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10 Ottobre 2005

considerato il personale tacito principio per il quale ciò che inizio lo pure finisco, mi sento di maledire il momento in cui ho iniziato a leggere il primo racconto di "oblio" di d. foster wallace.

Taryn - 15:31 - 0 commenti - [ ]
23 Maggio 2005
oggi è successo quello che temevo

oggi sono diventata a tutti gli effetti un pezzo di feltrinelli, un mattone della struttura, un piccolo pezzo del negozio.
oggi mi aggiravo fra i banchi dei gialli del negozio di piazza piemonte (che in assoluto è la mia feltrinelli preferita, anche se non ho ancora visto quella di piazzale accursio).
avevo già "preso sù" due tascabili feltrinelli (c'è il 25% di sconto) e c'era un ragazzo che aveva in mano un montalban e un christie. e continuava a prendere e a lasciare "il lato sinistro del cuore" di lucarelli. insomma, io ero lì che cercavo di capire fra quanto il nuovo khadra andrà in economica e lui era indeciso. la cosaa mi stava iniziando a dare i nervi: "è un libro splendido, prendilo, scemo. fatti conquistare dalla copertina, fatti conquistare dal nome sulla copertina. è bello, compralo..." e quando lui - per la sesta volta - lo ha ripreso in mano e messo giù, ho sbottato: "prendilo. ne vale la pena, giuro".
in quel momento ho pensato: "oddio, così pensa che ci provo!" e lui ha sorriso e mi ha detto "lavori qui?". ecco, lo sapevo, lo sfacelo.
"ma no!"
"ah pensavo che tu lavorassi qui"... (oddio ci sta provando lui?)
"no, sarei scema a consigliarti un einaudi se lavorassi per feltrinelli, no?" ho detto abbozzando la fuga. "comunque leggilo, è bello, è divertente, alcuni racconti sono proprio belli come i libri, altri di più".
"grazie". e la fuga ha avuto compimento: ho mollato lì il khadra e mi sono fiondata alla cassa.
"con questo acquisto superi i 100 punti"
"eh sì, lo so. è la quinta volta"
e lì l'atto definitivo. la cassiera prende da una pila di quadernetti tre esemplari di suddetti quadernetti (gadget orrendi di una casa editrice concorrente) e mettendoli nel sacchetto dice quasi ammiccando: "solo per i nostri clienti più affezionati".
sono uscita in un tripudio di applausi, petali di rosa, folle adoranti e urletti isterici. oddio.

Auro - 01:04 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
13 Maggio 2005

lo so che è vagamente melenso e pure un pò incomprensibile. diciamo abbastanza incomprensebile da dover essere letto almeno un paio di volte. eppure mi sembra uno di quegli insiemi di parole che ti arrestano, almeno per una frazione di secondo. anche se temo che estrapolato e messo lì non renda come nel contesto del libro. non a caso è preso da pagina n.473 e, voglio dire, se non ti emozioni almeno un pò a pagina 473 di un libro allora puoi anche bruciarlo direttamente senza manco fargli sapere che tieni una libreria. io comunque mi sono arrestata, e ho addirittura appoggiato il cucchiaino pieno di gelato che si stava dirigendo nella mia bocca. pensa un pò. perciò ce lo metto.

Lo fece rotolare, gli tirò i capelli, gli affondò nella schiena le poche unghie che aveva, e quando Magid venne, Irie fu gratificata dal fatto che lo fece con un sospiro, come se gli fosse stato tolto qualcosa. Ma si sbagliava a considerarla una vittoria. Fu solo perchè lui capì immediatamente dove era stata, perchè era là, e la cosa lo rattristava. Rimasero sdraiati insieme per molto tempo, nudi, e la luce autunnale diminuì nella stanza a ogni minuto che passava.
"Mi sembra" disse alla fine Magid mentre la luna diventava più chiara del sole "che hai tentato di amare un uomo come se lui fosse un'isola e tu un relitto di nave e potessi contrassegnare la terra con una X. Mi sembra che sia troppo tardi per questo."
Poi le posò sulla fronte un bacio che sembrò un battesimo, e lei pianse come una bambina.

denti bianchi - zadie smith

Taryn - 15:25 - 0 commenti - [ ]
14 Aprile 2005
degli uomini e delle donne

che l'uomo è pollo.
che l'uomo è cieco.
che l'uomo ci sa fare e sa corteggiare, ma sa anche (far) perdere un sacco di tempo.
che la donna è un po' scema.
che la donna vuole vuole vuole ma quel che stringe spesso non è granché.
che la donna quando si arrende (se si arrende) poi sa ricominciare. dopo.
e se c'è ironia, scanzonatura, esagerazione e paradosso, allora state leggendo "il destino di chiama clotilde" di giovannino guareschi.

"lavorate per un'agenzia?"
"sì, e voi?"
"io no: io lavoro per la gloria" rispose Bettel. "è una cosa meno seria ma si guadagna di più"
[...]
"ecco" pensava Clo "quando io mi trovo davanti a filimario dublé lo amo e lo odio allo stesso tempo. quando invece gli sono lontana non riesco altro ceh a volergli bene. perché mi succede questo?"

Auro - 00:40 - 0 commenti - [ impressioni ]
10 Aprile 2005
comunicazione di servizio, 2

prossimamente questo blog cambierà motore di gestione.
gli archivi non potranno essere importati e verranno spostati sotto diversa cartella sempre sul server.
in compenso, si potrà tornare a commentare.
agli autori arriverà via mail comunicazione di come fare.
i lettori non devono fare nulla di diverso che restare qui. e leggere.
ne approfittiamo per ricordare che per scrivere su Letture basta mandare una mail qui indicando in modo specifico l'intenzione di "scrivere su Letture".

grazie, la direzione.

Auro - 10:53 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
comunicazione di servizio, 1

da oggi le recensioni presenti su questo blog verranno aggregate su BookRepublic.
si pregano i gentili autori di post di inserire sempre un link a una pagina web del libro in questione:
"bookerepublic.it consulta, tutti i giorni, i feed rss registrati alla ricerca di link alle maggiori librerie online italiane e straniere (internetbookshop, bol italia, amazon) e archivia i post che contengono questi link, aggiornando l'indice delle recensioni e/o delle citazioni." (dalle istruzioni di BookRepublic).

grazie, la direzione.

Auro - 10:50 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
25 Marzo 2005

ma ammaniti nel tempo libero fa sempre postfazioni, prefazioni,
introduzioni, e commenti da quarta di copertina?
specie nella collana einaudi stile libero, il suo nome si trova ogni due volumi che si prende in mano.
sarà un caso...

Taryn - 15:41 - 0 commenti - [ ]
21 Marzo 2005
Profetico

"Sei giovane, bello, e hai una laurea in medicina. Il mondo dev' essere nostro", dice mia madre. "Tutti fanno soldi, oggi, anche i cafoni analfabeti, basta avere un po' d' iniziativa."

da "Il medico della mutua" di Giuseppe D' Agata.

(mia nota a matita: S.B.?!?)

Frine - 13:40 - 0 commenti - [ ipse dixit ]
15 Marzo 2005
sfogo

ho appena finito l'ennesimo bryson.
ho iniziato un ellroy.
voglio sangue, fegati spappolati e sesso squallido.
non ce la faccio più di carinerie da beghine frigide.
(scusate lo sfogo)

Auro - 22:39 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
13 Marzo 2005
Cordiali saluti - Andrea Bajani

Lui è il Killer, scrittore egregio di lettere di licenziamento. Usa il linguaggio degli adulatori per cacciare le persone dall'azienda; è temuto dai colleghi e adorato dalla dirigenza.
Però lui è anche un papà pro tempore, condannato suo malgrado dagli eventi a prendersi cura di due marmocchi.
In questa famiglia obbligata non esistono risorse umane, produttività, elogio e apparenza ma solo una strada che inesorabilmente è destinata ad un addio, a più addii. Tra i bambini e il ramarro; tra il Killer e un mondo, che in fondo, non è mai stato suo.

Invisigot - 11:33 - 0 commenti - [ impressioni ]
6 Marzo 2005
Deleterio

"Quarant' anni di Oscar 1965 - 2005" (bellissimo catalogo in omaggio in tutte le librerie): mi sono messa a sfogliarlo con la matita in mano spuntando tutti i titoli che mi interessano.
Tipo album delle figurine.
E ho già fatto due volte la punta alla matita.
E' stata una pessima idea.

Frine - 19:00 - 0 commenti - [ i desiderata ]
25 Febbraio 2005

solo due cose.
la prima è che "il grande salto" per essere di elmore leonard è tradotto con una quantità di refusi piuttosto imbarazzante.(almeno la copia che ho avuto per le mani io). caro signor einaudi, che c'è? le son caduti gli occhiali?
la prego sentitamente di fare qualcosa.
la seconda è che la rima di cui sotto NoN è un tentativo di poesia. me ne sono accorta dopo.

Taryn - 12:39 - 0 commenti - [ ]
22 Febbraio 2005

i secondi che sgocciolano via.
è un'espressione di fermine che non mi va via.

Taryn - 15:36 - 0 commenti - [ ]
Cito e ci penso

"Che altro vuole che le dica? Nel romanzo d'appendice canonico, la chiave del successo è semplice: l'eroe, l'eroina, hanno virtù o tratti che inducono il lettore a identificarsi con loro. Se accade oggi con i teleromanzi, immagini l'effetto in quell' epoca senza radio nè televisione, su una borghesia avida di sorprese e di distrazioni, poco esigente in quanto a qualità formale e a buon gusto... Quel genio di Dumas lo capì, e con sapiente alchimia fabbricò un prodotto di laboratorio: qualche goccia di questo, un po' di quello, e il suo talento. Risultato: una droga che creava tossicomani." Mi indicai il petto, non senza orgoglio. "che ne crea tutt' ora."
(da "Il Club Dumas" di Arturo Pérez-Reverte)

Ecco, Boris Balkan, che parla, ha proprio ragione.
Non voglio fare un' apoteosi della letteratura di consumo, tralasciando l' importanza dello stile, dell' eleganza, della cura nello scrivere.
Però.
E' una trama che mi tiene legata ad un libro pagina per pagina, è uno sviluppo: di personaggi, di idee, di fatti.
Non sono le belle parole fine a se stesse.
Ecco, è quello che non sopporto: leggere una pagina e sentire, in trasparenza, lo scrittore che dice "uh mamma, come sono bravo come sono colto come sono forbito".
Si può essere bravi con le parole e farne godere il lettore, sorridere insieme a lui (un nome a caso, Benni), oppure si può troneggiare sulla propria verbosità (un nome a caso: Baricco).

Ma la storia, cavolo, la storia.
Quella è fondamentale.
Un altro bistrattato dai critici, Stephen King, l' ha detto a chiare lettere: "E' la storia, non chi la racconta."
Se una storia vale, la vivrò pienamente qualsiasi sia lo stile scelto per raccontarmela.
Riderò, e mi commuoverò, e mi rifiuterò di dormire fino a che non sarò arrivata in fondo.
Se non c'è quella, le belle parole valgono poco.

Frine - 12:17 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
8 Febbraio 2005
raccappriccio

oggi ho visto una tipa in metropolitana che leggeva un libro e usava una graffetta metallica come segnalibro.
non riuscirei mai a farlo.
mai.
(i commenti come al solito sono saltati)

Auro - 20:53 - 0 commenti - [ in mezzo alle pagine ]
4 Febbraio 2005
due riflessioni due

Uno. Se devi truccarti perché stai per uscire, e sei pure in ritardo, e appoggi il mini specchietto sul libro aperto perché così riesci ad occhieggiare qualche riga mentre fai sparire il tuo pallore mortale, forse la sindrome da lettura compulsiva sta toccando nuove vette.

Due. Questa storia dei punti speciali Feltrinelli da accumulare da qui a giugno e calcolati sul totale della spesa mi convince poco. 1 punto ogni 10 euro, 60 punti 25 euro di sconto, pure io che sono una scarpa in matematica mi rendo conto che devo spenderne seicento per averne venticinque in omaggio. Bah.

Frine - 18:47 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
2 Febbraio 2005
corsi e ricorsi

"non comincerai anche tu adesso" fece.
"come non comincerai anche lui?" intervenne la Liberata.
"sì, dico, non comincerà anche lui a fare l'estremista. perché di estremisti, qui, ce ne sono anche troppi!"
"e chi fa l'estremista?" ribatté il Villa padre. "sto solo cercando di difendere quelle che son da sempre state le mie idee".
giovanni testori, il Fabbricone, 2002, mondadori

Auro - 22:39 - 0 commenti - [ ipse dixit ]
31 Gennaio 2005
ma se ne scrivi tanto che vuol dire...?

questo palahniuk. così ggiovane, così famoso, così inflazionato che ho aspettato un bel pò di tempo a leggerlo o anche solo a considerare di leggerlo. lo guardavo con sufficienza poggiato sullo scaffale di camera mia o lo ignoravo direttamente (e sinceramente). in libreria smorfieggiavo col cervello di fronte ai suoi titoli apparsi in tempi sospetti ed esibiti smaccatamente in sequenza uno vicino l'altro. poi un suo libro mi è venuto a cercare e ho pensato fosse giunto il momento. credo un pò a queste cose. ho sentito per caso, letto in radio, un bell' stratto suo e mi sono decisa a prendere in mano "soffocare".
togliamo subito di mezzo il giudizio. palahniuk per me non è essenziale. mentre lo leggevo è successo il contrario di quello che di solito succede coi libri. è successo cioè che il ritmo abbia d'un tratto rallentato e che dopo un primo tempo di grande coinvolgimento la sua insistenza descrittiva mi sia venuta a noia, specie quando tenta di impressionare chi legge con certi dettagli forzati, tipo il grigiume agli angoli deglia occhi dei vecchi residenti nella casa di riposo. benchè il suo linguaggio sia senza dubbio "teso" come dice la quarta di copertina, è proprio l'affastellamento ed il singhiozzo delle sue frasi brevi che di tanto in tanto tira troppo la corda e blocca la fantasia del lettore, ne inibisce il trasporto, e compromette il filo che dovrebbe sempre esserci tra lettore/libro. è cme se una volta capito il suo passo, cioè il suo modo di raccontare, si finisse col distrarsi. ero preparata a leggere qualcosa di non so, cyber, punk, splatter, provocatorio, strano e perciò ho chiuso un occhio di fronte ad un incipit un pò gratuito in cui l'autore invita a smettere di leggere il libro e a non andare a avanti, e ho fatto bene. perchè palahniuk è anche bravo. ha una inventiva rara. ha delle trovate originali e a volte anche poetiche. tira fuori il lato oscuro della società, i mali moderni della solitudine, delle dipendenze, della mancanza d'amore, d'amici, di sogni. in questo riesce bene, ed in questo le sue frasi ristrette centrano l'obiettivo in ieno. inoltre il nostro sa raccontare storie in modo destrutturato, cosa che concatena i fatti salvandoti giusto un attimo prima di piombare nell'effetto noia.
fastidioso un pò il colpo di scena finale di cui non si sentiva il bisogno. nel complesso lo leggerei ancora. capitasse di.

Taryn - 23:02 - 0 commenti - [ ]
24 Gennaio 2005
Sotto la pelle di Michel Faber

A questo libro stavo dietro da mesi, da quando la prima volto lo sorpresi a occhieggiarmi in non so più quale libreria; ma vista la pila di altri pargoli in attesa di qualcuno che gli prestasse un po' di attenzioni avevo rimandato l'aquisto. Finalmente qualche giorno fa ho ceduto. Lo inizio e mi rendo conto subito di avere una bella cosa tra le mani, più che bella direi calamitante: impossibile staccarsene. Scrittura lineare e precisa che scivola via tranquilla, una storia di quelle che ti prendono in meno di niente e soprattutto la bravura di Faber che somministra ogni poco piccoli dettagli che ti fanno intuire...e ti ritrovi con i "ma può essere che...?" o i "no, non sarà mica...!". Senza un vero colpo di scena, ma solo piccolissimi imput che ti portano finalmente a capire. Insomma un gran bel romanzo... se non fosse per la fine!!!!
Ma quanto ne ho le palle piene di questi bei lavori che ti ci crogioli in mezzo mentre li leggi e poi finiscono in modo assolutamente inadeguato!
sono avvelenatissima!! ( ma se non avete come me la fissazione per i finali perfetti vale decisamente la pena leggerlo)

Vanya - 15:00 - 0 commenti - [ impressioni ]
21 Gennaio 2005
ritorno alle origini

sono tornati i commenti!

Auro - 00:02 - 0 commenti - [ pensieri di parole ]
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