Tentativi di Fuga

"la fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice" (pino cacucci)

venerdì, marzo 31, 2006

 

cercandomi, festeggio anniversari

4 anni.

 

cercandomi, talvolta scordo pezzi

e poi li ritrovo.
"chi si suicida fugge, chi rimane - in qualsiasi situazione rimanga - lotta per la sua idea"
(giuseppe pinelli a proposito del suicidio di palach, citato da camilla cederna nel libro "pinelli")

 

vendetta cinese

apprendo ora che man-lò è stata eliminata dalla casa.
il rischio che gli italiani la vedessero mettere fabiano [*] nella vaporiera ha fatto sì che così si esprimesse il 45%. dei votanti. non degli aventi diritto al voto.
[*] chi si ricorda dello sgarruppé? ecco, fabiamno mi ricorda lo sgarruppé. non so chi sia meglio. anceh se temo che sia fabiano... (cribbio)

 

tutto sul mio voto

non ho figli e visto l'andazzo non ne avrò. i miei nipoti stanno in francia.
non sono una dei privilegiati.
rispetto al 2001 pago circa 1000 euro in più di tasse all'anno che per un'impiegata con uno stipendio medio (mediobasso per il costo della vita a milano) non sono pochi.
pago circa 100 euro in più di affitto al mese per l'aumento delle tasse e delle spese sui consumi.
due giorni fa mi hanno mandato la modifica delle condizioni del mio conto corrente (la terza comunicazione da inizio anno): pur non capendoci un cazzo, ho capito che il tasso è sceso.
la mia pensione integrativa non sarà mai sufficiente per mantenermi. ma neanche a darmi un po' di respiro.
non mi offrirebbero mai un altro lavoro con un contratto a tempo indeterminato e nel frattempo - nonostante la mia idiosincrasia ad ammetterlo - invecchio e quindi sono meno "appetibile" sul mercato. senza prendere in considerazione il fatto che faccio un lavoro così di nicchia che sono già una carampana.
forse, quindi, luca capirà se egoisticamente non riesco a convincermi del tutto che sia un bene pensare al futuro. non immediato, ma un po' più futurofuturo.
anche se tempo fa sono stata proprio io a dire a matteo, quindi in tempi non sospetti, che l'ideale sarebbe una vittoria della destra, 5 anni di morte civile in italia, la sinistra che si suicidia per poter poi rinascere dalle sue ceneri finalmente sinistra. e poi un quinquennio di rosso sole dell'avvenire.
però no, non ce la faccio. proprio. mi spiace, è più forte di me. e non che ci creda in una vittoria del centrosinistra, non ci spero nemmeno.
ma porco cane, come si fa? in ogni caso, da una parte o dall'altra.
come si fa?

giovedì, marzo 30, 2006

 

essere una donna non vuol solo riempire una minigonna

e mi perdoni la tatangelo se non ricordo con precisione le parole della sua meravigliosa canzone (e chissà se l'ha cantata pure al concerto in onore di fabrizio quattrocchi duettando con fausto leali), ma ieri - gonnacorta stivali e un caldo porco - mi hanno fischiato dietro per strada.
non succedeva dal 1993 quando - in perfetta divisa scout estiva: gonna corta di velluto millerighe marrone [*], camicia verde e il foulard al collo - venni molestata su un autobus pubblico di roma.
la primavera busserà pure sicura (citando fabrizio de andré...[**]), ma che me frega, ha tanto una tendenza amarcord...
[*] - che nessuno osi commentare, vi prego. prima o poi supererò il trauma di aver portato per una dozzina di anni la divisa estiva scout descrivendo su questo blog indumenti e cose che nessuno stilista ha mai osato solo immaginare. manco cavalli, per dire.
[**] - mancavo solo io. no?

 

essere una donna significa anche avere i capelli lunghi

dopo quasi 3 anni oggi mi sono incastrata una bic nei capelli in modo da farli stare chiusi in un microchignon.
il fatto che la bic abbia trafitto il bobtail che mi porto in testa da quando non li taglio, è un altro paio di maniche.

mercoledì, marzo 29, 2006

 

my gents

esistono al mondo due persone che hanno la capacità incredibile di saper dire cose giuste al momento giusto.
il fatto che queste persone abitino al momento a più di 100 kilometri da dove abito io, ecco, mi tranquillizza. e un po' mi spiace.

 

tanto lo capisco solo io

sono pochi gli autori che mentre li leggo mi fanno ridere di gusto.
oggi mentre ascoltavo gli ebtg, nella calca metropolitana dell'ora di punta, sono scoppiata in una goduriosa risata.
sto leggendo "una città o l'altra" di bill bryson.

martedì, marzo 28, 2006

 

grève (e greve)

se qualcuno mi chiede ancora perché penso che i francesi siano in grado di fare cose che gli italiani se le sognano, ecco... si fotta.
oggi ho fatto una cosa che non avrei mai detto che avrei fatto, prima o poi. i conti, quelli veri, quelli reali. oh!... StupitAuro

lunedì, marzo 27, 2006

 

lapidaria

secondo me gli amici sanno quando è ora di smetterla.
perché te lo leggono negli occhi e perché c'è un limite.
il limite è stato superato.
grazie è stato bello. e anche molto spiacevole.
spero che almeno voi vi siate divertiti.

venerdì, marzo 24, 2006

 

auro sei stata nominata

sono stata nominata scrutatrice.
mi piace l'idea di esserci per questa tornata elettorale.
ho un sacco di pensieri per la testa, ma la scaramanzia vuole che io taccia.

 

questione di priorità

da quando frequento donne con onorate e onorevoli carriere da giornaliste e le loro compagne di banco, nonché le mie amichette ricamatrici, e infine pure le neomamme che hanno avuto un sacco di tempo in maternità per informarsi sulle ultime diavolerie del bonton, da quando ho queste nuove amicizie scopro cose che mai e poi mai avrei pensato che esistessero. ad esempio, io fino a 5 mesi fa non sapevo che cazzo fosse una birkin.
ma non solo non sapevo cosa fosse, non ne avevo manco sentito parlare.
e lo dico ora e qui, con tutto il rispetto per le mie amiche (che tanto sanno e comprendono e mi vogliono bene lo stesso), e per carrie, e per samantha, per charlotte e miranda: a me delle birkin fotte sega.
sperando che i signori uomini si sentano meglio nel sapere che esistiamo anche noi, donne birkimpermeabili.

 

lei verrà, ne ho già sete

ma voi l'avete sentito il nuovo inno dell'udeur?

giovedì, marzo 23, 2006

 

ladymud

prendimi per strazio e per paura.
toglimi il sostegno e il cieco fidarsi.
guarda i miei occhi gonfi.
cerco pace e non penso che al modo più stupido per trovarla.
mi scotta la pelle, rovinata e piena di storture.
evito lo specchio anche se mi ammicca.
scosto tende e sipari pesanti di improbabili storie perché non sono contenta.
perché non ho nulla da dare. da dire, c'è sempre qualcosa da dire, se non si è insensibili o cassettiere storte appoggiate al muro.
e non lo sono, lo so.
io so cosa sono. ora. e cosa spero di non essere, fra poco.
io sono arida.
debole.
incosciente.
violenta.
sola.
non guardo neanche il cielo di milano. fotografo la città con le lenti di un accrocchio meccanico, ma non la guardo. e non la giudico per non guardare e giudicare me.
vomito quasi tutte le mattine. piango quasi tutte le sere. e non me ne accorgo nemmeno. sento solo le mie labbra salate dopo.
mangio cose che non so dove ho comprato.
dormo ovunque ma comunque male.
scambio sms con persone che non conosco nemmeno.
vivo i miei principi e le mie conquiste come cariatidi da rispettare e da proteggere.
si chiama preoccupazione e non è per colpa di chi c'è o di chi non c'è, ma è colpa di questa ansia che mi prende non sapendo cosa ci sarà dopo, domani, fra due minuti. fra un'ora.
vedo il nulla negli occhi delle persone su cui sto - sbagliando - facendo affidamento.
la mia vita scandita da una certezza che si sta sbriciolando.
io sto impazzendo cercando di togliermi un invisibile strato di fango dalle mani e dalle braccia.
è l'ora di rivoluzione. da cui io però, fedele fino all'ultimo alla mia consapevole incapacità di non ponderare tutto, preferirei essere esonerata.

mercoledì, marzo 22, 2006

 

da peynet al petting spinto è un attimo

ho cambiato cellulare.
le coccole che prima erano anabole, sul t9 del mio nuovo nokia iperstratosfericofighissimo diventano boccole.
(perché quando ero adolescente si diceva petting e adesso si dice seghe e pompini? non che io sia reazionaria, eh, anzi... ma almeno spiegatemi perché...)

 

che pazienza signora mia...

(mia madre era ignara di tutto, ma qualche indizio lo aveva avuto, quindi ieri sera fra un sacramento bancario e una bestemmia lavorativa...)
- pronto? ciao mamma!
- ciao!
[...]
- auro, ho detto a tuo padre di recuperarmi in edicola la rivista di cui mi hai parlato...
- ecco! brava! vai a pagina XXX
- eh, c'è scritto che pippì e pappà [*] e poi, ecco!,... 36 anni...
- cooooooosaaaaaaaaaaaa?
(/me scartabella, /me recupera la rivista, /me sfoglia avidamente le pagine, /me si incarta fra un articolo di moda e uno su uno scrittore, /me arriva alla fatidica pagina... /me sgrana gli occhi...)
- ma no, mà, c'è scritto 32 anni...
- nono...
(/me non capisce, inizialmente. poi /me ci arriva...)
- mamma, scusa che rivista stai leggendo?
- la rivista, no? (e cita il nome di una rivista)
- no, mà, è che avete sbagliato la rivista. non preoccuparti ne ho comprato io una copia anche per voi.
[*] non è censura, mia mdre dice proprio pippì e pappà...

martedì, marzo 21, 2006

 

sex and the city

non c'è nulla, nessun aspetto della vita di una donna, che sex and the city non abbia affrontato.

dura la verità di un aperitvio con amiche per festeggiare gli anni di una splendida neo-ventiquatrenne.
omg, speriamo che sta primavera passi in fretta.

lunedì, marzo 20, 2006

 

poi il silenzio non si sente niente più....

ho la carta bloccata. oggi hanno avuto anche il coraggio di dirmi "è una banale procedura..." ("banale stocazzo", tipo elio in help me, do you know?).
ma non solo ho la carta bloccata. (siete ottimisti voi virgulti lettori di questo blog...)...
adesso spunta fuori un pagamento di un acquisto online fatto il 13 di febbraio non è stato inoltrato e così una mandria di tedeschi mi sta inseguendo a suon di insulti via mail (cortesi, eh... iniziano la mail con un "dear Auro" che sembra tanto una promozione per il prossimo acquisto... ma poi concludono con un "noi fare te kulo kosì"). e attenzione! non è che i soldi non me li abbiano prelevati... eh. non li hanno inoltrati. differenza sottile, ma pregna.
se domani mi dicono ancora "è una banale procedura" (con la solita eco "banale stocazzo"), li uccido di karma negativo.
(eppure c'è chi sta come me se non peggio)

update materno: "son 100 euro, Auro, che ci vuoi fare, eventualmente ripaghi l'acquisto...".
madre, sappi che se le bestemmie e gli insulti che io sto covando dentro mi spuntan fuori (con un effetto tipo quello che la bardana ha sulla pelle) mi dovrai portare le arance in carcere per condanna di tentativo di sbrego nel muro del suono.

 

dodici anni

senza ilaria e miran.
e senza alcuna verità.

 

agonia

fa quasi tenerezza.

domenica, marzo 19, 2006

 

questo è un post promozionale e pubblicitario

(e non me ne frega nulla se sia poco etico)
io amo i negozi "canadian".
mi piacciono perché lì tutti ridono e ti sorridono.
mi piacciono perché sono stipati in tutti gli angoli, vedi cose ovunque, sono zeppi di idee e di cose belle e divertenti. mi piacciono molto di più che da patagonia, tanto per dire (nonostante patagonia abbia la mia borsa ideale).
l'anno scorso a luglio in un negozio canadian (via san nicolao) per poco non mi mettevo a piangere dall'emozione ed ero una trottola, la commessa si divertiva con me, matteo era seduto su una sedia e leggeva una rivista mentre io correvo ovunque.
sono uscita da quel negozio con una giacca mezza invernale chiara (a me non piaceva chiara, ma matte diceva di essere stufo di vedermi vestita di nero) e una tazza di latta per la crociera di matte, che aveva comprato non ricordo più cosa, forse dei calzoncini da mare.
la giacca c'era anche invernale (con tutto il pile e l'imbottitura), ma ho preferito aspettare. e così a inizio 2006 ho messo via i soldi, ho fatto arrivare i saldi, ma la giacca c'era ma non era come la volevo io. c'era solo chiara (e a me una giacca chiara basta e avanza).
non l'ho comprata, ho per due mesi girato tutti i canadian di milano fino a finire in quello più piccolo e sfigato (in piazza wagner), dove la responsabile si è fatta carico di cercare la giacca come la volevo io in tutta italia. la giacca come la volevo io non c'era. questo è successo circa due settimane fa.
venerdì sono ripassata da lì per dare un'occhiata e alla fine ho scovato due giacche (una corta di velluto verde militare con il pile completo e l'altra mezza coscia sfoderabile in goretex marrone) che mi sono piaciute. la tipa mi ha riconosciuto e abbiamo chiacchierato, i commessi si sono messi a discutere con me del matrimonio pitt-jolie e alla fine mi hanno pure fatto lo sconto.
insomma, se vi capita, canadian, piazza wagner. son tanto carini e simpatici.

 

io abito nel paese dei balocchi e me ne vergogno

se voi la ricordate così, sappiate che un colpo di mano in zona cesarini del nostro beneamato sindaco sulla strada dell'oblio ha trasformato l'ucciso innocente in innocente morto tragicamente.
albertini insieme al suo piccolo aiutante a capo della regione, ha sostenuto che è così che racconta la ricostruzione storica.
io vivo in un paese, in una città, dove la memoria muore ogni giorno.
nonostante la lotta e l'impegno quotidiano etico, morale e sociale delle persone che cercano di tenere viva quella memoria, è abbastanza chiaro che "la nostra guerra non è mai finita".

 

un mio limite personale

ricevo nella casella di posta di questo blog:
sono approdata al tuo blog per caso,cercavo qualcosa
di bello da leggere..qualcosa sulla fuga.
evisto che so un pò dei cazzi tuoi,adesso,visto che
chissà perchè a un sacco di gente piace scrivere i
cazzi propri su internet,
mi colgo in fallo..mi sono incuriosita.chi sei

(gli a capo sono originali. l'indirizzo mail, al limite del sospetto di spam, ha associato però un nome e un cognome di donna che, certo..., potrei gugglare, potrei farlo, certo...)
il problema è che io non ho capito. deve essere un mio limite, eh. ma io non ho proprio capito. se io scrivo (chissà perché) i cazzi miei sul blog perché mi scrivi chi sono?
e adesso lo so che non ci dormirò di notte. eh.

sabato, marzo 18, 2006

 

buona fortuna, pezzo di merda

io lo adoro.
qualcuno potrebbe avvisarlo?

 

ormoni

mi piace un tipo. chiamiamolo r. anche se non sono sicura che si chiami così.
non mi piace l'ambito in cui l'ho consociuto.
non mi piace moltissimo il suo atteggiamento nei miei confronti.
ma rimane il fatto che mi piaciucchia un po', forse meno di quello che mi sforzi di accettare.
per la prima volta da circa cinque anni degno di uno sguardo qualcuno che è sotto il metro e ottantacinque.
che ne so io.
forse dovrei essere meno schizzinosa e portarmelo a letto. e fanculo.

 

two things happened

la prima un po' di tempo fa.
un ex moroso - oh! ma quanto ex? - mi dice, o meglio, mi apre gli occhi sul fatto che la cosa che lo aveva fatto innamorare di me era la mia indipendenza, il mio essere autonoma, autoconservativa, pratica, concreta, pragmatica. il fatto che lui non dovesse spiegarmi cos'è la tarsu perché io la tarsu so cos'è. e poi mi dice, o meglio, mi fa capire che la cosa per cui il nostro rapporto non ha funzionato è proprio lo stesso fatto che gli ha fatto pensare a una vita con me. la mia indipendenza, il mio essere autonoma, autoconservativa, pratica, concreta, pragmatica. il fatto che lui non dovesse spiegarmi cos'è la tarsu perché io la tarsu so cos'è.
la seconda è successa due minuti fa.
ho letto un post di simona e mi sono sentita un po' scema perchè se avessi il suo numero di telefono l'avrei già chiamata per confrontare le simili esperienze.

venerdì, marzo 17, 2006

 

consiglio spassionato

mai e poi mai affittare una macchina usando la carta di credito.
mai.
e poi mai.
finirà che andrete in libreria, nell'angolo degli economici, prenderete 8 euro di libri e poi la tipa vi guarderà come una pezzente perché avete la carta bloccata.
mai.
e poi mai.

 

contro i prodi autonomi

le donne continuano a stupirmi: ieri sera ho visto con i miei occhi una quarantenne andare in orgasmo perché era a circa 50 metri da berlusconi.
ricordava tanto come ero io alle medie quando c'erano i duran duran a milano.
chissà se anche lei poi - ieri sera - ha scritto silvio (io scrivevo simon) dentro a un cuore enorme su una pagina della smemo.

(io e la mia amica - che speravamo di fare foto interessanti e di vedere gente interessante - siamo scappate praticamente subito. il luogo e l'occasione erano sufficientemente inquietanti...)

mercoledì, marzo 15, 2006

 

sono prevedibile

io sto qui
non va così lontano dalla verità, poi.
come segnalataoi da tutti i blogger italiani, lo trovate qui

 

back home

anche isotta è tornata a casa.
depilata.

 

cosa ho trovato in belgio

crevettes, mondo, bellezza, pace.
persone. che mi sono piaciute da morire.
e un profumo di casa che non so da dove venisse di preciso, ma appena abbiamo ritoccato terra è sparito.

 

here we go

nelle fiandre parlano un dialetto olandese che è il risultato dell'applicazione di un polygen a 13 lettere dell'alfabeto prese a caso.
appena scendi dalla macchina e chiedi "do you speak french?", ti rispondono di no come se avessi chiesto informazioni sullo stato di verginità della loro mamma.
del resto c'è poco da stupirsi: lì per dire prego citano i chemical brothers.
hey girls, hey boys, superstar dj, here we go!

 

fumare come belgi

mi dà un fastidio assurdo spogliarmi prima di andare a dormire e sentire il reggiseno che puzza di fumo solo perché sono stata in un pub una sera. e io non ho toccato sigaretta.
non ci sono più abituata.
non ci sono mai stata abituata.

domenica, marzo 12, 2006

 

lontano da casa

sono fuori milano, fuori italia. all'estero.
stamattina mi sono svegliata in una meravigliosa citta' e mi hanno raccontato di ieri a milano.
talvolta il destino ci disegna i passi da fare in modo da non procacciarci nuovo dolore.
in modo molto ridicolo poi, la mia giornata e' proseguita al volante di una classe A e con un'intossicazione alimentare dovuta all'unico po' di pesce che ho mangiato da un anno.
adesso sono qui che guardo foto di corso buenos aires, mi pongo domande, vorrei parlare con claudia e sta merda di tastiera non ha manco le accentate.
e mi pongo domande sulla mia pragmaticita', sulla mia costanza, la mia passione e il mio essere un animale che non sa stare in mezzo agli altri.
fiche-moi la paix.

venerdì, marzo 10, 2006

 

partire per non sentirsi sole

visto che parto per quattro giorni e sono un'ansia perenne, vi lascio qui con fossati che ultimamente mi fa arrivare le lacrime sul bordo della palpebra. ma poi io sono sufficientemente masochista per ricacciarle giù.

e di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose
di nuovo cambio luna e quartiere
come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere
cambio posto e chiedo scusa, ma qui non c'è nessuno come me
e stasera sera do a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore stasera
e stasera voglio uscire che mi facciano parlare
voglio ridere e voglio bere
io stasera cambio amore, è tutto qui
ma sapere dove andare è come sapere cosa dire
come sapere dove mettere le mani e io non so nemmeno se ho capito quando t'ho perduta
qui fioriscono le rose ma dentro casa è inverno e fuori no
e vendo casa per un motore, la soluzione è la migliore
un motore certamente può tirare la mia fantasia un po' danneggiata e da troppo parcheggiata
e poi cambiare casa come cambiano le cose così
e gira, gira e gira, gira si torna ancora in primavera e mi trova che non ho concluso niente
io l'amore l'avevo in mente ma ho conosciuto solo gente e posso solo andare avanti fintanto che nessuno è come me
e gira, gira e gira, gira si torna ancora in primavera e scopro che non ho capito niente
e allora io stasera dò a lavare il mio vestito per l'amore
cambio donna e cambio umore, cambio numero e quartiere fintanto che nessuno è come me
(e di nuovo cambio casa, ivano fossati)

 

mi scuso con il signor Primordiale

richiesta ufficiale di deroga una tantum al famioso detto: chi si loda si imbroda.
una volta.
almeno stavolta.

 

uscita sesto san giovanni, ore 8.21

quelli che all'uscita della tangenziale - mentre tu hai fatto mezz'ora di coda - si ficcano in mezzo mentre tu inserisci la prima e non mettono manco la freccia, ecco io quei bastardi li odio tutti quanti. e spero, giuro che non me ne vergogno, che gli becchi un attacco di cacarella insistente mentre ciulano. e questo è solo uno dei tanti auguri che faccio loro.
beh, oggi uno me l'ha fatto. lui e la sua minchia (una c5), belle dimensioni, belle prestazioni, ma non basta per permetterti di fottermi. senza manco chiedermi il permesso.
la mia frenata ha fatto sì che per poco tabatah non diventasse una smart, mi sono spaventata, sei un brutto coglione.
appena ricreata la fila, sono scesa.
ho fatto toc toc sul finestrino e da quel momento sono scesi tutti i santi dal cielo. in colonna.
gli ho urlato così tanti insulti che dopo quelli dietro di noi sono scesi pure loro e hanno applaudito.
eravamo tutti scesi. io, dio, la madonna, i santi, i morti (i suoi), quelli della macchina dietro, tutti. tranne quel coglionazzo che ha pure messo la chiusura di sicurezza.
sesto san giovanni, mattina. milano, mondo. porco.

giovedì, marzo 09, 2006

 

il voto non è più segreto

ci prende. quasi in modo imbarazzante.

 

rosa margarita alla fragola

oggi da un cliente il bagno era tutto rosa rosa, rosa confetto.
lucido lucido.
tutto rosa, pavimenti, muri piastrellati, maniglia dello sciacquone, tavoletta e battiscopa.
sotto il neon era una cosa da ipnosi ericksoniana.
non fosse che la mia borsa era in sala riunioni, sarei andata a prendere la macchina fotografica.
non fosse che sono una signora e ste cose non si fanno, avrei sboccato per il disgusto.

 

quando uno c'ha ragione, c'ha ragione

oggi ho provato cose nuove. o comunque cose vecchie con occhi nuovi.
ad esempio, oggi per la prima volta nel 2006 ho visto il resegone splendere sotto il sole di marzo. e per poco non ho pianto.
poche palle: manzoni aveva ragione.
quel ciel di lombardia così bello quand’è bello, così splendido, così in pace
(alessandro manzoni, promessi sposi)

mercoledì, marzo 08, 2006

 

prendere o lasciare

amiche amici e parenti mi propongono temi da affrontare in questo blog che, si lamentano, è sempre più spoglio criptico ed è "la cosa più lontana al blog che era il blog della Auro".
fra i tempi proposti:
- ennesimo dialogo recriminatorio sugli uomini
- ennesimo pistolotto accusatorio politico
- ennesima lamentela a proposito di sorella terfigliante
- un bel post di rinascita come solo noi donne sappiamo fare
- un bel post che spieghi fra le righe come "col cazzo la rinascita, ok? sono staaaaaaaaaaaaaaaaaanca, disperata, meschina e a furia di autospronarmi mi sto sul cazzo da sola"
- un triste post musicale in cui citare musica che nessuno conosce, spiegare il movimento di mani che alcuni brani che non mi escono di testa suggeriscono
- un originalissimo (!!!) pezzo su "se non hai mai pulito un cesso, vali come un dito in culo, figliola... può piacere, am sempre in culo stai..." (cit.)
io ho deciso che boicotto. e va bene così.
ho riletto delle mail che avevo mandato a un amica qualche mese fa, poi delle mail che ho mandato ad amiche oggi mentre con una chiappa ero ancora sulla sedia e con l'altra già fuori dall'ufficio.
io sono una fucina di idee. mi dai un dito ti faccio un plan di come mettere quel dito all'interno di un sistema mano. e farlo funzionare. altro che un dito in culo.
avessi i soldi per poterlo fare, avessi la voglia di buttarmi in qualcosa che non conosco e che non mi garantisce nulla.
io lunedì e martedì sono in ferie, sabato ho un aereo che mi porta con amici in un posto dovrebbero parlare una lingua che io conosco, ma si rifiutano di farlo.
domani mangio polpette e tiramisù con delle persone splendide che mi stanno aiutando un casino anche se forse non se ne accorgono, anche se io non sono capace di dire grazie e anche se io succhio loro molte energie.
fra due settimane sarò al mare, insieme a persone che mi piacciono molto. e che desidero conoscere di più.
stasera, mentre il naso di zero guidava le renne, ho fatto una cernita ragionata delle persone con cui ho sfrondato ultimamente i rami. alcuni di quei nomi mi ha fatto male saperli fuori dalla mia vita, per altri invece è stata una liberazione. e ho sorriso per ogni nuovo arrivo.
io però adesso vado a dormire.
nel letto più vicino (come idea e come location) al letto che la Auro desidera.

martedì, marzo 07, 2006

 

dialogo con lei

"cosa hai fatto sabato?"
"sono stata a casa. perché?"
"no, così..."
"ak. ok..."
(sei una dilettante)
(blogger ci ha messo circa 4 ore per aggiornare questo post... andiamo bene...)

 

io mi porto avanti

quanto manca al natale?
boh. io intanto sono al 13 di dicembre (quasi 14).

 

milanese100per100

sai di conoscere alla perfezione la tua città, quando riesci a riconoscere una via grazie a un cartello pubblicitario.

lunedì, marzo 06, 2006

 

parolacce

rispetto a sta cosa qui non è che abbia capito molto.
però sono sempre più dell'idea che se uno pensa "cazzo" è inutile che scriva "caXXo" o peggio ancora "arciderbolina"... che non solo fa montessori, ma pure beghino.
hai pensato cazzo? e scrivi cazzo, cazzo... che ce vò.

 

tutta scombussolata

oggi ho detto ai miei colleghi: "beh, ma lui scrive testi per liceali, ma canta bene e le canzoni restano in testa". poi mi sono accorta che stavo parlando di tiziano ferro.
prima mi sono sentita un po' una merdina.
poi mi sono accorta che lo pensavo sul serio e ho cantato (saltellando come un'invasata) per dieci minuti sullo scivolo del garage "di sere nere... perché fa male, male da morire...". sotto il loro sguardo attonito.
per vendetta di cotal esternazione di follia, il cielo mi ha fatto incocciare - sciopero dei mezzi consenziente - con lo stinco su un sostegno dei cestini della linea gialla. un sostegno senza cestino.
ho preso l'ultima rossa per il capolinea bisceglie sanguinando e facendo rapidi calcoli su quanto mi sarebbe costato un taxi. e chiedendomi se l'assicurazione del lavoro avrebbe coperto l'infortunio...
e porco qui e porco lì.
ho combattuto il silenzio parlandogli addosso e levigato la tua assenza solo con le mie braccia
e più mi vorrai e meno mi vedrai e meno mi vorrai e più sarò con te
e più mi vorrai e meno mi vedrai e meno mi vorrai e più sarò con te
e più sarò con te, con te, con te, lo giuro
(tiziano ferro)

 

lal-là

stasera mi riguardo "nightmare before christmas"
tanto c'è sciopero dei mezzi. e lavano le strade sotto casa stanotte.

sabato, marzo 04, 2006

 

sogni e segatura

- talvolta faccio sogni che mentre mi sveglio devo ripetermi che è un sogno. e che devo stare tranquilla.
- i finti granetti dell'ikea (Viktoria, au blé complet) sono fatti di impiallacciato color betulla.

venerdì, marzo 03, 2006

 

gli sflush, vol. 1 (che poi non è il primo ma contiamo da ora)

quando me ne sono andata, ho pensato: "alcune di queste cose non le avrò mai più".
è buffo perché mentre mi accorgo di aver rinunciato a cuor leggero al giardino (molto più difficilmente ho rinunciato alla casa al mare), mi sono resa conto che nessuno più mi porterà in canna.
(stamattina mi sono voluta un sacco di bene, Lei ne andrebbe fiera di me. proprio fiera)

 

ok? ok

quattro donne all'ikea.
io le adoro.

giovedì, marzo 02, 2006

 

la pontificia accademia scende in campo

"votare a favore di un candidato le cui convinzioni non sono rispettose dell'embrione costituisce una complicità con l'omicidio di quest'embrione, e quindi una grave mancanza di carità" (Jean-Marie Le Menè)
se mi suco berlusconi per i prossimi 5 anni anche grazie ai vostri sensi di colpa, vi vengo a cercare.
se mi dite che sapete discernere, allora spiegatemi cosa ve ne fate (e per riflesso pure noi) della pontificia accademia se vale come un due di picche per il vostro discernimento...

 

dammi la forza

... di non tornare a casa domani sera dall'ikea e mettermi a montare il tavolo. dammi la forza, dammi la forza. dammi la ragione. fallo per me, per la mia schiena. per la mia sanità mentale.
dammi la forza.
e dimmi dove mi hai nascosto le brugole.

mercoledì, marzo 01, 2006

 

domani nelle mani dell'osteopata

ho rinunciato a due uscite serali in tre giorni.
ieri ero un'ameba che mangiava cinese e guardava i commitments.
ho macinato più di 400 kilometri in macchina negli ultimi due giorni (record assoluto, credo...).
ho un paio di stivali nuovi, domani compro un tavolo.
oggi mi hanno cazziato perché il mio mailer converte le mail da html a "plain text".
non porto il bite da una settimana.
non urlo da più di quattro mesi.
piangere non so più cosa significhi.
bel periodo, no?

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