Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

giovedì, giugno 30, 2005

 

dato che siamo già in un sanatorio

oggi ho preso inpieno uno stipite.
ho l'occhio pesto e un taglio che sembro rocky.
e lasciamo stare tutto il resto, va'...

 

non demordo

i telefilm pomeridiano sono sempre più rivelatori...
lei - perché gli uomini sono bastardi?
lui - perché siamo fatti in questo modo

Le sorelle McLood (di cui ignoravo l'esistenza fino a oggi e di cui cercherò di dimenticarmi il prima possibile)

 

la blogger malata in trasferta, 2

la blogger malata in trasferta... lavora.

 

daje de tacco, daje de punta: che cosa c'azzeccano fra loro l'8 per mille e il referendum

emmebi dice che hanno la faccia come il culo, io penso che la Chiesa Cattolica abbia capito perfettamente che gli italiani sono degli idioti pecoroni e che è splendido prenderli per il culo. e che loro (gli italiani) non se ne accorgono nemmeno.
la storia dell'8 per mille non è nuova e anche qui se ne è parlato spesso (non chiedetemi i link, vi prego, che sono con un modem a manovella). in pratica, la chiesa cattolica va a traino di chi non esprime preferenza.
ulteriore dimostrazione che evidentemente alla Chiesa piace marciare sopra a chi non esprime preferenza. non solo a referendum.
(grazie mille stupidi idioti di contribuenti italiani, eh...)

mercoledì, giugno 29, 2005

 

svegliarsi dal torpore

francia, belgio, olanda. ecco dove forse potrei trovare lavoro.
ma lo so che non è questo il cambiamento necessario.
forse basterebbe rendersi conto che esistono persone piccole, egoiste, incuranti. e poi ci sono anche persone che tendono la mano e sono lì.
senza falsa modestia ma sicuramente peccando agli occhi dei più, io sono qui.
e magari non vinco nulla, ma almeno so di esserci. e ne sono fottutamente orgogliosa.

 

no, diiiico... signor carunchiooooooooo!

ieri sera ero sciolta dalla malattia sul divano.
non riuscendo a respirare sembravo una pallina del flipper. in piedi, sdraiata, da una parte, dall'altra.
insomma ho visto un film bellissimo che non so bene come abbia fatto ad arrivare a ieri senza averlo visto. ho riso e un po' mi sono anche commossa.
e mi piace sempre di più scoprire cose che non conoscevo. e forse sarà divertente, anzi lo sarà sicuramente. a prescindere.

 

la blogger malata in trasferta

la blogger malata si rompe i coglioni di principio.
la blogger malata in trasferta si rompe i coglioni. in modo da non sentirsi troppo fuori posto.
e infatti: lava i piatti, mette su la lavatrice, dorme, si addormenta davanti alla tv, coccola il cane, legge dieci pagine di libro alla volta, stende, le viene voglia di cucinare, ma la passa subito.
ma soprattutto si trascina in posta con due bollettini da pagare, toglie le mani di un ultrasettantenne dal suo culo e sta attenta a non schiaffeggiarlo.
ma soprattutto entra in un discount compra chili di fazzoletti di carta e di gelato.
voglio guarire.

martedì, giugno 28, 2005

 

diversi malesseri

io avrò la bronchite, ma a chi ha avuto la splendida pensata di proporre di mettere in piazza del duomo (al civico 19, dove si passavano le valigette) una targa per bettino craxi, è fumato il cervello.

 

puah, alla maniera della Auro

sudo.
ho freddo.
abito nella città più afosa del nord italia.
voglio andare al mare.
potrei stare in malattia una settimana.
voglio andare al mare. anche come parabordo.
che vita di merda.
oggi ho bevuto 4 litri di acqua in più rispetto al solito.
sudo.
ho freddo.
faccio caldo solo a vedermi.
sono malata.
prendo gli antibiotici, ho la tosse, gli occhi gonfi.
mi ci mancherebbero solo le mestruazioni. (tsé! appena finite, olé!)
gli antibiotici vanno in conflitto con la pillola.
ma va caghèr [*].
il mio medico oggi mi ha detto "dovresti smettere di fumare". "ma sono quasi 6 mesi che non fumo!", "beh, adesso dovresti essere fuori rischio di ricominciare". sono uscita, tossivo e bramavo una camel lait. ma non ci sono cascata. fedifrago che non è altro.
sudo.
da fare schifo.
faccio schifo.
ma chi se ne frega.
ho freddo, ho caldo, ho la sinusite, la cefalea, la cervicale, le ghiandole gonfie, gli occhi unti.
faccio schifo.
ho caldo.
ho caldo.
mi state tutti sul cazzo, voi e i vostri cazzo di sistemi di condizionamento.
ho caldo.
ho caldo.
porca merda, fa caldo. e io tossisco e sto male.
voglio andare al mare.
cazzo.
[*] vale dopo i 40 ma anche verso i 32.

 

cartella clinica

ah sì, che idiota mi sono dimenticata di dirvelo: ho la bronchite.

 

io sono/ero schizzinosa

molte delle persone che mi conoscono lo sanno: io ho dei grossi problemi a mangiare quello che normalmente viene mangiato dalle persone normali.
in altre parole: io per principio o per gusto o per scelta non mangio cose che sono assolutamente mangiabili. ad esempio non mangio verdure verdi cotte, non mangio pesce, non mangio la carne al sangue.
fino a ieri ero assolutamente tranquilla rispetto al fatto di essere arrivata ai 31 anni e 9 mesi senza aver mai avuto la necessità impellente di mangiare il melone, neanche di averlo mai provato. poi ieri me lo hanno proposto, ho mandato a fanculo l'orgoglio e l'ho mangiato.
sa di pera, ma è arancione. non è male. non ci vado matta, probabilmente non lo comprerò mai di mia sponte, ma la prossima volta a cena in compagnia prosciutto e melone lo posso mangiare anche io.
in un momento in cui sto rimettendo in gioco tutto, sono cose.

lunedì, giugno 27, 2005

 

mal di frigorifero

immagino di essere l'unica al mondo, vero?, che si ammala d'aria condizionata.
ho avuto nel we 38 e passa di febbre, ho ancora le orecchie tappate, il mal di gola, la cervicale, le ghiandole infiammate e uno scoglionamento giunto a livelli storici.
no, non lo consiglio a nessuno.

sabato, giugno 25, 2005

 

{{violazionecopyright}}

stavo dormendo, è squillato il cellulare, mentre in non so che telefilm c'era questo dialogo fra due amiche:
- adesso mettiti lì e chiediti cosa vuoi veramente dalla vita...
- qualcuno con cui lavarmi i denti tutte le sere

giovedì, giugno 23, 2005

 

pagherò caro, pagherò tutto

ieri sera, intorno a un tavolo con alcune tipe che avevo appena conosciuto, mi sono accorta che io sono proprio al di fuori di ogni schema mentale.
che pagherò per questo, che ho già pagato e che sto pagando.
ma che è stato, è e sarà un gran bel pagare visto come stanno messe le persone che hanno capito tutto. e probabilmente otterranno quello che io non avrò mai. e che forse non ho mai voluto.

 

e infine tu...

stammi dietro. non mollarmi. non lasciare la presa.
corri con me. rallentami se è giusto farlo. con delicatezza, spiegandomi come fare. trovando un passo comune.
non urlare. non sparire.
spiegami le cose che vorresti diverse: parla con me. ascoltami.
guarda i miei difetti e trasformali in pregi. io ho saputo dolorosamente farlo.
se tu sei me, con me, per sempre, fallo anche tu. provaci.
io - il reciproco - ci sto provando a farlo.
non urlare, non sparire.
non permetterci di aver paura.
(ad personam)

mercoledì, giugno 22, 2005

 

da queste parti si andrà a votare alle primarie

ma con un ma.
noi si voterà solo se non saranno previste autodichiarazioni anticipate di voto. cioè non ho intenzione di dichiarare anticipatamente che voterò l'Unione se non so bene che programma, che coalizione, che progetto avrà l'Unione.
ieri sera si disquisiva se votare di testa (per dare alla sinistra un lumicino di speranza di vincere) o di pancia (pasteggiando dopo il voto con polpastrelli di infante conditi con burro e salvia).
lo so che è una questione di forma, lo so che posso anche dire "chi se ne frega", ma sul voto e il votare non ho mai detto "chi se ne frega". non ho intenzione di iniziare adesso.
mi sa che vincerà la pancia.

 

lo stato delle cose

ieri stavo stendendo la lavatrice del bianco e mi sembrava di stare da un'altra parte. e probabilmente lo ero.
sono in una bufera di cose, di idee, di pensieri, di sensazioni. ho paura di tutto, ho il terrore, l'entusiasmo, la voglia, l'ottimismo. ma so di non avere le caratteristiche migliori per affrontare tutto con tranquillità, conosco il mio panico, la mia logorrea mentale, so perfettamente che c'è una misura che non posso oltrepassare. che è meglio che io non oltrepassi.
rimango stupita quando succedono cose, non perché non abbia fiducia, ma perché mi dico: "ehi, ma allora, porcomondo, è vero...". e cazzo sì che è vero, ho i testimoni! non so se avrei mai pensato che sarebbe andata così, forse non ho mai pensato sul serio che potesse accadere. e adesso me lo voglio godere.
e non è un tentativo, è un fatto. che avrà i suoi tempi, i suoi modi, ma è inutile far finta di essere altri da quelli che siamo. e poi, beh, poi si vedrà.

 

qualche stato d'essere dello scorso weekend, perché non sfugga via

sono stata svegliata presto dalla sveglia e sono stata portata in stazione.
sono stata a roma.
sono stata nel viterbese.
sono stata da un notaio.
sono stata con amici con cui ho mangiato, riso, dormito, detto cazzate. forse loro non erano pronti al mio essere pesantemente cazzara, ma si sono adeguati perfettamente.
sono stata ferita e sanguinolenta.
sono stata coccolata.
sono stata nel panico, più volte.
sono stata incredula.
sono stata zia e per sempre lo sarò.
sono stata anche annoiata, ma mi sono riposata.
sono stata trasportata fino a un casello dell'autostrada (e c'era sciopero dei casellanti) dove mi hanno recuperato praticamente al volo.
sono stata presentata.
sono stata in spiaggia a prendere il sole e a fare il primo bagno della stagione.
sono stata in terrazza a fare la giardiniera.
sono stata riportata a milano.
e baciata per la buonanotte.

lunedì, giugno 20, 2005

 

peccetta

ieri ho visto in un piccolo comune della liguria, su un lungomare, i cartelloni del defunto referendum modificato da una mano intelligente: sulla scritta "io non voto", il "non" era stato coperto da un foglietto bianco. in questo modo da lontano (ma anche abbastanza da vicino) si leggeva "io [pausa riflessiva per cui ancora più mpotivante] voto".
bella lì.
"c'era almeno quanlcuno che selezionava tutto con il mouse e faceva control c, control v?"
(p.)

venerdì, giugno 17, 2005

 

sveglia

oggi mi sono svegliata dando 37 baci.

 

luci a san siro

milano vista dall'alto della montagnetta di notte è un gran misto di qualcosa che non esiste più, di panchine che guardano i palazzi, di stradine che non riesci a intuire e di persone che incroci e che ti salutano e non sai perché. il tutto con il contorno di insetti grossi e pelosi, che volano.
"e non guardarmi le tette, cazzo!"
"ma ti pare che ti debba guardare le tette? io le conosco le tue tette!"

(16 giugno)

 

lasciate che i pargoli stiano a casa

senza scuole in bici a milano si va da dio.
(16 giugno)

giovedì, giugno 16, 2005

 

bridget mi sa 'na pippa

la certezza è questa: niente sarà più come prima.

martedì, giugno 14, 2005

 

mai felice, mai

"perché ti fermi? hai le chiavi del portone, perché rimani fuori?" (cit.)
perché mi voglio bene, ecco perché.
e per me vale più di tutto quanto quel regno può nascondere.

 

te e pure te, dietro la lavagna!

oggi la veterinaria mi ha fatto pagare 10 euro (il totale speso da sabato per questo piccolo inconveniente ammonta a 280 euro) per una medicazione fatta con un prodotto di un mio cliente. il prodotto in questione ha un aspetto quasi minaccioso e pare assai fatto bene.
pare. dopo 3 minuti di macchina isotta si era già tolta la medicazione, il sangue aveva già abbondantemente invaso (di nuovo) il bagagliaio (ma dopo la quarta volta in tre giorni non mi ammazza più nessuno: avevo messo 5 strati di stracci). eccheccazzo.
isotta si è guadagnata il premio "tenacia e mordente" per il lavoro fatto (e sta mangiando come una porca distesa sul triclinio del dolore).
nb. da casalinga: il sangue si toglie perfettamente da tutti i vestiti con il ghiaccio. ghiaccio strofinato da una parte, carta scottex dall'altra per assorbire e sparisce tutto, più o meno in un attimo.

 

dammi 5 parole

- scalamobile
- rose
- panca
- forbici
- menisco
e se volete fatene un piccolo post.

 

tanto fra due giorni passa la buriana

io non dico niente.
lo hanno già detto i miei fratelli e le mie sorelle, mia madre, i meii amici, alcuni miei colleghi, molta gente che scrive e che legge blog.
quindi io taccio.
e lascio parlare lui: "Gli italiani si sono dimostrati un popolo maturo". se questo vi rende felici e orgogliosi, bene. buon risveglio domani mattina.

lunedì, giugno 13, 2005

 

avvistamenti domenicali

- donna in reggiseno leggero di cotone e pantaloncini da ciclista (+ ovviamente la bici) che beve davanti alla chiesa di gaggiano. scandalo in paese. è uscito anche il parroco.
- cane che mangia chili di formaggino dentro al quale una donna - precedentemente avvistata in tenuta da ciclista idiota - ha adeguatamente nascosto un fottutissimo (e carissimo) medicinale.

domenica, giugno 12, 2005

 

sì è votato, sì!

sono andata a votare alle 10,30.
mi sono fermata prima a fare colazione e a leggere il giornale, oggi festa del magnamagna all'edicola: liberazione, manifesto, repubblica. l'inserto del 24ore me lo tiene via la mia mamma. stasera grande festa di cutter.
poi alle urne: molta gente. non ho mai fatto la fila al seggio. oggi sì.
c'è stato un papocchio di chiacchiera con uno degli scrutatori ed eravamo al limite della legge. ma vabbé, ce la siamo cavati, sotto lo sguardo vigile del crocefisso (sì nel mio seggio c'era il crocefisso e votare dando un'occhiata alla croce appesa e non a quella che stai facendo è buffo, paradossale e rischioso).
alle 10,30 più o meno al mio seggio circa il 7%.
diario cerca una foto di una suora che si reca a votare, se vi capita di farne o di averne fatte, mandategliela. probabilemnte finirà in copertina.
alle 12 il dato nazionale è basso, troppo basso. dannatamente basso. ma non è che si potesse sperare.
il ministero degli interni oggi ha chiuso la sala stampa. saranno contenti i dipendenti, forse un po' meno gli italiani che vedono un attimo oltre al loro naso.
ieri mi sono ricordata che un'unica volta non sapevo cosa votare al referendum e ho annullato la scheda. mai e poi mai decidere che non si vota. almeno da queste parti. poi ognuno fa come vuole.
(buon voto)

update sul crocefisso: c'è una sentenza della Cassazione che vieta l'esposizione dei simboli politici e religiosi all'interno dei seggi. se c'è potete farlo presente al Presidente, se è furbo lo toglie. se non è furbo, chiedetegli di mettere al verbale la sua reticenza. se si rifiuta è Ruini travestito: potete chiedere ai rappresentanti di lista o del comitato di intervenire.

 

ieri le due componenti della famiglia sono riuscite a...

- perdere un polpastrello
- perdere un'unghia
- perdere il lume della ragione
- perdere il certificato elettorale (per ritrovarlo stamattina, per fortuna)
- perdere la speranza che qualcuno capisca qualcosa
- perdere pelo ovunque
- perdere sangue ovunque, compreso l'androne della stazione centrale
- perdere due ore per levare e lavare sangue da vestiti, borsa, mani, braccia, reggiseno e (cazzo) pure le mutande
- perdere ogni speranza
- perdere ogni fiducia nell'altra
- perdere un'occasione di stare con amici (ma anche passare una bella serata con amiche)
- perdere due euro per strada
- perdere 50 euro di biglietto non usato
tenendo conto che le due componenti della famiglia sono una donna adulta di quasi 32 anni e una cana adulta di quasi 6 anni, crociate chi ha fatto cosa.

 

a favore di chi non può proprio farne a meno...

due persone si incontrano e hanno un progetto che pensano che potrebbe essere bello portare avanti assieme.
poi ognuna delle due persone si accorge che quel progetto non è quello che vuole e che non è felice. o che - comunque - non sono quelle le modalità con cui lo si vuole portare avanti. anche se è bello, anche se ci sono momenti che valgono una vita. ma forse la vita non è tutta lì.
le soluzioni sono due: la prima è fare finta di niente e più o meno coscientemente non affrontare la cosa. la seconda è affrontare la cosa da adulti e decidere insieme che non è il tempo giusto, che non è la predisposizione giusta, che non è la persona giusta, che forse non è il progetto giusto per se stessi.
e si ricomincia, magari anche con lo stesso progetto ma in un modo diverso, facendo scelte diverse. come due adulti che si vogliono bene, non solo reciprocamente ma soprattutto a se stessi.
questa è una versione for dummies e for gossiplovers quindi è molto ridotta all'osso: è l'unica che avrete.

venerdì, giugno 10, 2005

 

quota 18

se potessi camparci, io lo farei come lavoro.
non sto scherzando.

 

sì-mi-sì-si è-sì-mosso-sì-il neurone

la penso come carlo.
e il titolo da solo vale la citazione.
old memories

giovedì, giugno 09, 2005

 

dite qualcosa di sinistra!

lo chiedono in piedi, con il capo chino e con indignazione la sottoscritta, il luca e il signor squonk.
e io sono fermamente e intimamente preoccupata.
un po' come quando mi imbatto contro qualcuno che mi spiega perché è stato anticomunista negli anni '70 (essere stati anticomunisti negli anni '70 - soprattutto come segno di rottura con le brigate rosse che chiaramente erano il Comunismo - è una caratteristica ostentata da sempre più persone - al bar, nei salotti, nei blog e in televisione - forse perché ultimamente la coscienza non è più di moda e abbiamo buoni testimonial che sponsorizzano la divulgazione di minchiate catatoniche storiche, politiche e ecdonomiche e la vergogna non si sa più cosa sia).
è un brivido che mi colpisce e mi sega via la schiena.

 

allarme bomba

oggi hanno chiamato gli artificieri. non sto scherzando.
io sono arrivata in ufficio in bici e i miei colleghi mi hanno detto "hai visto il babbo natale? magari è una bomba...". quale babbo natale?
io e p. siamo andati a fare colazione al bar e il babbo natale era ancora lì. guardava dritto dritto dentro al portone di casa di m., appoggiato a un palo dei parcheggi residenti. siamo andati a fare colazione.
tornati indietro c'era la polizia, la via bloccata, la solita mandria di curiosi. io e p. abbiamo fatto il giro lungo e siamo rientrati in ufficio.
dopo 5 minuti sono arrivati gli artificieri, hanno dato un calcio al babbo natale e se ne sono andati.
alla faccia di csi.

 

biscottiera e soddisfazioni

ormai è cosa fatta: mi sto garantendo la versione deluxe della biscottiera.
in compenso ieri ho raggiunto il mio personale traguardo della settimana: poco meno di due kilometri continui pedalando senza appoggiare le mani sul manubrio. con una buona velocità di punta.
è decisamente più facile di quello che pensassi. basta scegliere il posto adatto: non si deve incontrare nessun altro pedalante o pattinante, non ci devono essere curve troppo complicate, ci deve essere un naviglio che ti occhieggia. basta allargare le braccia, pedalare (che è un po' come camminare), fidarsi di se stessi, della strada, delle ruote e del vento. talvolta è d'uopo chiudere gli occhi. farsi portare via, crocefissi nell'aria, è come sapere che va tutto bene, che puoi toccare il vento e dargli del tu. ed è la forma di libertà più completa che quel dannato e viscerale ammasso di raggi, tubi, corone e catene può darti. e per un momento sai che non hai bisogno di nient'altro.
Eppure il vento soffia ancora spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli corre a gara in volo con gli uccelli
(pierangelo bertoli)

 

considerazioni sparse

- ho un casino pazzesco sul pc: file doppi, tripli, quadrupli.
- ho un casino pazzesco nelle mail e negli inviti a splinder: mantenere la privacy non sempre è semplice. ho appena fatto uno schemino degli account gmail che pare un piano di attacco agli alieni.
- ho un casino pazzesco di libri da rilasciare: sono pigra e annoiata.
- ho un casino pazzesco di libri che dovrei registrare e linkare: sono pigra e annoiata.
- ho un casino pazzesco di cose che vorrei fare: poco tempo, molto stress, devo sfrondare. ma voglio fare tutto.
- ho un casino pazzesco in testa: ordinaria amministrazione.

mercoledì, giugno 08, 2005

 

mancato abbordaggio in mood pinkladies

sono le undici di sera passate da un po'. sono in giro in macchina con la sore. stiamo tornando a casa, melchiorre gioia, da dietro una macchina mi abbaglia. è una smart che ha un solo faro ed è un abbagliante alto. bestemmione e mi accodo al semaforo rosso. poi mi affianco: la smart ha il tappo del serbatoio aperto e a penzoloni, se succedesse a me sarebbe carino che mi avvisassero.
"ehi, hai il serbatoio aperto"
"ah grazie"
carinooooo-oooooo. scende. sistema. carinooooo-oooooo.
"e fai controllare i fari..."
carinooooo-oooooo. sorride. carinooooo-oooooo.
verde. lui è ancora fuori dalla macchina, io parto. io e la sore cominciamo a fare le cretine da film... controllo nello specchietto se il faro si staglia alle mie spalle. niente. giro sui bastioni. ferma davanti allo smeraldo, rosso, dopo due minuti in puro stile "footloose", ricominiciamo a parlare di cose serie.
verde. arrivo all'altro semaforo. niente abbagliante che spara verso l'antenna della rai. rosso.
verde. parto, sto per raggiungere l'atm e arriva a velocità sparata l'abbagliante, che ormai illumina il filarete. io e la sore ricominciamo a fare le cretine. rosso, affiancati, fermi al semaforo. rosso.
poi io metto fuori la freccia, lui no.
io vado verso corso sempione, lui no.
verde. ciao. noi torniamo a fare le dive.

 

auro e ... (houston we have a problem: come la mettiamo adesso?)

tenuto conto che già non sono donna da matrimoni di amici, voglio proprio vedere come me la cavo adesso visto che sia un mio collega sia il mio capo totale e globale mi hanno invitato ai loro ricevimenti post cerimonia (grazie al cielo mi evitano la chiesa: posso andare direttamente nuda e si creeranno meno spettegolezzi).
non solo si sono sprecate gaffe e equivoci (mai visto dita più veloci ad arrampicarsi sugli specchi, fra l'altro senza che fosse richiesto), ma il pensiero più terribile è che i due fortunati sposi non solo si conoscono ma sono reciproci testimoni di nozze, così mi devo anche recuperare due vestiti diversi (scazzati ma "di classe", bella pretesa...) per presenziare adeguatamente.
e soprattutto io lo so, mi ci perderò in brianza. lo so. porcamerda.
update: una delle due spose (anch'essa collega) mi ha detto "mettiti il vestito nero che hai nelle foto del matrimonio dei tuoi amici". eccheccazzo, no! non l'ho fatto stringere, non l'ho. ma che palle.

 

come il cappellaio matto: sono in ritardo, quasi

La Pazziata è un evento scritto, diretto e interpretato da un gruppo di amici senza arte né parte. Il loro unico merito, vanto e colpa è di avere un blog, spazio virtuale in cui far confluire la propria pazzìa.
Fuori dalla Rete, il loro entuasiamo si sparpaglia senza controllo, si riversa sugli ignari passanti e prende alla sprovvista chi come voi ne vorrebbe un po’.

Li trovate a zonzo per il Castello di Beseno, dove tra urla e schiamazzi cercano di acchiapparvi e trascinarvi nel Bastione Sud. Lì daranno bella mostra di sé in un processo alla memoria. L’imputato è un improbabile Fantasma del Castello che ha perso i suoi ricordi. Riuscirà il nostro smemorato a sbarazzarsi della sua colpa e ritrovare se stesso?

La Pazziata
Castel Beseno – Bastione Sud
Domenica 12 giugno 2005 - Ore 11.30 – 15.00 – 16,30

I Pazziati
Il Fantasma - Fraps
Il Pittore - Rillo
Il Giudice - Zu
L’Avvocato - Copiascolla
Il Blog - Mike
Il Web - Auro
Il Web - Narsil

Blogger fiancheggiatori e collaboratori ufficiali della Pazziata:
Broono
Bru76
Franciskje
Masciu
Sphera

Blogger che ritroveranno parole proprie nel copione della Pazziata:
21venti
Ecate
Ethico
Ioguido
Miic
Skylark
Suonabene
Wosiris

Blog che hanno permesso di realizzare la Pazziata:
Blogrodeo
Portobeseno

Musiche:
“Rumbablu” dei Pontebragas
“Inedito” della Pizia
Varie ed eventuali che non potete non riconoscere

Un ringraziamento speciale a Davide Ondertoller, organizzatore di tutto l’ambaradàn.

martedì, giugno 07, 2005

 

immagini #2: compagna di merende (le scie faticano a sparire)

ha dormito con me, ha gattonato con me, ho cercato di soffocarla con pezzetti minuscoli di melone (raccogliendo le ire del suo legittimo papà), abbiamo chiacchierato, mi si è aggrappata al piercing, ci siamo dondolate sull'amaca, abbiamo contato i petali dei papaveri e abbiamo riso con la sua mamma e la sorella più grande.
lei è una delle cose splendide di questo weekend appena passato e che difficilmente - come avevo previsto - riuscirò (nel bene e un po' anche nel male) a scollarmi di dosso.
Il Cassetto

 

misteri

mi capita una volta ogni 3 mesi: oggi ho lasciato a casa il cellulare, anzi: i cellulari. ora, per non si sa bene quale strana combinazione, sono tornata a casa e c'erano sull'AuroTelefono (cioé NON sull'AziendaTelefono) 11 chiamate da un numero nascosto.
ora:
- chiunque abbia fatto tutte ste telefonate non c'aveva proprio di meglio da fare
- chiunque abbia fatto tutte ste telefonate poteva, almeno, lasciare un messaggio in segreteria telefonica (oppure a questo chiunque piace molto la mia voce e ha ascoltato 11 volte il mio laconico messaggio ma non ha osato parlare)
- ma se dopo due o tre volte non rispondo, che cazzo insisti?
vabbé. mistero.
update: mistero risolto.

 

immagini #1: con il cuore in mano

lo vuole anche Lui.
Mad

lunedì, giugno 06, 2005

 

nel grande

restare assolutamente rapita dalle rose che si stagliano in alto e fanno le care al cielo azzurrissimo e celeste.
sentire d. che enumera tutti gli alberi da frutta e guardare con molta curiosità il computer dell'irrigatore. tanta curiosità che istiga altra curiosità. tralasciare i particolari e soffermarsi solo sulle cazzate.
svegliarsi la mattina, guardare fuori e pensare: 50 minuti. non uno di più. non uno di meno.
poi tornare a casa e avere la febbre e la tosse. e sapere che ho somatizzato tutto. e che la mia è solo una fottutissima invidia, che devo trasformare solo in fottutissima e sana invidia.

 

nel piccolo

le fucsie si sono aperte.
le petunie anche.
sono un pollice verde quasi felice.

 

non avere punti di riferiemnto

scrivere su questi ultimi quattro giorni ha il senso più dolceamaro che io abbia in testa.
è il retrogusto di un morso di brioche salata con una fetta spessa di formaggio. in cui però ci trovi una formica. e sono, comunque, tutte proteine e quindi ingoi e va bene tutto.
è la fatica di mettersi a dormire e di rifuggire i sogni perché non sono mai come vorrei che fossero. però poi apri gli occhi e sei in macchina con amici.
è l'afasia di un periodo in cui ho troppe cose da dire e poco tempo per farlo, poco coraggio, poca voglia, poca stima degli altri, poca fiducia nella loro capacità di comprendere. e poi scoprire che molte delle cose che ti fanno stare male in questo periodo sono quelle che fanno stare male anche amici che ti vogliono bene.
è l'aver guardato un luogo con gli occhi di una bimba e sapere che c'è un posto dove ti offrono una sedia e una nuova alba.
è il riconoscere che mi sono sentita esattamente così 3 anni fa e ho reagito.
e adesso tutto sta nello reagire.
e prima o poi si parlerà anche di questo weekend. con calma.
solo una cosa so di sicuro, vorrei raschiare tutto questo mio dolore contro questo muro
(subsonica)

giovedì, giugno 02, 2005

 

i pro

di "quo vadis, baby?" mi sono piaciuti:
- i tempi scenici. spettacolari perché prevedibili.
- le inquadrature dove l'unica cosa chiara era il gatto. ce ne sono almeno 5.
- le inquadrature di lei e poi di loro dal punto di vista dei tacchi. lei, del resto, porta i tacchi che piacciono a me: grossi, alti, quadrati.
- sessualmente, gigio alberti. ma anche come personaggio, tutto sommato. classico uomo: intrigante, supponente, capriccioso, assolutamente passista. e passivo rispetto alle cose.
- le case. anche quella dei genitori, con il padre alla fine affianco al telefono con il rotella e poco prima il commissario con il bluetooth.
- lei, moltissimo. bruna, con il nasone, trasandata in contrapposizione con la sorella bionda, con gli occhi belli e sempre (qui vi evito lo spoiler...) strafiga.
- la musica. non solo "impressioni di settembre" che in questo periodo mi dà l'orticaria, quanto proprio tutta la musica, anche i rockets.

 

fottutissimi lettori

mi piacete.
come ho già detto più volte mi piacete non solo perché (se) commentate, commentate che mi piace molto. ma mi piacete ancora di più perché mi mandate mail intelligenti che mi fanno pensare e mi danno spunti di riflessione e di scrittura.
mi piacete anche quando mi sgamate i blog che non vogliono essere segreti, ma almeno meno consociuti di altri. e prima o poi, carissima g., lo metteremo anche qui quel link, tranquilla. fallo solo un po' (ri)popolare, quel blog.
insomma domani, dopo la pazzia, qui si parlerà di:
- uomini scopabili
- uomini scopati
- uomini scoperecci
- quo vadis, baby?
- corsi di formazione di base per l'uomo medio
- canzoni e cose.
tutto questo domani, però. dopo la sveglia delle 6 e mezzo. dopo la sperimentazione del nuovo giocattolino. dopo.
adesso, nanna.

mercoledì, giugno 01, 2005

 

occasione mancata

m. - "sono triste che tu non vieni"
auro - "anche io, matteo. anche io sono triste"
m. - "nannanotte" (come gli ho insegnato io)
il sfush stavolta non si è sentito. o almeno lui non lo ha sentito.
e questo è l'importante.
per me.
adesso.
solo, questo.
per il resto c'è tempo e ci si penserà.
poi.

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