Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

martedì, maggio 31, 2005

 

arrivare quasi ai 32 e dover ammettere che...

... si è sessualmente, carnalmente, fottutamente (a tratti anche sentimentalmente...) attratti da quelli che grimpano verso i 40 o che li hanno appena superati. se poi si stagliano sopra il metro e novanta, ecco. vabbé...
(del film magari ne parlo domani, comuqnue a me è piaciuto. non la storia, il film proprio, la regia, la fotografia. la storia, così così, troppe a.)

 

tribuna referendaria

non sapete se andare a votare? andateci!
non sapete cosa votare? votate sì e se non lo volete fare per voi e per il futuro dei vostri figli, almeno fatelo per far venire l'orchite a ruini e paparatz, che inizino (una buona volta) a farsi le leggi loro nello stato loro.

lunedì, maggio 30, 2005

 

dialogo fra sorelle

auro - com'è?
sore - un cesso a vapore.
e se qualcuno mi chiede perché io l'adoro, beh... cazzi suoi.

 

la maledizione delle isole

rapanui è morto. torniamo alle orcadi. palle.

domenica, maggio 29, 2005

 

il muto dice al sordo che lo zoppo li insegue

- "ma lui lo sa?"
a. - "eh, dovrebbe... io gliel'ho detto. ma non lo so..."
- "e non ha detto niente?"
a. - "ma tu hai sentito quello che ti ho raccontato nell'ultima mezz'ora?"
- "ma come è possibile?"
a. - "riformulo la domanda: ma tu hai ascoltato quello che ti ho raccontato nell'ultima mezz'ora?"
- "certa gente è proprio cafona..."
a. - "ah ecco: fra di voi appartenenti al club vi riconoscete a vista?"

 

condizioni di salute

sono tre giorni che mi sveglio con la cefalea (brutto ricordo. io quegli esami non li faccio più), il raspo in gola (e non è colpa del bite perché l'ho dimenticato da f.) e lo stomaco chiuso. p. sostiene che sia colpa del fatto che dormo ancora con le finestre chiuse.
vabbé. fra poco parto.

sabato, maggio 28, 2005

 

quel poco che ho di questi ultimi due mesi...

...sta su flickr.
il problema è mettercelo su flickr. tempi di upload al limite del prolasso.
(infatti mi mancano ancora una decina di foto, ma io adesso vado a nanna, eh...)

 

imperterrita

premesso che non ho alcuna intenzione di ricominciare, è strano essere sveglia a quest'ora, avere un caldo pazzesco e non essere sul balconcino a fumare una sigaretta. strano, non auspicabile. solo strano.

venerdì, maggio 27, 2005

 

cafonazzo

fase uno: ammansire la bestia.
il ciclista affianco a dove avevo mollato la bici con la ruota andata è uno stronzo. non solo è maleducato e ladro, ma è pure fascista. e non lo dico così per dire, oggi è riuscito a mettere dentro "comunisti", "merda", "stronzi", "figli" e "puttana" in una frase di 8 parole. urla, sbraita e - se non l'ho ghià detto - è un ladro.
ma la bestia deve essere ammansita. e io non avevo voglia di riportare la bici a piedi a casa per cambiare o patchare la camera d'aria. e poi comunque era la ruota dietro e io non saprei da che parte cominciare a togliere la ruota dal cambio.
- "la lasci qui e te la vieni a riprendere mercoledì..." (notare il classico tono da negoziante che vuole fidelizzare il cliente...)
- "no"
lui prende e se ne va. io giro intorno nel negozio finché non sbatto contro un altro che è più giovane e magari anche un po' più tollerante, quindi più facilmente ammansibile.
- "te la sistemo e te la rendo mercoledì"
- (auro inizia a mentire) "ma no, dai... sabato volevo andare al mare"
- "e quindi?"
- "e quindi come faccio milano-bobbio-chiavari senza bici?"
- (inquadra il soggetto e inizia a crederci) "e ci vai in bici?"
- "eh..." (cribbio, fai in fretta a crederci che io sto per crollare sotto il peso di sta palla di dimensioni catatoniche)
- "torna fra 20 minuti"
esco, prendo il sole e faccio un giro per negozi.
fase due: fottere la bestia
- "cosa ci fai ancora qui?" (mi ha fidelizzata come berlusconi mi ha come elettrice)
- "devo ritirare la mia bicicletta..."
- "ti ho detto mercoledì..."
- "veramente è lì, sistemata. se vuole la prendo, non le pago nulla e lei continua a farneticare"
- "cosa gli ha fatto quel coglione che sa che non deve far passare davanti nessuno, che c'è una lista di attesa..." (e pletora di bestemmie e di mobbing verbale contro il suo dipendente, che ovviamente vive alle sue spalle, è un parassita e come tutti i lavoratori sa solo affidarsi a quei ladri dei sindacati...)
- "se non lo sapete voi..."
si è voltato e si è messo a telefonare. mi ha spiaccicato una cifra, io gli ho dato la metà, lui ha preso i soldi, mi ha pure dato una sottospecie di resto e lo scontrino.
brutto stronzo. la prossima volta me la porto in spalla. a piedi. e il cambio lo stacco a calci piuttosto che rivedere la tua faccia.
ma domani vado al parco a pausa pranzo a prendere il sole. tié.

 

mentre le fionde parlano di me...

...lui parla anche per me.

giovedì, maggio 26, 2005

 

evvabbé

e visto che sono in 5 a avermi coinvolto, rispondo, ma non passo il testimone.
- non ho parecchi giga di mp3. non so quanti siano, e fra l'altro sono pressoché tutti - non sto scherzando e non lo sto dicendo per la siae - mp3 rippati da miei cd. lo so, sono noiosa, ma a me sta cosa del p2p piace, ma insomma... quando ci ho pensato mi è venuto adosso l'entusiasmo, dopo due minuti ero già scazzata.
- l'ultimo cd che ho comprato è stato "terrestre" dei subbi e "resistenza" degli yoyomundi. ne ho qualcuno che vorrei comprare, ma non ho voglia di decidermi a farlo.
- non sto ascoltando nulla perché scrivo questo post in ufficio offline per poi postarlo stasera da casa. e mentre lavoriamo non ascoltiamo musica (sì lo so, sono laconica e sembra che stia parlando di un lager. faccio molta fatica a essere meno laconica...).
- 5 canzoni che ultimamente ti danno più fastidio [1]... "impressioni di settembre" PFM, "fammi entrare" marina rei, "non farti cadere le braccia" edoardo bennato, "vorrei essere tua madre" roberto vecchioni, "discovery channel" bloodhound gang.
- mi astengo da coinvolgere qualcuno. sentitevi coinvolti, se volete, fate finta che vi bbia passato il testimone.
[1] - questa è la domanda che differenzia le diverse catene... alcuni chiedono quelle che sono più importanti, quelle più ascoltate, quelle che... quindi ho deciso di cambiare la cosa e via così. alla mia maniera.

 

clang

portone, citofono. lei è sulla trentina.
"france' dove sei?" (se stai a citofonare dove cazzo vuoi che sia?)
"sono qui con luca, stiamo giocando coi lego..."
"io son qui con la spesa e tu che fai, giochi con il bambino? vieni immediatamente giù e vedi di portare su te i pacchi, deficiente... che io sto aspettando che tu muovi il culo"
clang
sì, clang! ma sulla testa, sulla tua testa, cretina. con un'ascia da pompiere. clang.

 

un cappello per coprire il buco

sono mille i motivi per cui l'adoro e per cui lo leggo sempre (quando scrive) con moltissimo piacere.
il fatto che talvolta senta cose che ho percepito anche io, ma che le racconti sempre con una curva di speranza alla fine, curva che io non sempre riesco a vedere, anche per colpa degli altrui paraocchi... beh! chapeau.

 

il giusto contrappasso

oggi ho bucato. indovinate dove?

 

ipse dixit

fragore.
Enid sentí che niente poteva più uccidere la sua speranza, niente. Aveva settantacinque anni e intendeva cambiare alcune cose nella sua vita.
(Jonathan Franzen, Le correzioni)

martedì, maggio 24, 2005

 

rilascio al volo

oggi era previsto un rilascio a pausa pranzo, poi ho avuto l'idea geniale di mettere il libro nel portapacchi della bici. e di incastrarmi nel traffico delle 9 di mattina in una via in cui il pavé non è fastidioso: è antropociclofago.
in quattro e quattr'otto, il rilascio previsto in metropolitana è diventato un rilascio al volo in via edmondo de amicis, con molta probabilità sotto le ruote del bus 94.

 

ionesco a porta genova

"ha dei problemi di percezione" "mi stai dicendo - anche tu - che sono un parafulmine-dei-problemi-di-percezione-degli-altri?".
ieri mi hanno regalato un pezzetto di vita, e io mi sono anche sentita un po' responsabilizzata che dovevo trovarla quella chiave di lettura e l'ho trovata, credo.
e mi fa piacere averlo visto. e aver sentito (dentro) che sta bene. che sta molto bene. se lo merita.
"di cosa hai bisogno?"
"di qualcosa che mi calmi l'anima e le insegni a respirare"
(yukio mishima)

 

a terra

qualcuno mi spieghi, per favore, lo imploro, com'è che non la smetto di ridere.
Giovani tromboni

 

sfush [1]

mettiamo le cose in chiaro: io non sono proprio per un cazzo cittadina del mondo. io sono una noiosissima donna stanziale, che vorrebbe essere cittadina del mondo ma non lo è, ma non ha avuto possibilità di esserlo. e un po' ci soffre.
io quando leggo i blog di gente che prende e va via, o quando sento di amiche che prendono il part time verticale e vanno a londra, o quando conosco persone simpatiche che sono andate a studiare all'estero provo un insano ma umano sentimento di invidia (che del resto è il mio peccato per eccellenza) che porcamerda non so trattenere.
ho imparato l'inglese per sbaglio, ho perfezionato il francese per sbaglio. sono stata per sbaglio in quasi tutte le capitali d'europa, ho dormito lungo coste colpite dalle maree e in campeggi che insieme ai gabinetti offrivano l'opzione "nebbia in tenda".
oggi facendo un click, che mi rende un po' meno orgogliosa di quello che sono e di quello che ho fatto, mi sono detta: vivrei a parigi sempre.
sono l'unica italiana (a parte forse mia sorella, ma mia sorella è a tutti gli effetti cittadina del mondo) a cui non stanno sul cazzo i francesi, anzi un po' mi stanno anche simpatici.
vorrei insegnare loro a non portare la baguette sotto l'ascella pezzata, a rispondere cortesemente a un turista. vorrei imparare da loro a guardare il mondo con semplicità e con un po' di superiorità (ho detto un po', la grandeur non mi piace), a vivere in case in cui i pavimenti sono sconnessi e in taluni punti addirittura ripidi.
"e adesso auro mettiamo via il lacrimone, tanto con buone probabilità a parigi ci andiamo quest'estate, no? come al solito. e come al solito tu guarderai quei viali, quei parchi, gli angoli delle vie e diremo insieme in coro stereofonico: madonna come mi piacerebbe vivere qui e non solo capitarci per caso..."
"ok, coscienza, stronza che non sei altro, torniamo a lavorare..."
[1] - sfush è il classico rumore che fa un lacrimone quando lo metti via.

 

flessibilità

domanda per utenti esperti: quanto è flessibile il template di blogger?

 

kill me now, strongly as you can

che ieri stavo sistemando dei libri e mi è capitata fra le mani l'antologia di quinta liceo.
ho aperto a caso una pagina: quasimodo.
ma quanto ho amato quasimodo e non sapevo dirlo? ma dove è finito il mio amore per la poesia?
affianco alle righe i miei appunti sulla sintassi, la metrica, il lessico duro.
e poi un'altra annotazione a lapis in cui è più che riconoscibile la mia calligrafia: voglio ammazzarmi, ma non ne ho il coraggio. ci potete pensare voi?
quel che si dice un'adolescenza felice, eh.
mi chiedi parole.
ma il tempo precipita come un masso sulla mia anima che vuole certezze e più non ha sillabe da offrire, se non quelle silenziose del sangue legate al tuo nome.
(salvatore quasimodo)

domenica, maggio 22, 2005

 

poca gente, ma che gente

il sir dice che è impossibile ringraziare uno per uno. lui dice che dimenticherebbe qualcuno, io - si sappia - l'ho già fatto. cioé nel senso, io, le facce e i nomi ecco, tre cose divese.
prima di rivelarvi i meandri del mio alzheimer dicevo che a far le liste, si rischia di dimenticarsi alcune persone. ecco, e allora un po' come fa il sir seleziono: 5 persone le ricordo perfettamente.
- il sir, perché dimentica di prendere le tangenziali, perché mi ha un po' obbligato (almeno moralmente) a esserci e perché gli voglio bene.
- la sphera, che è una gran donna e un'ottima compagna di viaggio (e di pittamento unghie).
- la pm10, che anch'essa è un'ottima compagna di viaggio.
- il signore della sviluppina perché è idiota e cazzaro almeno quanto la sottoscritta.
- monsieur ethico, ma solo perché ci dobbiamo scambiare delle magliette (vero?).
grazie a tutti, in ogni caso. siete stati splendidi.

 

revisione dei conti

visto che lo richiedono, ecco cosa NON ho fatto:
- andare al parco lambro a portare a correre la isotta.
non stavo benissimo... e g. anche. quindi, casa e passeggiata corta con la iso, senza corsetta....
- installare il modem su rapanui per poter finalmente scaricare le foto, importarle su flickr, sistemare un po' questo e altri siti, chiudere i blog che vanno chiusi, pubblicizzare i blog che vanno pubblicizzati e fare gli inviti per le prossime kermesse.
obiettivo raggiunto a metà
- aggiornare il conto dei miei punti biscottiera che pure oggi un po' ne abbiamo cumulati.
obiettivo raggiunto a metà, sto contando anche quelli di oggi...

sabato, maggio 21, 2005

 

propositi per domani

- svuotare del tutto la borsa che giace in corridoio mezza sfatta mezza no da una settimana.
- finire il cambio di guardaroba.
- andare al parco lambro a portare a correre la isotta.
- guardare i blog delle persone che ho conosciuto oggi.
- sistemare definitivamente casa in modo da non vergognarmi a ospitare ib.
- installare il modem su rapanui per poter finalmente scaricare le foto, importarle su flickr, sistemare un po' questo e altri siti, chiudere i blog che vanno chiusi, pubblicizzare i blog che vanno pubblicizzati e fare gli inviti per le prossime kermesse.
- comprare alla mamma quel libro che desidera molto così forse si tranquillizza un po'.
- aggiornare il conto dei miei punti biscottiera che pure oggi un po' ne abbiamo cumulati.
notte

 

tre cose che la riguardano

- oggi ero a firenze. e l'ho pensata, perché l'altra volta ero a firenze con lei. e non si sa come ero confusa e serena. e oggi ero confusa e serena. soprattutto serena.
- oggi sempre lei mi ha mandato la famosa catena delle canzoni e degli mp3, ma io odio le catene, am ho anche dei problemi con gli mp3, e - servisse - proprio oggi mi sono dichiarata felice di non essere stata ancora messa in mezzo. così, sapendo che lei capirà, me ne fotto e blocco la catena.
- oggi ho scoperto che il mio maglione preferito è stato definitivamente rovinato, probabilmente da un ferro da stiro che non è il mio (non avrei mai osato stirare quella pietra miliare della mia vita). e mi è venuta in mente lei perché lei, comunque, c'azzecca sempre, forse perché lei c'è sempre.
(grazie TataTa perché ci sei)

venerdì, maggio 20, 2005

 

stomaco e occhi

gracias a la vida, que me ha dado tanto,
me dio dos luceros, que cuando los abro, perfecto distingo lo negro del blanco,
y en el alto cielo su fondo estrellado, y en las multitudes el hombre que yo amo.
gracias a la vida, que me ha dado tanto,
me ha dado el oído que, en todo su ancho, graba noche y día grillos y canarios
martillos, turbinas, ladridos, chubascos, y la voz tan tierna de mi bien amado.
[...]
gracias a la vida que me ha dado tanto,
me ha dado la risa, y me ha dado el llanto.
así yo distingo dicha de quebranto, los dos materiales que forman mi canto, y el canto de ustedes que es el mismo canto, y el canto de todos que es mi propio canto.
gracias a la vida que me ha dado tanto.
(Violeta Parra)

 

domande retoriche

ieri cercavo la macchina fotografica. non la trovavo, ero anche un po' indispettita perché "cazzo, è la mia macchina fotografica". e pensavo che sarebbe stato impensabile doverla andare a cercare altrove, dove - ovunque sia - mi sono accorta di aver già lasciato altre cose.
oggi ho smesso di sacramentare: ho messo finalmente a posto lo zaino del pc perché rapanui è più ingombrante di orcadi e soprattutto pesa di più, quindi sono entrata nell'ottica del "meno fogli, agenda più piccola, solo libri tascabili".
la mia macchina fotografica era lì, ho guardato l'ultima foto fatta. mauro pagani suona il violino a montaretto: cosa è successo nella mia vita nell'ultimo mese e mezzo? nulla?

 

ipse dixit: dignità

io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro
(luigi tenco)

 

son cose

stamattina - fra le 8 e le 10 - ho tirato giù una dozzina di "cielomartire" in libertà, fottendomene alla grande.
always on the run

 

menopausa

l'altra sera ero nella pizzeria sotto casa che aspettavo che l. mi consegnasse il mio trancio abbondante di margherita doppio formaggio (sotto casa mia fanno una delle pizze al trancio più buone di milano).
nella pizzeria fanno anche "ristorante" (15/18 posti a sedere scomodi, con i commensali seduti in un corridoio, praticamente, ma si mangia primo e secondo con 10 euro e nessuno li ha mai denunciati alla ASL), c'erano 6 persone al tavolo che chiacchieravano.
non sono molto politically correct, lo so, se dico che erano tutti sopra i 60, ma pure mia madre se si tingesse i capelli di azzurro avrebbe potuto sedersi a quel tavolo. 3 donne, 3 uomini.
bastava allungare l'orecchio (non che si faccia fatica eh, in un locale di 25 metri quadri disposto come un corridoio) per capire che evidentemente non si conoscevano bene fra loro, insomma sì non erano compagni delle medie che si ritrovavano, non erano compagni di bridge. più probabilmente avevano fatto una visita culturale guidata assieme e si erano detti "vediamoci per una pizza..." oppure chattano sul chan di IRC #over60.
la mia pizza, nel frattempo, non arrivava e loro - con me davanti alla maniera di bosio davanti al tribunale - chiacchieravano indisturbati, si chiedevano a vicenda quanti figli avessero, quanti nipoti, due dei tre uomini erano fratelli... "chi è il più grande...", "cosa avete studiato...". poi è arrivata al mia abbondante doppio formaggio.
sono tornata a casa e fra un filo di mozzarella e un ciocco di pomodoro mi sono detta, citando Risky Business e il bel Tom: eccheccazzo.

giovedì, maggio 19, 2005

 

se qualcuno parteggia per me...

ti voglio bene, brezsny che non sei altro...
Quasi la metà degli studenti delle superiori negli Stati Uniti pensa che il governo dovrebbe avere il potere di censurare le notizie. I sondaggi mostrano anche che la maggioranza degli adulti statunitensi voterebbe contro il cosiddetto Bill of rights (i primi dieci emendamenti alla costituzione americana, approvati nel 1791) se fosse sottoposto a referendum. Non somigliare in niente a questi spostati, Vergine. Anzi, lotta per tutte le libertà che riesci a immaginare, comprese quelle degli altri. Diventa un esperto in liberazione.

 

"sei latitante..."

oh, è vero... mi spiace, non ho molto da dire.
se non delle cose troppo complicate perché possano trovare uno spazio senza voce qui sopra.
oggi mi sono accorta che:
- le persone sono lontane
- sono una donna piena di risorse
- ci sono delle cose che non si possono affrontare più di quanto si abbia forze per farlo
- ci sono delle cose che non si vogliono affrontare. punto.
e il trucco è tutto qui, e nel frattempo io latito, leggo molto (note 2 self: aggiornare bc.com e lista a destra), wiko molto, sogno molto.

 

sotto la cupola del brunelleschi (con le orecchie di shrek)

sabato alla fortezza da basso si blogga e si rodea.
fiorentini e pazzi dispersi di tutto il mondo, unitevi.
e siateci.
(sì, io sarò quella con la veletta e il completo da majorette)

 

devo prendere due o tre decisioni

ho stampato i prossimi mesi in autluc e ho iniziato a scrivere i vari appuntamenti, i festival, le scadenze e le ferie che - ahimé - ho preso.
ho fatto amicizia con diversi siti di prenotazione treni e aerei.
ho stampato una cartina dell'europa.
ho organizzato un po' di cene a casa.
ho annullato una prenotazione.
ho incrociato ieri c. sulla metropolitana e la coincidenza mi ha fatto pensare.
correre correre, più veloce delle macchine...

 

un'isola a caso...

dopo 9 mesi di pena con un pc che andava tipo "motore a gatto imburrato" mi hanno cambiato il pc: il suo masterizzatore e i suoi 60 giga di disco fisso mi piacciono molto.
welcome rapanui.

martedì, maggio 17, 2005

 

tricologia canina

mia madre ha preso (come sempre, del resto) le mie parole appena accennate per oro colato: isotta è stata rasata.
sono due giorni che la guardo un po' perplessa: la trovo orribile, brutta e antiestetica.
lei lo ha capito: mi evita.
io ho un cane intelligente e arguto, che è un buon risultato e fonte di grande orgoglio per la famiglia tutta, vista la media delle persone di cui mi circondo.

 

la molla che fa scattare il tutto

c'è una canzone di carmela che è proprio quello che penso.
e la cosa un po' mi sorprende perché carmela mi è sempre stata sul cazzo, lei, quella sua merda di vocina strozzata, quel visetto, ecc... ecc... e anche perché era stata una sua canzone (un'altra) a darmi una chiave di lettura inaspettata.
e adesso quando passa io skippo. veloce. più veloce.
così veloce...
...che non mi prendi più

 

criptico

in una casa ipogea c'era una scritta sul muro.
forse quella scritta non c'è più perché doveva essere cancellata.
quella scritta è incisa lettera per lettera nel mio stomaco.

lunedì, maggio 16, 2005

 

senza voler imitare shane mac gowan

e se io fossi una che fa queste cose, io stasera mi prenderei una ciucca triste brindando a:
- gli appuntamenti che saltano
- i colleghi che ti mettono spalle al muro e ti fanno sentire una merda
- quelli che ti dicono adesso cose che non hanno avuto il coraggio di dirti quando era il caso di dirlo, forse. e comunque non te ne frega niente, nonostante a loro forse sì. perché tanto ormai è passato il tempo di...
ma visto che non sono tipa da ciucche tristi, stasera io mi ammazzo di mojito.

 

la famiglia allargata

la sore cambia casa e va a vivere coi fiammiferini. starà un po' scomoda, ma almeno non patirà più il freddo.
il frato si è laureato e alla sua cena di alurea c'erano tutti quelli "che voleva ci fossero". e poi mi ha coccolato nel pomeriggio dopo una notte di insonnia e tensione allo stomaco.
la bionda stira e mi fa il culo a quadri.
il bosca mi spiega "il punto di vista maschile" (siamo a posto...).
la stea va in bici.
la tata per eccellenza a spizzichi e bocconi mi racconta cosa la sconfifferà poco.
la mia donna mi manda un sms da lacrimona sul lumgo po.
e poi torno a casa e vado da m. e dormo da lui perché oggi ero tranquilla sui tempi. ci addormentiamo dicendoci delle cose e ci svegliamo che abbiamo voglia di fare l'amore.
la mia famiglia è splendida: io senza di loro sarei una auro sola. e invece ho le mie itache e i miei porti sicuri. e basta poco. solo essere se stessi e voler(si) bene, rispettando le persone e le loro teste.

sabato, maggio 14, 2005

 

acquisti di oggi, #2

e l'unica ambizione che hai è di stare in piedi con un suono in testa che buca i pensieri... adesso.
(subsonica)

 

acquisti di oggi, #1

...ciò che più ci piace non ci dà tregua né pace...
(yoyomundi)

 

i-pod-blema: se 2 più 2 non fa 4...

adesso abbiamo 2 ipod e per semplificare i conti diciamo 2 pc.
abbiamo quindi un Aipod, un Mipod, un Apc e un Mpc.
il problema è che a noi ci piace fare casini coi nostri ipoddini e i nostri pc... quindi ci capita di attaccare l'Aipod al Mpc e viceversa. o meglio ci piacerebbe assai farlo, non fosse che - per una logica inequivocabilmente a forma di mela - ogni volta che attacchiamo un Xipod a un Ypc ci si sputtana la playlist dell'ipod.
brasata, cancellata. anche se le tracce sono le stesse!
ripeto la spiegazione c'è e probabilmente sta nell'indicizzazione che iTunes fa dei brani, ma porca putrrella, non c'è un barbatrucco?

 

il buongiorno

l'altra notte ho avuto l'illuminazione fra le 3 e le 4: mentre leggevo un pezzo dell'ultimo giallo che sto sprimacciando, mentre coccolavo la cana e soprattutto mentre sacramentavo perché ero sveglia e non avevo preso manco il caffé dopo cena.
mi sono poi (ri)svegliata alle 6 con i crampi allo stomaco per il quarto giorno consecutivo, sperando di non stare male per evitare casini con la pillola. per il quarto giorno consecutivo.
poi ho preso la cana, l'ho messa in macchina e l'ho portata a trenno.
io e lei alle 6 e mezza al parco di trenno (questa è stata la novità della giornata, non lo avevo ancora fatto).
arrivata a lavoro ho scoperto che su wiki c'era chi aveva cominciato la giornata con il pattume. beh, ecco: tutte le fortune agli altri.

giovedì, maggio 12, 2005

 

smettila! perdiana, smettila!

- l'italia non va
- il mio lavoro assomiglia sempre più a una parigi-roubaix infinita (e io ho già le pezze al culo, eh...)
- il futuro è difficile che non sia sinonimo di indebitamnento...
secondo Lui-Illo è tutta colpa del fatto che il tamagochi ci è costato un po' (troppo).

 

grazie mamma

grazie per non avermi fatta con l'allergia ai pioppi.
oggi, io.
un libro che mi piace molto.
il pareo.
il pezzo sopra del costume.
un kebab straordinario.
la bottiglietta dell'acqua incastrata nel porta borraccia.
la bici che va solo dove le dico io.
oh, che figata.

 

abbonaggio

con il caldo arriva l'abbonaggio.
quest'anno è il primo anno senza ritocco.

mercoledì, maggio 11, 2005

 

ad personam

lallaalalallalalalalalaaa-'guri.
sniffatina di mani

 

l'uomo della folla

l'ho letto di un fiato, come gli altri.
l'ho letto perché mi fa bene leggerlo, perché mi fa incazzare, perché - per quanto costruito - è sangue e stomaco.
e ogni tanto fa bene.
soprattutto al cuore.
olé.
IBS, TentativiDiFuga, TentativiDiFerie

lunedì, maggio 09, 2005

 

questa te la voglio raccontare....

capita che ascolti delle cose, poi un po' le rimuovi, un po' ti costringono a farlo.
poi tornano, poi si torna.
ci sono poi altre cose, quelle che prendono una piega che non vorresti mai, perchè non hai la capacità di comuncare in modo giusto quello che vorresti dire. e quindi da grandi cose diventano piccoli mezzucci che non sai ammaestrare a dovere.
e quelle cose, le altre, sono tornate al momento giusto. forse per dire quello che tu non sai proprio come dire.
e le chiami coincidenze, perché ti piace dare un nome alle cose.
hai un cassetto per i sentimenti, uno per i dolori, uno per le tue paure, uno per i segreti degli altri. ne hai uno per ogni piega della pelle, uno per ogni profumo, una per ogni ferita, una per ogni trucco di magia, uno per ogni bolla di sapone, uno per ogni regalo.
uno per ogni equivoco.
uno per le coincidenze.
e uno per gli indizi: feltrinelli, radiopop, notte, dervio.

 

auro, s'è rotto!

ho il cordless nuovo.
un po' come per il grillo che senza una zampa non solo non salta ma diventa pure sordo, anche il vecchio compagno di tanti sussurri, tante urla, tante bestemmie, silenzi, ansimi, risate ha dato forfait.
è caduto dalla mensola del soppalco.
adesso quando lo scuoti fa un tactac assai descrittivo.
e io l'ho fregato: ho un suo gemello. nuovo. tié.

domenica, maggio 08, 2005

 

wedding song: sembra talco ma non è...

e adesso che vedo le foto capisco perché posso tenere il corso su come essere cazzara in cinque mosse (oltre a quello di trampoli per la sore): ho tutto.
- serve un po' di giallo con il benestare del fidanzato.
- serve un po' di nero con il permesso della sposa
- serve un po' di sana autoironia che a fare sempre le persone serie "si provocano striature al cazzo", come direbbe t.
- servono un po' di tette (anche non tante, basta una terza allergica ai pushup) da far vedere che non fa mai male.
- serve un po' di "essere se stessi" anche con le rughe e anche con una buona sorsata di acqua naturale, invece che il solito champagne che fa le bolle ma poi fa ruttare.
agitare per bene e il matrimonio svolta.
...serve a darti l'allegria.

 

attentato, ma magari...

potrei dire un sacco di cose sullo spettacolo di beppe braida allo zelig.
potrei.
non ne ho un cazzo di voglia. non ne vale la pena.
sperando che la cosa abbia un senso abbastanza chiaro di quello che penso del cabaret teatro-televisivo italiano, della banalità dello zelig, della piccolezza di quelli che rubano (e si fanno rubare) le battute. delle battute di bassa lega.
del pubblico che applaude quando con tre banalità l'attore del momento cerca di cancellare con il gomito della camicia tutte le minchiate che ha appena detto, incurante di tutto, cercando di strappare un minimo di coerenza.
e non è colpa mia se ho riso solo 10 minuti, mentre diceva cazzate sui mille trucchi per un orgasmo felice. ridevo chiedendomi chi dei presenti in sala stesse prendendo appunti.
che io ormai ho già issato bandiera bianca, mentre secondo me c'è chi si chiede il perché del mughetto e del bergamotto. e probabilmente non lo saprà mai.
ma del resto sono cabarettisti, e si sa. credono di essere dei e sono gran minchioni.
noi per primi.
(d.c.)

sabato, maggio 07, 2005

 

riflessioni sotto la doccia, con un occhio rivolto alle infradito e un orecchio che ascoltava la radio

viaggio "in direzione ostinata e contraria" da sempre.
da quando potevo fare delle scelte che non ho fatto.
da quando ho capito che è inutile dire a me stessa che non voglio giocare una sfida.
davanti all'impossibilità delle cose io provo un senso di trasporto e di lucida attrazione.
poi - eventualmente - mi arrendo. sola, sconfitta e desolata. ma con l'orgoglio di chi ci ha provato, fino all'ultimo, fino alla resa, fino a guardarla negli occhi e di chiamarla per nome l'impossibilità dell'onda da cavalcare.
a prescindere.
Coltivando tranquilla l'orribile varietà delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
(smisurata preghiera, alvaro mutis e fabrizio de andré)

 

conato-rama

questo blog si dissocia da qualsiasi cosa ci sia nel cd di morgan.
ci fa schifo, a prescindere. anzi, da quel poco che abbiamo sentito, ci dà proprio il senso di vomito.

 

4 sì, ovviamente con una buona dose di blasfemia

fecondazione eterologa?
maria disse di sì.
(diario del mese)

 

consigli su come scegliere la mise per andare a un matrimonio

1. consiglio assoluto, definitivo e globale. se sei in fase "sono ingrassata e voglio dimagrire" (come la sottoscritta da qualche settimana), non comprare il vestito troppo presto.
comprerai un vestito che già andava largo, lo farai stringere, ma poi - fra una pedalata riparatoria e un'insalatina - sarà comunque largo di quei 5 centimetri che ti porteranno per tutto il tempo, sottolineo per tutto il tempo, a reggere il vestito - ovviamente senza spalline - che se no cadrebbe.
e cadrà. ma lo farà mentre sei allacciata in un lento con un tuo caro amico e potrai urlare "cazzo, no!" e lui ti porterà con savoir faire dietro un angolo per rimettere a posto il danno.
2. la storia del vestito bianco o avorio solo per la sposa pare non avere più molto senso di esistere. ieri c'erano almeno 20 persone in bianco o in avorio, e di queste almeno 4 hanno uno specchio un po' bugiardo in casa.
io lo trovo poco simpatico, ma è anche vero che: la sposa è sempre gnocchissima e che io ero in compenso un'ape in stile bomboniera che si accompagnava di tiranti e argani per evitare uno streeptease imbarazzante, quindi sono l'ultima che deve parlare.
3. se hai in casa un paio di scarpe che sai che sono scomode non metterle. a meno che:
- il tuo fidanzato sia molto alto (e tu molto bassa)
- non faccia un caldo porco, ma così porco, da non poter minimamente neanche pensare a metterti le calze.
le scarpe saranno pesanti, di cattivo gusto e soprattutto scomode, molto scomode, ma visto che le stavi guardando ormai da mesi sulla scarpiera chiedendoti: "ma quando cazzo le metterò mai"... eccoti la soluzione. adesso le puoi tranquillamente buttare via.
4. andrai dal parrucchiere e michela farà il miracolo. risveglierà il porcospino, taglierà tutto il tagliabile e quando tu dirai "vero che mi abbassi il ciuffo?" non lo farà. stronza.
5. last but not least. sceglierai un vestito nero, ti farai prestare da un'amica una stola gialla sole in uno splendido shantung, cercherai una cazzo di cravatta giallo sole. e la troverai. e ne sarai proprio felice che a m. sta proprio bene.
poi scoprirai che il bouquet della sposa, tutta la chiesa e tutto il palazzo che ospiterà il ricevimento post-sì saranno stracolmi di rose giallo sole. e che va bene così. va tutto bene. perfettamente bene.
my personal hand shake - in tutti i sensi - alla scendi: ah, beh!

giovedì, maggio 05, 2005

 

settecentocinquanta euro

settecentocinquanta euro me li sono giocati perchè le righe in quella mail erano veramente molto piccole, perché io non posso pensare a tutto, perchè io ho poca motivazione, forse.
se quegli euro fossero stati miei avrei capito, accettato e mi sarei zittita da sola perché me lo sarei detto da sola: sei una stronza.
ma visto che non sono miei, e sono solo una piccolissima parte della loro contropartita, non capisco, non accetto, ma resto comunque zitta.
ci pensano loro a dirmi che sono una stronza.

 

sexual healing

auro - "in veneto li chiamano ciupegoti"
c. "e io che mi ostino a chiamarli soffioni"
(oh-mai-god)
Spiritum

mercoledì, maggio 04, 2005

 

puff...

io faccio le bolle.
il mio cervello fa bolle.
il mio cuore fa le bolle.
e il mondo è zeppo di gente che va in giro con la cerbottana.

martedì, maggio 03, 2005

 

(ri)lutto nazionale

strage di stato.
Repubblica.it

 

sarà per questo, sarà per quello...

ma ieri sera ho sentito il senso di famiglia allargata che talvolta mi manca.
(grazie)

lunedì, maggio 02, 2005

 

se una sardina fa una moina c'è da impazzir...

siamo andati a vederlo.
credo che a m. sia piaciuto molto, a me da morire.
credo che se non ci fosse stata la voce narrante sarebbe stato meglio.
credo che io abbia un conto in sospeso con il mare, che mi toccherà saldare.
senza far la fine dei fochini, eh...
ci sono pesci nelle grandi profondità che cagano luci. giuro, eh... mica scherzo.

 

i ciclisti stanno a destra

non c'è una regola vera e propria, tanto è vero che non ci vuole patente per andare in bici.
rimane il fatto che i ciclisti stanno a destra e che se c'è stato un incidente e il ciclista era a sinistra della carreggiata, il ciclista ha torto. comunque.
sappiatelo. vale anche per i motorini (fateli secchi tutti, se volete).
in compenso sappiate anche che se accostate per mettere la vostra minchia di macchina in seconda fila per andare a prendere il gelato e:
1- non mettete la freccia
2- ma anche se la mettete, fra la vostra macchina e l'altra macchina (quella parcheggiata) c'è un ciclista
ecco sappiate che il ciclista si sentirà autorizzato ad ammaccarvi la macchina, a offendere vostra madre e pure l'amante di vostra moglie e, infine, a rigarvi con il pedale la carrozzeria. abbondantemente.
"stanno sempre a destra sti stronzi di ciclisti, fascisti che non sono altro"

 

pedoni-iiiii giochiamo a fare drindrin?

ho ripreso a pieno ritmo la mia attività da piccola ciclista.
dopo essermi imbattuta sabato mattina in una deficiente che sulla pista ciclabile della martesana mi ha detto "ma te che cazzo vuoi..." e per questo mi ha rovinato gran parte della mattinata, ho deciso che non ce n'è più per nessuno: io punto alle caviglie.
e se si tratta di persona con passeggino, punto a confiscare la sacca di rete con dentro la cotoletta, il sedano e il filoncino di pane. nonché il ciuccio del malcapitato ospite del passeggino.
oggi ne ho azzoppati tre fra la fermata di sondrio e il palazzo telecom di melchiorre gioia. dopo un drindrin di cortesia, il malleolo diventa la mia passione.
e visto che sono carina e gentile, per la cronaca e per mettervi in guardia vi comunico che:
- se voi passeggiate sulla ciclabile e io vi azzoppo io dovrò eventualmente vedermela solo coi miei sensi di colpa, non con la pula perché ho ragione io. i miei sensi di colpa per i cretini che vagano sulla pista ciclabile sono ridotti al lumicino.
- se io mi azzoppo perché voi siete sulla pista ciclabile, voi pagate il danno arrecato a me.
...a buon intenditor, pochi drindrin.

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