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05.08.04
Pappagalli Verdi - Gino Strada

E' stata abbastanza dura arrivare alla fine di questo libro, perché ogni pagina è come un nuovo ronzio nell' orecchio, un nome che ti rimane impresso nella memoria: Esfandyar, che non ha più un braccio e una gamba; Alphonsine, sulla sedia a rotelle, Omar, che è cieco.
Gino Strada ti racconta le loro storie così, semplicemente, e arriva dritto a farti sentire l'aria che si respira dove c'è la guerra; magari non nella via principale, che ti viene mostrata al telegiornale, ma lì, dietro l'angolo, dove ci sono le donne, i bambini, i vecchi, che "conoscono le mucche e le pecore, e le leggi delle stagioni. Non sanno nulla di guerra, di mine e detonatori, né sanno chi ringraziare per le loro disgrazie."
Da leggere e rileggere, magari a intervalli regolari

Frine - [ impressioni ]









Ci si deve ricordare di te?