Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

lunedì, febbraio 27, 2006

 

la lista

eccola.

 

e auro dixit: "ma perché stasera non riesco a parcheggiarla?"

quanto è lunga tabatah? molto.
adesso lo sa anche un nostro nuovo amico.
un panettone di cemento.

domenica, febbraio 26, 2006

 

olimpiakos, the final cut

stamattina, sudata e stanca, ho pianto con di centa.
sono una bambina, lo so.
lo sono ancora di più perché mentre piangevo, commossa e fiera, mi ripetevo "per fortuna non mi sono ancora truccata".

 

per l'uomo delle mille foto

aspettavo da tempo che qualcuno me lo chiedesse.
"come stai?"
(grazie)

sabato, febbraio 25, 2006

 

olimpiakos, #5

non che io sia sadica, eh... anzi. la mia è tutta invidia.
se una pattinatrice cade dopo un salto, non che speri che si sia fatta male, anzi... la trovo umana. perché umana non è se non cade.
fare quelle evoluzioni sul ghiaccio distinguendo filo interno e filo esterno di un pattino che la sottoscritta ama ma su cui fa fatica a stare minimamente in piedi, è impossibile. umanamente impossibile.
cadete, dateci questa soddisfazioni, fateci sentire ancora che siete carne e ciccia, muscoli e nervi, lividi e graffi. e mi sentirò meglio. non migliore, ma quanto meno non merdaccia piena di cellulite e priva di senso dell'equilibrio.

 

anche brez ha preso il numerino...

...per essere mandato a fanculo dalla sottoscritta.
Ti sei impedita di fare delle cose perché presumevi erroneamente che fossero una prerogativa dell'altro sesso? Per esempio, se sei una donna, hai evitato di sviluppare la tua forza di volontà? O se sei un uomo, hai frenato la ricettività emotiva?

che fa? piglia per il culo pure lui?

venerdì, febbraio 24, 2006

 

disinchiavardare

potenza del blog: il post sulle vertebre ha fatto in modo che mi arrivassero altri due indirizzi di osteopati e tre riferimenti di massaggiatori shiatzu.
ho fatto un po' di indagini e confronti e ho optato per un appuntamento da un'osteopata consigliata dal pachiderma e poi vediamo di andarci a fare riallineare pure dalla massaggiatrice shiatzu consigliata dalla maestrina.
per la cronaca: se ne esco viva, sono felice. adesso sono a tutti gli effetti completamente storta. "ti sei inchiavardata" mi ha detto mia madre, che se ne accorta pure lei dall'alto del suo metro e mezzo.
dicono che potrebbe essere colpa del bite, che potrebbe essere fatto male. oppure la borsa nuova del pc. oppure sono tornata a essere ipocondriaca.
fa' che arrivi giovedì. in fretta.

giovedì, febbraio 23, 2006

 

men can't understand

ha ragione lei: la diffrenza fra uomo e donna è nelle scarpe.

 

...dalli in cambio alla voce che non hai...

quel tuo vezzo di merda è dovuto al fatto che non hai mai letto buzzati. tutto buzzati. non solo il deserto. se tu avessi letto anche buzzati "minore" tu non avresti quel vezzo.
di merda.

 

tutte tempestate di pietre preziose

sissi come kate.
chissà se anche cecco beppe come lapo.

mercoledì, febbraio 22, 2006

 

ce la siamo presa comoda

domenica ho pranzato coi miei e abbiamo parlato della nuova gravidanza di mia sorella. la frangia italiana della famiglia è compatta e sicura sulla sua posizione: mia sorella è fuori di testa.
ho scoperto cose che mi hanno fatto ribollire il sangue e molto semplicemente ho avuto conferma di cose che già immaginavo.
in tutto questo mio padre ha detto una cosa che ha risolto anni e anni di conflitto fra me e lui e la cosa è stata tanto naturale che io non ho saputo manco ribattere.
inizio a pensare che io e mio padre iniziamo a essere padre e figlia. alla veneanda età rispettivamente di 62 e 32 anni. anche se pensa di non diventare mai un vero nonno, nonostante lui sia sempre aspro nei miei confronti e in quelli delle mie scelte. nonostante io non sappia abbracciarlo, perdonarlo e confidargli le mie paure.
ma adesso è un respiro in più, non ci speravo.

 

olimpiakos, #4

stanno finendo.
ieri nel delirio dettato da aspirine, febbre, fame, inedia, accidia, pigrizia, ricamo, maglia, divano, ho fatto due cose importanti: ho stirato le camicie (ecco, matteo in questo era una manna dal cielo) e ho tifato per la prima volta per il biathlon italiano.

 

secondo copione

se lo aspettavano un po' tutti e tutti me lo stanno dicendo: dopo l'euforia, la gnagnera. certo, mica sono superman, eh.
ho passato due mesi in piena circolazione di idee e di cose e ora mi basta passare due sere a casa che sono già depressa.
ma non sto male. sono venuti al pettine dei nodi. e adesso devo affrontarli.
e non che prima non ci fossero, è che mi sono concessa per qualche tempo di indossare una parrucca arruffata. ma adesso li snodo, un po' alla volta.
e così affronto anche la gnagnera. che è una brutta bestia, una carogna. ma come ho detto ieri a g. (mentre ci lavavamo i denti a turno così una parlava e l'altra ascoltava, mentre ci mettevamo il pigiama - scusa, aspetta che infilo la testa!, mentre ci mettevamo sotto le coperte...) "sto bene, ho solo una gran voglia di lamentarmi". non che funzioni, ma è tanto consolatorio. come la cioccolata, effetto disastroso ma tanto consolatorio.

martedì, febbraio 21, 2006

 

coscioni

non ho scritto niente, ma ho pensato molto.
io non avrei saputo scrivere di meglio.

 

incredibilmente più bassa

vorrei dormire per terra per qualche notte per distendere le vertebre.
ho il numero di un buon osteopata. e non lo chiamo.
del resto è un medico e io sono allergica ai medici.
devo chiamarlo.
cazzo.
devo chiamarlo.

 

se la mattina ti svegli è perché Jack Bauer ti ha risparmiato la vita

tramite flickr si scoprono (magari arrivo con la piena) cose che voi umani...
There are no such thing as lesbians, just women who never met Jack Bauer.
(qui)

 

upsidedown

sono a casa con la febbre e la pila di roba da lavare e da stirare mi guarda di sottecchi. e prima o poi dovrò pure parlarci...
ho rimandato una cena stasera a casa e mi metterò le babbucce. tristotta e sconsolata.
oh, finirà. eh... cribbio se finirà!

lunedì, febbraio 20, 2006

 

che poi talvolta ci si addormenta

e allora succede che ci si sveglia poi.
in tempo. spero.
perché non è solo luca rossi, ma è anche soriano ceccanti.
e allora leggetevi le poche (ma assai significative) pagine che sandro veronesi gli dedica in live.
e poi ripensate.
e poi ripensate.
e sentite la sveglia. prima che sia troppo tardi. e che la vergogna sia troppa. non per loro, ma per noi. disattenti. e addormentati.
era l'ultimo dell'anno del 1968 e [soriano ceccanti], con qualche amico della federazione anarchica di pisa, era andato davanti alla bussola di bernardini, in versilia, a manifestare contro i padroni che andavano a divertirsi. invece fu un inferno; ma guai, allora, a sostenere che la polizia avesse qualche responsabilità: il fatto che il proiettile estratto dalla schiena del ragazzo fosse in dotazione alle forze dell'ordine non provava nulla, venne scritto, chiunque poteva essersi impossessato di un'arma del genere
(sandro veronesi, live, 1996)

 

divano bianco

una mia amica ha appena traslocato e ha uno splendido divano bianco in mezzo alla sua stanza.
divano letto. con splendidi tavolini e le pareti bianchissime.
non so se io avrei sistemato nello stesso modo quella stanza, ma mi piace, quella stanza. anche se è ancora in progress e anche se so che v. ha delle idee splendide a proposito.
io forse sposterei il divano più verso la finestra e ci metterei un tappeto. perché io è da tempo che mi immagino una sera di divano, tappeto, chiacchiere. musica e parole.
mi piace l'idea di un divano con dietro una mensola per metterci candele, bicchieri di vino per chi beve vino e acqua per chi beve acqua. questo lo farò. lo so. (vorrei anche mettere una specie di libreria in cucina alla finestra per i lbri di cucina).
vorrei non sentirmi in colpa perché vorrei passare più tempo con gli amici - con alcuni amici, luci soffuse e chiacchiere.
forse mi ci vorrebbe una sbronza leggera, non triste. e parole. e sogni, e magari lacrime, ma senza paura, senza colpa.
(in questi giorni invidio i primi tempi a casa, senza internet e con la tivvù a metà tempo. e sì, c'ho un po' di gnagnera. lo ammetto...)

 

[roto]wash

ho adottato un nuovo modo per distogliere l'attenzione. e incredibilmente non è una nuova mania compulsiva.
è un gesto: metto la mano sinistra perpendicolare davanti al mio naso e la traslo verso l'orecchio sinistro, come se dovessi spostarmi il ciuffo (che non ho). mentre lo faccio sussurro "whosh", che appunto si pronuncia come la rotowash.
tutte le volte che faccio un pensiero negativo o che so essere pericoloso, faccio questo gesto.
nell'ultima settimana ne ho contati almeno una ventina, fra piante, giardini, fiori, vino, musica, libri, passato, futuro, passi carrai, strisce pedonali, biciclette, magliette, sigarette. telefono, mail e mani.

sabato, febbraio 18, 2006

 

olimpiakos, #3

ieri sera in tensione. due persone al cellulare. due persone sul ghiaccio.
"appena posso ci sentiamo, ok? bacio, tata"
"bacio, a dopo"
ho amici fantastici, in grado di riempirmi la vita. anche in piena notte.
e che mi guardano strano quando devo dire che no, che non posso accettare, anche se è un open pass stampa per il palavela, trovato apposta per me all'ultimo momento. ma che mi vogliono bene lo stesso. e sanno che se potessi. e invece non posso.
(e grazie anche a v. che mi aggiornava in tempo reale)

 

olimpiakos, #2

(al telefono)
"mamma, ti saluto che vado a vedere lo skeleton..."
"ah, quelli che vanno in slittino"
"sì qualcosa del genere... ma ci vanno a testa in avanti, eh..."
"a testa in giù? vado a vedere anche io... ciao"
"ciao"
(click. (dopo 5 minuti...)
[drin]
"pronto"
"auro, quelli vanno a testa in giù a una velocità più forte di quella mai toccata da tuo padre in macchina..."
"sì lo so, mamma"
"cristo"
"buona serata, mamma"
"anche a te"

venerdì, febbraio 17, 2006

 

a ciascuno il suo

secondo lui trasformerò la merda in oro.
non ha tutti i torti, del resto è da un po' che son o intenta a far rotolare la palletta di merda davanti a me in puro stile scarabeo sacro dell'alto egitto.
quindi...
"avanti, merdaacce tutte qui, vi tocco il culo e - zot! - oro zecchino... avanti! che faccio l'appello... tutti in ordine alfabetico... sussù, calma, ce n'è per tutti!"

 

e poi non dite che...

... non lo avevo detto io.
è riuscito a dire le stesse parole del suo onomino parlando dell'altra (pure lei omonima).
passi lunghi e ben distesi (dodo)

 

adesso lo posso dire

sono molto più tranquilla.
mi sono levata un peso.
che non è bello avere addosso la zavorra delle altrui psicosi.
ma è anche vero che era una situazione insopportabile.
perché io non avrei fatto quello che ha scelto di fare.
perché io ormai le situazioni pericolose le annuso. e c'era puzza di merda lontana venti kilometri.
perché, basta.
devi badare a te stessa. se non sarai completa, non sari in grado di aiutare nessuno.

 

seduta in punta di sedia

posizione scomoda.
troppo scomoda.
devo far saltare tutto.
definitivamente.

giovedì, febbraio 16, 2006

 

actually

sono lunatica: datemi jazz! non sterili parole, perdiana!

 

per anni ho temuto di far fare brutte figure agli altri

per dirla come la direbbe Lei "di essere inadatta alle situazioni e alle aspettative". un po' per come parlo, un po' per come mi vesto, un po' per come mi muovo, un po' per quello che penso. del resto è quello che mi è sempre stato criticato.
mai come in questi giorni ho capito che non sono i vestiti a rendere le persone più sveglie nel comprendere le situazioni e che non è la loro capacità in una o in un'altra attività a rendere migliore il rapporto che hanno con gli altri.
né tanto meno il loro conto corrente, né tanto meno la casa in cui vivono.
ancora di meno l'abilità nel mangiare la mela con le posate rende una persona più rispettabile di un'altra.
e ancora meno la posizione di potere che si ricopre denota più o meno intelligenza.
se si è deboli, si è deboli. nonostante uno stipendio netto di 100k euro all'anno, la macchina che si guida o il regalo di san valentino che si fa alla fidanzata.
se si ha una buona percezione di sé, si è sufficientemente in grado di capire quando tacere e quando parlare.
e lo si può fare anche meglio, forse, se si indossa un finto tailleur maxmara e si servono birre in un pub per arrotondare lo stipendio.

martedì, febbraio 14, 2006

 

olimpiakos, #1

il fondo a me fa impazzire. vogliamo dirlo? diciamolo.
io sono in sollucchero continuo. sti qui fanno una fatica bestia, rampe che io non farei manco in bici, salite e poi discese, nella classica non possono uscire dalle corsie, nella libera vanno giù che sembrano ghedina (quando vinceva).
il fondo mi fa impazzire.

lunedì, febbraio 13, 2006

 

puma verdi fritte alla stazione dell'outlet

ho perso la testa per un paio di scarpe della puma in vendita nel loro outlet.
peccato che:
1. i commessi siano proprio dei cafoni con poco senso commerciale (forse quelle scarpe la venderanno lo stesso)
2. la puma abbia delle forme che sformano le scarpe.
sì, insomma, all'outlet della puma c'è un paio di scarpe verdi senza lacci. solo il 37. in esposizone ci sarà la destra perché la sinistra è già stata sformata. fra un mesetto saranno uno splendido 37 e mezzo. tutte e due.
adesso sono una diversa dall'altra. il commesso l'ha notato a vista. piuttosto che farsi dieci euro di sconto (ok, sono un outlet, ma che significa?) se le sono tenute, quelle scarpe splendide.
cafoni. ho i testimoni.

domenica, febbraio 12, 2006

 

anniversario

e si sta da dio.
anche se gli amici ti odiano un po' perchè rompi i coglioni.
anche se ti stai sul cazzo anche tu quando rompi i coglioni.
ma poi allo specchio la pelle è più bella. i capelli sono più forti.
non hai più il fiato che sa di merda la mattina presto. ma anche tutto il resto della giornata.
non hai più le dita gialle.
non hai il respiro catarroso e puoi permetterti di correre dietro i tram senza poi sembrare asmatica.
si sta da dio. un cambiamento. da così a così.
(per la foto, grazie matteo)

 

forse ne sente la mancanza pure lui

berlusconi dice che non vede l'ora di andare in tribunale per svelare al mondo il "marcio (concetto ripetuto più volte) che c'è fra la lega delle cooperative e il partito comunista italiano" (l'ho sentito in un servizio del tg).
ecco, Dott. Berlusconi senta, se per caso Lei sa dov'è il partito comunista italiano non è che me lo rivela? (anche in privata sede, eh...)
lo sto cercando da un po' e mi han detto che è da qualche annetto che non c'è più. ma magari l'informazione che mi han dato è sbagliata.
si figuri che io mi ostino a cercarne il simbolo sulla scheda elettorale a ogni tornata di voto...
se sa dov'è, La prego, me lo dica.

venerdì, febbraio 10, 2006

 

vorrei una stRonsa

io sono una curiosa. sono anche minimamente invadente.
ma so anche dire basta e così, se tu mi dai un dito, io cerco il tuo braccio, ma se tu mi mostri il medio mi ritiro e taccio.
non mi interessa il taglia e cuci se non quello benefico. una mia amica (ipotetica) sta male per qualcosa, parlarne con le amiche e gli amici per condividere con loro e magari trovare modi per supportarla è un taglia e cuci benefico. ridere e sorridere del benessere di un'amica è dire in qualche modo che si è contente per lei. rimanere male per qualcosa e sfruttare cose confidate per marciarci sopra è subdolo e non troverà mai nessuna consolazione. aspettarsi di essere sempre fra le prime dieci persone a dover sapere tutto di tutti è superbo e dicono che per questo ci sia un girone apposta. all'inferno.
non mi assolvo, ma non ti chiederò mai più nulla.
ho orecchie e occhi per ascoltare. se ne hai voglia. rido di gusto e sdrammatizzo il giusto.
ma non sono una che chiede troppo. anche se sembro invece così. anche se è più facile vedermi così.
è un problema. te lo assicuro.
ma è un problema per me, non per te.
(spero di vederti presto, stronsa. ah già, che idiota che sono...)

giovedì, febbraio 09, 2006

 

mercoledì da leoni

brivido.
come rendere mio padre orgoglioso di sua figlia senza dover attraversare la navata di una chiesa o dover partorire.

mercoledì, febbraio 08, 2006

 

recall

è strano come gli stessi nomi ritornino. e con loro le stesse situazioni.
e finché è uno solo, ok. ma quando arrivano in coppia...
non si può che far buon viso a cattivo gioco e sperare (con lei) che l'eccezione sia stata quella. e non questa.

lunedì, febbraio 06, 2006

 

svegliami, alla fine di settembre

un loro concerto lo vedrei ancora una volta, giuro.
a quasi un decennio di distanza dall'altro.

 

e se lo ha fatto la merz...

checché se ne dica, porto a testimonianza i miei ex fidanzati, io mi imbarazzo più facilmente di quanto si possa pensare.
ma non ho mai riso tanto come stamattina.

 

una tantum

ormai non commento quasi più sui blog altrui.
con le dovute (e fuori tema) eccezioni.

domenica, febbraio 05, 2006

 

da procurarsi subito!

un chilo di gelato.
per le amiche, si intende.

 

autocritica

talvolta penso con la stessa logica del t9.
risultato confuso, che per essere interpretato deve affidarsi molto (troppo) all'intuito degli altri.

 

i don't care (of you)

i care (of me).
quindi se vi va aguzzate pure le orecchie per ascoltare cose succede dai vicini.
mentre in casa vostra c'è una fuga di gas.

sabato, febbraio 04, 2006

 

cvd

il caffé amaro mi fa schifo.
nonostante quello che dicono, anche quello filtrato, mi fa schifo. se amaro.

 

ho visto

uomini intorno al tavolo di un bar discutere (esattamente come viene rimproverato a noi donne dagli uomini) su cosa rispondere a un sms di una donna.
mi sono sentita al punto esatto del limite della conoscenza della razza umana.

venerdì, febbraio 03, 2006

 

un altro

stefano dopo aver vista questa mi ha mandato una mail: "tu mi fai paura"
etteppareva... dire qualcosa di diverso, no?

 

domanda esistenziale

due persone che si cercano. forse. come fanno a trovarsi?

giovedì, febbraio 02, 2006

 

noblesse obblige

lapalissiano

 

dati sensibili

sono tre giorni che ho i coglioni girati.
motivi, tantissimi e nessuno.
certo potrei elencarne un po'.
no.
ma stasera mi sono sfogata.
mi ha chiamato una società di mutui per propormi una soluzione fatta apposta per me.
- come mai ha il mio numero di cellulare?
- perché lei ha lasciato una richiesta di ricerca immobiliare a *** (famoso franchising di agenzie immobiliari)
- e quindi?
- siamo dello stesso gruppo...
- io ho lasciato una richiesta di ricerca immobiliare, non l'autorizzazione a usare il mio numero di cellulare per proposte commerciali
- beh, mah...
- beh mah, un cazzo. adesso mi dà il nome del suo responsabile...
- beh, mah...
- beh, mah, un cazzo. nome e cognome...
- ...
- senta o lei mi dà questo nome oppure sa che facciamo? facciamo che io non vi denuncio e lei si dimentica il mio numero di cellulare e non mi chiama mai più. che ne dice?
[click]
ohmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
è tanto liberatorio...

 

tutto gira intorno al sesso

queste sono alcune perle delle ultime 48 ore
"negli ultimi 5 giorni si è parlato più di sesso che di calcio" (paolo al rientro)
"da quando scopa sembra ossessionata. era meglio quando non scopava, eravamo tutti più sereni" (r. mentre fumava)
"no, non ci siamo: lo scopo è lo scopo, mica lo sposo" (auro davanti a un thé con biscotti)
"perché secondo te sa cos'è un orgasmo? lui è in grado di farle avere un orgasmo? impossibile" (m. via mail)
se ne parla troppo, se ne fa poco.
e vale un po' per tutti.
sottoscritta compresa (così evitiamo sfidelle e di dimenticare qualcuno).

mercoledì, febbraio 01, 2006

 

cercasi

sto cercando qualcuno che abbia uno scanner decente e pulito da prestarmi per un bel po' di tempo perché mia madre ha ceduto: l'archivio fotografico di famiglia non avrà più segreti.
detta così sembra una cosa normale e invece non lo è.
quella scatola di legno contiene le immagini (diverse centinaia, forse più di un migliaio) di una famiglia - la mia - che non si sa bene come sia sopravvissuta a se stessa.
quelle foto sono un mistero, un vero mistero. fanno così tanto paura che io, ad esempio, ho dovuto aspettare 32 anni e passare l'ulitmo a lavorare la genitrice ai fianchi per potervi accedere.
voglio cercare lì dentro le forti e nodose mani di mia nonna, [ri]scoprire i suoi occhi e quelli di mio nonno - che tutti dicono essere i miei, le sue orecchie smisurate. vedere mia madre da piccola che gioca sul naviglio, con la baggina sullo sfondo. mia mamma vestita di arancione per il suo primo matrimonio, con il vestito che io e la didi abbiamo usato per anni a carnevale, vedere per la prima volta le foto del matrimonio dei miei, celebrato mentre io ero allo zoo con la nonna. avere altre foto di me e mia sorella, scattate da mio padre quando io e lei non ci eravamo ancora prefisse obiettivi di vita diversificati. rivivere i natali, i compleanni, le feste di carnevale e lo studio di mio padre. le lampade enormi, la leica, i faretti.
mi regalerò sere con amici e amiche a spulciare ricordi, talvolta inviterò anche mia madre e mio padre. e poi tanti momenti da sola. vorrei fare degli album, delle stampe, delle ristampe.
ho sempre pensato che la mia famiglia non avesse una storia. e adesso invece voglio regalargliela.

[ Diari di fughe ]

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