Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

venerdì, settembre 30, 2005

 

tricks and tips

ho lasciato una paletta (pulita) del caffé in un angolo (un po' imboscato, ma non troppo) dello spazio bar dell'ufficio.
abbiamo scommesso sul tempo che ci vorrà perché la tipa delle pulizie (o il suo aspirapolvere) la trovi e la raccolga.
il più ottimista ha detto una settimana, il più realista: un altro governo berlusconi.

 

pimp my meri (che cammina su sentieri più scuri)

ma i gemelli diversi che c'azzeccano con xzibit?

 

timer: che bella cosa la tecnologia

martedì - ballarò
mercoledì - dottor house (tarda serata)
giovedì - the shield e oz
venerdì - csi e the closer (io lei la sposerei)
sabato - senza traccia
domenica - dottor house (vecchie puntate) e er (ma solo quando strettamente necessario)
c'è chi guarda la tivvù.
c'è chi chi legge, compulsiwika, sta al telefono, esce con amici, va alla critical mass, coccola la sua dea interiore, organizza cene, porta la iso a correre al parco, va in bici, fa walking da sola o con le amiche, fitboxa...
poi c'è chi fa tutto questo però si fa furba e programma il videoregistratore (Auro saltella impazzita, con il braccio in alto, urlando io-io-io-io!)

giovedì, settembre 29, 2005

 

confermato

muoio consapevole ma consapevole proprietaria di una macchina nuova, quasi nuova.
e lo stato sappia che il bollo della imelda è stato pagato (inutilmente) il giorno in cui è morta definitivamente.
voglio una targa in ricordo della mia macchina che si è immolata per 148,00 euro sprecati.

 

"se mi rilasso...

...collasso... mi manca l'aria e l'allegria".
meglio che mi rilassi adsso, subito, ora. prima che sia un muro a fermarmi.
e sto così tanto facendo che non so più neanche da che parte sto andando.
stasera stacco i cellulari, telefono, ho già puntato il timer del videoregistratore. oggi muoio. consapevole.

martedì, settembre 27, 2005

 

festival della canzone tamarra

tenendo conto che l'altra volta la costa ha fatto un pandemonio (a torto e/o a ragione), mi chiedo perché javaliscaperù stiano lì e nessuno dice niente.

 

all by myself

ci sono cose che faccio fatica a fare da sola. decisioni che comprendo a fatica. meccanismi in cui non riesco ad entrare.
ad esempio, rottamare una macchina è una di quelle cose che vorrei fare dicendo a qualcuno "puoi occupartene tu?". pagando magari. ma più volentieri se fosse qualcuno che lo facesse perché siamo in due.
e invece lo faccio io. che mi incasino fra assicurazione, PRA e rottamazione delle targhe.
in questi momenti mi sento sola. poi mi guardo indietro e dico "beh, figo, però... una botta qui, una botta lì (perché poi ci sono gli amici che non vogliono i link ma sanno che sto pensando a loro) ce l'abbiamo fatta..." e sorrido... però la sensazione di solitudine che provo davanti a un modulo da firmare, a un atto notarile e a un certificato di delega, ecco... io non lo so spiegare.

 

absolut compulsive

il sofri jr. parla di corda in casa dell'impiccato.
e visto che c'era mi ci ha fatto parlare pure a me.
Internazionale, RadioRai

lunedì, settembre 26, 2005

 

tata a 4 ruote

stasera ho pianto. in tre mi guardavano increduli, omaccioni loro, piccola stupida io. poi uno di loro - mosso a pietà - mi ha passato un kleenex. io ero lì, seduta in mezzo al cortile, gambe incrociate. che la guardavo. con gli occhi pieni di lacrime. ho passato mezz'ora a coccolarla, a dirle cose idiote, a ricordare con lei persone e cose.
lo so che era da fare, lo so che mi aveva abbandonato once for all, lo so. cazzo, lo so. che era più una spesa che altro. che era inaffidabile, che era pericolosa, con il semiasse che se ne stava andando, con la batteria ballerina. lo so.
lo so che ci saranno altre 4 ruote, ma so anche che non ci saranno mai altre 4 ruote con cui vivrò quello che è successo negli ultimi 4 anni e mezzo. con quei ricordi, con quei "quando".
ad esempio, quando siamo andati a prenderla, io e a. da alberto con il p. e poi abbiamo festeggiato al pizzegiziano.
ad esempio, quando l'ho guidata la prima volta con la g. e le ho detto "qui dentro non si fuma" e mi sono voltata e lei aveva già acceso una sigaretta, ne ha accesa un'altra e me l'ha passata. fino a febbraio di quest'anno si è sempre fumato.
ad esempio, quando ho preso per la prima volta la tangenziale ("ho superato un tir", "era parcheggiato?" - mai fidanzarsi con un cabarettista... mai!).
ad esempio, quando me la sono rubata da sola.
ad esempio, quando me l'hanno divelta.
ad esempio, quando per dare un passaggio al thomas paggini abbiamo cioccato.
ad esempio, quando ho consumato pneumatici sulla via da cermenate.
ad esempio, quando mi ha portato via da una casa che non era più casa mia e mi ha portato alla parete gialla.
ad esempio, quando ho tamponato proprio il giorno del mio compleanno.
ad esempio, quando ho passato un'ora lì dentro a piangere dando testate contro il volante, fino a vomitare.
ad esempio, quando ci ha portato in vacanza.
ad esempio, quando mi ha fatto sentire paperino, ma poi è risorta.
ad esempio, quando è stata colpevole di grandi sforzi economici.
ad esempio, quando non mi ha portato a un concerto.
ad esempio, quando hanno provato ad arrotarci.
ad esempio, quando ha provato ad arrotarmi.
ad esempio, quando è stata motivo d'orgoglio.
ad esempio, quando ha dato torto alla lotta di classe.
ad esempio, quando è stata metafora di vita.
ad esempio, quando mi ha dimostrato di poter contenere molta più roba di quanto pensassi: la mia vita in rinascita, la bici, lea e i roller.
poi sono andata a dare le chiavi all'omaccione che mi aveva passato il kleenex, ho voltato le spalle e me ne sono andata.
con nella borsa l'unica cosa che resta.
e per chi non lo avesse ancora capito non si chiamava imelda per via della marcos, si chiamava imelda come la corista dei commitments. oddio, ricomincio a piangere...

 

riassunto del we

- sabato di paulese e di decisione
- sabato di conti e pianificazione finanziaria
- sabato di preparazione al dramma emotivo
- sabato di incontro con uno carino con un sorriso così sorriso che non lo vedevo da 5 anni. ha dei difetti invalidanti tipo abitare a più di 30 kilometri di distanza, ma vabbé. è uno carino, intendo, mica me lo devo portare a letto o peggio ancora all'altare. (però bello il sorriso, eh...)
- sabato di riflessioni sulla fuga
- sabato sera di casa: "stiro, sistemo e mi abbiocco"
- domenica di mamma con inizio cambio armadio e sistemazione libreria nuova
- domenica di spesa alla standa perché lì è aperto la domenica e prendono i ticket e invece "lì è aperto la domenica ma non prendono più i ticket e allora io perché faccio la spesa qui, allora?"
- domenica di aiutare l. sul naviglio
- domenica di auro vuole stancarsi ma ha le gomme della bici a terra e allora cosa fa? corre. che da quando non fuma più corre anche più volentieri e scopre anche posti belli con gente simpatica e dio quanto son belle quelle tazzone!
- domenica di carico e scarico libri
- domenica di er e sistemazione giornali (voi lo sapete che una donna single riesce a conservare kili di giornali - parliamo di circa 300 quotidiani e svariate riviste - e poi a ripassarli tutto salvando solo il salvabile ed è molto soddisfatta di sè quando lo fa?): da ieri sera ho liberato un cesto e tre quadri della libreria
- domenica di doccia lunga e ragionata
e dei sogni, delle cose, delle domande che mi fate e della poca voglia che ho di tenere sto blog, beh... magari ve ne parlo più tardi. adesso devo fare altro.

venerdì, settembre 23, 2005

 

ho spento radiopop, ho acceso lifegate

ed è una stretta al cuore perché sarò l'unica a ricordarselo, ma quella sera è andato in loop. e avrei voluto che fosse come volevo io, come era giusto che lo fosse e che fosse per sempre.
if the night turned cold and the stars looked down
and you hug yourself on the cold cold ground
you wake the morning in a stranger's coat
no-one would you see you ask yourself, 'Who'd watch for me?'
my only friend, who could it be?
it's hard to say it, i hate to say it
but it's probably me
(it's probably me, sting)

 

la margheritona e vecchi suoni saltati fuori dalla cassapanca

risentendola ho capito perché la margheritona l'ho chiamata così...
léa
elle est pas terroriste, elle est pas anti-terroriste
elle est pas jolie, elle est pas moche non plus
elle est pas toujours drôle, elle est pas libre
elle est pas tentée, elle est paternaliste
elle est pas inspirée, elle est patiente
elle est pasticheuse elle est pas cible, elle fait pas la politique
(louise Attaque)

 

orgasmo ciclico

oggi ho preso la bici: c'era quella cosa inutile in cadorna. linea rossa non avrai il mio scalpo.
pedalo a fatica fra motorini e macchine, arrivo alla mia ciclabile d'odio e inizio a scampanellare. a un certo punto quella a cui sto scampanellando assomiglia tanto alla d., è la d.!
ha una ruotafissa. sbavo. uno dei miei sogni. una delle mie paure più grandi.
una ruotafissa in mano mia è un rischio. mi immagino sulla ciclabile del naviglio, io e una fissa. oh! cribbio, una volta, una sola volta. vi prego! lorenteggio robecco senza mai fermarmi, con la pedalata continua, una domenica mattina presto. finalmente con il mio ritmo. senza nessuno che caghi il cazzo perché vado troppo veloce, perché non guardo il paesaggio eccetera.
sbavo. mi sciolgo. forse è il delirio post nottata in bianco. forse faccio confusione di sensazioni.
voglio una ruotafissa. voglio, fortissimamente voglio.
(quando finisco di pagare il transatlantico, eh...)

giovedì, settembre 22, 2005

 

le amiche si preoccupano per me

g. si preoccupa della mia salute fisica
"hai smesso di prendere la pillola, vero? che tanto è solo roba chimica" (sì, mi sono dimenticata di iniziare la scatola nuova e quindi ho smesso)
f. si preoccupa del mio riposo
"dormi? ma dormi bene?" (sì, tranne quando mangio troppo come ieri sera, ma nella maggior parte dei casi dormo e dormo bene, anche troppo)
p. si proccupa della mia linea
"sei ingrassata? sei dimagrita?" (mi sembro un po' ingrassata, ma in ogni caso mangio regolarmente e ceno seduta al tavolo apparecchiato anche quando sono a casa da sola)
r. si preoccupa della mia saluta psicologica (e lei è proprio l'ultima persona che può permettersi di farlo)
"tu lo sai vero che la tua vita non potrà che migliorare, vero?" (sì lo so, anche da cose che tu non sai)
io mi preoccupo solo di non avere soldi, al resto ci pensano loro.

mercoledì, settembre 21, 2005

 

piedi per terra

stasera ho imparato due cose che mi hanno riportato coi piedi per terra:
- è inutile fare ciò che non ti fa stare bene. ad esempio metterti stasera quel vestito stile cameriera troppo corto, troppo giovane e troppo froufrou, ti avrebbe messo a disagio. meglio la gonna classica e i sandali estivi (fino a quando si può). piuttosto vediamo di farci invitare fuori a cena, così potremo metterci quel vestito prima che arrivi sul serio l'inverno. ad una cena con venuta a prendere in macchina, apertura della portiera, chiacchiere davanti a un piatto ben cucinato e voglia di stare bene, ecco anche quel vestito fa la sua porca figura.
- dopo 15 anni i fantasmi fanno male. e mi ha fatto piacere vederla per caso, salutarla e dire "cosa hai fatto negli ultimi tre lustri" e sapere che tutto il mio ex reparto scout si è sposato, convive e/o ha figliato. mi ha fatto veramente piacere, non sto scherzando. ma quando mi ha detto "beh, la prossima volta che organizziamo ti chiamo..." ecco, io magari, ecco... magari quella sera magari avrò una colite spastica. senza offesa, ma in questi ultimi 15 anni sono stata benissimo anche senza di voi. anche voi senza di me, immagino. ecco bene, allora perché farci del male?

 

in the mood of carrie, vol. 2

perché una donna tornata single è (quasi sempre) in rinascita e un uomo tornato single, invece, è (praticamente sempre) in crisi?

 

scrivere noir

loro (soprattutto nei commenti) forse scrivono in un modo che io non consoco e in una lingua che io non parlo, però ieri sera mi sono venute in mente due o tre cose... io sono quella che ha sempre domande da fare ma si vergogna, però insomma io (che - attenzione - non ho letto "nordest" e - attenzione - per ora non ho intenzione di leggerlo che 15 euro 200 pagine è furto) volevo chiedere questo:
"ma se in italia dopo scerbanenco sono stati in pochi a scrivere noir e se poi a un certo punto tutti si sono messi a scrivere noir, chi lo sa fare e pure chi non lo sa fare... non è che il pubblico prima non sapeva leggere noir e adesso è semplicemente stufo di leggere le solite storie, le solite cose, le solite fotocopie? perché non so gli altri, ma io ormai li leggo con una pecolla..."
carlotto ieri ha detto una cosa fighissima: il noir rappresenta il viaggio del personaggio negli inferi, dove va alla ricerca della verità su una situazione che lo coinvolge.
bene, grazie. sarebbe bellissimo no? farsi prendere per mano dal personaggio (adesso, così mi vengono in mente duca lamberti, il gorilla, bagni, tlvolta lazzaro, qualche volta sarti, il primo alligatore...) e cadere giù. con lui. ma perché sempre più spesso il personaggio ci intriga ma non ci vuole come compagni di viaggio? addirittura talvolta ci invita ad andare a vedere sul grande (o sul piccolo) schermo i suoi inferi, lasciandoci completamente asfittici e delusi (e pure paganti)? perché?
(ovviamente io sono una piccola lettrice del cazzo, peraltro tignosa, vergognosa e timida e io le domande non le faccio mai... e quindi me ne sto zitta e va bene così)

martedì, settembre 20, 2005

 

immobile #5, quando leggere è un problema

(mi sembra strano di aver visto solo 5 case, ne siamo sicuri... non è che me ne sono persa qualcuna... è anche vero che io pacco, loro mi paccano...)
monolocale ma tagliato bene, zona centrale. no parcheggio, ma non che qui dove sto ora...
arredato, non è male, è carino, anche se piccolo (loro direbbero grazioso). ma... ma il letto non ci sta e se devo vivere in un monolocale che almeno possa metterci il letto a soppalco. e soprattuto in tutto sto arredamento non c'è manco una mensola per dei libri.
evidentemente non ci siamo capiti: tre armadiature e manco una mensola per i libri... in linea di massima insomma, sta casa non è male, ma io dove cazzo li metto i libri?
(mi rendo conto ora che è un problema da non sottovalutare. io vivo con un cane e poco meno di 1000 libri se conto anche quelli che non ho ancora letto: è un problema)

 

onda

nell'incavo ci si fa compagnia.
e si aspetta il rimescolamento.
mente vuota.
orecchie piene d'acqua.
mente vuota.
spalla contro spalla.
si è in tanti, ma non si fa mai la fila per il bagno e quando si butta la pasta se ne mette sempre un etto in più.
ti volti e incontri occhi nuovi e sorridi che c'è un sacco di posto da queste parti. basta spostarsi un po' e aspettare che l'acqua si sposti e che si torni in alto.
e nel frattempo si cantano canzoni idiote e si pensa a nuovi e prossimi viaggi.

 

brainstorming serale

stasera sono andata a sentire carlotto e videtta parlaree del loro libro. peccato che più di loro parlasse sto chelli che io continuo a chiedermi chi sia.
la scena è stata quella di qualche mese fa, quando chelli aveva presentato il kola e carofiglio. lui si parla addosso e parla parla parla. gli ospiti annichiliscono davanti a cotale forza di protagonismo e spariscono, nonostante siano belle persone, ottimi scrittori, intelligenti controparti.
in compenso mi sono fatta firmare il libro, ma non l'ultimo. il primo. lui mi ha chiesto perché proprio quello e io volevo dirgli di sedersi e berci insieme un calvados (lui) e una lemonsoda (io), in modo che mi si sciogliessero il cuore e la lingua per potergli spiegare quella morsa allo stomaco di quella pagina là e i miei occhi da bambina davanti al messico.
e invece ho detto una cosa banale. e me ne sono andata. (scema)
poi ho parlato un po' con s. e sono andata alla akka con c.
chiacchiere, minisupplì e mozzarelline. (grazie)
poi torno a casa: mail, cose, messaggi e un fiore. oh!

 

sportellisti trovati nel sacchetto della patatine

"scusi ma perché non si affida a un garante? così diventa più facile per noi darle il mutuo che cerca..."
auro pensa: ma sei deficiente? ma secondo te se io avessi un garante a disposizoone starei qui a farmi seghe per avere sto cazzo di mutuo?
auro dice: "scusi?"
"massì un garante... tutti hanno un garante"
auro se ne è andata.

"per aver X.000 euro (dove X è maggiore di 120 e minore di 135 e quindi non si sta parlando di miliardi...) la rata è questa... (dove questa è maggiore di 600 e minore di 700 euro al mese)"
auro "in fatto di strozzini, peggio di voi solo la mafia russa, eh..."

"stipendio netto mensile?"
auro "X" (dove X è lo stipendio che io sudo e che non è nulla di speciale, ma non ho dovuto fare marchette per averlo ed è maggiore di 1250 e minore di 1750 euro al mese)
"Y?????" (dove Y è X + 3.000 euro)
auro pensa: "ma ti pare che se io guadagnassi Y al mese starei qui a elemosinare sto mutuo?"
auro dice: "no, X"
"ah beh sì certo, mi pareva strano..."
è solo perché per entrare qua dentro mi avete preso le impronte digitali perché altrimenti metterei te e la tua cazzo di faccia da "guarda sta pezzente" attaccate per la collottola a quel chiodo che regge il poster dove la famiglia felice sorride pensando al loro mutuo 30 anni 100% con spread 1,80%. cretino.

 

parole della fede

sono fatta così: un ragazzo mi sorride tre volte e io faccio subito la lista nozze. sono un disastro.
[...]
ma le persone più inquietanti sono quelle che restano fuori e guardano dentro la tua vita, quelle che non conosciamo mai fino in fondo.
(desperate housewives)

lunedì, settembre 19, 2005

 

i-pod-deus-ex-machina

"you can't always get what you want"
e per fortuna che le parole giuste qualcuno le trova sempre.
e così anche quando non ti senti al massimo, quando hai un dubbio, quando non sei all'altrezza (e dal mio 1 e 58 accade spesso), puoi sempre citare a caso cose dette da altri. e fare comunque bella figura.

 

i-pod-due-palle

il mio ipod shuffle secondo me non funziona. o meglio, funziona, ma alla sua maniera.
a voi non capita mai che - in modalità random - ricominci non dall'ultima canzone sentita, ma da dove aveva iniziato la volta precedente? (meglio di così non riesco a spiegarmi, abbiate pietà del mio scarso vocabolario italiano)
esempio: mattina ore 8. auro esce di casa, infila le cuffie e attacca "smisurata preghiera", seguita da "torn" (e io qui rido sempre perché mi viene sempre in mente l. che limona con lo schermo della tv mentre passa il video con l'imbruglia "sesso, labbra di fragola e ormoni") e poi da "sogna ragazzo sogna". le prima tre me le ricordo sempre poi entro nel loop della metropolitana e tutto fa pouf.
pomeriggio ore 17.45. auro esce dall'ufficio, infila le cuffie e attacca "smisurata preghiera", poi "torn" (e auro ride ecc ecc) e poi da "sogna ragazzo sogna". le prima tre me le ricordo sempre poi entro nel loop della metropolitana e tutto fa pouf.
il giorno dopo, idem. ma mi faccio furba e vado avanti con il pulsantino, ma non cambia molto perché tanto non funziona e la volta dopo ancora "smisurata preghiera" (che bella è bella, eh... ma che due coglioni però, poi la mattina presto... eh...). succede sempre, ma ogni tanto no, e poi ricomincia da un'altra tripletta di canzoni.
ora, cosa c'è che non va? dove sbaglio?

 

immobili, (purtroppo) sto entrando nel loro mood

...ho iniziato a paccare i cari agenti immobiliari.
adesso sto anche entrando nella loro ottica e soprattutto sto acquisendo competenze circa il loro vocabolario.
"35 metriquadri" - ah-ah! calpestabili o commerciali? la risposta è SEMPRE commerciali. da cui scalare tipo 3/4 metri di muri, 5/6 se c'è anche il balconcino, 10 se è presente addirittura la cantina.
"buone condizioni" - va bene. non so perché ma gli "in buone condizioni" sembrano un po' come casa mia attuale e visto che IO ci sto bene nel mio pavimento sbrindellato e coi miei infissi spifferosi, gli "in buone condsizioni" vanno benissimo. piacciono anche alla isotta.
"trattabili" - talvolta il trattabile tocca il 10% dell'offerta. tenerne conto.
oggi ho anche parlato con due agenti di una famosa catena franchising che manco poco mi chiedevano di uscire, a uno l'ho proprio detto: "guarda [eravamo drammaticamente già passati al tu] che devi vendermi una casa, mica portarmi fuori a cena..." risolino (suo) di circostanza. "certo, che se la cifra è trattabile" risolino (mio) di circostanza, anche perché era un famoso 35 metri commerciali con cantina solaio posto auto e balcone. con sta solfa i metri calpestabili diventano due e dove cazzo la metto la poltrona della iso?
e domani pellegrinaggio elemosina per banche. esistono banche di tutti i generi, la cosa mi sconvolge. non sono preparata.
e forse la macchina è morta sul serio. non si sa. forse trova il pezzo da uno sfasciacarrozze. se la macchina è morta mi sa che tutta sta ricerca casa salta all'anno prossimo. e così finalmente qua dentro si torna a parlare di cazzi, culi, tette e depre.

venerdì, settembre 16, 2005

 

pensiero sconclusionato prima del weekend

stasera ho salutato un amico dicendogli che la mia vita è un casino.
certo che già da sola sono un disastro, se poi ci si mettono pure gli altri.
nel frattempo ricevo da un'amica un sms intelligente:
preparati a vedere i tuoi peggiori nemici proiettati su quel sacco. colpisci forte, donna!

 

differenze di genere

se un uomo per una settimana non si fa la barba perché non ne ha voglia, sta provando una nuova versione della sua immagine.
se una donna per due settimane non si depila, è uno schifo.

 

come uscire fuori, come respirare un'aria nuova sempre di più

non contento di avermi già una volta rovinato la vita, ci riprova. se non altro stavolta omette nomi (e cognomi).

 

ipnosi

è tutta sera che risento queste 2 righe, ininterrottamente. al limite della psicosi.
navigammo su fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli: che la pietà non vi rimanga in tasca
(fda, recitativo)

giovedì, settembre 15, 2005

 

immobile #4, sorpresa

sono in bici, torno da yoda, mi fermo davanti a sta casa solinga e vedo che ci sono dei cartelli. agenzie sconosciute, che significa o inculata sicura o percentuale più bassa. mentre prendo nota, esce un tipo, fa il simpatico e mi dice che gli è saltato un appuntamento e che se voglio posso vedere subito un appartamento che è appeso, lì, sulla vetrata. ok. tanto l'ape delle donne è saltato, ho tempo. lego la bici. al simpaticone dico "certo che ti è andata veramente di culo a beccermi così" e so già che la casa mia farà schifo, ma tanto ho tempo. e invece...
e invece mi piace, cazzo... mi piace.
sono entrata e un po' l'ho immaginato con dentro il letto alto, il divano, ci starebbero anche le librerie... le 4 librerie... è decisamente più grande delle altre che ho visto (forse anche di tutti gli altri appartamenti messi insieme), ristrutturata a nuovo, le stanza sono rettangolari e la zona, beh... insomma. diciamo che è a 6 minuti in più di bici da casa mia. più o meno. è la mia zona, a 5 minuti a piedi dalla metropolitana. mi sono appesa fuori dalla finestra e in cortile c'è un pergolato sotto il quale mettere le bici.
senza farmene una malattia, ci sto pensando. potrei fare un'offerta. tutti dicono che dovrei aspettare un po', vederne altre. non lo so. tanto devo prima andare in banca e parlare seriamente coi miei. domani ne vedo altri due, settimana prossima una mezza dozzina.
che stia veramente diventando grande? oh!...
Tutti i tuoi pianeti parlano di rivelazioni e lampi d'intuizione, quindi non penso di essere troppo ottimista se prevedo che i prossimi giorni ti porteranno più esperienze "aha!" di quante ne hai avute negli ultimi quattro mesi. Anzi penso che questa sarà la Settimana dell'esplosione dell'eureka. Per entrare nello stato d'animo giusto, leggi queste definizioni della parola "epifania": repentina presa di coscienza del significato di qualcosa d'importante; improvviso flusso d'ispirata conoscenza; percezione di una realtà ignota grazie a un lampo d'intuizione.
brezny

 

immobile #3, yoda

la facciata fuori della casa sembrava la faccia di yoda: tutta una ruga. e tipo 20 metri più in là c'era il cartello "milano" sbarrato.

 

in the mood of carrie

quanto la propria forza interiore viene misurata grazie alle nostre future azioni sugli altri?
quanto sono più forte perché tratto male chi mi ha mortificato in passato?
quanto sono più salda perché faccio lo sgambetto a chi mi ha fatto cadere in passato?
perché molte persone non aspettano altro che vedere il proprio passato "schiattare"?
non è meglio accontentarsi di vedere il proprio futuro felice?
(son domande, eh...)

 

greenday e piccole gioie

ieri ho assaggiato per la prima volta in vita mia il bambù e il gelato al pistacchio.
il bambù sa di poco ma sa di foglia.
il pistacchio sa di crema ma ha uno splendido retrogusto.

nel frattempo stasera mi arrendo a provare i broccoli nel minestrone, sabato mangerò gamberoni e mi hanno proposto un branzino al sale prossimamente. grandi cambiamenti...
e diciamocelo, ieri la macchina ferma era dove lavano la strada e stamattina non c'era la multa. tié. la vita sa essere bella, talvolta.

 

glu-glu-glu

ieri e stamattina al gr parlavano dell'incidente alla caserma.
in attesa di capirci di più e aspettando di guardare repubblica.it sono andata a fare colazione con un collega al bar, tornando in ufficio ci siamo fermati in edicola.
libero titola: "bombe rosse in caserma". dato che sono quella che non si guadagnerà mai il paradiso della diplomazia e mi fido solo delle prove provate dico fra i denti: "hanno la faccia come il culo". il manager della ras che sta pescando dal mucchio la sua copia (di libero) mi squadra, paga il suo rotolone feltri e se ne va dondolando le guance come fossero bargigli, o forse chiappe.
nb. lui è sempre più veloce di me, ma io scrivo i post su un mail draft e poi li posto la sera. non è giusto. uffa!

mercoledì, settembre 14, 2005

 

immobile #2, tetris

ho visto un bilocale in cui non c'è una stanza (bagno compreso!) che non abbia meno di 7 lati, giuro. piantina alla mano.
"per arredarla bisogna essere un po' creativi"
(l'attuale padrona di casa)

 

immobile #1, e chi dice che son bassa lo uccido

ti dicono che sono 30 metriquadri e invece scopri che sono 16 più il soppalco.
il tipo (l'attuale proprietario) è un intrallazzone, compra ristruttura e vende. mica scemo. ha comprato questo appartamento da 75 metri e ne ha ricavato due con l'ingresso in comune, insomma hai l'anticasa come l'ha chiamata l'agente immobiliare. e io l'ho guardato come se io fossi stata l'anticristo.
ma parliamo del soppalco. siamo italiani, no? e quindi fatta la legge trovato l'inganno. il soppalco non è altro che il ripostiglio "in quota" (o come diavolo si chiama) aperto e ringhierato. la scala c'è ed è a norma ed ecco che hai il soppalco. certo, è alto 65 centimetri (quindi a norma!) ma è considerato un soppalco, di ben 12 metri quadri.
ed ecco che con con metà di anticasa e soppalco in stile loculo (che però ha la presa dell'antenna tv in quota!) hai quegli splendidi 30 metriquadri che ti avevano cercato di vendere. stronzi.

 

immobili

avevo deciso che avremmo cercato casa a settembre. era una condizione sine qua non. per quanto egoistica e personale, era l'unica cosa che avrei accettato di fare (più bel tacer...).
è arrivato settembre: sono cambiate le dimensioni dell'appartamento, il numero delle persone che ci andranno ad abitare e sicuramente il budget a disposizione. la zona non la sapevamo allora, non la so adesso (anche se sono territoriale da morire quindi il quadrilatero (non della moda) still rules).
insomma, è cambiato il contorno, ma la sostanza no: io comunque sto cercando casa.
e sto vedendo cose che voi umani non avete mai visto (evidentemente alcuni ).
e devo dire che alcuni agenti immobiliari sono così poco comunicativi che fan cascare qualsiasi velleità di acquisto.

martedì, settembre 13, 2005

 

prove pubbliche di terrorismo

doveva succedere, prima o poi, anche a milano.

 

the day after: nuove cose

adesso ho un mazzo di girasoli e una pianta di girasoli (l'angolo giungla della sala è sempre più giungla).
ho una ventina di libri nuovi da leggere (e manco un doppione, che io legga troppo poco?).
un album per le foto che aspettano da troppo tempo.
un videoregistratore funzionante, olé.
una nuova collana.
un nuovo portachiavi.
il bollo della macchina (grazie mamma!).
una serata al bagno russo con amica a suon di fustigazione di betulla.
e un sacco di sorrisi, di occhi curiosi, di chiacchiere, di ricordi e di facce.
(beh, sì, grazie a tutti)

 

the day: compleanno in famiglia

ne mancavano solo due, che erano assenti giustificati (lui poi si è palesato ieri e lei ha mandato gli auguri più sorprendenti della giornata), ma il resto della famiglia c'era, anche la famiglia dei fiori, c'era. insomma, c'erano tutti quelli che mi piaceva ci fossero.
e mentre li guardavo strafocarsi di tigelle e gnocco fritto, battuto di lardo e nutella, pensavo che i segni li vedi, li percepisci, ma li capisci sempre dopo.
e così ho capito, dopo, che la famiglia avrebbe capito qualsiasi mia decisione, che la famiglia mi ha asciugato lacrime e dubbi e ha alimentato le mie risate e i miei abbracci. che la famiglia mi ha sostenuto anche a distanza e quando lo ha ritenuto giusto mi ha chiesto scusa, che la famiglia è così famiglia che magari la vedi come un paracadute e - forse è addirittura peggio - non te ne accorgi neanche.
la famiglia è un prato, risate, bolle di sapone e un "uffa è già finita" che ti allarga il cuore e il sorriso e ti fa pensare che il futuro non potrà che essere migliore.
e che se la gente non lo ha capito e anzi ha giudicato a priori è perché ha - chiaramente - dei problemi. molto grossi.

 

the day before: acustica

ma quanto è strano che la parte del concerto evento durato quasi 3 ore che ti è piaciuta di più è durata 10 minuti (forse 15) ed è quella in cui mauro pagani ha messo mano al violino?
(forse era perché eravamo dalla parte in cui si sentiva bene - e si vedeva un cazzo - e poi, è vero non solo c'è stato solo pagani... ci sono stati anche i fuochi d'artificio e abbiamo saltato abbracciati urlando contro il cielo per festeggiare la mia mezzanotte... beh, sì. lo ammetto...)

 

the day before: sabato catartico

sono molto colpita dalle mie reazioni: mi stanno succendendo cose, una dietro l'altra che tempo fa mi avrebbero fatto incazzare, urlare, mi avrebbero messo ansia, per cui non avrei dormito. e io reagisco in modo del tutto inaspettato. quasi irriverente.
ad esempio: la macchina mi si ferma in mezzo a un incrocio sotto al diluvio universale? la vecchia Auro sarebbe scoppiata a piangere e avrebbe urlato. la nuova Auro prima zittisce la madre isterica e poi pensa "ma che sfiga non ho con me manco uno dei due cellulari"... poi riparte (dopo qualche tentativo, eh... non subito...), parcheggia macchina Auro davanti a meccanico, recupera macchina padre Auro, trasla madre e cane in macchina funzionante, porta madre e cane a casa genitori Auro, riporta macchina padre Auro a legittimo proprietario, torna a casa a piedi godendosi la pioggia, decide che porterà prima o poi la macchina dal meccanico per vedere se è recuperabile, incontra il gentile chaffeur, fa la valigia, dopo manco un'ora è in viaggio, dopo un'oretta è già a parma.
insomma io sto imparando a cambiare modo di pormi davanti alle cose. e così, sabato in mezzo alla folla del concerto durante "piccola stella senza cielo" ho scoperto che quella canzone non mi appartiene più, nonostante l'abbia cantata ininterrottamente dal 1990 e ci abbia pianto lacrime amare nel 1997 a san siro e nel 1998 in via primaticcio.
piccola sono piccola, ma il cielo già ce l'ho. già da un po'.

 

fedeli alla linea, anche quando la linea non c'è

certo che se fra i valori dell'unione vogliamo che ci siano (di riffa o di raffa e con scarsa convinzione, ma anche per meri motivi elettorali) i pacs (e noi vogliamo che ci siano, no?) e mastella si incazza e minaccia di andarsene... beh, non potevamo pensarci prima, cioé innamorarci prima dei pacs?

giovedì, settembre 08, 2005

 

il cane, il gatto, io e te

forse quello che mi ha fregato è stato proprio questo. mi hanno preso in giro fin da piccola. mi hanno turlupinato. mi hanno sempre cantato quell'idiota canzone, che diceva che la barca sarebbe partita e che non importava dove sarebbe andata, se ci fossero stati con noi il cane e il gatto...
è anche vero che io ci ho messo del mio. e che lui colpa non ne ha mai avuta.
se non quella di farci già sentire la sua mancanza.
repubblica.it, typesetter

 

IngenuitAuro

e io che ero convinta fosse stato fatto apposta...

mercoledì, settembre 07, 2005

 

niuentris

alla mia wishlist aggiungo di buon grado:
- questo cd dei dmb
- questo libro
- un vestito di "fatto a mano"
- uno zaino trek dell'eastpack
ci tengo inoltre a sottolineare che l'abbonamento al manifesto se fosse a coupon sarebbe meglio.

 

come se ci fosse stato il pilota automatico

uscita di seriate.
caldo. agosto. zanzare.
non sei per nulla obbligato a comprendermi, quasi non sento il bisogno d'insistere
presenze: io, di certo. lui, forse.
lei canta nell'autoradio.
tu che mi offrivi un amore di plastica ti sei mai chiesto se onesto era illudermi
io appoggiata con la testa al finestrino, con la tempia appoggiata alla cintura di sicurezza. io. protetta.
ricorda tu sei quello che non c'è quando io piango
tu sei quello che non sa quando è il mio compleanno, quando vago nel buio

io canticchio, non canto. canticchio. sottovoce.
ma come posso dare l'anima e riuscire a credere che tutto sia più o meno facile quando è impossibile
io che fisso un punto. invisibile.
io che cerco un punto. introvabile.
volevo essere più forte di ogni tua perplessità ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica
io. punto.

 

tsunamare

neologismo odierno della Auro.
e non c'entra il suffisso -amare, proprio per niente.

martedì, settembre 06, 2005

 

volersi bene e svuotare la testa

20 minuti di bici.
un'ora e mezza di walking, chiacchierando con un'amica.
20 minuti di bici.
sto valutando il fatto che so già che s. sarà poco propensa, ma non sarebbe male farlo anche di mercoledì.
e una volta alla settimana tornare dall'ufficio a piedi.
e un'altra volta alla settimana farlo la sera.
e adesso... insalata!
(gongolo, cazzo, gongolo)

 

post katarina

mi spiace non ricordare con precisione cosa mi dicevano quando mi raccontavano che c'è una sola condizione sufficiente e necessaria perché avvenga un tornado tropicale ed è una determinata temperatura del mare, temperatura alla quale - se non ricordo male - il nostro mare mediterraneo si sta velocemente avvicinando.

 

video on demand

se a qualcuno capita, è possibile avere la cassetta di questo?
Palcoscenico - RAI2
10 settembre 2005 ore 24 circa
Stefano Bollani e la Banda Osiris

(ah sì, beh, giovedì 8, bollani e rava gratis alla festa dell'unità, così giusto un purparlé)

 

tu dai un arcano a me, che io dò un arcano a te

mettiamola così, in ordine cronologico.
prima dell'estate agostiana mi scrive lei, di cui non conoscevo l'esistenza fino a quel momento, mi conosce attraverso il blog, mi chiede se creiamo un'occasione per vederci. i tempi forse non erano sufficientemente maturi. e io sono insoddisfatta, triste e scontenta di come mi vedo a uno specchio non mio. non ci siamo dette molto se non che ci saremmo sentite a settembre.
partiamo, torniamo, organizziamo per stasera.
ieri giro per blog, ne incontro seguendo strani link uno che mi piace, ma che leggo svogliata, c'è un link a delle foto su flicker che inquadrano la proprietaria del blog (sarei ipocrita se negassi che ce n'è una che mi colpisce molto anche per recenti vicessitudini personali) e il suo gatto.
oggi era in forse se ci saremmo viste: r. aveva bisogno di una tana a milano e le avevo proposto il mio letto, ma poi il letto non serviva più, quindi, ok ci vediamo.
alla festa dell'unità c'è la presentazione di un filmato sul 25 aprile a milano, mi sembra un buon paracadute per tutte e due nel caso che non ci sia sinergia. ok. alle 20 a lampugnano, lei avrà una borsa rossa a tracolla, io la gonna verde lunga coi campanelli.
lei mi riconosce subito, all'istante, ma ammette anche di aver visto le mie foto su flicker.
mangiamo la picanha (ma solo io che lei è vegetariana) dal tipo che mi sta simpatico (e che anche stasera ha della bella musica), beviamo qualcosa, parliamo, ci raccontiamo e collego tutto. ci chiediamo più volte se non abbiamo la stessa madre, se anche lei non sia una mia gemella separata alla nascita (con un po' di anni di differenza, e poi lei ha gli occhi azzurri scuri, come quelli di sara, ma molto più espressivi... però anche mia sorella "vera" ha gli occhi azzurri, che c'azzecca...). viviamo nella stessa zona, frequentiamo gli stessi posti, abbiamo cose, esperienze, pensieri in comune.
le confesso di aver riconosciuto in lei quel blog e in quelle foto. ho paura di metterla in imbarazzo, ma spero di non averlo fatto.
il filmato non mi serve, lei è una persona interessante con cui mi va di parlare e di confrontarmi.
giriamo in libreria: non c'è il libro che le vorrei regalare, la seconda scelta lei lo ha letto già. così come anche molti altri di cui parliamo. le piace la nothomb, io c'ho il pregiudizio. lei però ce l'ha su ellroy, il pregiudizio.
mi stupisco sempre più frequentemente di come i singoli mi colpiscano e desideri consocerli, più delle congregazioni. di come trovo sorelle gemelle separate alla nascita un po' ovunque (e questo - anche se mi spaventa - mi fa sentire meno sola, meno strana, meno isterica, più normale, forse anche più debole e banale). che - fanculo - persone interessanti al mondo ce n'è, che sono dove non te le aspetti e non c'è bisogno di costruire castelli per trovarle, che sto assommando nella mia vita facce di donne che hanno cose da dire e che mi piace ascoltare, che se volessimo potremmo metter in piedi la versione "oh mia bela madunina" di "sex and the city", forse di gran lunga anche più interessante dell'originale.
sì, perché con lei abbiamo un altro punto in comune, che scopriamo quasi per caso: abbiamo conosciuto carnalmente lo stesso uomo (non contemporaneamente, zoticoni!). e nonostante non si tratti proprio di uno stinco di santo, da stasera mi sento parte di un cluster statistico paradossale.

lunedì, settembre 05, 2005

 

non so se avete notato

a tempi alterni e con poca lena (ma non si sa mai) ho ricomnciato a rispondere ai commenti.
(no, non è per permettervi di stappare lo chardonnay che ho in frigo... no!)

 

su, ci faccia un sorriso che la fotografiamo

questa sono io: senza casa, senza fidanzato, senza soldi, senza figli che invece vorrei, circondata da amici che hanno vissuto almeno una devastante crisi di coppia (solitamente finita male) e a capo di una schiera di persone (soprattutto donne) che si chiedono: ma dove cazzo si conoscono persone interessanti [1] - non per forza a scopo sentimentale (ci tengo a sottolinearlo) - a milano senza dover incappare nel solito e noioso circolo amish o in malati psicotici?
[1] - non che non ne conosca, eh, di gente interessante... ci siamo capiti. ecco.

domenica, settembre 04, 2005

 

ma auro cosa vuoi per il compleanno?

me lo chiedono in tanti: sfatiamo un mito... non è vero che io non ho mai voluto regali per il mio compleanno. negli ultimi 5 anni ho sempre chiesto di fare una donazione a Emergency oppure ho chiesto Brad Pitt nudo, o una 206cc...
quindi, g. santa (e con te tutti quelli che si pongono la questione), sappi che se vuoi puoi fare una donazione a emergency oppure decidere che tu sai cosa potrebbe farmi piacere oppure decidere che quella cosa che hai visto in vetrina fa proprio per me... come vuoi. puoi fare quello che vuoi.
solo alcuni consigli:
- libri: ce ne sono un po' che desidero da tanto, ma con me sui libri è un po' una scommessa... ma se insisti.
- abbonamenti teatrali: ecco, sì, lasciamo stare. quest'anno ho convinto mia madre a lasciare stare con il piccolo e a pagarmi il bollo della macchina.
- vestiti e accessori: no, non te la dico la mia taglia e no, grazie, la biancheria intima me la regalo da sola.
- cose per la casa: fra un po' esco io, a meno che non sia una stanza in più lasciamo stare.
- tupperware: tutte le volte che vado in stazione centrale, sbavo. ma lasciamo stare, non saprei dove metterli.
- puzzle: è ufficiale. non saprei dove metterli.
e se proprio vuoi delle cose più o meno tangibili, ecco cose (per tutti i gusti e per tutte le tasche) che mi piacerebbero:
- la borsazaino porta pc di patagonia
- il catalogo della mostra senese di Corto Maltese
- una stampa di corto maltese (che dovrei pensarci su dove metterla)
- una stampa di emilio tadini (che so già dove metterla)
- abbonamenti a il manifesto, carta, diario, internazionale
- una poltrona a dondolo (anche se non saprei dove metterla)
- un invito al mare, anche di inverno
- un mazzo di girasoli
- un carnet da ballo

 

tip

perché pretendere l'impossibile quando basta poco per trasformare tutto in qualcosa di vivibile.
chiedere che la merda diventi oro rischia di deluderti, pensare che la merda resterà sempre merda rischia di farti sorridere e sorprendere quando "nascono i fior".
e così: è inutile chiedere cose che difficilmente potranno arrivare. o aspettarsi eventi che difficilmente potranno succedere. o volere che le persone diventino altro da quello che sono, se non lo vogliono.
ho orecchie solo per te, e lo sai.
ho occhi solo per te, ma è troppo tardi ormai
(k.a.)

 

consapevolezza

c'è un posto dove c'è un tipo che è gentile, mette su bella musica (che non ascolti da troppo tempo) e trovi buone cose da mangiare.
ma è soprattutto la musica che ti colpisce, perché è la stessa musica di una sera su un balcone a roma, trastevere, io, silvia e alessio. loro che mi sembravano la coppia perfetta e io ero rimasta a lungo con lo sguardo perso nel vuoto a fissare la città eterna promettendo a me stessa di fare cose che non ho fatto. io sola, loro che si perdevano occhi negli occhi.
poi silvia, quel lungo anno, questi ultimi pesantissimi giorni. buttare giù i rospi e non dire niente, ma non perdonare più niente. buttare giù le lacrime e le colpe. fare in modo che il dolore non esista, che esista solo la realtà delle cose e il suo essere molesta.
silenzio, dolore. e poi la rivolta. perché, come tante altre cose che mi sono trovata a vivere senza che me ne accorgessi, non è questo quello che voglio. e adesso lo so.
Oh we were dancing mouths open splashing tongue taste
For a moment this good time would never end
You and me
You and me
Just wasting time

 

ulteriore arcano minore

il mio primo posacenere.
un altro senza nome.

 

tutela

quando a una leonessa il cacciatore ammazza il cucciolo, la leonessa impazzisce.
se cercano di ammazzarmi un cucciolo, io - leonessa - posso permettere che questo avvenga sotto i miei occhi non proferendo parola (ed è quello che ho fatto finora) oppure posso fare in modo che - per quanto io possa fare - il mio cucciolo sia tutelato, non per forza immune che questo non si può mai sapere, ma almeno reso partecipe. ed è quello che ho (dolorosamente) fatto oggi.
per non impazzire.

 

sssssusssssstemmmmmmmmani

ok, sono euforica, dannatamente euforica. sono ringiovanita, rinvigorita, sono una dannata stronza che si è scatenata con loro. ho ballato tutto il tempo, non sono stata ferma un momento, ho mosso il culo, sono crepata dal caldo, ho tolto la maglietta, ho dimenato le chiappe, le braccia, le mani.
a un certo punto ho avuto la certezza che se mi fossi persa anche questo concerto, se avessi dato ancora una volta a lui la possibilità di scegliere cosa fare stasera, avrei perso un'altra occasione per stare bene. e che se ci fossi andata con lui al concerto mi sarei ritrovata incantucciata in una prudente saggia e isterica morale attenta a non uscire da quelli che sono stati i suoi schemi, quindi - se ci fosse ancora bisogno di un'ulteriore riprova - meglio così.
e sarebbe valsa la pena di spendere quei 16 euro anche e solo per strade, liberi tutti, la versione reagge solo chitarra di sole silenzioso (da pelle d'oca, umori sparsi e condivisi, reggiseno bagnato dal sudore, mani che battono il ritmo, dondolio di spalle e pugno chiuso alzato) e un'aurora sogna da trip mentale e globale.
la solitudine che indosso è più normale di una prudente saggia e isterica morale, sogno e nei miei sogni so cercare senza paura un'esclusiva felicità.
sogno una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale
sogno di un bisturi amico che faccia di me qualcosa fuori dal normale

venerdì, settembre 02, 2005

 

fant-ollywood

il problema non è chi chiamerebbero per salvare new orleans dalla tragedia. qualcuno vorrebbe danzel washington, altri freeman, altri clooney e così via.
il problema è chi hanno già chiamato: gianni e pinotto.

 

in breve - 16 ottobre 2005

si voterà dalle 7 alle 22.
voterà chi lascerà un obolo di un euro, bisognerà portare la carta di identità e la tessera elettorale.
bisogna sottoscrivere i valori dell'unione e bisogna essere cittadini italiani oppure cittadini stranieri regolari da almeno 3 anni con iscrizione alle liste elettorali.
il loro obiettivo è portare a votare almeno un milione di persone.

 

realtà dei fatti

uhhhh... baby, baby... it's a wild world...

 

gechi e vampiri

ok, brezny caro... e adesso che li ho sognati siamo a posto? posso considerarmi finalmente libera dall'incubo? posso mettere la segreteria telefonica a casa? no, perché sai... ne ho anche un po' piene le palle.
Hai superato un punto di svolta nel tuo rapporto con l'oscurità e non sarai mai più tentata dalle sue strane attrattive. Hai sentito cosa ho detto? Hai incontrato per l'ultima volta quei mostri infernali che ti tormentano solo per divertirsi. Non sarai mai più coinvolta in situazioni che somigliano a caverne piene di anime dei dannati. In futuro ti capiterà qualche volta di sognare gufi, ragni e serpenti misteriosi, ma saranno misteri buoni. Congratulazioni, Vergine.

 

che vita di merda

capisci di essere diventata una piccola abitudinaria di merda quando rientri la sera tardi dopo duemila ciacole con un amico e - appena accesa la luce del corridoio - fai nell'ordine queste 4 cose:
1. appendi la borsa alla maniglia della camera
2. coccoli la cana dietro l'orecchio
3. appoggi gli occhiali sulla scrivania
4. metti il byte dentro al bicchiere con la sua corega tabs quotidiana.

giovedì, settembre 01, 2005

 

tasso alcolico

ho il frigo pieno di birra e io non bevo birra. e no, vi sbagliate, perfidi dottoroni: non ho in programma feste, orge o baccanali.
ho guardato anche le tre bottiglie che occupano spazio in frigo da quando ho inaugurato casa: non ne so molto, ma una di queste - così a naso - non dovrebbe stare in frigo e le altre sono cose che paiono essere pregiatissime. magari il tempo le ha anche migliorate.
insomma ho il frigo pieno di cose che non consumerò mai. e di cose che consumerò. ma queste occupano gli interstizi lasciati dalle moretti, dagli chardonnay e così via.
vabbé, chissenefrega. io stasera esco con un mago, che me frega. e lo porto da Mister Ci Sono Solo Il Giovedì E Non Ricordo Più Che Altro Giorno Della Settimana.

 

sproporzioni

l'altro giorno mi hanno proposto una casa di 35 metri quadri e 90 metri quadri di terrazzo. non la compro, ma se la comprassi questo sarebbe utile, eh...

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