Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

martedì, gennaio 31, 2006

 

l'uomo della muffa

è un coglione.
l. "che fai?"
auro - "aspetto l'uomo della muffa"
l. "puzza?"
auro - "no, non sto aspettando XXX, ma l'uomo della muffa"
l'uomo della muffa arriva, fa il suo mestiere e poi va via.
auro - "errata corrige: l'uomo della muffa non puzza come XXX ma è imbecille come lui"
[l'uomo della muffa è il perito dell'assicurazione della casa, visto che quelli di sopra hanno avuto una perdita e adesso devo far sistemare il bagno il cui soffitto è pieno di - appunto - muffa...]

 

parlare dentro le bocche con gli occhi

qualche tempo fa in un locale ho conosciuto una persona che mentre parlava con una sua amica (così mi è stata presentata) parlava così fitto che sembravano fondersi i reciproci occhi e le loro bocche.
non so bene se sia stata una mia impressione.
forse succede anche a me e non me accorgo, forse loro non sono solo amici, forse loro sono buoni amici.
forse.
(quando parlo con qualcuno tendo a fissargli la bocca. con matteo lo facevo in modo proprio evidente, ad esempio. anche con la sali lo faccio, ora che ci penso anche con angi e la cri... eppure non è la bocca la prima cosa che noto nella persone...)
ho cercato di fermare questa sensazione sulla "pellicola digitale", ma non ce l'ho fatta. forse era troppo buio perché le foto che ho scattato venissero come volevo io.
e mi sono incazzata perché sarebbe stata una foto "i wish i was".

 

all weekend long

il dramma di avere due cellulari si fa insostenibile quando te ne fotti che uno dei due suoni perché è l'altro che vorresti che suonasse.
e quando puoi quello buono suona non riesci a pronunciare le fatidiche parole ("andiamo al cinema?"), ma le riserbi (cogliona) per il primo che ti chiama sull'altro. e così ti ritroverai ad andare al cinema con uno che non ti piace abbastanza, volendo però andarci con quello che ti sfruguglia. non tanto, un po'. ed è già tanto.
è un dramma difficile da spiegare. lo so.

lunedì, gennaio 30, 2006

 

e chi non lo ha fatto prima dei venti...

sarà stato il freddo o chissà cosa, ma alle 21 e qualcosa nel mio seggio non c'era nessuno. e tutto è durato un attimo.
ho votato in un'autoscuola.
ho appoggiato la scheda su un banchetto di quelli con il ripiano basculante e via una croce. ferrante.
l'ho quasi fatto per sbaglio il segno sopra il nome.
io, vittima di una scelta che non mi soddisfa.
una lo escludi per superati limiti di età (confondersi e dire Unione Sovietica invece di Unione Europea è un trailer di figure di merda inenarrabili).
una perché non ti è mai piaciuta proprio dentro, come donna.
uno perché non hai capito ancora perché.
voti il quarto: ferrante.
e poi a casa a sistemare casa, vestiti, piatti da lavare.
dopo un weekend di voci e visi amici e nuovi profumi, vecchi olezzi, canzoni stonate, passi di danza.
io che parlo in tarantino.
vetrocemento, oggetti in prospettiva. tre giorni di sms inaspettati ricevuti in piena notte e sguardi di intesa. fraintendimenti e giochi al massacro.
indifferenza, insofferenza.
viaggi in macchina, assopimento. claudio che canta "strade" rientrando dalla tangenziale, virna che fuma sul balcone.
io che bevo limoncello e penso a quello che ho perso, a chi ha paura di avermi perso. e a chi non se ne è nemmeno accorto e non si è mai posto il problema.
io che ho sempre più consapevolezza. e forse inizio ad averne paura.
stasera a cena da ale e da ele. domani alla triennale. mercoledì gabi. giovedì intervista e cena con antonio. venerdì, la solita roba. sabato brescia poi si vedrà. domenica dormo e poi mostre e amici.
milano mi ha accolto nuovamente. sono una profuga qualsiasi che torna a casa. in trepida attesa.

sabato, gennaio 28, 2006

 

prima di andare via

si parte, credo. insomma non ho ancora sentito c. ma si parte. direi.
e se proprio devo dirla tutta, dopo settimane di entusiasmo, non che ora ne abbia molto.
sì, lo so. poi lì cambia tutto. ci sono almeno 10 persone che ho la necessità fisica di vedere, delle altre boh. più della metà forse non so neanche chi siano.
sarà una specie di pranzo di matrimonio. durante il quale rivedi gli amici a cui tieni e terrai sempre e poi ci sono i parenti che speravi fossero definitivamente diseredati. e non è una questione personale, è una questione.
ieri ho scritto che vorrei solo stare a casa sotto il piumino oppure a bere del thé accoccolata su una poltrona parlando con qualcuno con cui sparare cazzate.
ieri non c'è stata una festa di compleanno.
ieri non sono andata a salutare un'amica che cambia città ma anche stato.
ieri sono stata bloccata per la prima volta negli ultimi 10 anni in casa nonostante le mie intenzioni.
ho dormito sul divano, ho cazzeggiato online, ho riso con j. e ho ascoltato musica.
ho guardato delle foto che tengo via e non mostro a nessuno. le ho sfidate. ho vinto, se questo mi rende migliore, sono migliore.
direi che un po' di gnagnera me la posso permettere.
tanto adesso parto e se ne andrà.

venerdì, gennaio 27, 2006

 

sono a casa da due ore

e ho ancora i piedi gelati...

 

e io che mi credevo atea....

poi arriva uno e ti dice che:
Your ideals mostly resemble that of a Humanist. Although you do not have a lot of faith, you are devoted to making this world better, in the short time that you have to live. Humanists do not generally believe in an afterlife, and therefore, are committed to making the world a better place for themselves and future generations.

ed è lo stesso che ha dato dell'atea a una mia amica cattolicissima praticantissima. la quale ha commentato: "ho ancora delle speranze di redenzione".

 

appunti

- dopo la serata "ricamo ferri e chiacchiere" sono andata a riprendere il quaderno delle citazioni: "il mondo va a rotoli quando andare a letto con qualcuno significa fargli un favore" (roberta, vacanza a Saint Raphael, 1991 - e ho detto tutto).
- oggi è il compleanno del mio papà.
- non ha smesso un attimo di nevicare. stanotte rientrando ho confuso la mia ombra proiettata da diversi lampioni. per un attimo ho avuto un sussulto.
- ho ritrovato il sorriso. non è stata questione di menarca. anzi per nulla. è che oggi proprio si è spezzato qualcosa dentro e ricucire lo strappo non è stato facile.
- oggi è arrivata grotta, la nuova macchina fotografica. e si vede. il treppiede è così insulso che domani lo dò in testa a paolo.
(sono stanca anche delle novità)

giovedì, gennaio 26, 2006

 

il mio ego si sta espandendo

ma loro sono bravissimi a dargli corda.
bonus track: un post visuale.

mercoledì, gennaio 25, 2006

 

insegnamento di oggi

a fare un favore, anche piccolo, alle persone ci si guadagna sempre.
non si sa cosa, ma qualcosa.
e le persone si stupiscono. e questo mi fa ben sperare. non so bene in cosa, ma in qualcosa.
e stasera altri clic.

 

oggi

sono stata cuoca mediocre, ospite mediocre, buona consigliera.
i muri di casa mia hanno riso con noi e non avevo mai sentito così tanti clic in un momento solo.
e io temo per i risultati.
update: eccone due.

lunedì, gennaio 23, 2006

 

non sbaglia mai

Grazie alla tua sensibilità pratica e poco emotiva potrai risolvere problemi appestanti senza alcun danno né per gli appestatori né per gli appestati.
(brezny)

stasera ho sturato lavandino e bidet. dopo brevi conciliaboli con amici e amiche casalinghi/e autonomi, (cioé che non hanno bisogno di colf e schiavetti per cavarsela nelle faccende di casa) parevo michael douglas in un giorno di ordinaria follia. al posto del fucil a pompa avevo il mister muscolo gel (modalità molto pratica). al posto della camicia bianca, i guanti di plastica felpata (anch'essi molto pratici).
ma a suon di bestemmie e insulti (ben poco emotivi) ho avuto la meglio sugli appestatori, per favorire domani l'arrivo degli (ormai non più) appestati.
ma quanto non sono figa?
(nb. negli ultimi giorni ho anche cambiato tutti i rompigetto di casa e sistemato la questione perdita dal soffitto. le muffe sono state bloccate, attendiamo rinforzi imbianchettari)

 

io sono una dilettante, a confronto

ho scoperto di non essere l'unica al mondo che non beve vino e vive felice.
ho scoperto che c'è chi come me non apprezza gli spinaci, i finocchi e i cavoli cotti.
ho scoperto che non sono l'unica a non mangiare pesce perché è viscido.
ho scoperto che la sali non è l'unica al mondo che non vuole vedere i semi del pomodoro nel piatto.
ho scoperto che c'è chi le verdure le mangia solo passate.
ho scoperto che c'è chi non mangia i legumi perché sono tondi, e questa è la migliore giustificazione mai sentita prima.
tutto questo sapendo di non contare i celiaci, gli intolleranti al latte, gli allergici e coloro che per motivi di salute non possono assumere determinati alimenti.
io mi sono spaccata la testa perché non mangio pesce e verdure verdi cotte? dio santo, io sono una dilettante a confronto.
(il mio massimo rispetto a tutti coloro che si riconoscono all'interno di queste descrizioni, sono a favore dell'autodeterminazione del proprio menu e - per esperienza personale - contraria a chi si ostina a volerti imporre il suo gusto)

 

saldato al 50%, no! al 75%!

oggi ho comprato un paio di scarpe in rinascente. ero andata lì per cercare una sciarpa (che ho trovato, ma non ho comprato: ho preso le misure e me la faccio io). ma visto che la sciarpa è una scarpa con una I in più ho cercato fra le scarpe e ne ho trovate un paio che mi piacciono molto.
provo la scarpa esposta - 37 - mi va un po' grandino. chiedo. ovviamente è l'ultimo paio. "mi porta anche l'altra?"
nel frattempo dò a una francese indicazioni su come procurarsi un salvacalze all'upim di via torino, visto che ha addocchiato un paio di stivali a 19 euro ma sono mezza misura in più. (note to self: la prossima volta straccia lo sconto dell'80% visto che hai fatto da interprete simultanea)
la scarpa che accompagna il mio 37 destro non è un 37. mi va perfetta. le accosto suola contro suola. alla sinistra mancano dei millimetri. sarà un 36 e mezzo e infatti è il mio numero. alla fine me ne vado scarpata e felice.
le scarpe costavano 80 euro, le avrei pagate 40. le ho pagate 20 euro. più i soldi per il salvacalze, della stessa marca che ha comprato la signora francese.

domenica, gennaio 22, 2006

 

blanco

oggi sole, cana, lavoro, nanna, film, nanna. nanna. nanna.
ieri abbiamo messo un altro pezzetto di serenità al posto giusto.
la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta.
il breve dolore di una coincidenza che non potevo aspettarmi.
il mio largo sorriso perché è quell'immagine che voglio conservare.
il benessere di aver discusso con il cameriere.
e oggi nanna, riposo, sorrisi. e cana.

sabato, gennaio 21, 2006

 

per un valore pari a circa il 2,5%

oggi ho sacramentato contro paolo, che mi ha convinto a comprare quel cazzo di treppiede da 5 euro. ovviamente il mio ordine è bello pronto lì che mi aspetta. la macchina fotografica - che ha già un suo nome, la scheda 256 mega di memoria. sono lì, nello scaffale del magazzino, con il mio cognome stampato sopra. lì che si chiedono "perché non ci vieni a prendere?".
perché porca puttana zokkola è il treppiede da 5 euro in ritardo! altri 4 giorni di supplizio per un cazzo di treppiede da tavolo del costo di 5 euro.
ma vaffanculo, va'.

 

note to self

quando compri dei biglietti per il teatro non imboscarli mai dicendoti "così non li perdo".
ti dimenticherai dove li hai messi.
ma porca vacca...
update: trovati! ;-)

venerdì, gennaio 20, 2006

 

e dopo il gay...

...un altro animale [esotico] sotto osservazione.
la cina entra non solo nei siti internet, ma anche nella casa del gf6.
(per me è stata una sorpresa odierna, da me in ufficio non si parlava d'altro. anzi, non si parlava d'altro se non del modo in cui "cazzo era vestita")
nb. a chiunque venisse in mente che questo post sia razzista e/o omofobico, consiglio un bel giro dall'analista. così purparlé (con l'analista).

 

gf6

- c'è una che ha la capigliatura anni '80. è identica all'amica di melanie griffith in "una donna in carriera": caffé, thé, me. al limite del ridicolo.
- c'è uno che ha detto (testuali parole) nella clip di presentazione: "io alla miia nipotina gli imparo la boxe". gli autori evidentemente infieriscono.
- la marcuzzi non regge sto ritmo per i prossimi mesi. si prevede un prolasso delle tette, compresa la massa in esubero che si fa levare ciclicamente. (poverina, lei...)

giovedì, gennaio 19, 2006

 

benedetto

lui è uno che ne sa. ed è la prima volta che leggo senza incazzarmi una lettera indirizzata al papa, soprattutto a questo papa.

 

"scendi il cane che lo picchio"

[omississ]

 

keep on flying

la mia nuova versione della mia vita dice che ci sono cose che succedono e che non ci si è mai preparati abbastanza.
del resto alle sei di sera chiudo il pc e dimentico il lavoro fino al giorno dopo. bevo rum e limoncello. preparo creme di mascarpone in 5 minuti. lascio le chiavi di casa ad amici. mi faccio menate per una foto in cui mi si vedono le tette, ma so che prima o poi la metterò su flickr. faccio la doccia, programmo incursioni notturne in città con amici, sogno amiche che mi presentano i loro morosi, faccio pulizia nella mia vita, non solo nel blog. piego le magliette pulite e mi autocongratulo perché il detersivo nuovo ha un buon profumo. cerco lavoro per le persone che conosco. sorrido perché so che la settimana prossima progetteremo come occuperò le mie serate libere di tutto il 2006.
come fa tutto a essere così leggero?
perché nessuno mi ha preparato a questo?
come mai non ho ancora intravisto un problema o una bruttura?
chi ha cambiato canale? (e in tal caso, dov'è carter?)

martedì, gennaio 17, 2006

 

rumore bianco

ecco, da ieri sera questo blog è solo testo. nessuna etichetta, nessun fronzolo. niente di barocco. questo blog vuole essere rumore bianco.
minimalista.
inosservato.
assordante.
in po' come mary poppins, praticamente perfetto.

 

schedule

la mia agenda di lavoro molto spesso è più che altro agenda personale.
e così, oggi, ho passato la pausa a "ammuffire" l'agenda dell'anno scorso, salvando numeri di telefono, riferiemnti, appunti importanti di lavoro per ricopiarli sull'agenda nuova e incontrando significative tracce del mio bioritmo del 2005.
la sensazione è viva e cocente, sotto la pelle.un déjà vu. una conferma. ulteriore.
e il fatto di aver svoltato, di aver dato a tutto una nuova dimensione, la foto in cui rido, ecco. lo dimostrano: anche se non si dice ad alta voce, sto bene. rotolo lungo una corsia di velluto che mi aiuta a non sentire le inconsistenze dell'asfalto. talvolta scapicollo o mi trovo costretta a dare la precedenza a qualcosa di estraneo. ma continuo. e il velluto mi accompagna accogliente, dolce e sinuoso.
tutte le mattine quello che vedo nello specchio mi piace. forse sono pazza.
non so quanto la convinzione possa combattere la presunzione di avere qualcosa a credito.
9 febbraio 2005

lunedì, gennaio 16, 2006

 

l'inferno del nostro scontento

io so di essere affascinante proprio per tanti di questi motivi.
so di aver spezzato cuori in questo modo, ma so anche di aver complicato di molto le mie relazioni sociali.
e quindi io so quello che sto per dire: non è semplice. vivere questo inferno non è semplice. da sola ancora ancora, ma vivere immersa nel mondo degli altri questo significa un po' di cose, tipo:
- riuscire ad avere il pieno controllo dei propri muscoli facciali (non si deve attivare il prolasso della mascella quando il fidanzato se ne viene fuori con minchiate, non si devono sgranare gli occhi quando il capo ti dice che hai sbagliato tutto il br-ee-f, non si deve avere il labbro tremolante quando sai che devi essere dura e vorresti emotivamente morire).
- scontrarsi contro tutti, sempre, per qualsiasi motivo. e perdere amici che non tengono il tuo ritmo oppure che deludono perché non riescono a capirlo il tuo ritmo, o non se lo meritano.
- sentirsi dire quotidianamente che si è insopportabili. o sapere che c'è chi lo dice ma non a te, cosa che è ben più sgradevole. al limite dell'insulto e della vigliaccheria.
- pensare. fino alla consunzione dei nervi.
- accettare il fatto che tutti penseranno che sei incazzata con il mondo. soprattutto i fidanzati.
- stancarti molto di più del previsto perché mentre fai quello che fai, devi stare attenta all'effetto "elefante in una cristalleria".
- talvolta cedere alla tentazione e far finta di essere qualcun altro, qualcosaltro. e pagare sempre caro questa scelta.
- convincersi che non si è truman e che non ci sono telecamere al seguito (perchè talvolta ci si sente sul serio paperino).
ma significa anche:
- essere veramente amati perché chi ti ama perchè sei così ti ama sul serio. non potrebbe essere altrimenti. certo poi le cose vanno come vanno, ma se ti amano, ti amano veramente e per sempre. e se tu non fossi così dannatamente rigida nelle tue convinzioni, forse potresti anche accettare questa cosa e concedertelo. completamente, fino in fondo, pescare dentro al cuore e offrirlo agli altri.
- vivere sul serio, tutto. amplificato, molto più grasso, più vivo, più coinvolgente, sguazzare nella leccarda. sentire l'urlo del mondo la mattina quando ti svegli, riconoscere le impercettibili differenze di temperatura dell'acqua della doccia, sdraiarti a terra sul parquet per raccontare il sogno che hai appena fatto alla cana, mordere le cose, afferrarle, inciderle con i denti e strinarle con le unghie, lottare fino allo stremo delle forze, non arrenderti. soffrire di più, ma anche ridere di più quando capita. passare natali strisciando sulla propria miseria e sul proprio livore, dimenticando apposta il cellulare da qualche parte senza suoneria in modo da non sentirlo, in modo da non sapere dove sia. passare capodanni con amici ridendo e facendo partite a scala40 che ti dicono già dal primo giorno che nel 2006 ti ameranno tutti perché tanta sfiga nel gioco non si è mai vista (ho visto la fila fuori dalla porta la mattina del primo gennaio). pedalare per mezzo chilometro con la ruota bucata cercando di convincerti che non sia bucata poi spingerla a mano fino a casa, canticchiando e progettando con amiche trasferte, sciopping e serate tranquille. mandare a fanculo la propria madre e poi chiederle di venire con te a una manifestazione e saperla felice, stronza ma felice.
- chiedere scusa, umilmente, quando è importante farlo. (itaca...)
- comprendere e discernere più facilmente gli altri. perché molti degli errori che l'essere umano può fare, tu li hai già fatti tutti tutte le volte che hai attivato meccanismi di autodifesa. hai tradito i principi e la fiducia degli altri, hai dato troppa fiducia, hai perdonato inutilmente, hai mentito, sei stata sincera quando non era il caso di esserlo, hai sfidato i mostri sacri della società, hai chiesto perdono e hai pensato che bastasse, hai affrontato momenti interminabili di autismo con insoliti slanci di entusiasmo. però poi hai capito e questi errori li hai affrontati, mentre non tutti lo fanno.

volete veramente essere come me? offro una giornata di inferno puro. vitto e alloggio compreso.

 

de blogibus

è stato bello, finché è durato - una delle persone più importanti per la nascita e i primi vaggiti di questo blog ha chiuso il suo blog.
fame chimica - la gentile e cortese proprietaria di questo blog sta facendo un po' di indagine d'osservazione sul mondo blog. e ha capito che per quanto la riguarda sta aspettando qualcosa. dopo mesi, quasi anni, di insoddisfazione e di incroci che, come vogliono tutte le regole basilari del web, alla lunga asfaltano le palle, ha ben chiaro in testa che dopo la chat, dopo mirc, dopo le community, dopo i blog, dopo i forum, dopo le ml, dopo i ng, deve arrivare qualcosa di nuovo. se no è la volta buona che torna a scrivere a mano e a fare amicizie normali. e non schizoidi.

domenica, gennaio 15, 2006

 

express yourself

ho voglia di disegnare.

 

magnolia

visto stasera, da sola perché mi hanno detto che lo avrei potuto vedere da sola. ecco, sì, da sola.
ho pianto come un vitello.
non so se per colpa del film o per colpa della pastiera (che era buonissimissima) o della stanchezza e delle paranoie degli altri o per colpa della cena che ho domani a casa e ho la casa che cammina da sola (spero vivamente che ale e elena siano a posto con l'antitetanica che se no son cazzi) o perché ho fatto un casino madornale con l'assicurazione e sono tre giorni che mi vedo sbattuta in gattabuia per una dimenticanza dovuta al livore. o perché oggi ho conosciuto uno che mi ha detto che da grande vuole fare il poliziotto e sono scoppiata a ridere in faccia e lui ci è rimasto male e io poi gli ho dovuto spiegare che no, non ridevo perché lo consideravo un coglione, ma perché mi fa un po' ridere il fatto che uno voglia fare il poliziotto da grande, ma certo, mi rendo conto, è un limite mio. e mi sono sentita una merda perché e. è gentile, mi ha accompagnato fino a sotto al portone di casa, è simpatico ed è proprio uguale a me: pericoloso, impulsivo, diretto. insomma uno che si piglia sempre porte in faccia, e in faccia gli arrivano pure le risate di una Auro gonfia di bucatini all'amatriciana.
ecco.
ho pianto come un vitello e nella mia vita adesso non aspetto altro che piovano rane. [bestemmia]
these strange things happen all the time

 

+bc

stasera mentre tornavo a casa mi è tornata in mente la domanda che mi ha fatto paola oggi: "se tu potessi fare due leggi che leggi faresti?".
fra la varie minchiate che mi sono venute in mente, ho deciso che quelle che preferisco sono:
- obbligo di utilizzo della bici 5 giorni alla settimana per tutti.
- fuori di casa per forza a 22 anni, e pedalare.
che poi - come vedete - sempre di due ruote si parla.

sabato, gennaio 14, 2006

 

ricetta

amiche, amici. tante persone.
laura incontrata dopo anni per sbaglio in metropolitana.
gente che arriva da verona (grazie v., sei impagabile), pertiche che si palesano all'improvviso.
uomini con reflex analogiche.
amiche di blog e di serate rilassanti.
mia madre, che - senza una necessità pratica - voglio tenere per mano.
non mi aspettavo il sole che c'era oggi.
non mi aspettavo tutti quei visi.
io, dentro, sono una donna. con la consapevolezza di esserlo e di quello che significa esserlo.

 

breve e conciso

la 194 non si tocca, fuori il vaticano dalla gnocca
(manifestazione per la difesa della 194 e della laicità dello stato - milano 14 gennaio 2006)

 

hop!

oggi ho avuto per ben due volte la strana sensazione che senza troppo entusiasmo, ma con un minimo di movimento ma ben percepito, l'ormone si possa ancora muovere. cioé, insomma per ben due volte ho pensato "beh, chissà come potrebbe essere portarselo a letto". ecco. già facciamo passi avanti insperati.

venerdì, gennaio 13, 2006

 

194 baci

domani.
stazione centrale, ore 14.
per difendere la 194 e il laicismo dello stato.
per non stare più zitte (e zitti).

 

think pink

da ieri sera il mondo interiore (e anche quello esteriore) è rosa, di tutte le gradazioni.
(questa la capiamo in 4)

 

i fantastici 4

qui sopra non ho ancora affrontato la spinosa questione delle primarie per il sindaco di milano. parliamone. e diciamo un bel po' di banalità.
si vota a fine mese nella capitale morale di italia e quest'anno come i precedenti non è che la sinistra a milano dia il meglio di sé. sarà perché tanto si perde sicuro, sarà perché milano è una piazza ostica, ma porca paletta quest'anno possiamo votare per:
1. l'omonima. cioé quella che spera di finire sulla stessa scheda affianco alla lety in modo, magari, da prendere i voti degli sprovveduti del centrodestra che leggono moratti e crociano a caso. la mossa non è male, ma potrebbe giocare contro.
2. il giovane. io con tutto il bene che posso volere a chi tifa (e lo faccio pure io) per una politica giovane, un giovane come Corritore non lo voto. e non lo voterò.
3. l'ottuagenario prossimo al pensionamento. onore al merito e applauso per la carriera, ma ci dovrebbero essere di limiti d'età.
4. il pulotto. e ho detto tutto.
insomma, uno sfacelo.
da queste parti si voterà il pulotto. si sappia. e già abbiamo i brividi lungo la schiena. e mollette per il naso che manco quelle di dumbo sono più grandi. ma andremo a votare alle primarie (facendo salti mortali visto che il 29 ci dovrebbe essere il blocco del traffico e non sarò a milano per il weekend) e poi andremo anche a quelle ufficiali.
e ne usciremo. sconfitti.
(se per caso qualcuno si lamenterà del candidato del centrosinistra e non avrà votato alle primarie, peste lo colga. come al solito.)

 

five obsessions

- quando posso (cioé quando sono seduta e non sto guidando) mi siedo mettendo un piede (quasi sempre il sinistro) sotto l'altra gamba. oppure sto a gambe accavallate, incrociate sotto (tipo posizione del loto) o incrociate sopra (tipo tetris). oppure con un ginocchio contro il petto. possibilmente mai a gambe penzole. io odio la gambe incrociate coem si vedono nei film o come ti educano a fare. se sono all'aria aperta e sto parlando con qualcuno che è seduto (tipo su una panchina) mi piego sulle ginocchia tenendo il sedere appoggiato sul malleolo (?) destro e il braccio appoggiato sul ginocchio sinistro (no! non è la mia posizione preferita del kamasutra!).
- mi passo la mano sul coppino quando sono rilassata e mi voglio godere il nirvana o quando mi devo concentrare, tipo prima di una riunione di lavoro o prima di guidare se sono stanca. lo stesso effetto lo provo afferrandomi le mani dietro la schiena (tipo streching) o massaggiandomi la sporgenza destra del bacino con il pollice.
- quando guido lo faccio con sprezzo del pericolo: tengo il volante solo con la mano destra in basso al centro con il palmo all'interno della "presa" e appoggio il gomito sinistro sul bordo del finestrino knockettando con l'indice sul vetro. se sono in una fase di continui cambi di marcia, tengo lo sterzo con la mano sinistra e knocketto con l'indice destro sul bordo del posacenere. se sono nel traffico, e/o devo mettere la freccia velocemente, lo faccio mettendo le mani dentro allo sterzo (lo so, non si fa. matteo diceva che mi avrebbe voluto tirare gli elestici sulle nocche ogni volta che lo fecevo).
- tengo via le buste di cellophane in cui sono contenuti i collant perché così (dico) quando li lavo poi li rimetto a posto in ordine. i miei collant si rompono sempre prima di conoscere la signorina candy. ma io ho decine, dozzine, *iaia di sacchetti della san pellegrino, della omsa e della golden lady. inesorabilmente vuoti.
- quando pedalo a lungo e a passo sostenuto tengo le mani sul manubrio in modo strano, appoggio il palmo sulla struttura ella leva del freno e mi aggrappo alle appendici del manubrio stesso. c'è chi lo trova sexy. io lo trovo semplicemente riposante.

giovedì, gennaio 12, 2006

 

vendette indotte

impara: non mettere mai gli altri in posizione da poterti giocare contro. se sono stronzi, lo faranno.
e non lo sto consigliando a me, lo sto consigliando agli altri.
ultimamente mi stanno fornendo tutti spettacolari assist per mangiucchiare tutti i miei piatti congelati.
io - che non sono così stronza come vorrebbero disegnarmi - schivo (quasi) tutto, ma è anche vero che talvolta prepararsi a mangiare formaggi puzzosi con composta e miele su un vassoio d'argento ha il suo perché.
(ah sì, ho la bronchite. forse è questo che mi rende più buona... lal-là!)

 

io non sono allocentrica

ma, non per questo, sono egocentrica.
detto questo, però, apprezzo molti miei lati caratteriali (ad esempio, mi adoro quando sono sinceramente cazzara, perché non metto filtri fra me e le persone, e mi adoro quando sono innamorata* perché divento idiota e mi faccio tenerezza da sola) e credo di non essere molte cose che invece altri sono. e di essere felice di questo.
ma anche gli altri saranno felici di essere come io non sono, no?
quindi: non sono egocentrica. è che mi piaccio, talvolta. e se questo è un difetto, cazzi vostri. (io adoro essere mooo-ooo-ooolto diretta. neanche questo vi piace, vero? mannaggia siete proprio insopportabili, eh...)
[*] - sì succede, raramente ma succede: seriamente e in età della ragione (dopo i vent'anni) mi è successo 5 volte. credo. temo. se non ricordo male. ma a questo dedicheremo un altro post.

mercoledì, gennaio 11, 2006

 

detective mac taylor avrai il mio scalpo

mentre gary sinisi mi fa già sangue, OC ha raggiunto livelli di idiozia che manco il medico in famiglia aveva toccato.
(in CSI NY c'è una detective che si chiama Stella Bonasera. e vi ho detto tutto...)

 

e mentre soffio a soffio

sette anni. e noi qui ci si pone delle domande.
che assomigliano (in una certa misura) alle sue. e ci si dà pure le stesse risposte.
e per tutta la giornata, mentre i conigli restavan rintanati nei cilindri e i leoni non volevano saltare nel cerchio di fuoco, si è sentita la sua voce.
non è una novità. è ormai una presenza. costante.
vorrei essere una nuvola barocca, ma non avrò mai il coraggio di chiederti una mano per diventarlo.
(auro, marzo 2005)

lunedì, gennaio 09, 2006

 

al freddo di un form di blogger, ma al caldo dell'abbraccio che mi manca

se volevi farmi piangere, stronza, ci sei riuscita. ti voglio bene.
"ma t. è più grande della t. che è con lui"

 

in un anno non era mai successo...

... ma c'è sempre una prima volta.
infatti, per la prima volta da quando ho l'armadio, l'ho aperto e ci ho ficcato tutto così, accartocciato. pescando dalle sedie e dai divano. stasera ho gentili ospiti a casa, non era uno spettacolo produttivo.
domani sistemo, tanto viene a trovarmi l. e tempo fra una ciacola e l'altra ce ne sarà.

 

non più di 24 ore e qualcosa fa

m. "ma tu sei così sul serio?"
auro "così come?"
m. "stordita, semplice, incazzosa e premurosa"
auro "scusa, ho da fare" (si allontana di soppiatto...)
auro poco dopo scarabocchia su un foglio: "non cerco il bene da nessuna parte perché il bene lo porto quotidianamente con me" e poi sorride perché se qualcuno si deve immolare, i volontari lo facciano. ma non la coinvolgano.

giovedì, gennaio 05, 2006

 

ve lo avevo detto vero...

...che ho festeggiato 3 capodanni? ore 22: mosca. mezzanotte: italia. ore 5: cuba.
...che abbiamo fondato una nuova squadra di calcio per la città di Parma e che stiamo approntando le magliette per l'evento mondano di fine gennaio?
...che l'anno è cominciato con una rinuncia pari a circa 4000 euro al mese? (ma quanta soddisfazione, ma quanta???! non spiegabile...)
...che ho brindato con lo spumante (first time in my life) e che ovviamente mi ha fatto schifo?
...che sono tre giorni che vado in ufficio in gonna e coi tacchi alti, per di più truccata?
ah, non ve lo avevo detto. ma voi dove state tutto il giorno? ma io che cosa parlo a fare?

 

breve e conciso

sapete che c'è? c'è ne ho proprio pieni i coglioni. perché non è possibile. non è proprio possibile.

mercoledì, gennaio 04, 2006

 

altre ossessioni

ivano fossati.
le camicie.
la valassina.
come ossessioni sono strane. ma sane.

martedì, gennaio 03, 2006

 

sono una rompicoglioni

passare due giorni circondata da persone che fumano, in una casa calda, in un luogo con una temperatura esterna vicina allo zero (quindi finestre per lo più chiuse) è una delle esperienze più devastanti che io abbia mai fatto. da ex fumatrice.
ho rotto i coglioni in una maniera che mi imbarazzavo da sola. però io son tornata a casa con il raspo in gola che non avevo da quasi un anno.
eccheccazzo.

 

sempre fotografie

sono un po' ossessionata.
ossessionata dalle foto che mi fanno e in cui sembro avere un naso che non ho, e che lì invece è ben presente. da quelle in cui sono mia madre. e da quelle in cui ho gli occhiali e quindi sono mia sorella.

lunedì, gennaio 02, 2006

 

komucapodanno

metti dieci persone nella stessa casa, dove la neve è rossa come l'amore e come il mio futuro.
metti dieci persone e falle mangiare, ridere, dormire, delirare e scherzare.
metti dieci persone che stanno bene con loro e fra di loro. che sanno superare incertezze, sguardi mai visti prima, parole che sanno di vino e limoncello.
metti dieci persone e quaranta versioni dell'internazionale.
per la prima volta negli ultimi dieci anni non ho passato un solo momento sola con me stessa a crogiolarmi nei pensieri e nell'illusione dei buoni popositi (e comunque quelli del 2005 sono stati esauditi). sono stata circondata da persone e con persone.
buon anno.

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