Ero arrivata a 35 anni senza aver mai letto niente di Montalban, senza un perchè preciso, niente, non mi attirava semplicemente. Per me non è un fatto inusuale, la stessa cosa mi accade (rimanendo nelle vicinanze) con Camilleri. Ma il sentirne parlare così bene da persone i cui gusti letterari stimo, mi ha fatto decidere e ho così optato per un romanzo dal titolo bellissimo:"Il centravanti è stato ucciso verso sera". L'ho iniziato con le migliori intenzioni, dandomi anticipatamente della stupida per non aver tentato l'approccio prima e quasi già pregustando tutta la sua sterminata produzione che era lì e aspettava solo me...bè non è stato così. Ma in fondo era solo uno dei suoi libri, non volevo concedergli una prova d'appello? certo che sì! Ho deciso per "Assassinio al Comitato Centrale" provvidenzialmente uscito con Repubblica nella sua collana gialla. Aridaje. Non mi ha preso neanche questa volta.
Non è che possa veramente dire che non mi siano piaciuti ( soprattutto il secondo) ma l'ambientazione, i personaggi ( Carvalho in paricolare con il suo cinismo godereccio), l'atmosfera li ho trovati tutto sommato prevedibili, anche le vicende in sè non erano male ma mi davano un po' l'impressione di un amante focoso che si dilunga molto e bene nei preliminari, che promette i fuochi d'artificio e poi ti lascia con un palmo di naso facendoti pensare "ma è tutto qui?".
Tornando alle atmosfere, ecco io sono il tipo di lettrice disposta a mettere in secondo piano la storia se però mi fai "entrare" nel libro, se mi fai assaggiare, annusare, toccare le cose di cui stai parlando, se mi fai respirare la tua stessa aria. Fatto questo mi importa poco se la tua storia è quasi un pretesto per raccontare una determinata "impressione". E mi pare che Montalban presti molta attenzione proprio alle atmosfere e a descrivere stati d'animo che esulano dalla vicenda in sè; a maggior ragione mi ha lasciato un po' insoddisfatta.
Volendo fare un parallelo con un altro scrittore barcellonese, giallista e molto meno famoso, io ho adorato Francisco Gonzalez Ledesma che mi ha appagata totalmente proprio dal punto di vista delle suggestioni. Dopo aver letto "Le strade dei nostri padri" e "Soldados" ho iniziato a vedere Barcellona con occhi nuovi, a cercare la sua Barcellona ( di cui purtroppo non rimane molto, ma certi odori, certe strade, certa irresistibile sordidezza, qualcosa sì).
Ecco cosa mi è mancato in Montalban.