Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

lunedì, gennaio 16, 2006

 

l'inferno del nostro scontento

io so di essere affascinante proprio per tanti di questi motivi.
so di aver spezzato cuori in questo modo, ma so anche di aver complicato di molto le mie relazioni sociali.
e quindi io so quello che sto per dire: non è semplice. vivere questo inferno non è semplice. da sola ancora ancora, ma vivere immersa nel mondo degli altri questo significa un po' di cose, tipo:
- riuscire ad avere il pieno controllo dei propri muscoli facciali (non si deve attivare il prolasso della mascella quando il fidanzato se ne viene fuori con minchiate, non si devono sgranare gli occhi quando il capo ti dice che hai sbagliato tutto il br-ee-f, non si deve avere il labbro tremolante quando sai che devi essere dura e vorresti emotivamente morire).
- scontrarsi contro tutti, sempre, per qualsiasi motivo. e perdere amici che non tengono il tuo ritmo oppure che deludono perché non riescono a capirlo il tuo ritmo, o non se lo meritano.
- sentirsi dire quotidianamente che si è insopportabili. o sapere che c'è chi lo dice ma non a te, cosa che è ben più sgradevole. al limite dell'insulto e della vigliaccheria.
- pensare. fino alla consunzione dei nervi.
- accettare il fatto che tutti penseranno che sei incazzata con il mondo. soprattutto i fidanzati.
- stancarti molto di più del previsto perché mentre fai quello che fai, devi stare attenta all'effetto "elefante in una cristalleria".
- talvolta cedere alla tentazione e far finta di essere qualcun altro, qualcosaltro. e pagare sempre caro questa scelta.
- convincersi che non si è truman e che non ci sono telecamere al seguito (perchè talvolta ci si sente sul serio paperino).
ma significa anche:
- essere veramente amati perché chi ti ama perchè sei così ti ama sul serio. non potrebbe essere altrimenti. certo poi le cose vanno come vanno, ma se ti amano, ti amano veramente e per sempre. e se tu non fossi così dannatamente rigida nelle tue convinzioni, forse potresti anche accettare questa cosa e concedertelo. completamente, fino in fondo, pescare dentro al cuore e offrirlo agli altri.
- vivere sul serio, tutto. amplificato, molto più grasso, più vivo, più coinvolgente, sguazzare nella leccarda. sentire l'urlo del mondo la mattina quando ti svegli, riconoscere le impercettibili differenze di temperatura dell'acqua della doccia, sdraiarti a terra sul parquet per raccontare il sogno che hai appena fatto alla cana, mordere le cose, afferrarle, inciderle con i denti e strinarle con le unghie, lottare fino allo stremo delle forze, non arrenderti. soffrire di più, ma anche ridere di più quando capita. passare natali strisciando sulla propria miseria e sul proprio livore, dimenticando apposta il cellulare da qualche parte senza suoneria in modo da non sentirlo, in modo da non sapere dove sia. passare capodanni con amici ridendo e facendo partite a scala40 che ti dicono già dal primo giorno che nel 2006 ti ameranno tutti perché tanta sfiga nel gioco non si è mai vista (ho visto la fila fuori dalla porta la mattina del primo gennaio). pedalare per mezzo chilometro con la ruota bucata cercando di convincerti che non sia bucata poi spingerla a mano fino a casa, canticchiando e progettando con amiche trasferte, sciopping e serate tranquille. mandare a fanculo la propria madre e poi chiederle di venire con te a una manifestazione e saperla felice, stronza ma felice.
- chiedere scusa, umilmente, quando è importante farlo. (itaca...)
- comprendere e discernere più facilmente gli altri. perché molti degli errori che l'essere umano può fare, tu li hai già fatti tutti tutte le volte che hai attivato meccanismi di autodifesa. hai tradito i principi e la fiducia degli altri, hai dato troppa fiducia, hai perdonato inutilmente, hai mentito, sei stata sincera quando non era il caso di esserlo, hai sfidato i mostri sacri della società, hai chiesto perdono e hai pensato che bastasse, hai affrontato momenti interminabili di autismo con insoliti slanci di entusiasmo. però poi hai capito e questi errori li hai affrontati, mentre non tutti lo fanno.

volete veramente essere come me? offro una giornata di inferno puro. vitto e alloggio compreso.

Commenti:
Mi piace il tuo auto-ascolto di cui ci fai partecipi.
Dal contenuto si intuirebbe un pò di scoramento, o affaticamento, dal modo in cui scrivi invece si intuisce una certa 'effervescenza naturale'.

Niente male.
 
oh beh. non ho mica detto di essere superman ;-) ho una vita molto variegata ;-) e molto più monotona di altre vite che so esistere... ;-) (non male exanonimo come nick, ottima intuizione)
 
Effervescente naturale, come la Ferrarelle.
Auro, io la facevo periodicamente, l'autoanalisi. Ultimamente mi sembra di non farla più abbastanza, per questo sto così...
 
forse il rpobelma è che da queste parti l'autoanalisi abbonda ;-)
 
Facciamo a metà?
(Anche se una mia amica, Giusy, dice sempre che penso troppo, penso che ultimamente penso troppo poco.)
 
Già, autoanalisi. Poi incocci in uno stronzo che manco sa quello che viole e a un certo punto ti dice che le differenze su cui no può trasigere non sono quelle caratteriali, no: sono il fatto che tu la lavatrice la volevi in bagno, o in cucina, o magari in salotto di fianco al divano, ma sicuramente non in cortile, e che quando gli dici che ti ha fatto soffirire come un cane ti risponde "E allora? mica pensi che io mi debba perfino scusare, vero!? Sei tu quella che deve scusarsi con me".
 
e in quel caso l'autoanalisi dovrebbe aiutarti a trovare per bene la forza di spaccargli la faccia a pugni. anche il mio corso di fitboxe in effetti aiuta in tal senso... ;-)
 
Grazie, soo autoanalizzata. Anzi, uno dei problemi che c'erano è che illo non è in grado di fare nessun tipo di autoanalisi e rifiuta l'idea di andare in analisi. Quanto alla fitboxe, preferisco la boxe vera a quella cosa a tempo di musica, quella di lacrime, sudore e sangue in cui il sacco pesa ottanta chili e a spostarlo non ci riesci se non carichi bene il diretto (che deve partire dalla spalla e il movimento deve fare perno sul piede d'appogggio ma essere spinto da tutti i muscoli del corpo a partire da quelli del piede tenuto dietro). ^_^
 
ne parliamo con la mia retina bucata della boxe vera e poi vediamo ;-) ... che per me sarebbe il percorso inverso a quello di molti pugili. io sono troppo avanti, la retoina me la sono già bucata. e passa la paura.
 
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