<< il sonno dei giusti - Tentativi Di Fuga - CassandrAuro >>    
25.05.04
 
vivi ancora dai tuoi?

sia chiaro se sento ancora la pubblicità dell'ikea (o vedo ancora una loro affissione idiota in metropolitana) urlo.
qualche giorno fa ho festeggiato (in silenzio e tacitamente) l'anniversario dei dieci anni in cui sono andata a vivere da sola. sì, insomma non sono stata cacciata di casa, la scelta è stata mia: "mà, credo di volermi cercare casa da sola..." "ok, però cerca qualcosa che ti puoi permettere con il lavoro che fai e finisci l'università". mio padre l'ha presa in maniera diversa, ma molto più protattiva: mi ha trovato lui dove andare a vivere. affitto basso (in teoria) e casa bella, molto bella.
"vivo da sola" "ah, di dove sei?" "di milano" "di milano?" ero una studentessa universitaria atipica: fuori sede, anche se in sede.
avevo scelto. a vent'anni poco più ho scelto di vivere in costante rapporto di competizione con l'estratto conto di fine mese, con le bollette, coi pagamenti, con un lavoro sempre a rischio. ho scelto di arrivare a trent'anni senza una lira (e manco un euro) da parte. ho scelto di rinunciare a vacanze di un certo tipo (non mi interessano i villaggi, ma avendo i soldi andrei a nyc volentieri...), ho scelto di non avere la macchina nuova e figa (imelda fa benissimo il suo sporco lavoro, anche se ha le rughe), ho scelto di convivere con il crampo del rimorso ogni volta che compro un vestito.
guardo con invidia gli annunci immobiliari, non mi posso permettere mentalmente un mutuo di trent'anni al 100%. non lo reggerei psicologicamente: un impegno che non mi farebbe avere affezione per qualcosa che dovrebbe essere mio (se non fosse della banca) e che non mi farebbe dormire di notte (trent'anni....!).
non credo che sia stata una scelta giusta tout court o sbagliata tout court.
credo che sia stata per me una scelta giusta. ho imparato a costruirmi i miei ritmi, a prendermi responsabilità, a vivere i miei spazi, a aprire il frigo, sentire l'eco e a inventarmi comunque una cena. a fare la spesa non perché ho la lista, ma perché devo mangiare. mi sono costruita uno stile di vita che pur cambiando quotidianamente però non può prescindere dalla libertà di infilare le chiavi nella toppa come e quando voglio, dal senso di "questa è casa mia" e dalla certezza di avere quello che ho perché l'ho voluto (e pagato) io.
adesso a trent'anni sono però stanca: stanca fisicamente, stanca mentalmente.
però... però continuo indefessamente a non concepire i "mammoni" (termine mediatico assai sminuente sia per chi lo è sia per chi non lo è) italiani. invidio la libertà culturale e sociale della mia generazione (ma anche quella precedente e quella successiva) dell'europa del nord, per la quale uscire di casa a vent'anni è "normale amministrazione" (ora la quadratura del cerchio torna, maledettissima signora ikea, made in sweden!).
invidio chi riesce a dire "non ho soldi per mantenermi" (e ne guadagna più di me, che arrotondo con mille lavori extra, e magari ha genitori che possono o vogliono metterci del loro nell'acquisto di una casa o in un affitto...) e resta dalla mamma, invidio la loro forza, la loro caparbietà, il loro "senso del dovere" familiare, il loro immolarsi per restare in famiglia, la loro comodità, il loro frigo sempre pieno, la loro possibilità di scelta fra andare una settimana in australia o due a sharm.
li invidio ma rifarei tutto. e se mai avrò un figlio forse a vent'anni non lo caccerò di casa, ma gli mostrerò la porta dicendo che secondo me sarebbe giusto che lo facesse, che si mettesse in gioco, che ci provasse. gli direi che mi piacerebbe che si svegliasse la mattina in un letto suo, con una vita sua, da costruirsi e vivere.
comunque in definitiva, devo ammettere che firmerei in calce la pubblicità ikea. se non volete farlo per voi, mammoni, fatelo per me: andatevene di casa, il mercato dell'immobiliare mi scende di costo e forse un monolocale con il bagno cieco zona baggio in 20 anni lo riesco a pagare.

Auro  [ parole ]

io ho 28 anni e vivo con i miei. colpa mia che non ho insistito, quando l'anno scorso c'ero vicino e i miei hanno detto che prima devo avere un lavoro fisso poi mi aiutano. colpa mia, che dò maggiore importanza all'economicità di un gesto più che al suo valore intrinseco (conviene più acquistare che affittare). colpa mia, che ho paura che la ragazza s'installi a casa mia se abitassi da solo, e io non avrei la forza per respingerla. e sì che ho anche abitato da solo per un anno...

albertaccione - 25.05.04 09:16

non credo che sia una questione di "colpa", ma di opportunità ;o) ehhehehehehhhh...

Auro - 25.05.04 09:25

Sono uscita di casa piú di 10 anni fa quando sono andata studentessa fuori sede. Poi non puoio piú tornare. Forse chi resta a casa lo sa, sa che poi e una scelta senza ritorno. M meravigliosa. Brava Auro (Seymour)

Seymour - 25.05.04 10:25

Auro, io ti adoro anche per questo. Per noi finocchie è molto più facile fare quella scelta: il più delle volte devi uscire di casa se vuoi vivere come vuoi tu. ma in fin dei conti questo vale per tutti.

aelred - 25.05.04 10:46









Ci si deve ricordare di te?