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22.08.04
Il classico estivo

Da qualche tempo sto leggendo con profitto Vanity Fair. No, non il pessimo settimanale femminile che segnala il tempo medio di lettura di ogni articolo (per lettrici che non si fermano mai e devono programmare la loro vita eccitante, dovremmo dedurre) ma proprio il classico inglese di William Makepeace Thackeray. Signora mia mi creda: oggigiorno non li sanno più fare dei classici così. E' una lettura meravigliosa, piena di personaggi fantastici e soprattutto raccontata e scritta con un'ironia continua che davvero sorprende. Thackeray diverte con un sarcasmo che investe tutti gli usi comuni della società, ed è spiazzante rendersi conto che un romanzo pubblicato la prima volta nel 1847 sappia cogliere così bene le stesse ipocrisie che abbiamo di fronte ogni giorno. E poi diverte la dichiarata autoironia di questo "romanziere che conosce ogni cosa": forse prefigura l'imbarazzo che non molto tempo dopo spingerà gli scrittori a cercare altre forme narrative che liberino il romanzo dalla figura datata del narratore onniscente. Insomma, una lettura da raccomandare assolutamente, prendetevi il tempo, godetevi le settecento pagine e ritrovate il piacere del romanzone vecchio stile, pieno di eventi, tragedie, guerre (qui c'è nientepopodimeno che Napoleone a Waterloo) e personaggi indimenticabili. Se poi vorrete leggerlo in inglese, sappiate che la FNAC sta facendo gli sconti sui classici: ve li portate via a poco più di cinque euro. Scattare!

Macubu - [ leggendo ]









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