è bruttissimo amare un autore e trovare in un suo libro una semplificazione errata di un fatto che ti segna moralmente e civilmente.
è quello che mi è successo leggendo marco e mattio di sebastiano vassalli, nel corso del quale a un certo punto viene scritto: Non c'è più, a valle, Longarone. O, per meglio dire, c'è una brutta moderna cittadina che porta ancora il nome di un paese cancellato dalla faccia del mondo il 9 ottobre del 1963: quando, in seguito al cedimento di una diga, le acque del lago artificiale del Vajont si abbatterono sui centri abitati della valle del Piave, provocando la più grande catastrofe di cui sia abbia memoria su queste montagne...
egregio dott. Vassalli, io ho lodato i suoi scritti, qui e altrove, ho consigliato i suoi libri a persone che non so se abbiano ben capito, ma con un entusiasmo che forse è pari solo a quello del suo editore... quindi non sa quanto mi spiace, ora, dover correggere un uomo di cui ho apprezzato la cultura storica e il lavoro di ricerca con cui scrive ogni suo romanzo: quindi si immagini una donna piccola e rabbiosa, che si fa ancora più piccola e cerca un po' di quell'umiltà che raramente la caratterizza, comunicandoLe che, nel caso non lo sapesse, l'unica cosa che è rimasta intatta in quella valle è proprio quella diga.