Tentativi di Fuga
"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
giovedì, marzo 31, 2005
dove fermano i treni
oggi mi sa che ho visto l'unica metropolitana che sia arrivata (per ora) alla nuova fiera di rho. la più grande fiera d'europa.
(la domanda sorge capziosa e fedifraga: embé? e noi che ce ne facciamo della fiera più grande d'europa quando avevamo già la fiera campionaria?)
già perché oggi c'è stato il bagno di folla (con televisione di stato convitata di pietra) del silvio banana in odore di elezioni.
e così la metropolitana rossa direzione rho-fiera per magia oggi ha funzionato.
solo che da domani non funziona più.
cioé diciamocelo, hanno pagato qualcuno per mettersi su un vagone del treno e poi tutti a pregare che non crollasse nulla. perché la metropolitana non è conclusa, anzi è ben lontana dal farlo.
così come non è conclusa la fiera. è così poco conclusa che manco il progettista e architetto si è fidato a metterci piede. e l'arrivederci alla prima fiera non è per dopodomani, ma per metà settembre alla fiera del cibo.
beh, insomma. sul vagone che ho visto io c'era scritto "rho-fiera". sui cartelloni luminosi c'era ancora indicato "molino dorino".
credete che sia uno scherzo? cioè credete che sia una
una tantum? errore: un mese fa formigoni ha inaugurato il nuovo capolinea della verde "abbiategrasso". anche lì i treni ci sono arrivati. solo nel giorno della sua inaugurazione. un cartello appeso agli appositi sostegni avverte che verrà tempestivamente comunicata ai passeggeri la data di effettiva apertura della stazione.
e il bello è che gli italiani porca merda ci credono pure. e allora che si li tengano, ma non li impongano a me.
oh vedete di ricordarvelo...
domenica e lunedì si vota.
eccheccazzo.
mercoledì, marzo 30, 2005
blasfeming
sto leggendo "
gli ultimi giorni" di andrew masterson.
al
tato è piaciuto moltissimo. a me prende così così. o meglio, sono quasi a metà e continuo a chiedermi perché usare 200 pagine per scrivere una cosa che molti (anche menti non eccelse, intendo) riescono a sintetizzare in una bestemmia.
settimana di incroci
ieri sera sono andata a sentire enzo jannacci all'auditorium. era una
scommessa con il destino: chissà se questa volta ce l'avremmo fatta.
ce l'abbiamo fatta.
tralasciando il concerto (che comunque è stato bello e lui è
bravissimo e il soilito blablabla che si scrive quando si va a un
concerto...), era un sacco che
non andavo in radio: ho rivisto facce
che sono anni che non vedevo e che hanno anche fatto fatica a
riconoscermi. lo studio dell'auditorioum è sempre lo stesso. il giallo
delle porte pure.
abbiamo incrociato d. e sì, ok, lo ammetto, è stato imbarazzante.
ridicolo, divertente, quasi inutile, ma imbarazzante.
ho fatto delle ricerche
cioè non che io vada in giro a chiedere i cazzi degli altri, ma chiacchierando con amici e leggendo
post di gente che stimo ho scoperto che siamo tantissimi a credere che
sia giusto.
e quindi mi domando: perché quando un tot di persone la vedono in un modo non gli si può dare minimamente retta e pensare che anche le loro scelte dovrebbero essere rispettate?
(no, non preoccupatevi la risposta me la dò da sola. e non è una risposta a caso)
martedì, marzo 29, 2005
a week of passion - idee future
comuni:
- andare a monaco
- andare in vacanza portandosi dietro i pattini in linea
- andare in bici il prossimo weekend
- incominciare seriamente una dieta
- chiedere il condono per il 5 livello sotterraneo che stiamo realizzando in giardino: piscinazza personale. e comunque, a prescindere, l'erba in giardino pare essere rigogliosa.
sotto la neve pane, sotto il telo erba.personalissimi:
- prendere
la Decisione
- prendere
la Posizione
- smetterla di guardarsi indietro e di cercare di ricordare quali piani avevo fatto o quali cose mi sarei aspettata dai miei 30 anni. è una figata così com'è.
a week of passion - toccare il limite
ho toccato il limite. sono stata un pacchetto spostato da una macchina (ka, rossa, 1400 di cilindrata) dopo 3 giorni di trasferta (compresa gita turistica al porto di ravenna, che consiglio a tutti soprattutto quando scaricano farina di pesce...) a una station wagon 1800 di cilindrata in partenza per un viaggio di 10 ore.
io in macchina non dormo, mi appisolo per pochi periodi non superiori a un'ora.
sono curiosa e chiacchierona. un'ottima navigatrice e una perfetta
tientisvegliomentreguidi, ma che due coglioni.
e così poi per un giorno e mezzo sembro odiosa, noiosa e gnegné. non è che lo sembro lo sono.
quello è il mio limite. dopo l'aggressività. divento invivibile.
e se qualcuno mi dice "sono stanco" giuro che lo mando prima a cagare, poi a intervistare esperti di moda della riviera adriatica per 8 ore filate.
a week of passion - a guardarla dalla macchina...
la germania sembra proprio un bel posto.
mentre c., s. e f. dormivano io e m. (che guidava) chiacchieravamo di economia, welfare e politica.
a vederla dal finestrino della innominata a 180 km. all'ora (quando i divieti lo permettevano) la germania è proprio caruccia.
quasi quasi, dovesse veramente passare la riforma elettorale al referendum dell'anno prossimo, ci si potrebbe pure fare un pensiero.
a week of passion - architettura
berlino è uno strano posto. anacronistica talvolta. cioè, non so se mi spiego... però forse due sovrintendenti ai beni pubblici berlinesi potrebbero dirsi ste cose:
- "abbiamo un palazzone simbolo del potere sovietico in mezzo a una piazza..."
- "bene... smantelliamo tutto... rendiamolo moderno. tutto vetro e cemento..."
- "un po' come il
sony center?"
- "ecco sì... una specie di polo moderno fra l'
antennazza, il sony center e il
nuovo parlamento... e intorno devastazione..."
- "aspetta un attimo... ma questo palazzone è pieno di amianto, che facciamo?"
- "e sticazzi allora lasciamolo lì a marcire. ristrutturiamo il palazzo affianco... una bella colata di cemento e un intonaco anonimo, che ne so... color trasù-de-ciuc"
- " e non lo ripuliamo il
duomo?"
- "nah... però potremmo mettere una bella illuminazione blu elettrico sulla facciata del
museo hamburger bahnhof. sì, insomma, quella roba lì, quell'anticaglia liberty..."
a week of passion - nudi alla meta
se ce lo avessero detto non ci avremmo creduto: a leggere la descrizione sulla guida lo avevamo immaginato tipo hammam (e avevamo pure scherzato sull'eventualità delle zone separate e delle avances che avrebbero ricevuto f. e m.), o una cosa simile, e invece ci è
apparso davanti come una visione mistica: una
piscinazza enorme. e così ci siamo tuffati in questo delirio di benessere acquatico senza pudore e senza ritegno, non dovendo solo affrontare l'incognita di non sapere da che parte voltarci - cioè da che parte iniziare a gustarci
tutto sto bendiddio, ma anche il latente senso di privacy che nei paesi del nord cozza con il nostro bieco perbenismo di merda.
ad esempio esistono gli spogliatoi, certo, ma di separato hanno solo la porta: così noi 4 ci salutiamo e ci diciamo "ci vediamo dentro" e il dentro è solo due passi più in là.
ad esempio, m. e f. hanno dimostrato (almeno ci hanno provato...) grande
savoirfaire davanti alla crucca con uno stacco di coscia di tipo due metri, completamente nuda e depilata che li ha incrociati mentre andava nella sauna.
ad esempio abbiamo riconosciuto tutti e 4 come essere nudi in mezzo ai nudi è anche un po' un chissenefrega. e così le menate mie e di s. per l'acquisto del costume da bagno da h&m (anche a berlino esiste trocastrasse, ovviamente) sono risultate nulle, ma almeno abbiamo
fatto risate per un esercito.
e così abbiamo conosciuto la figata della piscina con la musicoterapia, quella con la cromoterapia, la sauna, il bagno turco, le docce ghiacciate, la piscina all'esterno.
abbiamo solo assaggiato l'idea dei massaggi bloccati dal prezzo e dal tempo.
abbiamo capito l'importanza di avere sempre degli asciugamani di scorta.
e così abbiamo avuto una visione mistica di questo posto in centro a milano con i ragazzini che fanno a gara per chi regge di più nella sauna con le donne nude o per chi (inevitabilmenter) soffre meno il freddo nelle parti basse, con le ragazzine che fanno a gara per chi ha il piercing più bello o il tatuaggio più grande. magari poi con le
manifestazioni clericali fuori dalla porta perché è immorale.
mi piace l'idea che quel paradiso stia a berlino, dove è giusto che stia, dove ci sta bene e dove i berlinesi sono contenti di godersi quello che sanno vivere e vivere bene.
poi del resto sono
solo 12 ore di macchina (se non ci sono code...), che cé vo'?
Liquidrom.com
a week of passion - il cast
a. o auro o anche io - insomma la sottoscritta.
m. - beh, lui.
f. - moroso di s.; con l'aggravante di averGli fatto conoscere il tama(gotchi).
s. - morosa di f.; potrebbe essere una sorella, anzi forse lo è già. per il momento condividiamo solo il fatto di aver comprato lo stesso (orrido) costume.
c. o ciccino - moroso di k.; si chiama in altro modo ma lo chiameremo Ciccino, anche se andrebbe bene pure "pozzo senza fondo".
k. - morosa del Ciccino; che anche lei si chiamerebbe in altro modo, ma k. va bene.
personaggi inanimati:
- il tama(gotchi), ovvero il navigatore satellitare. o meglio, il buono e il peggio della tecnologia.
- l'immonimata, ovvero la macchina di m., che ha detto che dopo il trocabus sono riuscita a fare anche uan
berlinomobil.
- la lonely, ovvero la Bibbia, la Guida, la nostra Luce, il nostro Faro.
lunedì, marzo 21, 2005
si-iu-leter
questo blog va in vacanza.
tappe previste: rimini-ravenna-berlino.
una settimana di luoghi e visi.
vabbé, prima o poi si torna, eh...
ad personam
conosco la fragilità di un attimo.
conosco lo stare male e il non sapere dove guardare.
conosco la voglia di stare da soli perché ci si sente "merda ovunque".
le ho viste in casa mia, sul davanzale di s., nella mani di g. arrabbiata.
le ho viste per due lunghissimi anni di giovedì. sempre di giovedì.
e non c'è modo di spiegarlo se non lo conosci. ed è denigrante vedere sulla faccia della gente lo sguardo pietoso e ipocrita. e ti capisco, madonna se ti capisco.
ovunque tu sei sappi che devi essere tu a venire da me, che sarai tu a decidere che ci sarà posto per me, avrai spazio e tempo, quello che vorrai, quello che sarà giusto darti. come vorrai riceverlo, ma dovrai essere tu e solo tu a volerlo, a scegliere anche me. dovrai essere tu a tirare fuori la forza e il dolore per chiedere aiuto.
e io sarò qui. e - lo sai bene - non solo io.
cronaca di un ciocco
sms mio a f. - "dove non può la società, può il codice della strada: ieri incidente con una nmntenuta di via senato. ma da che mondo è mondo la colpa è del proletariato"
sms di f. a me - "mi sembra un evento ricorrente nella tua personale lotta di ClasseA. Almeno stavolta
non hai perso un concerto. Hasta el perito siempre. Nuevo sinistro unido!"
io lo adoro...
che poi scappa il tempo...
we zeppo, in previsione di una settimana identica.
però nel we faccio quello che voglio io.
fino a giovedì quello vogliono loro.
ma poi, ta-dah! si parte per berlino.
e tutto quello che avrei voluto scrivere è troppo vecchio per sembrare minimamente interessante.
venerdì, marzo 18, 2005
18031978
come ti sistemo il giardino
nel giardino di m. saranno impiantati a breve:
- un dondolo per la isotta
- una fontana
- un patio
- un campo di riso dove intonare i canti delle mondine
- una pista da bowling
- un campo di badminton
- un impianto sciistico (
note 2 self:ricordarsi di chiedere l'abilitazione per farci svolgere le discese libere di torino 2006)
dottor morte
se un giorno - dopo quindici lunghi anni, ma anche prima - chi di dover dovesse decidere per me, potendolo fare senza dover lottare contro stupide leggi bigotte, potendolo fare senza dover giustificare nulla a nessuno, sapendo che va contro ai piccoli e mediocri moralismi,
lo faccia.
senza aspettare, senza aspettarmi. lo faccia.
non lo farei mai per qualcuno, senza il consenso. ma per me, lo faccia.
giovedì, marzo 17, 2005
and the dreams that you dare to dream really do come true
alla
sore per eccellenza si è spaccato il braccialetto. a me non ancora.
però so che uno dei desideri dei ponti di parigi durante il batò-dusch non si è realizzato. proprio per niente.
per fortuna.
rob, pensaci tu!
"Non puoi affidarti al tuo giudizio", sosteneva Mark Twain, "quando la tua immaginazione è fuori fuoco". E siccome in questo momento la tua immaginazione è confusa e senza scopo, Vergine, ti raccomando di rimandare le decisioni che richiedono lucidità di giudizio. Ma non buttarti giù per questo. Non è un problema così grave. Per affilare la tua immaginazione devi solo concentrarti sui grandi capolavori dell'arte, della musica o della letteratura.io non lo so se
lui abbia ragione. anche perchè, a differenza dagli altro oroscopi, scrive belle cose che, come gli altri oroscopi, difficilmente poi si realizzano e corrispondono al vero.
però per seguire il suo consiglio, madonna, che fatica.
modello unico (e anche raro)
esiste una cosa che si chiama obiezione fiscale. ora, io non so bene come funzioni, eh. però, ad esempio, so che è una cosa illegale che rischia di necessitare di un'ottima assistenza legale e fiscale alle spalle per essere messa in atto.
so anche che in pratica è un modo per esplicitare la propria volontà a non finanziare le spese militari del proprio paese.
io non sto assolutamente pensando di proporla o di metterla in pratica, però so che esiste (tanto per dire, della sua esistenza se ne è accorto anche un
noto mezzo di comunicazione non proprio comunista e lasciatemelo dire anche un po' vetero tradizionalista, ma pure anche un po' micragnoso), e che
ci sono modi per attuarla. modi illegali, sia chiaro.
ma del resto qual è ormai il concetto di
legalità? è mai stato un parametro oggettivo? del resto, ci hanno ultimamente dimostrato che ci sono modi legali - di più, legalissimi - per prendere per il culo gli elettori.
quindi, senza esortare al reato, ma solo all'allargamento dei propri orizzonti, qui si fa quel che si può. spero che il pubblico se ne renda conto e apprezzi.
Un noto giornaletto cattolico, Altra Economia
ancora tu, ma non dovevamo vederci più?
ieri ho visto in tv uno che faceva con me le elementari. era a un quiz. completamente cambiato, quasi calvo. "minchia, non può essere lui".
l'altro giorno il mio ormai ancestrale ex era su viva in un video di un altro vecchio amico. è dimagrito. "minchia, non può essere lui" (ma il video lo avevo già visto; con il mio ex abbiamo un buon rapporto e mi piace molto la
fortunella che sta con lui adesso...)
oggi ho letto un commento su un blog di uno che ho stimato moltissimo in passato. vista la qualità del commento ho pensato: "minchia, non può essere lui".
a milano c'è la neve
mercoledì, marzo 16, 2005
ciao zio, io sono la auro
lo
zio vuole dare del tu ai suoi lettori.
dategli del tu. se lo merita.
perché scrive sempre cose così perfette
il teatro delle marionette
spluciando le mail arretrate di due giorni ho capito una cosa: gli spettacoli per bambini a milano (anche nei teatri sfigati) costano 8 euro per loro (i pargoli) e 11 euro per gli accompagnatori. capisco perché i genitori di oggi poreferiscano mettere il figlio davanti alla tivvù o alla pleistascion: la spesa di sto passo si ammortizza in un attimo.
martedì, marzo 15, 2005
looking for fun and feeling groovie
qual è quel farmaco il cui...
...bugiardino è la cosa più complessa da capire del mondo: tanto per dire, c'è un flow chart. e paraltro mica tanto chiaro.
...bugiardino è la cosa più minacciosa e meno invogliante del mondo. a un certo punto dice una cosa che suona molto: questo farmaco potrebbe indurre al tumore, ma non lo si sa e poi comunque quel tumore viene anche per ben altri motivi.
...confezionamento ha un colore che lo fa sembrare tutto tranne che un farmaco, ma quasi una caramella.
i heard your voice through a photograph
qualcosa, non tanto, eh... quasi niente decente.
ma qualcosa sta
qui.
Flickr.com
another brick in the wall
è strano sentire
folco in radio.
è come trovare nel cassettone un vecchio maglione, un ciondolo che portavi al liceo. è come chiudere gli occhi e sapere che dentro di te c'è un pezzo che niente potrà mai sradicare, ci sono le proiezioni sfocate di serate, di sigarette, di cubini, di note e di umori, c'è un pezzo di te che hai sigillato da qualche parte e che sai che c'è.
e che appartiene al passato, con il quale adesso ti va anche di scherzare.
non ti voglio più vedere
non ti voglio più vedere
...
e pensare che io volevo trovare solo una storia d'amore
e invece qui con questa specie di cane che pensa solo ad abbaiare
alle mie vecchie storie di sesso penso sempre più spesso
ma non mi devi provocare, perché un giorno potrei uscire
comprare una pistola per cantare get out
planning
cano la piscia, prendo la macchina, mi butto nel traffico e mi faccio rimbalzare al roialto.
ora, avere un fidanzato può avere (e li ha) un sacco di lati positivi, ma non fornisce un teletrasporto di default.
ed è la cosa più bella di sapersi indipendente.
cioè vogliamo andare a fare figure di merda al roialto, andiamoci. possiamo decidere anche con quale macchina... mica ci vorrai andare con la macchina aziendale, vero? (del resto io voglio andare a un matrimonio in bicicletta...), andiamoci con la mia scassona, prima che credino che li prendiamo davvero sul serio.
ok, ho capito, ho capito, vado a canare la piscia.
ho capito... ho capito...
lunedì, marzo 14, 2005
oggi c'ho i cazzi miei
m. è un mio collega.
cioè lui è un altro m. non il m. di cui parlo talvolta qui. vabbé diciamo che il mio collega non si chiama m. ma l. (dove l. è un nome da scemo).
l.: Auro che succede oggi?
auro: grrrr... (Auro è palesemente incazzata, girata, sta usando una diplomazia con due clienti che pare juri chechi agli anelli)
l.: dai Auro, che faccia che hai... (l. chiaramente sta provando a rompere il cazzo a Auro, che vuole tutto tranne che l. le rompa il cazzo)
auro: l. a fanculo ci vuoi andare da solo o vuoi fartici accompagnare da qualcuno?
l.: madonna, quanto sei
unpolite...
auro: te lo ripeto in modo
polite: a fanculo ci vuoi andare da solo o
vuoi fartici accompagnare da qualcuno?
missing in action
domanda puramente idiota: ma qualcuno di voi trova ancora i krisprolls
nature (intendo dire: non integrali) sugli scaffali dei supermercati.
e se sì (e siete milanesi o hinterlandiani): in quale supermercato?
un'Auro che soffre la nostalgia
domenica, marzo 13, 2005
madre e figlia
Scena uno: Auro (da qui in poi A) e MammaAuro (MA) sono in macchina. A guida con il finestrino abbassato e ha gli occhiali da sole. MA ha gli occhiali da sole e un bel sorriso. Sono su una strada larga a più corsie.
MA- "Uh, sai la Tina?".
Flash back in seppia: una signora di 70 anni torna a casa, trottorellando sulla sua ciccia e i tacchi della scarpe Valleverde. Non è particolarmente bella, ma si cura e si tiene bene, truccata e con la piega dei capelli appena fatta.
A - "Sì, è quella a cui è morto il moroso qualche mese fa, vero?"
Flash back in seppia: un signore di 75 anni in vestaglia alza le tapparelle della casa della Tina, poi prende con lei il caffé seduti a un tavolo con la tovaglia cerata. Subito dopo scena di un funerale di periferia.
MA - "Sì, lei. Quella che è rimasta vedova l'anno scorso"
Flash back in seppia: altra scena di un funerale di periferia.
A - "Quindi?"
MA - "Oggi l'ho chiamata e mi ha risposto suo figlio, dicendo che lei era appena uscita con il suo nuovo fidanzato".
A - "Fossi in lui mi toccherei le palle..."
pollice verde
mi devo ricordare di fare delle foto al giardino di m. che se no come spiegare la meraviglia della trasformazione che "subirà"?
le ortensie saranno ovviamente le mie sorvegliate numero uno visto quanto mi hanno fatto penare.
nel buio, con il fuso orario sballato
"un grande senso di tranquillità e di pace".
e a me basta - right now as right now - questo.
settenote
p. mi chiede via mail:
Auro, ma qual è la colonna sonora del tuo blog? molti lo scrivono nel loro blog. tu no.a parte il fatto, cara p., che sto tono lo usi con tua sorella, non esiste una colonna sonora di questo blog. pensando alle prime 5 cose che mi verrebbero in mente credo che siano solo 100 a conoscerle a questo mondo. però visto che lo chiedi, sono solo cazzi tuoi.
diciamo che i post acidi li puoi leggere con in sottofondo qualsiasi cosa dei
subsonica, che quelli che paiono romantici li puoi leggere ascoltando qualsiasi cosa dei
la crus o degli
aldilàdidalì. per i post politici puoi ascoltare tutta la produzione della
banda bassotti.
last but not least, per leggere i link sulla destra puoi ascoltare la musica del
carosello.
ciao. have a g'day.
con la schiena appoggiata sulla terra
ci sono cose che mi fanno tornare a 10 anni fa.
fra queste cose c'è l'andare al parco sempione ad ascoltare i tipi che suonano i bonghi, muovere le chiappe a ritmo, leggere, appoggiare la mano sulla schiena della persona che mi sta accanto, ascoltargli il respiro attraverso il palmo della mano e, anche io, respirare profondamente.
due uniche differenze: la persona accanto a me non è più quella di 10 anni fa (beh, meglio...); Auro non è più quella di 10 anni fa (beh, meglissimo...).
sfruttamento minorile
i genitori che parcheggiano i figli all'ikea ormai non sono una novità.
intendo dire, arrivano, dicono alla simpatica Marta (che è lì a farsi due maroni così con tutte ste belve figlie della televisione e dei videogiochi): "io vado a farmi i cazzi miei, tu tienimi il figlio".
poi quando lo vanno a riprendere è già tempo di andare alla cassa e il figlio è lì che lancia forbici, coperchi e mensole della billy contro gli altri acquirenti urlando come manco un'aquila a cui stiano strappando gli attributi.
ma adesso c'è una nuova feature: parcheggiare il figlio al tavolo del self service in modo da occupare i posti mentre i gentiori fanno la fila al bancone.
oggi una madre si è trovata davanti a un'Auro così indignata e così incazzata che mi sa che non metterà più piede a Corsico, ma solo all'Ikea di Carugate.
ed è pure partito l'applauso dgli astanti.
l'unica rimasta interdetta è stata mia madre che è rimasta attonita e in silenzio, ma che dopo tipo mezz'ora mi ha detto:
madre - "Scusa, Aurea, ma cos'è successo prima con la signora?" (mia madre è sorda, quindi non è che riesca proprio a seguire tutto, soprattutto in mezzo a una popolazione di deficienti che parcheggiano i figli al tavolo del self service)
figlia - "Niente, Mà, le ho semplicemente detto che la prossima volta avrei affittato sua figlia per 50 euro in modo che tenesse il posto anche per noi."
madre - "Mi sa che con te ho saltato un capitolo delle buone maniere..."
figlia - "Mà, vediamo di muovere il culo che c'ho un'ansia qua dentro..."
madre - "Forse anche più di uno..."
venerdì, marzo 11, 2005
ma tu come ti senti?
passano gli anni e forse le differenze si allargano e ci dividono, come in una forbice le due punte che insieme hanno una funzione e poi invece divise fanno fatica a fare finta di servire a qualcosa. nel contesto delle forbici. e invece riesco a servire a un sacco di cose utili (ad esempio, a stringere le vitine delle montature degli occhiali).
insieme abbiamo fatto delle cose, in un certo senso abbiamo tagliato tanti pezzi di carta in mondo che venissero fuori lunghissime file di omini, come si faceva alle elementari. abbiamo usato migliaia di fogli colorati, abbiamo infestato la città di omini e abbiamo girato voraci fino a stancarci di tagliare. fino a fare delle scelte che portano me, la lama più piccola, da una parte, e te, la lama più alta, da un'altra.
e rincontrarci forse non è servito a creare nuovi omini. ci abbiamo provato, ma non erano legati per le mani, non facevano il girotondo, ma erano solo pezzi sparsi che non sapevamo come incatanare.
è un puzzle che forse per ostinazione e per affetto cercheremo di fare, come il castelletto che abbiamo cementato con la pazzia, ma che difficilmente riusciremo a guardare nella sua completezza.
e me ne spiace. sei stata la mia
itaca, e adesso sei qualcuno a cui voglio molto bene, ma a cui ho poco da dire. a cui magari rinuncio una sera, che magari rinuncia a me, a cui penso se dire una cosa o meno, che non è di per sè sbagliato, ma quanto meno strano, nei tuoi confronti.
non sbagliato, mai sbagliato.
(
e non trovo quella foto... e io sinceramente qui non saprei che canzone metterci se non "che paura mi fa' carletto, l'uomo lupo frankie e dracula, ma che effetto mi fa' mi sento tutto un brivido...")
mercoledì, marzo 09, 2005
euterpe
E poi se la gente sa e la gente lo sa che sai suonare
suonare ti tocca, per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare
Finì con i campi alle ortiche, finì con un flauto spezzato
ed un ridere rauco e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto
Il suonatore Jones, Fabrizio De André
risorse interne
oggi ho scoperto un sacco di cose su di me:
- che ho da quasi 30 anni un'amica splendida, che ha un sorriso splendido. e che io sono fottutamente invidiosa. e tu forse non lo sai ma io talvolta ringrazio il cielo di averti chiamato quella sera del 1992 dicendoti "ma se facessimo una cena con quelli delle elementari?"
- che riesco a mandare mail a ostelli di mezzo mondo in inglese, con un tono assai "oh-yeah..." e ottengo pure delle risposte. in genere le risposte dicono "spiacenti", ma lo dicono con un tono molto "oh-yeah". e così fa meno male.
- che io se non ho argomenti è inutile che li cerchi. non ce li ho, non chiedetemeli.
- che se la gente non ha argomenti, mi incazzo di brutto e mi viene l'ansia da abbandono, ma sopporto. in silenzio, con un mantra interno, ma sopporto.
- che se voglio ottenere qualcosa, riesco a tirare fuori argomenti che manco berlusconi quando cerca scuse per aumentare le tasse o giustificare le leggi
proteggiamichetti.
autostima
picco odierno alle 15,57
mail di m. "la mia ragazza è non dico intelligente ma quantomeno un genio"
martedì, marzo 08, 2005
scambio di persona
ora la domanda sorge spontanea e se la stanno ponendo in molti: e se invece di due italiani (un agente del sismi e di una giornalista appena liberata), in quella macchina ci fossero stati un marito iracheno che portava la moglie incinta all'ospedale per partorire, ma chi cazzo lo avrebbe saputo in italia?
fraintendimenti
io potrei aver capito male, giuro, eh... ma il ministro Castelli potrebbe aver appena detto a Ballarò che le morti degli iracheni (per quanto eventualmente immischiati nella guerriglia) a nassyria per mano delle truppe italiane non sono operazioni di guerra, ma operazioni di
ordine pubblico.
tutto questo dopo aver detto una roba che sembrava molto: a nassyria non c'è la guerra, ma eventualmente la guerra è a napoli.
vacca boia.
tale padre, beh... insomma.
lo junior è un genio.
ma il senior era un genio incontrastato.
Lessico&Nuvole
gente, persone e lampade ricoperte di perline
stasera ho avuto la perfetta percezione che in questo periodo senza pretendere il cielo, non mi manca nulla.
a parte 10 centimetri buoni di capelli, ma quelli tanto - ormai l'ho imparato - ricrescono.
8 marzo
sms di p.
auro, tu che sei donna di mondo, mi spieghi perché gli uomini in cambio di 1 rametto di mimosa puzzolente poi pretendono che noi gliela diamo per 364 giorni all'anno?carissima p. la vuoi sapere le verità?
non lo so.
lunedì, marzo 07, 2005
tears in heaven
e non saperle condividere.
edicolante
domenica, ore 12.50.
io e m. torniamo dall'esselunga di lissone dove abbiamo fatto la spesa. ci si preannuncia un pomeriggio di nanna sul divano e di nulla, come avevo bisogno io.
m. si ferma a sesto all'edicola in modo che io possa comprare i giornali.
corro all'edicola.
auro - "ciao, mi dai manifesto, repubblica e liberazione?"
edicolante - "sì"
...
edicolante - "cioè no, ho finito tutti i giornali di sinistra più di tre ore fa"
auro - "beh, bello, no?" sorrido e me ne vado.
domenica, marzo 06, 2005
vedersi nei film
... ogni tanto capita di ritrovarsi in un film, in un personaggio.
rivedere in quello che si è vissuto o in quello che si sta vivendo.
stasera mi è successo esattamente questo. e non era la protagonista del film.
per un attimo mi sono chiesta perché a volte ci venga chiesto di dare a prescindere da quello che si riceve. anche quando lo si chiede chiaramente. anche quando ci hai messo la faccia, l'anima e le mani per chiederlo.
e in cambio, boh. qualcosa che non so e non ho mai saputo definire.
i film possono anche fare più male di quel che si pensi.
e tutto ritorna violento e persistente sullo stomaco.
un macigno, un blocco, un lunghissimo silenzio. e tu non sai dove guardare.
prova a prendermi la testa fra le braccia e mentre resto a occhi chiusi prova a cullarmi.
fammi sentire speciale. dammi una ragione per crederci.
(a.k.)
sabato, marzo 05, 2005
la croce la si mette lì, forse
ieri ho comprato
liberazione perché quello che avevo sentito in radio (sì, è sempre quella comunista di radiopop, perché porca merda diciamocelo, chi cazzo fa sentire, altrimenti interi stralci dei congressi dei partiti?) mi aveva colpito molto.
mi aveva colpito la scelta del
fausto di andarsene dalla segreteria del partito l'anno prossimo.
mi aveva colpito la
scelta di ingrao di chiedere l'ammissione al partito.
mi avevano colpito molte delle tematiche affrontate nella
nota introduttiva del congresso.
mi aveva colpito il fatto che prodi prendesse appunti.
volevo capirne di più.
non so se sono perfettamente convinta da quello che il principale correntone di rifondazione sostiene, ma mi sembra che sia condivisibile l'opinione più diffusa: riforndazione non ha svoltato, ma è cresciuta e maturata rispetto al 1998 (non che ci volesse molto).
forse un voto più di cuore e meno dovuto all'esasperazione, ecco... forse glielo si potrebbe pure dare.
Liberazione, Rifondazione
compri anche repubblica?

ieri sera scendo dal treno e ricevo l'sms di g.
chiamo m. per chiedergli di confermarmi la cosa, avevo forse bisogno che me lo dicesse anche lui per crederci sul serio.
giuliana è stata liberatastanca, stanchissima, con alle spalle una giornata complicata, con 35 minuti di attesa di un treno in uan stazione ferroviaria che non sapevo neanche che ci fosse.
m. non è riuscito a confermarmelo al volo, avevo voglia di tornare a casa in fretta.
scendo in metropolitana, torno su: sms di conferma di m. e io che finalmente guardo il cielo e urlo un sì che mi sembra eterno.
fuori dal supermercatino sfigato che c'è all'uscita della metropolitana mi sorride un ragazzo di colore e mi dice "è libera, vero?". sguardo complice e via a casa, poi a teatro, poi a mezzo ubriacarmi.
stamattina m. si è svegliato presto, l'ho sentito andare in bagno e accendere la
mia radio, che è incancrenita su
radiopop, ho riconosciuto lo stacchetto musicale. poi mi sono riaddormentata, fino a quando m. non è tornato in stanza e mi ha detto che l'agente del sismi (nicola calipari) che la stava riportando a casa è stato ammazzato dagli americani poi ha aggiunto altre cose...
non riuscirei a combattere contro morfeo per dire qualcosa di sensato, mi spiace. lo saluto, chiudo la porta, lo aspetto a casa.
tornando a letto mi spiace perché avrei voluto dirgli di comprarmi
il manifesto, poi mi riaddormento.
mi sveglio e trovo un messaggio di m.: oggi il manifesto lo compro io.
grazie. ho anche io molta voglia di saperne di più.
RadioPopolare, IlManifesto
m'importa una sega (ma fatta bene che non si sa mai)
qui si parla di seghe e orgasmiin campo sessuale le donne sono più complicate degli uomini, in questo le aiuta (o le penalizza) anche una questione fisica, o, come direbbe una mia amica, "di apparato". ma tant'è... noi donne siamo un po' più complicate. ma visto che le cose complicate sono quelle che danno più soiddisfazione...
la maggior parte delle donne ha un orgasmo clitorideo, se un po' di tempo fa era un problema ammetterlo, adesso la conquista del proprio diritto a godere fa sì che l'uomo pistone diventi un po' meno "stallone" e che (enfin!) l'uomo debba anche prestarci un po' attenzione a dove mette le mani. non che sia sempre necessario, eh..., ma auspicabile sì.
non sempre una donna trova un uomo così, ma ci si adegua. del resto anche l'uomo si adegua alla donna frigida, alla figa di legno e alla ninfo, quindi non vedo perché non richiamare l'attenzione sulla parità dei sessi in questo senso.
siamo nati per combattere anche a letto, facciamolo. potrebbe essere divertente.
alla luce di tutti gli ostacoli e di tutti gli intoppi che ne possono derivare, si capisce bene che in tot casi (con tot che varia da 1 - la mia amica di cui sopra - a n-1, dove n è la popolazione mondiale sessualmente attiva e 1 è formigoni) la masturbazione diventa momento di massima soddisfazione sessuale. questo gioca un ruolo anche più ampio: solitamente farsi "gran seghe" significa anche conoscersi meglio, essere in grado di spiegarsi meglio e fare le prove generali di quello che ci piacerebbe trovare quando siamo con uno (o più, it depends) partner. questo vale sia per gli uomini che per le donne.
è normale che, anche se si trova un uomo (o una donna) sessualmente perfettamente compatibili, ci si continui a fare gran seghe perché per un motivo o per l'altro non sempre il partner (o i partner) sa comunicare quanto è bello fare sesso con noi, sa dire che ci sono cose che piacciono di più o piacciono di meno, ma che comunque farlo con noi è divertente, appagante, soddisfacente.
l'essere umano cerca anche la condivisione, si sente "a posto" non quando si fa gran seghe, ma anzi, quando trova qualcuno con cui scopare. si dice che una persona stressata scopa poco, non che dovrebbe farsi più seghe. si dice "smettila di farti seghe" proprio per distogliere una persona da un atteggiamento troppo caotico,
articolato, dispersivo, poco costruttivo.
e quindi il punto è qui: dove sta il giusto? nell'accontentarsi di una gran sega ma fatta bene o di sperare che il nostro partner si svegli prima o poi e ci dica "sai che c'è? c'è che come scopi tu non scopa nessuno"?
(questo post parla di una questione personale, ma senza alcun riferimento reale con quello che succede sul mio soppalco ikea, sul tatami di m. o ovunque ci possa venire voglia di fare sesso, da soli o insieme.
questo post parla di tutt'altro e rende, in questo modo, ancora più palese il fatto che, in qualsiasi ambito della nostra vita, è più facile e appagante farsi una sega che trovare qualcuno che ti dica "sei in gamba")
Schizza la mente quando la si tende Si contorce si espande
Se risucchiata ruggisce di dolore di piacere Calore che irradia in onde rotonde
Gelo verticale cunei sparati giù a frantumare
Del resto mimporta 'na sega sai Ma fatta bene
Del resto mimporta 'na sega sai Ma fatta bene che non si sa mai
Che non si sa mai che non si sa mai
M’importa 'na sega, CSI
giovedì, marzo 03, 2005
qualcosa è cambiato
"
mi piacerebbe cambiare il titolo del blog, ma forse per questo ci vuole ancora un po' di pazienza..." (Auro's moleskine)
nel frattempo ho deciso che il Signor MovableType in combinazione con la Signora Aruba mi sta sull'anima e quindi ho messo
qui il vecchio blog e adesso si gioca un po' con blogger.
cambierà il template, torneranno le aree di interesse e i vari link. abbiate pazienza: io stasera vado in bici sotto la neve. poi si vedrà.
nb. si può commentare qui, eh... solo che dovete ricordarvi di firmare i commenti che se no non si capisce chi li lascia... (mica può essere tutto perfetto in questo mondo di merda...
retroattivo
questa settimana lo voglio vivere come
retroattivo.
È il periodo ideale per chiarirti le idee sulla vita che non vuoi vivere.
Oroscopo di Internazionale
obiettivo al futuro
decidessi mai di farmi sul serio il quarto tatuaggio, credo che mi farei tatuare
questa frase, magari a mo' di girocollo:
"
Non insegnare a cantare ad un maiale, sprechi tempo e fai arrabbiare il maiale"
danzandosull'acqua
posizionamenti
sapete dove potete ficcarle le vostre cazzo di
mimose settimana prossima?
A typesetter's day 2.0 che è un gran bel
blog.
ridarola che puzza di pacca sulle spalle
oggi mi è venuta la stupidera. sono andata con r. a mangiare nel locale di un'amica e poi siamo andate da un cliente.
io ho riso per tutto il tempo, durante il pranzo, ma anche durante la riunione, anche mentre il cliente mi diceva le date di consegna (se avesse detto "pronti per ieri" avrei capito già di più...).
ho riso quando mi sono accorta che ci stavano dando un lavoro senza sapere quanto lo pagheranno.
ho riso mentre dicevo a r. "ci meritiamo una cena..."
ho riso anche quando il cliente mi ha stretto la mano e mi ha detto "se sto facendo tutto questo è perché me lo ha proposto lei, perché è stata lei a volermi vendere il servizio, perché lei questo lavoro lo sa fare bene e lo sa vendere bene. e se ha mentito, sa mentire bene. mi dimostri che non dice bugie".
ho un sorriso stampato in faccia che spero regga per tutti i prossimi 20 giorni. per i weekend, per gli straordinari notturni, per le trasferte sull'altro progetto. per i cazziatoni che si prenderanno i miei se non muoveranno il culo.
ed è un sorriso vero che ripaga di tutte le depressioni del momento, degli sforzi, delle incazzature, delle manovre di risollevamento di e. e di r. quando sono giù. è un sorriso che non è una soluzione, ma è già qualcosa che forse non tutti sul lavoro riescono a guadagnare.
chissenefrega di tutto il resto, io oggi ho la ridarola. e fanculo.
similia
se volete ve lo confermo: ci sono almeno due persone abbastanza malate di testa da pensare di poter andare in giro in bicicletta con la neve.
c'è una sera alla settimana in cui sono sicura di essere single.
m. ha molta più forza di volontà e costanza di me e quindi riesce, non so bene come, a fare delle cose che per me sono impensabili, tipo iscriversi a un corso settimanale e portare a termine l'impegno anche quando è stanco, anche quando non ne ha voglia.
e così ieri sera io non sono riuscita a dirgli quello che si voleva sentire dire: "fai bene, muovi il culo, non importa se fa freddo".
io quando sono stanca e ho freddo, resto a casa e non me ne fotte nulla degli impegni presi, soprattutto per un corso, cioè non con delle persone a cui magari voglio pure bene, ma con una società che mi vende un servizio.
spero che abbia capito che fra tutte le cose che può chiedermi questa è fondamentalmente un
insuccesso a prescindere e soprattutto ci incazziamo per nulla, e l'incazzatura fa da volano a tutta un'altra serie di incazzature. e via così.
poi lui alla fine è andato al corso, mentre io ho fatto la single: lungo scambio di sms, pianificazione della serata di stasera, lavatrici, è passato a sorpresa ("
are you alone?" "
so what?" "
ringing your bell..." "
porco! ;o)") di qui r. per un thé veloce.
alle dieci e dieci ho mandato l'ultimo sms, poi ho spento i cellulari, puntato le sveglie e letto quasi 100 pagine dell'america di bryson.
il libro mi sta sempre più convincendo che io non so se poi ho così tanta voglia di vederla, l'america.
stamattina ero sveglia alle 7, ho sfidato la neve per il pascolo cane e adesso vado in ufficio che nel pomeriggio ho un incontro di lavoro e mi fa che dovrò mettere le catene agli anfibi.
mercoledì, marzo 02, 2005
stato d'animo
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