"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
sono due ore che sono ipnotizzata dalla sua musica.
e nel frattempo sto facendo cose, fra cui infornare una torta per stasera, ripassare il famoso pistolotto del "non me la sento, non ora" con il corallario della risposta alla classica osservazione "non dobbiamo sposarci" (la risposta suona tipo "non me la sento, non ora"), scacciare l'incubo di questa mattina (ho sognato che
lei si sposava vestita in un orrido vestito a margherite), rispondere a un po' di mail e pensare che nonostante tutto venerdì ho fatto la mia porca figura (come dice r.: "se ti metti in tiro, guarda che sei una strafiga") e che quindi mi sono cacciata ancora più nei guai.
e fra una canzone e l'altra mi è venuto in mente marco, che voleva addormentarsi con "matto" e sacramentava con il mio stereo perché non funzionava. o meglio non funzionava sempre. un po' come la nostra storia. e poi si è rotto tutto, sia lo stereo che la nostra storia.
bella signora che mi lusinghi citando a memoria le mie canzoni
il tuo divano è troppo stretto perché io mi faccia delle illusioni