Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

martedì, ottobre 11, 2005

 

non li conoscerai mai fino in fondo

quando aveva notato la spilla appesa al filo della lampada sulla scala non ci aveva pensato troppo, non aveva fatto mente locale. come succedeva spesso preferiva non porsi domande. non porsi altre domande.
a distanza di tempo, scrivendo una mail a un'amica, parlando di quick dating, le venne un flash, nitido come quello dell'autovelox: era stata insieme a uno che aveva in casa una spilla di meetic, segno che probabilmente era iscritto alla community.
forse lui collezionava foto porno di donne con le tettone e clitoridi spropositati nella cartella preferiti del browser. oppure era stato abbonato a "blue" (1995: l'annata migliore). forse si scaccolava di nascosto, forse era il re delle chat erotiche. tutto questo prima di conoscerla. o forse anche mentre stavano assieme. e probabilmente lo faceva ancora, dopo che si erano lasciati.
... non ha prezzo.
abbiamo la consapevolezza che non li conosceremo mai fino in fondo?

Commenti:
serve poi conoscere certe cose? nel senso, che non abbiamo anche noi femine le nostre piccole perversioni che non e' meglio rivelare mai?
veramente una sfrenata passione per i clitoridi puo' intaccare un'unione?
si fanno compromessi ben peggiori di solito....
 
no, non è questo il discorso. come reagiresti se guardando dentro a un cassetto scoprissi delle riviste porno o una pistola? so di persone a cui è successo, forse a me è successo di peggio (la spilla di meetic è una minchiata a confronto...), ma sicuramente a me è andata meglio che ad altre: pensare di avere a che fare con qualcuno e poi scoprire che questo qualcuno fa cose che non ci saremmo mai aspettate... beh, io non sono sicure che tutte siano pronte ad accettarlo. non so se adesso è più chiaro ;-) bacio, A
 
o peggio ancora, che questo qualcuno fa cosa che eticamente (non sto parlando della pornografia) non accetteremmo e che noi rifiutiamo (l'esempio della pistola è più calzante, forse... almeno per me...)...
 
Decisamente l'esempio della pistola è più calzante. Pure mio nonno, sulla cui condotta etica non ho nulla da eccepire, ha avuto per lungo tempo una pistola in casa, per ragioni lavorative. Casomai è il fatto che mano a mano che approfondisci e ampli la tua conoscenza della persona puoi scoprire cose che ti sorprendono (in maniera negativa, va da sé). Atteggiamenti che non quagliano con te e con la tua idea di coppia, di rapporto di coppia e/o della tua unione, che pensavi essere basata su determinate cose e non su altre, o essere arrivata a un certo punto e scopri che pe l'altor è a un punto totalmente diverso. Ecco, più che scoprire che il mio partner ha in casa la collezione completa de "Il Giornale" direzione Feltri, sono queste le cose che me mettono completamente fuori squadra. (Iesus, tra tutte e tre quanto stiamo parlando per allusioni!!!)
 
beh, almeno sulle questioni-base di condivisione di valori e magari anche di gusti bisognerebbe sapere cosa pensa il/la partner; non credo sia necessario che tutti debbano coincidere. viceversa bisogna chiedersi perchè due stanno insieme, se non si conoscono...
 
io sto parlando di cose pratiche, non di sentir comune. le cose pratiche non sono altro che immagini del sentire, ovvio.
ma comunque se dopo ics anni scoprissi che il mio fidanzato/compagno è abbonato al giornale un po' di merda ci rimarrei. piuttosto preferirei saperlo da subito e scendere al compromesso.
lo so non mi spiego, scusate.
 
preferisco avere un uomo appassionato di porno piuttosto che uno che tira di coca. giuro li ho avuti entrambi e so esattamente cosa significano entrambi.
 
mi e' scappato il commento. stavo per aggiungere che ho anche io la mia bella dose di perversioni e trovare qualcuno che ne condivide una buona parte e poi ne ha delle sue e' piu' salutare di quanto appaia...
 
no, spieghiamoci, la spilla di meetic non è una perversione. è un lato oscuro. così come lo è la pistola o la mancanza di rispetto (che può trovare mille risvolti pratici). se uno mi dice "ciao mi chiamo X e sappi che io leggo "il giornale", sparo ai fringuelli e mi faccio seghe davanti ai film porno che colleziono nel baula rivestito di pelliccia di astrakan" posso decidere che la cosa mi vada bene o meno. se lo scopro dopo anni, magari sulla mia pelle. ecco, magari la cosa mi crea problemi.
esempio: sono stata insieme a un alcolista che non ammetteva di esserlo, io fino a quando siamo stati assieme non l'ho mai voluto riconoscere. non gliene farò mai una colpa, la cosa c'era, era sotto i miei occhi. aveva mille sfaccettature, mille indizi, mille ripercussioni. l'ho accettata era un compromesso. e mi sta bene anche accettare il fatto di aver subito queste ripercussioni, è stata una mia scelta.
se lui fosse stato un po' meno visibilmente ossessionato da questa cosa, se fossimo rimasti assieme e un giorno lo avessi scoperto usire da una riunione di AA, ecco magari mi avrebbe aperto gli occhi e mi avrebbe fatto male scoprire di non conoscere il mio uomo.
mi viene il dubbio che l'esempio non calzi. però forse sì.
 
Be', diciamo che un appassionato di pornografia magari di tanto in tanto tira fuori qualche idea brillante... ;-P Cioè, la speranza è sempre l'ultima a morire.
 
credo che tu stia cercando di dire che quando scopri una cosa, tenuta nascosta per anni, che rivela un nuovo lato della personalità di quella persona che l'ha tenuta nascosta, ne rimani spiazzata e ti chiedi "ma lo conosco?". la risposta è subito "no", o comunque "non del tutto": anche nel caso "non del tutto" ti chiedi quanto sia questo non del tutto. quello che spiazza è il fatto che ci hai investito sentimenti e tempo per giugnere a quel risultato. c'è un detto che fa "conosci una persona dopo averci mangiato insieme un chilo di sale". e prima che due si siano finiti un chilo di sale ne passa del tempo e magari non basta neanche quello...
 
+1 per pachiderma! ;-) (grazie per la traduzione a favore del gentile pubblico)
 
ma come? solo +1? tradurre è faticoso!!! ;-) c'etait un plaisir!
 
ribaltiamo la domanda. si puo' verametne conoscere del tutto qualcun altro?. possiamo veramente conoscere a fondo noi stesse?. io mi vivo, ma mi conosco molto poco.
 
sue, ti prometto a breve un post di quando ho ritrovato le mie foto di quando avevo 13 buchi nelle orecchie e ci infilavo le spille da balia. anche io speravo di conoscermi un po' meglio... e di essermene dimenticata, once for all ;-)
(no, comunque lo spunto c'è, la ricorrenza anche, regalami ancora 2 giorni e ci siamo. stay tuned...)
 
come siete pignole.
E' che uno certe cose si scorda di dirle, mica per altro.
Adesso, scusate, è il momento della Tortura Quotidiana degli Innocenti, mi allontano un quarto d'ora.
 
ottimo, passami quella frusta.
 
Macché, il problema è che si tende sempre a intrecciare una relazione non con una persona, ma con l'immagine idealizzata che di quella persona si ha.
Non riusciamo a conoscere per bene noi stessi, figuratevi qualcun'altro. E allora - da bravi muratori - stiamo lì a rattoppare i buchi cognitivi.
Non avremo *mai* tutti gli elementi per dire di conoscere appieno una persona, e daremo sempre per scontato una serie di supposizioni che sono solo nostre, ma che si fermano sempre al generale e non vanno mai al particolare.
Ci immaginiamo la stanza del nostro partner, ma poi magari scopriamo che tiene ordinate le mutande per sfumatura di colore. E allora ci rimaniamo un po' di merda per una illusione che è soltanto nostra.

(Ma che parlo a fare? Da qualche mese compro "Il Foglio" di Ferrara.
Lo compro, ma non lo leggo: non sono ancora a questo livello di perversione.)
 
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