Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

giovedì, ottobre 06, 2005

 

a quando lo spaccio delle indulgenze?

a vibo valentia pagano il 5% di ici con il 35% di disoccupazione, i comuni alzeranno le soglie per riprendersi quello che la finanziaria ha tolto, ma la chiesa cattolica l'ici non lo paga da sempre su chiese e oratori e non lo pagherà più per scuole (quelle che lo stato italiano finanzia), ospedali e strutture di accoglienza dei pellegrini. non solo non lo pagherà più, ma non lo avrebbe mai dovuto pagare.
legge retroattiva di stato. saranno tutti felici e più ricchi, i commercilisti bigotti: si rifanno i conti.
ma non c'è neanche uno, dico uno, che si vergogna di essere cattolico? non dico tanto, ma almeno un po' di vergogna, intima e crudele. una vergogna che gli faccia dire, almeno pensare: minchia ci stanno prendendo per il culo a tutti?
(tanto per dire: l'ospedale valdese l'ici lo paga)

Commenti:
no, non mi vergogno di essere cattolica. Mi vergogno di alcune delle cose che fa la Chiesa, mi vergogno di quello che fanno i politici italiani pur di avere i voti dei cattolici, ma non mi vergogno di essere cattolica. C'è una differenza.
 
rileggendo il post mi sono resa conto che la mia mancanza di neurone comunicativo di ieri è stata devastante (cfr. il delirio che ho ficcato nei commenti sul tuo blog).
inoltre, il post sì era provocatorio, sufficientemente per sperare che chi lo leggesse lo capisse. però, ripeto, il neurone assente, è una brutta bestia. fra il dire e il fare/scrivere...
la differenza la conosco (e non sminuirei mai una fede al pagamento dell'ici) e mi è chiara, mi è meno chiaro il fatto - e qui sta la mia intenzione provocatoria - di come si possano vedere queste cose e non porsi domande, ad esempio di quanto la propria fede possa essere strumentalizzata.
lo accetterei? non lo so. più probabilmente proverei vergogna.
 
io mi vergogno. come mi vergogno a volte di essere italiana. ma non posso smettere di esserlo, così come non posso smettere di credere.
certo, se la proposta fosse stata quella di esonerare dall'ici tutte le strutture benefico-umanitarie (dalle chiese agli ospizi, alle case famiglia per malati terminali...), indipendentemente dalla gestione, purchè dimostrassero l'effettivo perseguimento dei loro obiettivi, mi sarei vergognata un po' meno...
 
Non so se mi posso definire "cattolica". Non amo le chiese e ci entro quasi sempre solo quando sono vuote. Ho fede, questo sì. Anche se non condivido tante scelte della chiesa, come di altre istituzioni, non penso di dovermi vergognare, perchè non avrei comunque il potere di fare cambiare le cose. Da quest'anno però ho scelto di devolvere l'8 per mille alla Chiesa Valdese. Mi spiace per alcuni sacerdoti che conosco e che si sbattono allo stremo dedicandosi davvero a chi ha bisogno. Ci sono altri modi per aiutarli.
Sono d'accordo con Keo, circa l'estensione dell'esonero ICI anche ad altre istituzioni.
 
sarà il mio neurone mancante - e non il tuo! Ma a me sembra allora che diciamo la stessa cosa. Io ho sintetizzato troppo, forse, ma la mia fede in Dio non viene intaccata dall'ICI o dalle affermazioni sui gay; la mia fiducia nella
Chiesa sì. In questo senso intendevo due cose diverse: io so - insomma, credo di sapere, non sono una biblista ma penso di conoscere abbastanza bene i Vangeli - cosa ha detto Gesù, ed è quello in cui credo. E io non credo che volesse dire nulla di tutto questo. Che è molto triste, come cattolica; e fino a un certo punto posso dire che la Chiesa è fatta di uomini e uomini che sbagliano, ma poi comincio a chiedermi se non sono io magari che sbaglio a credere così. Son domande che mi sono posta dopo il referendum, ma la mia risposta è che io credo di avere ragione su questo, e non la Chiesa, e semplicemente
non mi riconosco più in questa ma continuo a riconoscermi nei Vangeli.
Ecco, spero di essermi spiegata meglio.
 
Io da un po' di tempo dico di essere solo Cristiano e non Cattolico... sarà che ho visto troppe schifezze fatte e dette da quella che io chiamo chiesacattolica s.n.c.
 
Mi indigno eccome, e non esiterò domani (domenica) a portare la mia protesta a chi di dovere. Forse non servirà a nulla, ma so che anche in questo modo potrò essere materia viva nella Chiesa. :)
 
“Credo si sia ingenerato un grande equivoco: questa è una norma vecchia di 13 anni su cui finora nessuno ha avuto da ridire, nemmeno il centrosinistra quando era al governo. E non è vero che sottrarrà ai Comuni risorse consolidate, come denuncia l’ANCI, perchè i proprietari di quegli immobili non hanno mai pagato l’ICI.”
Mimmo Lucà, deputato DS.
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/051007/8p081.tif
 
qualsiasi età abbia la legge fa schifo. non sto difendendo minimamente il centrosinistra. per nulla. fa schifo e basta.
 
Sarebbe bene che prima di parlare ci si documentasse, per evitare di dire sciocchezze. Questo vale soprattutto per parlamentari e giornalisti.

Solo una parte degli edifici di proprietà degli enti ecclesiastici è esente dall'Ici. E le stesse regole valgono per tutte le confessioni religiose riconosciute dallo Stato. (se davvero i Valdesi non hanno mai usufruito dell'esenzione Ici per il loro ospedale, sono masochisti, e mi piacerebbe sapere come hanno fatto a non fallire).

E' sempre stato così e il decreto approvato dal Senato serve per dare una corretta interpretazione alla legge che una sentenza della Cassazione aveva interpretato in maniera restrittiva, ma solo per quello che riguardava gli immobili degli enti ecclesiastici, in pratica discriminando questi ultimi rispetto agli altri enti che usufruivano dell'esenzione.

In pratica nulla cambia rispetto al passato. Le entrate dei Comuni non subiranno nessun ammanco, per la semplice ragione che mai gli enti proprietari di questi immobili hanno pagato l'Ici.

Tra l'altro gli edifici di enti ecclesiastici sono sono il 4% di tutti gli immobili esenti dall'ici.
Del restante 96% però non si scandalizza nessuno, chissà perché...


ecco l'elenco completo dal Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504:

Art. 7
Esenzioni.
1. Sono esenti dall'imposta:
a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 4, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all'articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'articolo 5- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.
 
Vi invito a soffermarvi sul fatto che la sentenza della Cassazione non a ritenuto rilevante che:
"una parte cospicua dei pretesi redditi [del pensionato delle suore] era costituita da contributi sociali in regime di convenzione, e perciò esclusi da ogni possibile considerazione ai fini della natura commerciale."

Mentre in un altro punto della sentenza i giudici ammettono che:
"Né, infine, il fatto di svolgere attività commerciali contrastava necessariamente con la natura di ente ecclesiastico dell'istituto, e con i suoi fini istituzionali, anche perché attività commerciale non è sinonimo di attività con fini di lucro"
 
Posta un commento



<< torna ai Tentativi

[ Diari di fughe ]

[ Le mie moleskine ]

This page is powered by Blogger. Isn't yours?