Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

venerdì, dicembre 30, 2005

 

girando per milano

- si vede un amico e poi si chiama all'appello un'amica. io amo essere in ferie.
- si gira il centro e si entra sempre negli stessi negozi. e se ne scoprono di nuovi.
- si accetta in silenzio il fatto che quegli stivali non ammettono il fatto che il tuo polpaccio sia un Signor Polpaccio e non vogliono chiudersi.
- si prende un caffé in un bar dove due settimane fa hai chiamato a raccolta tutto il tuo buonsenso. e non fa male.
- si prende un caffé in un bar dove non erio mai entrata. e mai più ci entrerai.
- si comprano libri a un euro l'uno.
- si apprende che sei ingrassata... "ma no, è tutta colpa del doppio maglione, del piumino, degli stivali... ecco sì, è tutta colpa loro..." (nda. non possono pesare così tanto, però...)
- si hanno conferme di quanto siano idiote le persone. e se non sonmo idiote allora ci fanno che è un piacere.
io amo questa merda di città, fredda, nonsense e piena di stranieri taiziani (e non è vero che non ciulano! perdiana! che pure i muri lo sanno che le cielline la danno via come il pane!)... io la amo anche quando mi si gelano le mani, mi si inchiodano le gambe sui pedali, anche quando il freddo è di quelli che si ostina dentro la schiena. la amo perché poi viene la primavera, perché il castello visto dal foro attraverso via ricasoli è sempre una sorpresa. oh. cielo.

 

immagini fisse

ultimamente la lunga serie parigina è stata fermata. o meglio, interrotta. ne ho ancora di foto di parigi, non vi spaventate. o meglio fatelo.
fra le ultime apparizioni comunque ci sono:
- mare di inverno
- la quadrupede del mio cuore
- il duomo di san lazzaro
- i miei piedi in faccia ai tronisti
- un blurred aperol sour
- gente parigina in metropolitana.
ma adesso il gioco dell'ultimo dell'anno è questo. scovate le uniche due donne e metteteci una noticina o (se non avete le permission) un commento. in palio, niente: la gloria. sempre che qualcuno abbia voglia di fare giochi scdemi al 30 di dicembre.
e se volete tenervi aggiornati sulle foto della Auro, fatelo.

giovedì, dicembre 29, 2005

 

una parola sola

... spiega sta miriade di polacchi presente in metropolitana a milano.
e non è "immigrazione" ma "taizé".
che qualcuno lo comunichi a chi - in metropolitana - sacramenta convinto che abbiano aperto le frontiere a chiunque.
(qui si ascolta in shuffle "wishlist" dei pearl jam. e ho detto tutto...)
i wish i was the verb "to trust" and never let you down

 

mi sembrava strano che no, e invece...

nel 2006 si sposerà una coppia di amici che secondo me proprio non dovrebbero sposarsi.
l'ultimo matrimonio che io consideravo stupido a cui ho partecipato è stato quello della sorella, non intendo presenziare a questo turpiloquio sacramentale.
l'ho già detto alla futura sposa, alla mia maniera... forse un po' rude, ma almeno sincera.
ha apprezzato.
(no, tata, non è quello di cui abbiamo parlato ieri sera a cena da te)

 

wishlist

la titolare qui, nella sua nuova versione che prevede maggior attenzione verso se stessa, è deficiente di:
- guanti seri (che significa tinta unita, di pelle o di lana sottile, non quelli nepalesi che ha venduto al mercato per tre anni e di cui possiede alemno 5 versioni, molto comode per le serate fra amici, per la camminate notturne, per le biciclettate, ma non per la sua nuova versione diurna)
- stivali seri alti fino al ginocchio, possibilmente punta tonda, 5 centimetri di tacco grosso.
- stivali da passeggio alti fino al ginocchio, possibilmente punta tonda, dai 5 centimetri di tacco in sù, anche sottile (in pratica se lei le dicesse dove li ha comprati le sarebbe grata, anche se alla owner lì dentro il polpaccio NON ci starà mai)
- giacca pesante di canadian (versione più pesante di quella che ha già e - per favore, santiddio - di un altro colore, anzi lo sa già! verde militare!)
- piumino corto con collo a scialle
aspetterà con trepida ansia il giorno di apertura dei saldi, ma nel frattempo se Santa Claus volesse arrivare in ritardo...

mercoledì, dicembre 28, 2005

 

12

informazione utlissima per chi mi volesse mai nella vita, intendo, regalare l'Anello.
ecco.

 

prima si viene dalla luna e poi si laudano gli hominem

solo nel mio ipod i santi e i burocrati arrivano un po' ma solo un po' prima della discesa al mare ligure sotto la luce della luna sopra la strada del bourbon. e come se non bastasse poi arriva una venere storpia e un partigiano che non trova né gioia né pace lungo le strade che portano in india o all'uscita 25, la laurentina.
(e questo solo per fare un esempio)

martedì, dicembre 27, 2005

 

fossati

sono due ore che sono ipnotizzata dalla sua musica.
e nel frattempo sto facendo cose, fra cui infornare una torta per stasera, ripassare il famoso pistolotto del "non me la sento, non ora" con il corallario della risposta alla classica osservazione "non dobbiamo sposarci" (la risposta suona tipo "non me la sento, non ora"), scacciare l'incubo di questa mattina (ho sognato che lei si sposava vestita in un orrido vestito a margherite), rispondere a un po' di mail e pensare che nonostante tutto venerdì ho fatto la mia porca figura (come dice r.: "se ti metti in tiro, guarda che sei una strafiga") e che quindi mi sono cacciata ancora più nei guai.
e fra una canzone e l'altra mi è venuto in mente marco, che voleva addormentarsi con "matto" e sacramentava con il mio stereo perché non funzionava. o meglio non funzionava sempre. un po' come la nostra storia. e poi si è rotto tutto, sia lo stereo che la nostra storia.
bella signora che mi lusinghi citando a memoria le mie canzoni
il tuo divano è troppo stretto perché io mi faccia delle illusioni

 

settori

oggi ci siamo decisamente buttate sul gioco solitario ma di azione "la mia casa a settori". e abbiamo superato i seguenti livelli:
- soggiorno, guadagnandoci il bonus "cera sul parquet" e generando ben due sacchetti di spazzatura
- collezione cd, scoprendo che ci manca il cd di monk e lo rivogliamo. in compenso abbiamo due cd di gianmaria testa.
- cucina del gas, guadagnandoci il bonus "fornet".
- scrivania, qui ci siamo dati veramente da fare: due sacchetti della spazzatura, 9 bottiglie di plastica da riciclare e ben tre scatole da scarpe di carta da portare alla campana.
- letto, abbiamo sfidato l'alta quota visto che ci han fatto notare che le lenzuola erano quasi croccanti (gringrin).
- sanitari, grazie al jolly "cif ammoniacal".
e fino all'anno prossimo, saluti e baci.

 

signora libertà, signorina anarchia

finché ce la faccio, lo ascolto.
poi vedremo.

lunedì, dicembre 26, 2005

 

jogging natalizio

io e isotta oggi siamo andate a correre.
non so bene se l'esperienza si ripeterà perché mi sembrava di essere un omino michelin deambulante visti gli strati di vestiti che mi ero messa addosso.
ma tant'è. 20 minuti. dopo 2 mesi di interruzione. senza allenamento e con il freddo.
se non si pulisce si scava.
e io in questo sono una professionista.

sabato, dicembre 24, 2005

 

quasi nella notte di natale

ci si ritrova a cambiare una ruota.
adesso so come si fa.

giovedì, dicembre 22, 2005

 

nove sognava un mondo di pace comunista

orgogliosa di sapere che non accetterò perché ho dei valori che non posso e non voglio tradire. mi sarebbe impossibile.
io sono quella che strabuzza gli occhioni e non riesce a non plasmare la faccia seguendo il suo pensiero.
orgogliosa, fiera, a testa alta.
fottutamente.
mai ipocrita.

 

ironia della sorte

non ho mai scritto tante lettere d'amore come in questi ultimi 5 giorni.
sono parole che si inseguono e dicono cose lucide, ammettono colpe.
confidano segreti che per troppo tempo ho tenuto dentro o ho raccontato a persone che non erano lui.
ma sono parole. le parole come dice qualcuno sono fioriere che dovrebbero abbellire un balcone bello già di suo.
sono piena di parole, circondata di parole, invasa da parole.
e non vedo fatti.
ogni volta che alzo lo sguardo e vedo una casa con le tende pesanti e la luce calda dentro, mi prende un silenzio che non riesco a spiegare.
stringo le mie tende leggere e penso a quel rebbo di forchetta di plastica che le regge.
un [dato di] fatto.

martedì, dicembre 20, 2005

 

fai la giravolta, falla un'altra volta

ogni volta che ci penso, devo semplicemente mandar giù il groppo, mordermi la lingua 4 volte e pensare, fortemente pensare, al mio stomaco.
poi passa.
c'è chi la chiama gnagnera.
e chi la chiama opportunità.

sabato, dicembre 17, 2005

 

in my shoes

matteo - che per certe cose era anche abbastanza bravino a capire - una volta mi ha detto "tu le stai sul cazzo perché lei vorrebbe essere te".
al momento non ci ho creduto, adesso ne ho quasi la certezza.
take care, non è reciproco. ma se per caso volesse smazzarsi un po' dei miei casini non ha che dirlo.

 

itaca

oggi matrimonio. bello. il primo a cui piango. ma non durante la cerimonia (celebrata da un amico degli sposi che si è emozionato e ha fatto commuovere pure l'assessore), ma dopo. all'uscita con la luce rosa sul parco sempione.
e mentre tornavo a casa mi sono chiesta chi avrei chi avrei voluto al mio fianco mentre sistemavo lo strascico della sposa, e lo so chi avrei voluto.
peccato, che io non sappia più dove è finito. o dove andarlo a cercare.
e io non abbia nessuno che mi possa dare una mano.
e rimango io da sola a ballare "i was made for loving you babe"...
"ti voglio bene da matti".
"da matti. e da matte".

venerdì, dicembre 16, 2005

 

post sotto l'albero

la auro parla di capponi, gli altri di altre facezie.
ma tutti qui.
stretti stretti sotto l'albero.

 

per non sfigurare

mia sorella riceve le monde sullo zerbino di casa ogni giorno (e il povero fattorino si spara tre piani di scala a chiocciola ogni giorno, tanto per spiegarci. domeniche e festivi compresi).
io riceverò fra poco time ogni settimana sulla scrivania dell'ufficio.
non ci si fa mancare nulla, in questa famiglia.

 

dispatch from paris #6 - treno mi-to delle 5,15 di mattina

innanzitutto lode a chi ha fatto la notte in bianco con me guardando i commitments per farmi arrivare in tempo a quel treno.
poi grazie anche alle allegri comari della circonvallazione che hanno passato tutto il tempo del viaggio a raccontarsi la loro lunga notte di lavoro, schiamazzando e prendendo i clienti per i fondelli (così sia chiaro a tutti i puttanieri che loro guardano valutano e giudicano e comparano, mica succhiano e basta...).
ho imparato un sacco di cose e ho scoperto che quello è l'unico contesto in cui dire "porca troia, voglio dormire" risulta gratuitamente offensivo, ma perfettamente compatibile con l'ambiente esterno.
soul is the music people understand. sure it's basic and it's simple. but it's something else 'cause, 'cause, 'cause it's honest, that's it.

 

dispatch from paris #5 - the airport, caselle

auro's advice: se superate i metal detector non ci sarà più per voi alcun modo di avere un caffé. ma nemmeno uno. eh. pensateci.
in compenso le poltrone sono comode (non comodissime) per sonnecchiare (non per dormire) aspettando il vostro imbarco (che sarà in ritardo di due ore).

giovedì, dicembre 15, 2005

 

zero integrità morale

il denaro è vile?
sì. ma molto lussurioso.
e il paradiso?
chisseneffotte.
del paradiso.

 

chi non muore, torna in sella

avendo appena perso l'occasione di essere visitata dall'angelo proprio in tempo natalizio, ho deciso che per la prima volta festeggerò un santo: san lazzaro. in bici.

 

pagherete caro, pagherete tutto

che siccome la chiesa cattolica non paga più le tasse, adesso le pagano i segaioli.
e no, non lo dico... ma lo sto pensando. siatene certi.

mercoledì, dicembre 14, 2005

 

quarta

no, non di tette, anzi.
a me un completo intimo un fidanzato non me l'ha mai regalato.
non che ne abbia mai sentito la mancanza, eh.
[del resto almeno tre fidanzati mi hanno rivelato precedenti storie con donne che non fanno pompini per partito preso. queste donne dovrebbero sentirsi molto più infelici di me: io subisco l'irresponsabile sfacciataggine maschile, loro un po' se la cercano...]

 

dispatch from paris #4 - the airport, beauvais

a bové succedono cose strane.
ad esempio, partono pochi voli da lì. e così se tutti si imbarcano in fretta, incredibilmente si parte con 20 minuti di anticipo e si arriva 35 minuti prima a bergamo.
poi l'aeroporto in realtà non esiste. l'antefatto è presto spiegato: qualcuno aveva molto spazio a disposizione, ha fatto qualche telefonata e ha messo giù tre gazebo tipo festa della padania. eccovi l'aeroporto bello che fatto.
insomma ero lì in attesa dell'imbarco per bergamo con altri italianidioti e a un certo punto imbarcano per bergen, norvegia, europa, mondo. e tutti i miei connazionali si mettono in fila per l'imbarco.
e poi cosa succede? succede che chiamano l'imbarco di noi italianidioti e che fanno passare prima le donne incinte (0 pervenute) e le famiglie (uno sfacelo, si faceva fatica a contarle...). mentre io già mi immaginavo seduta in braccio allo stewart per mancanza di posti visto il numero enorme di figli che siamo in grado di produrre, uno stewart di terra andava in giro per l'hangar a cercare figli e genitori a cui dare la precedenza nella fila. con i miei occhi giuro di aver visto una sessantenne urlare "anche io son qui con mia figlia! giulia alza il braccio, ma perché non ci vede? siiiii-gnoooooooo-reeeeeeeeeeeeeeeeeee...". giulia aveva la mia età e qualche ruga in più.
se i cugini francesi ci trattano come i parenti poveri non che non gli si dia motivazioni di nostro, eh...

 

dispatch from paris #3 - sirchia

non mi era mai capitato di entrare in un bar e di uscirne subito, di corsa: mi è successo, first time at all, a parigi. volevo un caffé e ho trovato un bar dove - lex populi - ovviamente si poteva fumare. ho retto 10 secondi e poi sono uscita senza manco aver ordinato.
poi il giorno dopo sono andata a mangiare con lui in un bel localino di gaieté e, fra una patata lessa e un pomodoro, una tipa seduta al tavolo dietro di noi si è accesa una gitanes (esistono ancora le gitanes!). me ne sono accorta all'istante, nonostante le dessi le spalle.
un italiano da starbucks delle halles (che è invivibile tanto quanto il mac donalds dell'ottagono) ha fatto storie perché voleva fumare nel locale. il tipo della security lo ha invitato a suon di pardon pardon a uscire. erano sulla porta mentre io sono passata di lì. l'italidiota aveva la sigaretta accessa e sbraitava, il francese era molto ossequioso ma molto determinato. quando il mio connazionale ha esploso il suo "ma tu chi cazzo sei? sirchia?", solamente il guru della salvezza ha fatto in modo che io non andassi a dirgli "e tu chi cazzo sei? un coglione?". e a piantargli un paletto di legno nel cuore.

 

dispatch from paris #2 - dipendenze

a meno di 100 metri da casa di mia sorella hanno aperto uno starbucks.
io da starbucks in 5 giorni ho:
letto due libri, bevuto 7 caramel macchiato, 5 latte praliné, conosciuto due simpatiche e frigide donnicciole parigine, ricamato gatti e regali di natale, scritto lettere che non spedirò mai, parlato al telefono, ricevuto sms, sorriso.
io lo so che non apriranno mai starbucks a milano. e ne ringrazio il cielo.
[le prove]

 

dispatch from paris #1 - klein

alla mostra di william klein (primo giorno di esposizione al beaubourg) sono successe due cose da ricordare:
- in-e-out: sono stata richiamata da una hostess perché facevo foto dentro l'esposizione. sono stata ri-richimata da una hostess perché mentre ero dentro facevo foto all'esterno (la mostra ha la vista sulla fontana di candinschi). "mais je prends de photos du dehors..." "on n'peut pas...". voi non sapete quanti erano quelli di fuori che fotografavano dentro. compresa la sottoscritta, qualche ora dopo.
- noi figli del sessantotto: ho visto un film realizzato da klein sul maggio francese. splendido. coinvolgente. alla fine ero lì che insieme ai lavoratori della citroen (sic!) cantavo l'internazionale e ho avuto anche l'istinto di alzare il pugno chiuso.

martedì, dicembre 13, 2005

 

sono una certezza

per qualsiasi cosa che sia sinonimo di compulsività, lui chiama me.
domani, condor, radiodue. ore 1630.
si parla di wikipedia.
e di tuttolog[H]i[sti][cazzi]: choose your option[s].
(ah ecco. antonio dini - in redazione a condor - è una persona decisamente deliziosa, si sappia. mi pare giusto, che si sappia...)

 

il non detto di questo periodo su questo blog

piazza fontana. ieri. vista di sfuggita. primo anno dopo decenni di ostinata (e contraria) memoria. me ne dispiace, ma un salto ce l'ho fatto. di corsa, appunto.
bonvi. la strip che mi piace di più in assoluto è quella in cui il comandante dice al soldato (sono entrambi inginocchiati e nascosti dietro a mucchi di sacchi di sabbia), "soldaten mi copra..." e nella vignetta dopo il comandante ha la giacca del soldato sulle spalle e il soldato è ovviamente a torso nudo. ho letto questo e niente potrebbe essere scritto d'altro. (dio, ma quanto deve essere bello amare così completamente e essere così consapevoli della persona che si ama?)
dei sogni. ve l'ho già detto che spesso sogno sergio muniz? non sono sogni erotici che non saprei manco da che parte cominiciare a farne uno o a raccontarne uno (più facile questo). ma comunque c'è muniz.
della soddisfazione. quella che ti prende quando una persona ha bisogno di una mano (di vernice, talvolta, ma non solo) e tu riesci a metterla in contatto con chi la può aiutare. quella che ti prende quando chiudi gli occhi e ti senti bene, dentro. quella che ti prende quando una tua amica che si sta per sposare ti chiede se puoi aiutarla a mettere il vestito il giorno delle nozze e lo fa mentre balla il time warp con due metri di shantung attaccato alla coda.
della stranezza. di essere per la prima volta dall'altra parte della barricata. salda sulla posizione e consapevole. ma questo merita un post a parte. forse.

 

coming soon

dispatches from paris.
e poco alla volta metto su anche le foto.
(andando a sto ritmo, una decina di giorni e son finite)

 

tasto function

cioé spieghiamoci. qui mi salta tutto il palinsesto e quindi tutta la programmazione del videoregistratore.
vale la pena di registrare la (nuova) prima serata del giovedì di italia uno?
the shield (italia uno, giovedì seconda serata) è finito o continua?
che fine ha fatto senza traccia di raidue?
e sempre di raidue, com'è il nuovo primetime domenicale? (che mi conflitta con 24, che però non seguo quindi chissene però mi conflitta pure con crossing jordan)
quindi qualcuno (tipo lei) potrebbe spiegarmi?
(e nessuno rida per favore che se questi sono problemi futili vi lascio immaginare come è messa la mia agenda da qui a natale... c'è da piangere o da assumere un alter ego...)

sabato, dicembre 10, 2005

 

venerdì di confusione

ho camminato senza meta per 7 ore. senza mai fermarmi.
ho scoperto angoli che non avevo ancora conosciuto.
ho dato soldi a chi me ne chiedeva.
ho parlato a lungo da sola.
ho tirato su con il naso, mi sono scaldata le mani senza guanti.
ho sacramentato e bestemmiato.
io non me lo merito. e non perché io non lo valga. ma perché io valgo molto di più.
Per offrirti la semplice rivelazione di cui hai bisogno, ruberò un verso al poeta William Kulik: "Non puoi averlo perché ce l'hai già". In altre parole, Vergine, la tua unica speranza di fare la piacevole esperienza su cui stai fantasticando, è renderti conto del fatto che è già a portata di mano. Non devi fare altro che coglierla.

fottiti anche tu, rob... va'.

 

j't'aime bien

l'altra mattina matteo si è addormentato vicino a me.
con una mano sulla mia testa.
e l'altra sul cuscino.
e nell'orecchio mi ha detto "j't'aime bien".
ho pianto. quelle lacrime che non avrei mai pensato di avere. che pensavo di avere esaurito. e invece, ho pianto in silenzio per non svegliarlo. e gli ho carezzato la testa per cinque minuti. che mi sono parsi ore.
poi dopo ci siamo svegliati.
che qualcuno posi la mano su di lui e lo protegga, sempre.
che qualcuno vegli su di lui, che qualcuno gli insegni la lealtà, il rispetto, la pace e la voglia di vivere.
che qualcuno lo aiuti a sorridere sempre, a non piangere mai.
a non perdere mai quello che potrebbe avere lì, a portata d'orecchio.

domenica, dicembre 04, 2005

 

disorganizzatauro

devo ancora:
- fare la valigia
- fare la borsa
- fare la tinta
- fare due torte
- ricaricare il cellulare
- ingraziarmi gli dei
(update: non dormirò in aeroporto, no. ho deciso che no. preferisco rischiare di perdere il volo, non di trovare ansie dietro a ogni angolo)

venerdì, dicembre 02, 2005

 

swarosky vs aids

ieri aspettavo un amico (con cui poi sono andata a vedere in un posto splendido una mostra un po' strana) all'ottagono. davanti a prada mi dice. sono passata prima dal dentista a farmi aspirare dalla signorina con la mascherina verde tutta la saliva che avrei potuto rilasciare sulla vetrina.
e infatti la vetrina è rimasta intonsa perché la mia attenzione si è completamente catalizzata su un fenomeno di massa incredibile: siete tutti dei coglioni.
all'ottagono c'era il banco del comune (ok, era striminzito, ma c'era) per la giornata per la lotta contro l'aids. davano materiale informativo e delle hostess rispondevano a eventuali domande (non troppo specifiche, vi prego) su come informarsi meglio e sulle associazioni che operano per la lotta contro il male del secolo.
il banco era privo di qualsiasi persona interessata.
tutti - e dico tutti - erano davanti a un albero di natale con le lucine attaccate e tutto sbirluscicoso targato swarosky. tutti gli stronzi del mondo lo hanno fotografato. non solo i giapponesi, ma anche gli italiani, i francesi, i russi, i polacchi e gli americani. tutti. con qualsiasi cosa: cellualri, macchine fotografiche digitali, analogiche. qualcuno avrebbe voluto farselo tatuare sulla spalla.
e nessuno, dico nessuno, che abbia neanche guardato il banco della lotta all'aids.
dove, ovviamente, le hostess erano lì. e mentre aspettavano che qualcuno se ne accorgesse, anche loro facevano fotografie all'albero diamantato.

 

non è mai troppo tardi

educazione sessuale per tutti.

 

cvd

e se non è stata la virginia, è stato il north carolina.
mille.

giovedì, dicembre 01, 2005

 

oggi, giornatina di discorsi fra donne

"poi ho fatto la cazzata più grossa della mia vita... cioè no... scusa... è vero... non si fanno mai cazzate, ci si danno delle possibilità... ...quindi... dicevo... mi sono data la possibilità... l'opportunità se vuoi... di fare la cazzata più grossa della mia vita..."
(auro al telefono con r.)

 

meno un giorno di lavoro e due di milano alla partenza

tu sei il mio idolo incontrastato. realtà più alternativa di quella a cui vado incontro...
Di solito non consiglio questo tipo di evasioni, Vergine, ma in questo momento non sarebbe male e, forse, potrebbe perfino farti bene. Sentiti libera di sparire dalla monotonia per qualche giorno.
E, se è necessario, fuggi in una realtà alternativa.

 

let's go outside

il primo gay (di una lunga serie) che mi ha rubato il cuore si sposa.
auguri e figli etero*.
[*] - inutile che mi tacciate di politically uncorrect: ho sopportato - come molte donne del resto - da amici/conoscenti/morosi omosex cose che voi etero non vi immaginate neppure e soprattutto l'augurio "figli maschi" è molto più sciovinista.

[ Diari di fughe ]

[ Le mie moleskine ]

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