"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)
ale si è lamentato della sempre più evidente cripticità di questo blog.
la notizia, seppur ferale, perdonerete se non trovo metodo migliore, è che questo blog sta morendo.
è da tempo malato e sicuramente il fatto di non voler più condividere con alcune persone che passeggiano qua dentro le mie cose mi fa essere spossata, poco spontanea, criptica e soprattutto molto spesso "guardinga".
la regola del blog è che non può evitare che venga letto. la controregola è che posso evitare di scriverlo. faccio solo un po' fatica ad accettarlo.
io ho voglia che la gente mi chieda come sto, le persone che mi frequentano lo fanno. perché dovrei preoccuparmi di comunicarlo a chi non dimostra di interessarsi alla cosa?
chiedo alle persone a cui tengo come stanno. non leggo il loro blog.
non sto facendo un viaggio in burundi, non sono alle prese con un ufficio chiassoso, non ho verità per nessuno, non ho mai preteso di averle e chi lo ha letto qui o in altri luoghi virtuali ha deciso da solo di attribuirmi quel ruolo.
voglio parlare, non scrivere. voglio ascoltare, non leggere. voglio crescere, confrontarmi, non vendere saggezza, anche perchè mi pare assai chiaro per tutti che la sottoscritta qui abbia dei seri problemi.
questo blog è ammalato di una malattia che coglie spesso le tecnologie: la nostra incapacità di farle aderire alle nostre aspettative.
questo ha anche a che fare con cose successe in passato, con errori e sbagli fatti, ma questo è un pezzetto di quello che non voglio dare in pasto a chi crede di avere capito tutto.
gli anonimi commentatori facciano pure le loro ipotesi.