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16.01.05
pensieri tristi di inizio anno

Negli ultimi anni sempre più raramente mi capita di incontrare libri e autori notevoli o che comunque lascino in me qualcosa di più di una traccia o la voglia di leggere altro dello stesso autore. Dividendo la mia vita di lettrice in due, mi accorgo che i miei grandi amori di carta, le mie grandi folgorazioni, li ho scoperti tutti nella prima parte: Marquez, Kundera, Karen Blixen, la prima Allende, Tolkien, Bufalino, John Irving, Amado, Forster, Fitzgerald, Benni, Pennac, Jong ( ho gusti variegati e non sempre condivisibili, lo so) li ho letti tutti tra i 15 e i 25 anni o giù di li. E dopo? tra i 25 e i 35? ho letto sì altri libri che ho apprezzato moltissimo e che mi hanno fatto venir voglia di urlare mioddioquantèbello, ma con sempre minor frequenza, giusto Maggiani, McEwan, Saramago, certo Yehoshua, Gonzalez Ledesma, certo Trevor, "Q" e cos'altro? poco
Eppure leggo più di un tempo e continuo a essere intossicata dalla lettura, drogata dai libri come dalle mie Marlboro...allora cos'è? il mio senso critico si è evoluto con l'età? sono diventata più esigente, difficile, chiusa?
comunque sia mi mette molta tristezza questa consapevolezza e pensare anche che potrebbe essere un percorso in progress, che sempre più raramente potrei trovare sorpresa, entusiasmo, piacere folle, godimento e partecipazione totale mentre leggo, pur continuando a non poterne fare a meno. questo tiepidume mi imbarazza e deprime. in tutto ciò mi appare l'immagine di mio padre che a cinquant'anni ha buttato via tutti i suoi-moltissimi-libri perchè non gli avevano dato la felicità...

Vanya - [ pensieri di parole ]









Ci si deve ricordare di te?