"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
ho sognato di ballare lenta su un palco improvvisato di tavolacci e stropicciate decorazioni a forma di ghirlande. e sullo sfondo c'era una parete di gelsomino e dietro la curva il profilo di un campanile, in alto, abbarbicato.
piedi che strusciano e tacchi che fanno rumore, caviglie da snodare e mani da stringere. tempo da seguire e ritmo da accomodare.
occhi negli occhi.
mi sono svegliata chiedendomi a chi appartenessero quegli occhi perché quel campanile lo conosco benissimo. ma quegli occhi no. non li (ri)conosco.
ogni tre ami c'è una stella marina
ogni tre stelle c'è un aereo che vola
ogni tre notti un sogno che mi consola
(fda)