Giunto al 377esimo romanzo il vecchio Ken tira via una storia delle sue. Abbandonato il periodo della II guerra mondiale con cui ci aveva angustiato negli ultimi due libroni (Le gazze ladre e Il volo del calabrone) e ci riporta ai giorni nostri (che era anche ora).
Nel nord della Scozia, in un fantascientifico e sorvegliatissimo laboratorio, vengono fatte delle ricerche su dei pericolosissimi virus.
Manco a dirlo, il cattivo di turno vuole metterci le mani sopra, e per arrivare il suo scopo è pronto a tutto. Non ha fatto però i conti con Toni Gallo, efficientissima capo della sicurezza, alta, phiga e sufficientemente sfigata sentimentalmente. Una Kay Scarpetta un po' meno paranoica insomma.
Sullo sfondo le figure dello scienziato buono, nonchè padrone della baracca, delle sue due figlie con le rispettive famiglie allargate (con casini vari annessi e connessi ovviamente) e del figlio scavezzacollo. I cattivi, manco a dirlo, sono davvero cattivissimi e vogliono il virus (una sorta di cugino incazzato dell'Ebola) per dare inizio ad una bella epidemia. In ordine sparso poi troviamo lo scienziato timido con crisi di coscienza che libera un animaletto malato (e naturalmente crepa prima di pagina 50), la mamma della straphiga in pieno delirio alzheimeriano, un paio di nipoti dello scienziato buono che pomiciano tra loro... I soliti ingredienti insomma.
Un onesto thriller, ma la letteratura sta da tutt'altra parte. D'altronde non credo che nessuna persona sana di mente la cerchi in un libro del genere...Almeno spero.