“C’è un teatro che è memoria, tentativo di non perdere le fila di ciò che è avvenuto e ci ha portati ad essere ciò che siamo, collettivamente ed individualmente. Un teatro che è denuncia, scandalo, esibizione del dolore. E si fa testimonianza. Tale è il teatro di Renato Sarti.” Ugo Volli
Sei a teatro e va tutto bene.
Poi le luci si spengono, lo conosci lo spettacolo, lo hai già visto, ma lo hai visto in un altro posto e non c'era la stessa emozione, la stessa atmosfera.
Poi lo spettacolo cambia continuamente, vengono aggiunti nuovi pezzi, con Sarti e Storti il Piccolo rivive i tempi in cui si chiamava Teatro Broletto quando li' dentro non c'erano le sedie scomode della platea, ma gli sgabelli su cui le persone dovevano restare in equilibrio mentre li colpivano ripetutamente con spranghe e bastoni.
Si chiamano spranghe e bastoni, si chiama violenza, tortura, sevizia, si chiama fascismo, adesso lo chiamano anche neofascismo.
In un momento le luci della sala si spengono tuttobuio, passa qualche minuto di silenzio, ci sono degli spari. E la bocca dello stomaco si chiude, ti permette di respirare. Ma si chiude e senti che il panzerotto mangiato di corsa fa a pugni con tutto.
Si chiamavano spranghe e bastoni, adesso si chiamano anche manganelli e lacrimogeni. Sono quelli di Genova che chiudono lo spettacolo, l'immagine ricorsiva di una violenza che speri sempre di riuscire a dimenticare. Lo stomaco adesso non ne vuole piu' sapere di aprirsi, di vivere e di respirare.
Ti ritroverai a casa di un'amica. Gli amici ti hanno lasciato il dessert e tu ti ritrovi li' a mangiare a fatica per non offendere la padrona di casa e perche' comunque non hai mangiato neanche a mezzogiorno. Per fortuna che ci sono i kiwi, che a te fanno impressione, cosi' il dolce diventa mezzo-dolce ed e' più facile.
Si riaprirà solo alcune ore dopo, mentre torni a casa e ti rilassi. E poi ti incazzi. E poi ti incazzi perché è una rabbia sterile, una rabbia che covi, che alimenti, che ti fa ribellare, ma che ti trova sempre impreparata, sempre fottutamente impreparata.
sipario. |