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Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

mercoledì, novembre 30, 2005

 

stiamo leggendo

questi libri qua.
voi?
(potete raggiungerci, eh... mica siamo schizzinosi)

 

evento

pare che quest'anno non dico che si festeggi, ma almeno forse il 25 pranziamo assieme. in tre, ma almeno assieme.
e non lo faccio perché è natale, ma solo perchè sto diventando una figlia migliore. quindi li invito da me, pranzo con loro e alle 3 del pomeriggio fuori dal cazzo. sussù.

martedì, novembre 29, 2005

 

lettera alle amiche che ne sanno [*]

mie care, una breve nota per chiedervi un consiglio di stile.
prevedo una lunga notte in un aeroporto in attesa di un volo che mi porterà in vacanza.
tenendo conto che ho già previsto quintali di libri (consigli?) e un thermos di caffé e che non potrò portare gli aghi per la calza per motivi di sicurezza internazionale, ho pensato che solo voi donne e amiche mi potete dare consigli e dritte sui seguenti temi:
- porto o non porto la coperta di pile?
- meglio un comodo anfibio doc martens o uno stivale tacco quadrato 5 centimetri?
- se qualcuno fra le 3 e le 4 di mattina, quando ormai sarò satolla di lettura e annoiata, mi tacchina cosa devo fare?
- meglio partire a. struccate e poi truccarsi a destinazione b. truccate e lasciare che il mascara coli sulle gote per tutto il viaggio c. truccate, struccarsi e poi ritruccarsi la mattina prima del volo (in questo caso non dimenticare stucco a presa rapida per veloce risistemazione facciale)?
- quanto è importante in questi casi un buon correttore?
- ma quanto mi sentirò imbecille, idiota, giovane e avventurosa, il tutto nello stesso tempo?
[*] la selezione all'ingresso è a carico dell'amica. siate umili e valutate il vostro effettivo grado di conoscenza. ladies, you know, you all are in. grazie.

 

lacci e slacci

ci sono cose che mi rendono empatica con persone che sono fisicamente e caratterialmente completamente ai miei antipodi.
ad esempio, questa.

 

sempre a proposito del mago di oz

se fuori nevica, il clima dell'ufficio è comunque malsano e mancano 5 giorni alle ferie, ascolta in loop "over the rainbow" di israel kamakawiwole per 10 volte.
e sorridi. sempre.
sembra talco ma non è serve a darti l'allegria

 

tre, in tre giorni, fanno mille

l'arkansas fino a oggi per me (della mia ignoranza sono ben consapevole) rapprensentava solo due cose: il mago di oz e la diatriba sulla fonetica nata ai tempi dell'elezione clinton (cioè prima che poi arrivasse la stagista), ar-can-sò (di cui fu uno dei massimi artefici Emilio Fede). da oggi lo lego anche a un numero che istintivamente trovo simpatico. none nove otto.
il nove nove nove domani in ohio.
il mille sarà in virginia.
tieni giù le mani da caino
sangue chiama sangue
e tu rispondi al suo richiamo
(frrankie hi nrg)

 

desidera un dessert?

cedesi partita in esubero di brownies.
buono eh... ma ne avessi fatto metà andava bene lo stesso. cioé per la serie fatevi furbi: se non avete dieci o dodici ospiti a cena, dimezzate le dosi o calcolate i due terzi, che dopo un po' - come si suol dire - allappa.
piccola annotazione: io di noci ne ho messe 200 grammi e secondo me son fintroppe.
piccola annotazione: io non ho messo tutta quella farina che mi ero rotta di setacciare, diciamo che ne ho messa tipo 50 grammi in meno.
piccola annotazione: se il cioccolato bianco lo grattate alla julienne dalla parte grossa della grattugia viene una figata.
(domanda: il brownies - in opportuno tupperware di serie - si può portare nel bagaglio a mano? non si sa mai...)

 

non imparo mai

sto vivendo un paradosso che a spiegarlo non rende.
qualcuno può fare telefonate internazionali (con telefono debitamente schermato) e fingersi - in un inglese perfetto o meglio ancora in francese - uno che ha sbagliato numero e vuole sapere dove sta telefonando?
io mi vergogno.

lunedì, novembre 28, 2005

 

in altre cose affaccendata

sto cucinando un casino.
mi sto dedicando a nuovi hobby.
sto cercando di fare pace (o anche semplicemente amicizia) con l'alcool (ma non è che abbia grandiosi risultati) e di conoscere cose nuove (rimarreste molto stupiti: sto lottando con i mostri più brutti dei miei preconcetti enogastronomici).
fra poco affronterò due piccole belve e un'arpia.
il prossimo weekend farò cose che mi riporteranno indietro nel tempo, ai miei 25 anni.
ho un pc nuovo da più di una settimana e non ho manco provato ad accenderlo.
sono in attesa della rivoluzione. qualcosa deve cambiare. per forza. siamo in troppi ad aspettarlo. questa volta non può permettersi un ritardo.
e guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po'
(luna, gianni togni)

 

microclimi

a casa mia incredibilmente fa decisamente caldo (non voglio sapere quanto spenderò di riscaldamento quest'anno, no non lo voglio sapere). conseguenze: miracolosamente fioriscono i bulbi impiantati due settimane fa.
in ufficio abbiamo il clima della foresta pluviale. conseguenze: bruciore agli occhi, labbra secche e gola in fiamme. mi pongo domande serie, ad esempio: quando mi prenderò la broncopolmonite?

 

la lotta continua

ehi tu, non facciamo che debba mantenere quella promessa, eh.
non ora se non altro.

venerdì, novembre 25, 2005

 

puntuale come un orologio svizzero

che se non fosse lui non ci crederei nemmeno, visto che mi ero dimenticata di leggerlo e ci sono andata apposta per distrarmi dallo tsunami...
Forse ti sembra di sapere queste cose, Vergine, ma te le dico perché gli auspici astrologici suggeriscono che la prossima settimana potresti essere tentata di violare o ignorare il tuo buon senso. Cerco solo di non farti dimenticare l'essenziale.

 

allacciati nel ballo

ho sognato di ballare lenta su un palco improvvisato di tavolacci e stropicciate decorazioni a forma di ghirlande. e sullo sfondo c'era una parete di gelsomino e dietro la curva il profilo di un campanile, in alto, abbarbicato.
piedi che strusciano e tacchi che fanno rumore, caviglie da snodare e mani da stringere. tempo da seguire e ritmo da accomodare.
occhi negli occhi.
mi sono svegliata chiedendomi a chi appartenessero quegli occhi perché quel campanile lo conosco benissimo. ma quegli occhi no. non li (ri)conosco.
ogni tre ami c'è una stella marina
ogni tre stelle c'è un aereo che vola
ogni tre notti un sogno che mi consola
(fda)

martedì, novembre 22, 2005

 

uguaglio uguaglio a me...

...che rispetto - minchia - tutti i limiti da brava bambina alla soglia del rincoglionimento.
e comunque diciamocelo, a un mese dal (vostro) santo natale, mi è tornata su la colomba di pasqua annata 1976 al solo vederlo.
però per tre quarti del tragitto vi potrei fare da guida turistica in diretta... e poi mi serve come ripasso.

 

what i need

una narcolessi indotta. insomma, un'anestesia totale. globale.
24 ore di ovatta.
alla ricerca della giusta concentrazione.

sabato, novembre 19, 2005

 

appunto mentale

un mio personalissimo breve flusso concettuale, veloce e probabilmente più criptico del criptico (e poi non dite che non ho confusione in testa).
l'arte del riempire gli spazi. haring. divanone. berlino. foto di alberi. riflessi nelle foto degli alberi. giallo cromato, meglio il nero. dottor greene da piccolo. perché lui e non un altro. perché le tracce nere. il pennello che usa nel video, i tratti di pratt che disegna corto maltese.
la corposità del nero, il suo essere schermo.
tutto questo prima o poi prenderà forma.

 

vi potrei raccontare di...

...un'Auro bambina alla mostra di Haring.
...un'Auro completamente ubriaca sana e allegra. senza aver toccato goccia di alcool.
...un amico di Auro che secondo Auro l'avrebbe ammazzata per il fatto che fosse così ubriaca.
...un'amica di Auro che le chiede consigli e lei si trasforma in DonnAuro.
...il peggior aperitivo di Milano in assoluto, fra l'altro nel posto in cui mi è stata raccontata una delle balle più grosse che mi abbiano mai raccontato in una notte in cui le biciclette dovevano essere fatte esplodere e mozart doveva essere ascoltato.
...una serata di distrazioni continue, un bicchiere rotto e un aspirapolvere che non ne vuole sapere di funzionare.
ve lo potrei raccontare, certo, ma sto per infornare i biscotti. mi spiace.
(le si conforma negli occhi un sorriso, che no, "non ve lo sa spiegare"...)

venerdì, novembre 18, 2005

 

discorsi da donne

ok, forza. chiunque abbia nel suo circolo di amici un uomo fra i 30 e i 40 anni, interessante e libero, lo dica.
non è per conoscerlo [...], ma solo per verifica di un'ipotesi sviscerata ier sera fra donne (e che donne!): ormai non esistono uomini interessanti e liberi.
astenersi magnaccia, gay, mammoni, finti liberi*.
grazie.
[*] uomini sposati che si professano in grado di gestire rapporti extra coniugali ma non lo saranno mai, e/o uomini non sposati che hanno rapporti difficili con ex mogli o con ex fidanzate, e/o uomini che hanno una nidiata di figli da gestire in grazia del tribunale dei minori.

 

non c'è più - non c'è più - religggione... guarda qui, guarda là, anche in televisione...

in realtà sull'ora di religione c'è stata una duplice forza di rottura:
- l'informazione è stata fatta in maniera decisamente maliziosa... anche il gr di radiopop è sembrato la prima pagina di libero...
- il ministero ha fatto le cose alla cazzo e si trova a giustificare i propri (più o meno consci) errori.
in ogni caso io so gestire il mio conto corrente meglio di come quel ministero sta gestendo sta riforma, eh...
il potere che cercava il nostro umore mentre uccideva nel nome d'un dio,
nel nome d'un dio uccideva un uomo: nel nome di quel dio si assolse.
poi, poi chiamò dio, poi chiamò dio, poi chiamò dio quell'uomo e nel suo nome, nuovo nome,
altri uomini, altri, altri uomini uccise
(laudate hominem, fda)

giovedì, novembre 17, 2005

 

i wish i was

...sono due giorni che su gtalk ho la tag "arrendevole". sta cosa mi è entrata così in testa che tornando a casa oggi cantavo i subsonica...
fuori è un giorno fragile ma tutto qui cade arrendevole...
come quando resti con me...

nb. questo è un classico mio post dove il titolo e il post non c'entrano sega fra loro e faccio impazzire tutti mentre cercano il sottile fil rouge... datemi retta: non c'è.

 

mulatto, albino, mosquito, libido

mi sono svegliata 10 minuti fa canticchiando.

a denial
a denial
a denial
a denial
a denial
a denial

 

giorno di ferie

religione I-K-E-A!

 

misticismo, fisica e tecnologia

stessa faccia, stessa espressione. dopo anni.
diversa morosa, forse anche un diverso approccio alle morose.
io e lui parliamo la stessa lingua anche se lui è un po' duro e un po' troppo centrato, dal mio punto di vista.
lo/li recupero al lavoro, aperitivo non alla moda, lei è splendida (le moglie e le morose dei miei amici mi piacciono sempre moltissimo), chiacchiere e ricordi. poi in una casa dietro a viale monza, con una parete gialla (ma dai?) e un immobile appena ristrutturato.
poi sono tornata in una sala prove, in un angolo, attrespolata su uno sgabello alto, sbirciando i testi delle canzoni e suggerendo le parole.
lui cambia espressione quando canta e giuro che non lo sapevo cantante. nonostante lo conosca da più di 8 anni.
e poi tornando parliamo della sua ex psicologa (che se non fosse per il nome potrebbe essere la ex anche di un altro mio amico). faccio due accenni al fatto che siamo stati sempre vicini di casa, prima lui era dietro casa mia, poi io in zona loreto a casa di matteo. "ha bisogno di uno psicologo?" chiede lui, "gli presentiamo la tua ex?" dico io, "potrebbe essere un'idea" dice lui svoltando in via pallavicino.
invito lui e lei a cena (ovviamente dopo l'arrivo dell'omino), magari quella sera invito anche i coniugi colombo.
bella serata.
quello che noi uomini dobbimo capire è che dopo sei mesi è normale che non ci venga più duro al solo sentirvi al telefono.

martedì, novembre 15, 2005

 

evento

sabato mattina verrà a casa un omino che farà il miracolo.
mi dirà: il forno non ha nulla che non va, signorina AnsiosAuro.
(nel contempo io mi martellerò le palle perché ho decisamente delle fobie inutili e oggi dopo la telefonata con l'omino - con cui ci diamo già del tu - sono diventata lo zimbello dell'ufficio, ci fosse mai stato bisogno di un rincaro della dose...)
e io ho già comprato tutto l'occorrente per fare la torta e la pizza.
si attendono ricette e consigli.

lunedì, novembre 14, 2005

 

che situazione di merda

io so una cosa che dovrei dire.
in quanto amica.
io so un segreto che dovrei rivelare per il bene di una mia amica.
ed è lo stesso segreto che non dovrei rivelare per il bene di quella stessa amica.
questo significherebbe coinvolgere una persona che non voglio coinvolgere e dire a un'amica una cosa che io so e che non dovrei sapere.
io so che lei prima o poi mi racconterà cose di cui io conosco la vera versione (o almeno un'altra versione).
io so che me ne devo tenere fuori. ma non so se sono capace di farlo.

 

il nuovo dei la crus

comprato. un po' in ritardo.
oh-là.
e comunque mi piace come possono piacermi solo loro che, anche se fanno un album che non piace a nessuno, a me piace lo stesso.
io non so cambiare il mondo, i sogni e le parole non so se un modo c'è
io non so qual è la strada eppure devo andare perché comunque c'è

sabato, novembre 12, 2005

 

come fare un figlio

12 febbraio 2005.
aprica.
aspettando robi all'arrivo della seggiovia.
l'ultimo gancio cielo verso il cestino della spazzatura.
pacchetto accartocciato.
ultimo spric della pietrina del bic.
ultimo primo tiro della sigaretta.
ultimo ultimo tiro della sigaretta.
mozzicone in mezzo alla neve, sporca.
9 mesi. senza nicotina.
senza aver preso un kilo più del dovuto.
sto da dio. senza dio.

 

prima che me ne dimentichi...

la ricetta del riso al prezzemolo.
è una cazzata da fare, ma dà molta soddisfazione specie se si usa il riso giusto.
quindi: brodo di carne (originale o dado va bene lo stesso, se voi pensate che io faccia il brodo siete un po' fessi), per ciascun commensale 2 pugni di riso tipo roma (ideale perché si ammolla fuori ma mantiene l'anima "croccantina"), 2 pugni di riso anche per la pentola, prezzemolo tritato (o fresco o surgelato... indovinate quale usa la Auro...), se volete una patata tagliata a dadini.
fate bollire il brodo, via di riso e patata (il prezzemolo va messo a metà cottura) per circa un quarto d'ora. io poi spengo e copro. il brodo si addensa e si raffredda un po'.
e io mi coccolo come coccola non esiste.

 

inizia il weekend

domani mi sveglio tardi e appena mi sveglio guardo le puntate di csi che ho registrato starsera e quella di the shield che ho registrato ieri sera.
domani forse arriva xavier a casa.
domani vado a fare i dolci di cioccolato con la futura sposa.
domani sera ceno con le comari.
domenica invece non lo so perché tutto è possibile. molto è improbabile. ma soprattutto a milano non ci saranno le macchine.
ma se riesco vorrei incastrare un brunch, una visita al museo e una pattinata in roller. e se ci sta pure una ciucca allegra. non metto limiti alla provvidenza.

venerdì, novembre 11, 2005

 

cuoca, francese, amici perfetti, scuole private, taichi e "six feet tall"

premessa: a me shakira è sempre stata sui coglioni e matteo non è mai riuscito a farmi cambiare idea. ballabile, eh. punto. fine premessa.
oggi il treno si è fermato a euston station e scopro che - a parte una caduta di stile sul comunismo (...) - la signora scrive canzoni quasi carucce. cioé ha scritto UNA canzone caruccia. non che l'abbia sentita, eh... ho letto solo il testo.
e questo mi è sufficiente.
and i'd file my nails so they don't hurt you
and lose those pounds, and learn about football
if it made you stay, but you won't, but you won't
[...]
and after all i'm glad that i'm not your type
promise you won't ever see me cry

 

guardarsi allo specchio e riconoscersi

orua

 

la gilda di mac mahon

sto leggendo sto libro. duro, forte. racconti che si inseguono.
storie di una milano anni cinquanta in cui una donna rimasta vedova (e il marirto era contrabbandiere) finisce dopo due settimane a fare la troia intorno all'arena e al sempione. e quando uno vuole farsi una bistecca la carne non la prende dal frigo ma dal davanzale della finestra e la batte, con il batticarne, roba di altri tempi. storie di una che si sposa uno perché ha la villetta dopo la ghisolfa, ma non lo ama. e sembra un'eccezione alla regola degli sguardi scambiati fuori da una palestra di boxe o fra i telai industriali che battono e ribattono. o attraverso i finestrini di una spider comprata grazie allo sfruttamento delle puttane. o passando davanti a una carrozzeria o a un laboratorio di tornitura.
storie dove la religione è una sana abitiudine e non una forma di apparire. dove chi porta il padre al cimitero bestemmia e tradisce.
storie di donne a cui basta uno sguardo per coquistare un uomo che poi farebbe di tutto per loro. sono sempre innamorati sti uomini, o innamorati o assolutamenti idioti.
libro duro, cattivo. talvolta mi impressiona. stanotte l'ho dovuto chiudere.
testori mi colpisce moltissimo. e soprattutto colpisce duro. libero, diretto, come un pugno piazzato bene.
e io, nella notte, sveglia e assonnata, con la luce dei lampioni a guardarmi attraverso le finestre appena lavate, inerme.

giovedì, novembre 10, 2005

 

rivoglio berlinguer

(applausi)

 

comprensorio

"io credo che la signora Meri dovrebbe essere più comprensibile nei confronti del signor Enzo"
(Forum, canale 5, ore 13,54)

 

overbooking

e chi mi dice che non c'ho un cazzo da fare (auro, parlo anche con te!) si impicchi.
sono riuscita a complicarmi la vita di settimana prossima in 4 mosse.
e adesso mi dovrò destreggiare in quelle beeee-eee-eeeelissime arti che sono:
- scusarsi
- paccare
- arrampicarsi sugli specchi
- definire le priorità
- mettere in borsa eventuali soluzioni one-night-standing
- ricominciare a usare l'agenda

mercoledì, novembre 09, 2005

 

io e la stescion

ho deciso che io a la stescion abbiamo un rapporto conflittuale. ho passato molto tempo a domandarmi come mai. poi ho capito: sono una stronza. provate a capire anche voi perché.
lei mi dice "auro, voglio benzina" oppure "auro, stai superando il limite e sai che in via novara non è il caso..." oppure "auro, hai lasciato accesi i fari". certo queste cose le dice attraverso spie e beepbeep. chiaro.
io le dico "svolta a destra" oppure "accelera" oppure "fai capire a quello stronzo che è un coglionazzo". talvolta uso anche io diavolerie meccaniche (leve e pedali) ma molto più spesso le parlo sul serio.
ora anche a voi, immagino, pare chiaro che la differenza è che io ho un nome. lei no. e transatlantico va bene parlando a terzi della mia macchina, ma con lei non posso usarlo.
e quindi le ho trovato il nome che cercavo: ta-ba-tah. e muovendo naso e messimpiega buonda siete pregati di salutarla. avanti, sussù.

 

avanti

c'è ancora un po' di posto.

 

è inverno e fa freddo

dati a dimostrazione della cosa:
1. sono tornata a casa dal lavoro perché avevo gli occhi impestati
2. stamattina alla conferenza non vedevo nulla (nemmeno la gente con cui parlavo) perché mi piangevano gli occhi per la febbre
3. ho misurato la febbre: 37 e 8
4. siamo in novembre, lo dice anche la busta paga e forse mi hanno accreditato lo stipendio. forse.
5. ho messo i guanti nel portapacchi della bici perché è ora di usarli
6. ho comprato il formaggino per la pastina e per il riso al prezzemolo
7. ho comprato due golf di lana e non di cotone (li ho presi da h&m e li ho pagati così poco che ora che ci penso mi sa che sono di lana velina).

 

cambiando l'ordine degli addendi...

vedo cose.
e non riesco ad acchiapparle.
ieri dicevo che mi passano sopra e io non ho particolare voglia di prenderle e valutare se vanno bene o meno.
se sono bianche o nere.
buone o cattive.
allora aspetto che qualcuna caschi giù. in picchiata.
e mi smuova. oppure di avere la forza di dirigere io il cambiamento. ma qualcosa deve cambiare. a partire da quello che permetto che succeda attorno a me.
nel frattempo, potendo,
(mi) faccio gente.

martedì, novembre 08, 2005

 

to do list

- trovare un modo entusiasmante e altamente comunicativo che "non voglio il cazzo di lavoro che mi proponete, io voglio continuare a fare il mio lavoro".
- tenere in equilibrio rapporti personali, professionali, possibilmente senza bestemmiare, ma permettendomi delle lacrime, che talvolta sono risolutive. almeno per me stessa.
- mantenere sufficiente autostima e orgoglio di me stessa.
- accettare il fatto che domani c'è ancora una cazzutissima conferenza a cui "vuoi-non-vuoi" devo partecipare. e non c'è manco più l'american brownies dispenser su cui fare affidamento.
- trovare i punti wifi che forse sì, parto con il pc. ma comunque parto.
no, io salgo su un'auto che mi porta via, e allora sì, torno a girare là dove c'è musica
(pfm)

 

ombrellini e palmette

sempre per il momento "memento l'infanzia", oggi andando a una cazzo di stupidissima conferenza "very very professional" sono passata da via ruffini.
ho frequentato quell'asilo per tre lunghi anni (classe gialla negli anni 1976 1977 1978).
è incredibile la concentrazione in quella via di negozi di abbiagliamento per bambini, di cartolerie vecchio stile e di giocattolerie. tutto molto chic e molto di classe.
il pensiero di aver bazzicato questi posti un po' mi inorridisce e un po' mi inorgogliosisce. e lo ammetto, ancora prima dei paninari CasAuro era stracolma di minchiate najoleari. compresi ombrelli, finti colletti di finte camicie, borse, biuticheis e calze, magliette, mutande, asciugamani. il delirio. poi siamo in qualche modo tutti rinsaviti. e diventati pezzenti.
(to be continued)

 

scaramanzia

non lo dico ancora per scaramanzia.
ma mi piacerebbe che avvenisse a inizio dicembre qualcosa che mi costringesse a:
- prendere un treno molto presto
- chiedere in prestito una macchina fotografica digitale decente
- mettere in valigia le scarpe da running
- mettere in valigia delle scarpe comode per camminare
- mettere in borsa il kway perché non si sa mai
- dimenticare il portatile a casa, ma portare l'ipod.
non lo dico, ma potrebbe succedere. basta un clic.

lunedì, novembre 07, 2005

 

mille-novecento-novanta

sono entrata in casa con questa canzone in testa.
credo di averla recuparata da un ricordo dietro l'angolo di quando in via correggio c'era il negozio che affittava i cd, mangiavo le tenerezze al limone come fossero ciliegie (due alla volta) e fusillo era appena arrivato a casa in via marghera.
ieri con i miei abbiamo fatto la breve cronologia di come sono cambiate e si sono evolute le pizzerie di via marghera (forse solo i milanesi possono capire la portata dell'argomento, credo che un volume della treccani debba essere dedicato a questo strano fenomeno che può rientrare nella categoria "diffusione a macchia d'olio a scopo eversivo"): la prima è stata il faro (davanti alla gelateria) ed è ancora una delle poche che è sopravvissuta. l'ultima il 37 che di per sé è un locale schifoso e un po' troppo figetto.
davvero davvero davvero io non lo so
davvero davvero mi chiedo davvero se ce la faremo o no
davvero davvero ti chiedo davvero se poi mi riposerò
passo dopo passo so che ti raggiungerò
(mauro pagani)

 

differenti punti di vista

sfaccettature (grazie).
questo anche per dire che sono proprio soddisfatta dei miei lettori/commentatori e del fatto che forse per la prima volta mi sono persino spiegata e il contenuto del post era pure chiaro: mille prospettive, mille interpretazioni e modi di vivere. nessuna verità, nessuna risposta giusta o sbagliata. a parte quella che mi riguarda. che è l'unica che mi interessa realmente. ed è così che deve essere.
your ears are full but you're empty holding out your heart to people who never really care how you are
(blur)

 

fiori d'arancio

"la g. mi ha detto ti tenermi libera il 12. la tua futura moglie fa la festa di addio al nubilato con un mese di anticipo?"
"no, cicci. facciamo casino qui a casa con gli invitati più stretti... dobbiamo scegliere la musica del matrimonio..."
"ok, porto i cd. voi avete quello degli abba, no?"
"yes"
io li adoro.

 

specchio

sono in uno stato catatonico continuo.
io non credo di potermi gustare a fondo nulla.
in questo momento.
e rido per cazzate, tipo ascoltare un file mp3 di una trasmissione webradio in cui a un certo punto tutti si mettono a cantare un jingle di una serie tv che non ho mai visto e forse non vedrò mai...
but you've gotta make your own kind of music sing your own special song,
make your own kind of music even if nobody else sing along.
(mama&papas, make your own kind of music)

sabato, novembre 05, 2005

 

monotematica

e vedrai che verrò che sia presto o tardi, giorni o anni
prima che i tuoi occhi siano stanchi vedrai, io sarò
la corsa folle senza più voltarsi
prima che la notte possa fermarci
(prima che la notte, la crus)

venerdì, novembre 04, 2005

 

resa dei conti

una mia amica sta insieme a uno perché così passa il tempo.
un mio amico sta insieme a uno per il tacere della mamma (di entrambi).
una mia amica va dal suocero nei fine settimana con il fidanzato e stanno lì al paese tutti i santissimi fine settimana.
una mia amica ha trovato dove si conosce gente e ne ha fatto una ragione di vita. da come si sta comportando fuori da lì credo che abbia difficoltà a gestire altri generi di rapporti.
un mio amico ho scoperto che ha il prince albert.
una mia amica si mette tacchi di 11 centimetri.
un mio amico ha un rapporto bianco da 7 anni con sua moglie che ha sposato perché così venivano a milano dalla provincia.
una mia amica indossa nell'intimità sottovesti pizzi e trasparenze.
una mia amica si è trasferita in un paesello perché stava invecchiando.
un mio amico ha seguito con la compagna un corso di tango argentino odiandola a ogni passo di danza.
una mia amica sopporta un compagno indolente e forse un po' troppo poco concreto.
io mi sento cogliona: ho lasciato matteo che - in teoria - mi prometteva tranquillità perché facendo il conto dei pro e dei contro quella ipotetica tranquillità non era abbastanza.
scema, no?

 

long day

- oggi mi è sembrato strano essere arrivata viva a oggi, cioé di essere sopravvissuta alla settimana. insomma, risultato insperato. meglio.
- oggi sono stata un po' una patella, ma ho raggiunto un obiettivo: a un "beh, che succede?", ho ottenuto risposta. criptica ma risposta. per la prima volta in due anni e più.
- oggi a un certo punto mi son detta: "sì ma se non potesse vivere quella situazione, cosa farebbe?". e non mi sono scoperta migliore, ma mi sono scoperta consapevole di essere una persona che non ha bisogno di ambiti per trovare conferme della mia persona e - per inciso - solitamente non le cerco con un uomo fra le mie gambe. ambito che non ho mai considerato un buon metro di giudizio.
- oggi mi sono resa conto che domani andrò a un concerto che si preannuncia il concerto "unplugged" del mio anno e che darò un viso a una conoscenza di lungo corso.
- oggi mi sono sentita giudicata e odiata. la cosa amplifica il senso di fallimento che ho sapendo che è una scorciatoia ma che comunque è anche un po' un fallimento. e il fllimento è anche un po' mio.
- oggi mi sono detta che io mi sono rotta i coglioni di esserci quando fa comodo e di non esserci quando fa comodo. uindi non siateci, si fa prima.
- oggi ho fatto la lista delle cose che vorrei fare e al primo posto c'è sistemare il forno.

giovedì, novembre 03, 2005

 

tutta colpa di 4pacchi

fattostà che la auro torna in radio.
avete presente camera a sud, ecco. no. cioé, l'idea è quella, ma io non sono eddi berni.
musica e parole, rigorosamente in registrata.
suggerimenti e consigli benvenuti.
lamentazioni a lui.

 

flai mi tu de mun

chiacchierando con c. ieri abbiamo anche affrontato lo zio e così mi è venuto in mente lui e adesso lo si può sdoganare, copiando e incollando da altrove (e chi mi conosce, e chi lo conosce, beh... cosa vi stupite a fare?).
mi cantava le canzoni degli smiths. di notte. con la chitarra scordata. al telefono.
mi ha fatto conoscere uno dei miei scrittori preferiti leggendomi della passione del bosco e della pesca zuccherina. avevamo lo "zio" james in comune e ci dicevamo a vicenda "beyond the beyond" e che l'empatia non esiste. e invece sì, l'empatia esiste, ma eravamo troppo piccoli e troppo intelligenti per ammetterlo.
mi ha vista ubriaca fradicia di cubini dei baccari, è rimasto voltato mentre pisciavo in una calle che non ricordo quale. ci sono andata a letto in una camera sotto il livello della laguna di venezia, due o tre giorni dopo il funerale di suo padre. ai tempi non mi sembrava sacrilegio e non mi pare che lo sia stato neanche adesso che son cresciuta.
io lo chimavo "facciabuffa" e lui chiamava me "okkimatti".
mi ha dimenticata una mattina di agosto a termini, ma il pomeriggio poi lo abbiamo passato sdraiati sul suo letto a sentire il disco che aveva inciso, e di cui custodisco una copia, e a raccontarci storie inutili, mentre roma viveva la sua giornata tipo e noi una giornata particolare.
poi è partito per andare in vacanza con la sua fidanzata. sua madre mi diceva che se volevo potevo andare da loro a dormire, anche se lui non c'era.
poi sono tornata a milano. avevamo preso i biglietti per andare a vedere il concerto di morrissey insieme, prima della mia tesi, poi mi è passata la voglia, lui è venuto a milano, con un'altra che si è presa il mio biglietto.
dalla mia vita se ne è andato come era arrivato: in fretta. e quando, dopo la morte di enzo, mi ha scritto una mail all'indirizzo che non uso quasi più e l'ho liquidato nervosamente, forse anche un po' cinicamente con un "sì, proprio enzo".
cliccando su "invia" ho pensato che forse sono cresciuta. troppo. in fretta.
beyond the beyond.

 

one woman, one mission

going to lourdes.
asap.

mercoledì, novembre 02, 2005

 

see you later

sì, sono tornata.
sì, è stato un ponte splendido (grazie). ma anche pieno di ansie e tensioni.
ho trovato un buon motivo per giustificarmi un'azione e ho scoperto in alcune persone aspetti che non conoscevo (nonostante fra queste persone ci siano anche i miei genitori).
domani sarà un lungo giorno. di telefonate e compromessi.
io respiro.
e voi, beh... siate pazienti, pima o poi... ci si rivede.

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