"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
sto cercando qualcuno che abbia uno scanner decente e pulito da prestarmi per un bel po' di tempo perché mia madre ha ceduto: l'archivio fotografico di famiglia non avrà più segreti.
detta così sembra una cosa normale e invece non lo è.
quella scatola di legno contiene le immagini (diverse centinaia, forse più di un migliaio) di una famiglia - la mia - che non si sa bene come sia sopravvissuta a se stessa.
quelle foto sono un mistero, un vero mistero. fanno così tanto paura che io, ad esempio, ho dovuto aspettare 32 anni e passare l'ulitmo a lavorare la genitrice ai fianchi per potervi accedere.
voglio cercare lì dentro le forti e nodose mani di mia nonna, [ri]scoprire i suoi occhi e quelli di mio nonno - che tutti dicono essere i miei, le sue orecchie smisurate. vedere mia madre da piccola che gioca sul naviglio, con la baggina sullo sfondo. mia mamma vestita di arancione per il suo primo matrimonio, con il vestito che io e la didi abbiamo usato per anni a carnevale, vedere per la prima volta le foto del matrimonio dei miei, celebrato mentre io ero allo zoo con la nonna. avere altre foto di me e mia sorella, scattate da mio padre quando io e lei non ci eravamo ancora prefisse obiettivi di vita diversificati. rivivere i natali, i compleanni, le feste di carnevale e lo studio di mio padre. le lampade enormi, la leica, i faretti.
mi regalerò sere con amici e amiche a spulciare ricordi, talvolta inviterò anche mia madre e mio padre. e poi tanti momenti da sola. vorrei fare degli album, delle stampe, delle ristampe.
ho sempre pensato che la mia famiglia non avesse una storia. e adesso invece voglio regalargliela.