Ne approfitto per dire che ho scoperto, sfogliando la bibliografia dell'album Proust citato prima, che esiste anche l'edizione Rizzoli tradotta da M.T. Nessi Somaini.
E mi fa piacere trovare chi ha letto la Recherche sulla mia stessa edizione!
Hai ragione sul volume Proust e la critica Italiana: è pesantissimo!! :-) Credo di averne letto solo qualcuno... E fra l'altro gli studi sono molto "pericolosi" perché i più vecchi non possono tenere conto delle "scoperte" fatte successivamente, come il Contre Sainte-Beuve o lo stesso J.S. pubblicati per la prima volta negli anni '50 e molto importanti per la successiva analisi critica della Recherche.
Dunque, io lessi il Jean Santeuil più o meno un anno dopo aver letto la Recherche, quando ero ancora totalmente inebriato dal fascino del libro, di cui poi ho riletto solo alcune parti.
Oggi la Recherche è diventata per me una specie di sedimento su cui si sono depositate molte altre esperienze, di lettura e di semplice vita, che hanno avuto una diversa interpretazione e a volte anche un diverso corso a causa dell'influsso del libro; ma il tempo trascorso, le esperienze e i cambiamenti che ho subito senza nemmeno volerlo ( per dirla in parole povere, l'essere invecchiato) mi rende oggi difficile dare una valutazione obiettiva o almeno più distaccata del valore del J.S.
L'impressione che ho, per rimanere nell'ambito "Proustiano" è che il Jean Santeuil è un po' come quelle riproduzioni in bianco e nero degli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni che Swann regala al piccolo "Je". Insomma, dà l'idea del capolavoro che sarà, ma ha senso solo se confrontato con la Recherche vera. Altrimenti è solo una foto in bianco e nero un po' sfuocata. Detto questo a me era piaciuto moltissimo !!
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