mattina, relativamente presto, milano, zona ovest.
lei avanza con il cane al guinzaglio, la prima sigaretta della giornata in bocca, gli occhiali da sole, un guanto di plastica che le sbuca dalla tasca della giacca. nella sinistra ha un sacchetto.
dall'angolo sbuca lui che nonostante il sole porta un trench, sdrammatizzato da un paio di occhiali da sole.
"dove va?"
l'approccio poco prosaico la fa sobbalzare. il cane smette di annusare l'angolo su cui ha appena pisciato Rufus e lo guarda. dalla sua bocca inizia a sentirsi rumore di digrigno denti.
"pascolo il cane, perché?"
"no, guardi non ha capito. dove va con quel sacchetto..."
"ah!"
"e allora?"
"e allora, si faccia gli affari suoi..."
"la stiamo controllando, sa?"
"e controllatemi, non ho nulla da nascondere". forse. "ma lei cosa vuole da me?"
il digrigno è sempre più rumoroso, nella vicina caserma iniziano a temere un attacco aereo.
le finestre dei vicini iniziano a socchiudersi, qualcuno inizia a cancellare impronte digitali dalle maniglie delle porte.
"scusi, si può levare? devo pisciare la cana e ho delle cose da fare..."
"guardi che noi lo sappiamo... lo sappiamo che lei fra il lusco e il brusco sta cercando di insabbiare qualche cosa..."
"senta, se vuole le offro un caffé, basta che la smetta."
le tuppe antisommossa stanno già circondando la cana, che ha deciso di sfoderare la katana, l'artiglio di drago e il balsamo di tigre.
"lei tutti i giorni, da 3 giorni a questa parte, quando pascola il cane porta giù in sacchetto pieno di carta, si avvicina alla campana bianca e ci svuota dentro il contenuto del sacchetto... cosa crede che non abbiamo visto Alcatraz o Le ali della libertà? noi sappiamo tutto."
"cretini, io riciclo la carta: o venite voi con l'argano a liberare il mio salotto da quella pila di lettere, giornali, riviste, cartoline gratuite, documentazione, stampate oppure io parcellizzo gli spostamenti con una sacchettata di carta ogni mattina quando pascolo il cane. e adesso mi lasci andare che devo andare a lavoro..."
nell'intorno tutto è sparito, niente antisommossa, niente sommossa. niente digrigno, la cana si è rimessa a cercare Rufus.
lei si volta verso il losco figuro: "guardi che riciclo anche la plastica, mica che poi mi aspetta in cortile, vero?" |