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29.08.04
Alla ricerca

Segnalazione Girellando per il centro due giorni fa son capitato alla libreria stile remainder che c'è in via Dante, qui a Milano, avete presente? Sappiate che nella stanzetta sul retro trovate di nuovo (qualche tempo fa erano spariti) degli Einaudi a metà prezzo, fra cui molte copie della versione tascabile della Recherche di Proust. Se avete in mente di leggerla, è l'occasione per prenderla a un buon prezzo: è probabilmente la migliore versione in italiano, con apparati critici validi. Anzi, io vi consiglio di prenderla anche se non avete voglia di leggerla: ve la tenete lì e chissà che una volta o l'altra non vi troviate a cominciare quel lungo, incredibile viaggio.
Per molto tempo mi sono coricato presto, la sera...

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Se invece l'avete già e siete dei veri appassionati potreste andare alla ricerca del Jean Santeuil, sempre Einaudi, una specie di "Ur-Recherche" che fu poi abbondonata da Proust o meglio fu rielaborata per diventare appunto "alla Ricerca del tempo Perduto". Sottolineo ancora ch a mio parere è solo per appasionati. Io lo trovai proprio lì in via Dante, ma sono passati dieci anni, quindi non garantisco nulla.
Per quello che mi ricordo oltre alla Einaudi esistono solo altre due edizioni italiane della Ricerca. Quella Mondadori (i Meridiani 1983-1993. Ci sono voluti dieci anni, ma è interamente tradotta da una sola persona, lo scrittore Giovanni Raboni) e non mi stupirei se fosse ora disponibile in edizione economica e quella super economica della Newton Compton, che fu la prima ad uscire dopo il completamento dell'edizione di "riferimento" della Gallimard nella Bibliothèque de la Pléiade curata da J.Y. Tadié.
Dell'edizione Newton Compton posso dire che la traduzione, a mio parere, è molto buona, mentre l'apparato critico per quello che mi ricordo è abbastanza esiguo se confrontato con le edizioni Mondadori/Meridiani e Gallimard/La Pléiade; era però completata da un interessante volume dal titolo "Proust e la critica italiana" che raccoglieva molti saggi di critici italiani su Proust e la sua opera nel periodo 1913-1982 (il libro è del 1990)
Confesso che non ho mai letto l'edizione Einaudi e questa sarebbe una bella occasione per mettere alla prova la mia capacità di trovare spazio per i libri.
Altra curiosità per appassionati è il simpatico Album Proust sempre dei Meridiani (quindi piuttosto costoso, anche se meno di un pellegrinaggio a illiers-combray!) con fotografie e anedotti. Di Tadié avevo anche trovato sempre nei reminders il volume "Proust" ( Il saggiatore, La cultura 26) scritto prima che portasse a termina il lavoro con Gallimard/NRF. Mi ricordo che era molto interessante. Ma ha tutta l'aria di essere un libro destinato al fuori catalogo già cinque o sei anni dopo la pubblicazione (1983).
Buona lettura

lucat - 29.08.04 21:21

Che commento dottissimo, lucat!
In effetti io la Recherche l'ho letta, a parte il primo volume, nell'edizione Newton Compton, e anche io penso che la traduzione sia molto buona. Il volume "Proust e la critica italiana" lo comprai all'epoca per amor di completezza, e ora è ancora lì che aspetta che mi venga voglia di leggerlo.
Il Jean Santeuil è nella libreria dei miei, dove lo sfogliai anni fa e rimasi di stucco in effetti a vedere quasi le stesse scene della recherche (il famoso bacio di mammà alla sera al povero bimbo già tanto nevrotico...). Dici che devo tornare a leggerlo?

macubu - 29.08.04 22:48


Ne approfitto per dire che ho scoperto, sfogliando la bibliografia dell'album Proust citato prima, che esiste anche l'edizione Rizzoli tradotta da M.T. Nessi Somaini.
E mi fa piacere trovare chi ha letto la Recherche sulla mia stessa edizione!
Hai ragione sul volume Proust e la critica Italiana: è pesantissimo!! :-) Credo di averne letto solo qualcuno... E fra l'altro gli studi sono molto "pericolosi" perché i più vecchi non possono tenere conto delle "scoperte" fatte successivamente, come il Contre Sainte-Beuve o lo stesso J.S. pubblicati per la prima volta negli anni '50 e molto importanti per la successiva analisi critica della Recherche.

Dunque, io lessi il Jean Santeuil più o meno un anno dopo aver letto la Recherche, quando ero ancora totalmente inebriato dal fascino del libro, di cui poi ho riletto solo alcune parti.
Oggi la Recherche è diventata per me una specie di sedimento su cui si sono depositate molte altre esperienze, di lettura e di semplice vita, che hanno avuto una diversa interpretazione e a volte anche un diverso corso a causa dell'influsso del libro; ma il tempo trascorso, le esperienze e i cambiamenti che ho subito senza nemmeno volerlo ( per dirla in parole povere, l'essere invecchiato) mi rende oggi difficile dare una valutazione obiettiva o almeno più distaccata del valore del J.S.

L'impressione che ho, per rimanere nell'ambito "Proustiano" è che il Jean Santeuil è un po' come quelle riproduzioni in bianco e nero degli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni che Swann regala al piccolo "Je". Insomma, dà l'idea del capolavoro che sarà, ma ha senso solo se confrontato con la Recherche vera. Altrimenti è solo una foto in bianco e nero un po' sfuocata. Detto questo a me era piaciuto moltissimo !!


lucat - 30.08.04 11:15









Ci si deve ricordare di te?