La scrittura di Antonia Byatt è densa. Ogni pagina è come un bazar di emozioni sensoriali. Il tatto sfiora i tessuti, la vista ammira la luce, l'odorato gode della brughiera, il gusto assapora il the, l'udito si stupisce dei fragori e dei sussurri. Questo libro è il primo di quattro, e racconta la storia di Frederica, giovane inglese negli anni '50, e della sua vita, di tutto il mondo che la circonda. E mi piace moltissimo, proprio per l'incredibile densità di emozioni che trasmette. Una citazione, che, essendo la seconda di una serie, annuncia-forse- una tipologia :)
"-Come il gatto del Cheshire,-disse Alexander, ma Jenny replicò bruscamente che non era il caso di scherzare, era ormai diventata una perpetua Alice che spia giardini inaccessibili dal buco della serratura, e desiderava un po' di terrena realtà. Grazie tante"