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19.07.04
parti in fretta e non tornare, fred vargas

è un libro molto bello.
in una parigi dove un bretone diventa banditore e uno che, a prima vista non sembra molto simpatico, fa il consulente sulle cose della vita, appaiono dei 4 su alcune porte. da lì a marsiglia e poi a troyes il passo è breve, se si è commissario dell'anticrimine e se si una palla fra i piedi.
è una storia di rabbia, rancora e vendetta. di focaccine al latte e calvados. è una storia piena di gente e di personaggi, che si aggrappolano fino a diventare famiglia.
forse è da leggere solo dopo aver letto i due precedenti ("chi è morto alzi la mano" e "io sono il tenebroso"), perché solo così si trovano dei legami altrimenti poco spiegabili, o comunque meno godibili.
ho già avuto modo di dire che fred vargas è molto furba, ha scritto due libri con altri protagonisti (degli evangelisti splendidamente costruiti) e li ficca anche qua dentro, con un ruolo da comprimari. questo le permette di sperimentare un nuovo protagonista (anch'esso con nome biblico) senza suscitare lo sdegno dei lettori, che forse erano affezionati (non nego che prima di leggere il libro ero un bel po' perplessa, anche perché una pessima quarta di copertina lascia poche speranze...).
personalmente adoro joss che non è un bandito, ma che se la cava da solo e riesce a sentirsi bene nonostante la sua fedina sporca.
la storia regge e si costruisce da sola, o almeno dà questa impressione. ha solo un calo che ho fatto fatica a comprendere (indizio: stivali), ma che poi diventa la chiave di volta nella costruzione del personaggio di jean-baptiste. e quindi poi viene perdonato un po' tutto.

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