, in faccia.
le sprangate, i manganelli, i calci, il sangue. gli arresti, le bugie, l'ipocrisia, correre correre correre, più veloci di tutti. gli incubi, i ricordi. il rimorso.
where do i go follow my heartbeat... where do i go follow my hand...
where will they lead me and will i ever discover why I live and die

diretto, in faccia.
guardatevi allo specchio, lavatevi i denti, poi andate a nanna. dormite bene, fanciulli. voi che potete.

Commenti:
no, non si può. è ormai tanto che bene non si dorme.
 
E va bene. Togliamo un "sarebbe" e aggiungiamo un "è" (oppure, un "è stato"). Nel mio piccolo, continuo a credere che se uno prova a tirare un estintore addosso a un carabiniere che se ne sta asserragliato dentro a una jeep, può mettere in conto di prendersi una pallottola. Non me ne stupisco per nulla, non me ne scandalizzo, e non provo neanche tanta compassione.
 
Squonk, la parola chiave è "asserragliato". Il finestrino di una jeep, una pallottola e un estintore: chi è sotto minaccia di quest'ultimo, se adatto alla posizione che ricopre, può anche mirare a una gamba. Diretto in faccia. E sono cinque anni che se mi avvicina anche solo un vigile mi si stringe lo stomaco dalla paura, e non della multa.
 
Mafe, non insisto. Vado a memoria, ma credo che in una jeep di quel tipo che non sia possibile sparare in basso, per il semplice motivo che in basso non ci sono aperture. Per dire, io, se mi trovassi di fronte un tipo in passamontagna che mi sta scagliando un estintore in faccia e mi trovassi con una pistola in mano, credo che sparerei. Placanica non doveva essere lì, ma Giuliani nemmeno. Però, il morto diventa martire, e lo dico senza polemica, ma come semplice constatazione.
 
Squonk: dimentichi la lieve sproporzione che c'è tra un tizio che tiene in mano un'estintore scarico e un altor che tiene in mano un'arma da fuoco. In italia esiste una legge sulla legittima difesa che stabilisce che la reazione deve essere proprozionata alla minaccia e limitata all'impedire che la minaccia diventi azione fattiva (o che questa venga portata alle sue estrme conseguenze). Se tu mi minacci di darmi un pestone io posso scansarmi o darti una spinta, se mi minacci di darmi una mattarellata in faccia posso perfino picchiarti o causarti una lesione nel tentativo di salvarmi. Quello che non posso fare è spararti in faccia e ucciderti poi passarti con le ruote dell'auto addosso se mi minacci di darmi una mattarellata in testa. Questo è come minimo eccesso di legittima difesa. Potrebbe essere omicidio preterintenzionale o lesioni aggravate (dall'uso dell'arma), ma vista la felice mossa di passare con l'auto sul corpo steso a terra, io sarei più per l'omicidio volontario. (Magari non premeditato, ma volontario ci sta tutto. Di certo non è un preterintenzionale, se gli è passato addosso con tutta l'auto!)
 
squonk devo fare un paio di precisazioni.

1. se carichi un gruppo di manifestanti inseguendoli con 4 jeep ad una velocità tale da far credere di volerli investire, puoi anche mettere in conto di non essere accolto calorosamente.

2. Se, quando quello che è alla guida, cercando di incastrare un manifestante tra un cassonetto e il suo paraurti, perde il controllo e la macchina si spegne, le jeep dei colleghi che sono a pochi metri da te invece di proteggerti ti lasciano solo come un cane non è con i manifestanti che me la prenderei.

A margine di queste considerazioni concordo con te: se ti stanno tirando un estintore in faccia (lo stava comunque lanciando da almeno due metri, non glielo stava spaccando in testa), sei libero di difenderti. Pretendo però che tu Placanica venga giudicato da un tribunale sulla base di prove reali e non di improbabili congetture.
Nel caso infine la sentenza lo scagionasse comunque, non avrei nulla da obiettare.

E' su questo punto che non capisco il tuo discorso: a prescindere da come la pensi sui fatti, sei veramente pronto ad accettare una sentenza uscita da un processo inesistente (leggendo il tuo blog mi sembri una persona inteligente non credo che tu possa anche solo per un momento aver creduto alla storia del sasso che colpisce al volo il proiettile, vero?) perchè pretendi di conoscere già come sono andati gli eventi?
 
Giorgio, perfetto. E' giusto, doveroso, sacrosanto che Placanica sia giudicato in modo equo, senza privilegi per la divisa che porta, senza pregiudizi per la divisa che porta. Tu credi che questo sia possibile? Io no: Placanica è già stato assolto, ed è già stato condannato. Nel frattempo, Giuliani è diventato martire: se ci pensi, è bizzarro, sia perchè i martiri sono altra cosa, sia perchè, se si ammette la possibile innocenza di Placanica, si deve ammettere la possibile colpevolezza di Giuliani.
 
Giuliani martire? Non direi proprio. Diciamo un simbolo, a prescindere dalla condivisione del suo comportamento. Un simbolo perché se non fosse morto lui, di quello che era successo a Genova non se ne sarebbe parlato quasi (come non si era quasi parlato di quello che era successo a Napoli). Se l'omicidio di Carlo Giuliani fosse stato un caso sfortunato e isolato, le reazioni sarebbero state diverse: è nel contesto degli orrori di Genova (che non ho voglia di ricordare perché mi viene in mente il poliziotto che prende a calci in faccia un ragazzo a terra e mi SPAVENTO) che Carlo Giuliani assume una statura diversa da quella che le sue azioni (e reazioni) significano in sè.
 
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