Tentativi Di Letture - Agosto 2004>>
29 Luglio 2004
Letture di Puglia

Domani si parte per le vacanze.
Dopo un' attenta riflessione (una settimana circa) ecco il verdetto:

Aspettando i barbari - J.M.Coetzee
In ogni caso nessun rimorso - P.Cacucci
Venere privata - G.Scerbanenco
Antisemitismo e sionismo - A.B. Yehoshua

Invisigot - 23:54 - 4 commenti [ pensieri di parole ]
godere del male altrui
Merce rara le stroncature, ancora di più quelle feroci e impietose. Leggerle può provocare reazioni diverse: se l'autore cazziato è tra i nostri beniamini facile essere vittime della rabbia e del nervosismo, ma se si condivide quello che il giornalista scrive, anzi, se non si è mai capito da dove derivassero le lodi quasi unanimi che da ovunque, critici o blogger, si levavano verso tale autore, ecco, in questo caso leggere Langone che massacra Aldo Nove (il foglio - in pdf) non può che portare a una crudele, ma sincera soddisfazione. Anche se il recensore, nell'irridere il recensito per la geografia del suo domicilio, compie un'imprecisione topografica tale e quale quelle che poco prima aveva segnato con la matita rossa.

La tascrizione dell'articolo:
"Milano non è Milano", soprattutto nel libro del gallaratese Aldo Nove
Non scriverei a cuor leggero queste stroncature se gli stroncati rischiassero davvero gravi conseguenze. Gli autori presi in considerazione meritano oggettivamente la generale disistima, non per questo sarei felice se un mio articolo inducesse Simona Vinci al suicidio o Vinicio Capossela alla decisione di smettere di bere. Per fortuna non è mai successo niente, anzi l'insulsa antologia "Ragazze che dovreste conoscere" è lì che sgambetta nelle zone alte della classifica. Per sfortuna non succederà niente nemmeno stavolta che parlo di Aldo Nove. Lui che invece si meriterebbe esiti concreti. Il suo è uno dei pochi casi in cui, contrariamente a ciò che insegna Santa Madre Chiesa, non distinguo l'errore dall'errante. Me ne pento e me ne dolgo ma non sono capace di porvi rimedio: da qualunque parte li osservi Aldo Nove e i suoi libri mi appaiono come un blocco unico. Forse perché appartengono alla sfera dell'ideologia (intrinsecamente rigida) prima che a quella della letteratura (per sua natura flessibile). Aldo Nove che non si chiama Aldo e non si chiama Nove (trattasi di vile pseudonimo) è un comunista- consumista, è un ex giovane che si inginocchia davanti a tutte le merci ma che, lo si capisce dalla prosa risentita, se ne può permettere poche. "Milano non è Milano" è l'ennesimo manifestino di nichilismo da centro commerciale, con tutti i nomi delle marche come usava negli anni Novanta. Se è ennesimo perché parlarne? La notizia è che stavolta i volumi di Nove non prenderanno polvere sui soliti scaffali ikea di Einaudi Stile Libero ma nella biblioteca in noce massello di casa Laterza. Tutte le volte che vado in Terra di Bari mi abboffo di frutti di mare crudi e un'estate sì e un'estate no va in scena la vendetta della cozza pelosa: brividi, febbre, delirio, pezzuole bagnate. A Giuseppe Laterza, il giorno in cui doveva valutare il manoscritto, dev'essere capitata una disavventura del genere. Era meglio se mangiava orecchiette e braciole, perché quando Nove viene pubblicato da Stile Libero non succede niente (l'Einaudi è grande e grossa e in grado di sopravvivere alle rese di cento cannibali sdentati), quando invece viene preso in carico da un editore gracilino c'è da temere contraccolpi. Sono apulo-lucano e stimo l'unico editore non levantino del Levante, non voglio che la nuova collana dove appare "Milano non è Milano" faccia la fine della collana di poesia diretta da Nove per Bompiani, precipitosamente chiusa nel dileggio universale (indimenticabile per tragicomica correttezza politica la traduzione di Houellebecq in cui la parola "nègres" veniva resa con "extracomunitari"). Urge raccomandarsi a San Nicola, ma siccome aiutati che San Nicola ti aiuta sarebbe stato meglio far scrivere la guida di Milano a uno che ci abita, a Milano. Aldo Nove, non è colpa sua, abita al Gallaratese. Dalle parti di Pero. Quindi scrive che "la stazione Centrale è la più grande apoteosi dello stile monumentale fascista". Solenne asinata: il concorso architettonico è del 1912, quando Benito era all'opposizione ed era socialista. (A parte "la più grande apoteosi" che assomiglia leggermente a "la più migliore"). Quindi scrive che il negozio Ralph Lauren di via Montenapoleone è "di tradizione inglese". Spropositata ciucaggine: Ralph Lauren è stilista americano di tendenza cowboy. Quindi scrive che il quartiere Isola è in zona Brera. Sesquipedale somarata: non ci confina nemmeno, bastava guardare una cartina. Quindi scrive che la Torre Velasca è stata progettata da Giò Ponti. Fragoroso raglio: Giò Ponti è l'architetto del Pirellone, la Velasca è dello Studio BBPR (cioè Barbiano di Belgiojoso, Peressutti, Rogers). Aldo Nove, di Milano, non ne sa una beata fava. Giuseppe Laterza si sta mettendo le mani nei pochi capelli, sa già che stanotte suo padre Vito verrà a tirargli i piedi: "Io che ti avevo lasciato un catalogo onorato, la casa editrice di Croce e di Canfora!". "Non è colpa mia, è stata la cozza pelosa!". "Cozza sarai tu, e neanche tanto pelosa, che ti sei messo a fare libri-spazzatura senza nemmeno riuscire a venderli!". In nome di don Benedetto, di don Vito e della Madonnina del Duomo (su cui a pagina 43 lo sciagurato si permette pure di ironizzare) condanno Aldo Nove a sette settimane di cappuccio con gag e benda, da scontare nella mia cantina sotto il cardo di Parma. Il cappuccio (in cuoio con allacciatura posteriore, produzione artigianale) è un articolo entrato in questi giorni nell'assortimento del mio sito bdsm di fiducia, che ormai i lettori (spero anche le lettrici) conosceranno a memoria. La gag (pallina tipo mordacchia) serve a far tacere il condannato, siccome non ha nulla di sensato da dire. La benda gli verrà scostata otto ore al giorno: quattro per studiare la storia di Milano, la storia della moda, la storia dell'architettura, altre quattro per scrivere ininterrottamente su rotoli di carta igienica "Il Gallaratese non è Milano, il Gallaratese non è Milano, il Gallaratese non è Milano". A settembre lo interrogo: se risponde bene gli concederò di soggiornare scappucciato nella mia vasta cantina e a nutrirsi degli avanzi della mia tavola raffinata (pasta Latini olio Valentini…) per altre sette settimane, se risponde male lo rimanderò a pedate nel suo loculo del Gallaratese, a riempirsi la bocca di Quattro-salti-in- padella.
Camillo Langone
AleRoots - 13:22 - 5 commenti [ impressioni ]
pianificazione

contando di poter decidere all'ultimo di cambiare le carte in tavola, ecco i libri che porterò a parigi:
De André/Gennari, Un destino ridicolo
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
Gore Vidal, La fine della libertà
Patrick Suskind, Il profumo
Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte
a questi si accodano i rilasci programmati (3 libri in lingua) e ovviamente tutti i libri che comprerò da gilbert jaune. dove il pellegrinaggio è garantito.

Auro - 12:24 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
27 Luglio 2004
Valpreda/Colaprico: "Quattro gocce..." e "La nevicata dell'85"
Nei ringraziamenti in coda a "La nevicata dell'85", Pietro Valpreda cita tre "maestri" del noir alla milanese: Pinketts, Olivieri e Scerbanenco, che, con l'aggiunta della prolifica coppia Valpreda-Colaprico, formano un poker di tutto rispetto.
Poker del quale io però finora avevo conosciuto e approfondito un solo seme, quello di Andrea G.Pinketts, la cui G. potrebbe benissimo stare per geniale e gustosissimo, almeno a mio parere. Ma finalmente ho iniziato a colmare le lacune, e mi sono procurato i primi due episodi delle gesta del Maresciallo Pietro Binda.
Dopo la duplice lettura, non sono sicuro del mio giudizio. La scrittura è senza dubbio avvincente e immediata, dato che sono arrivato alla fine in una sola tirata, ma l'impressione è come davanti a un quadro che da distante funziona e coinvolge, ma da vicino mostra qualche imperfezione o ruvidezza di troppo. Non so, una descrizione "finta", un dialogo fuori posto, qualche periodo forzato, tutte piccolezze comunque, visibili se ci si sofferma attentamente su ogni riga, ma che si perdono nelle trame del disegno globale.
Questi romanzi sono profondamente "milanesi", luoghi e ruoli cittadini sono specificati nei dettagli, (parentesi cattiva e probabilmente eccessiva: forse a volte troppo nei dettagli, che il passo dopo è leggere l'indice delle vie del tuttocittà), e non mancano le digressioni politico-sociali sulla storia e l'evoluzione di Milano, anche se in alcuni casi sembrano inserite a posteriori, come corpi estranei, e non essere un corpo unico con la vicenda narrata in senso stretto.
Di quelli che fanno affezionare il personaggio di Pietro Binda, maresciallo dei carabinieri in pensione riciclatosi come detective privato, anche in questo caso si rimane abbastanza in superficie, ma è davvero spassoso il suo fare da vecchio milanese un po' nostalgico, che ne ha viste tante, ma è comunque rimasto semplice e buono, e a cui neanche i risvolti più scabrosi e trasgressivi delle sue indagini riescono a togliere quell'aria di genuinità ruspante che permea ogni sua parola e ogni sua azione.
AleRoots - 20:07 - 2 commenti [ impressioni ]
clandestino, james ellroy

in edizione economica. da un anno che aspettava. sarà poi rilasciato, come di dovere.
segnalibro: carta di una fruitella all'arancia.

Auro - 17:07 - 0 commenti [ leggendo ]
mail all'autore

to: Il Kola
soggetto: nota di colore

oggi ero in feltrinelli.
ho visto un tipo (40 anni, alternativo il giusto) davanti alla pila della trilogia di colaprico e mi sembrava un po' indeciso.
"ghe pensi mì" mi son detta.
sappi solo che alla fine ne ha comprati due: uno per lui e uno per suo figlio.
baci, A

Auro - 17:04 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
26 Luglio 2004
30 euro di sconto + 2,10 euro equivalgono a...

l'inferno di dante letto da sermonti (ho scroccato un meraviglioso sconto del 10% perché la costa era rotta ed era l'ultimo volume, senza possibilità di averlo prima di settembre perché va in ristampa)
sostiene pereira, antonio tabucchi
una question privata/i ventitre giorni della città di Alba, beppe fenoglio

Auro - 18:04 - 0 commenti [ acquistati ]
Don't judge a book... ?

Ehilà. Ci sono anch'io e scrivo una sciocchezza in fretta e furia tanto per farmi vedere una volta e per promettere che mi farò vivo con le mie brave letture e impressioni di lettura. Ma tanto per rompere il ghiaccio voglio fare a tutti una domanda: quanto contano le copertine, nei vostri acquisti?
Per me, confesso, parecchio.
Ovvio, se qualcuno mi consiglia un libro e so che davvero la lettura sarà appagante, di solito lo cerco in libreria e lo compro senza problemi. Ma quando sono lì fra gli scaffali, non prendo mai in mano un libro dalla copertina evidentemente brutta. Non mi viene. Capita anche a voi?
L'unica eccezione sono quelle collane dei classici che le case editrici ormai pubblicano identiche da decenni e di cui ho imparato a fidarmi.
Trovo che le copertine della Penguin books inglese siano eccezionali, e mi spiace quando vedo i romanzi della Mondadori buttati lì sullo scaffale con delle copertine da supermercato. Oppure vogliamo parlare delle copertine di Voland per i romanzi della Nothomb? Una più brutta dell'altra, dispiace dire. Per fortuna che me li leggo in francese.
Insomma, l'occhio vuole la sua parte: in copertina e all'interno. Tutti sappiamo quanto siano leggibili i caratteri della Einaudi, rispetto chessò, ai classici della BUR. Son curioso di sapere se siete d'accordo...

Macubu - 08:33 - 5 commenti [ pensieri di parole ]
rilascio di corsa

rilasciato una copia doppia del tatuaggio di montalban. panchina vicino al ponte di gaggiano. al ritorno non c'era più. speriamo.
Feltrinelli

Auro - 00:56 - 0 commenti [ bookcrossing ]
25 Luglio 2004
benvenuti

questo blog sta diventando quello che volevo diventasse: una corale di lettori che scrivono qua sopra.
se qualcuno vuole unirsi alla cricca mi scriva...

Auro - 23:51 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
cocciuta

quando ero piccola, una volta mi hanno portato a vedere il lago dei cigni al castello sforzesco. io ho passato il tempo rivolta verso il faro a leggere i barbapapà. mia madre me lo ricorda ancora quando vuole sottolineare la mia cocciuta voglia di fare sempre qualcosa di diverso rispetto alla "normalità".
stasera al cinema all'aperto, continuavo a tastare nella borsa il libro. mi sarei volentieri voltata verso la luce per continuare a leggere il libro, piuttosto che vedere quel film orrendo.

Auro - 23:50 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
24 Luglio 2004
oppurtunità

come usare 30 euro di sconto in feltrinelli? beh, su quali 4 o 5 libri scegliere ho tonnellate di buone idee...

Auro - 21:09 - 5 commenti [ i desiderata ]
23 Luglio 2004
un nome da torero, luis sepulveda

mi aspettavo di più. si può dire? beh, insomma sì, mi aspettavo di più.
però è un bel libro. ma come dire, leggendo l'autore secondo me aspettarsi di più è proprio normale. invece, rimane il senso di mancanza di qualcosa che non si capisce bene cosa sia, ma manca qualcosa.
forse è l'incalzare dei capitoli che sono parecchio destrutturati sia in scrittura che in struttura, forse è il giro del mondo che viene imposto dalla storia, forse è il fatto che non tutti i personaggi siano perfettamente raccontati, come se anche l'autore non riuscisse a trovare per tutti un giusto contesto.
in compenso il torero è splendido e è magnificamente pensato (e reso) il link con il cile di pinochet e la violenza che ne è derivata.
verònica è donna amata e adorata, cosa che forse non appartiene ai nostri tempi e alla nostra mentalità.
a pareggio questa recensione online.
ALK libri

Auro - 23:30 - 0 commenti [ impressioni ]
come volevasi...

ovviamente ho preso quattro libri in biblioteca. scadenza: 8 settembre.

Auro - 23:20 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
aria di ferie

oggi riporto i libri della biblioteca. sono i due manchette che non mi avevano convinto (in ogni caso, molto più bello Mucchio di cadaveri, che Piccolo blues) e il Pericle.
proverò a non farmi attrarre da altri prestiti, che ci sono le ferie ed è inutile che prenda altre pagine da leggere.
devo decidere cosa portare in vacanza da leggere. l'anno scorso, poi, ho letto solo libri che ho comprato lì. quest'anno dovrò trattenermi.
Einaudi, IBS

Auro - 10:55 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
in mezzo alle pagine: rumore bianco, don de lillo

cartolina gratuita promodcard n. 4554, BMW.
It's not easy to be one

Auro - 10:40 - 0 commenti [ in mezzo alle pagine ]
rumore bianco, don de lillo

l'ho comprato secoli fa insieme a lui, un giorno in cui credevo di voler partecipare al concorso di dottorato.
in mezzo a libri sulla comunicazione, sui media e l'informazione, mi ha consigliato con grande profusione di complimenti e di speranze anche questo. che è rimasto troppo in attesa.
e bisogna rimediare.
LaVitaIstruzioniPerLUso, CatalogoEinaudi

Auro - 10:32 - 0 commenti [ leggendo ]
19 Luglio 2004
parti in fretta e non tornare, fred vargas

è un libro molto bello.
in una parigi dove un bretone diventa banditore e uno che, a prima vista non sembra molto simpatico, fa il consulente sulle cose della vita, appaiono dei 4 su alcune porte. da lì a marsiglia e poi a troyes il passo è breve, se si è commissario dell'anticrimine e se si una palla fra i piedi.
è una storia di rabbia, rancora e vendetta. di focaccine al latte e calvados. è una storia piena di gente e di personaggi, che si aggrappolano fino a diventare famiglia.
forse è da leggere solo dopo aver letto i due precedenti ("chi è morto alzi la mano" e "io sono il tenebroso"), perché solo così si trovano dei legami altrimenti poco spiegabili, o comunque meno godibili.
ho già avuto modo di dire che fred vargas è molto furba, ha scritto due libri con altri protagonisti (degli evangelisti splendidamente costruiti) e li ficca anche qua dentro, con un ruolo da comprimari. questo le permette di sperimentare un nuovo protagonista (anch'esso con nome biblico) senza suscitare lo sdegno dei lettori, che forse erano affezionati (non nego che prima di leggere il libro ero un bel po' perplessa, anche perché una pessima quarta di copertina lascia poche speranze...).
personalmente adoro joss che non è un bandito, ma che se la cava da solo e riesce a sentirsi bene nonostante la sua fedina sporca.
la storia regge e si costruisce da sola, o almeno dà questa impressione. ha solo un calo che ho fatto fatica a comprendere (indizio: stivali), ma che poi diventa la chiave di volta nella costruzione del personaggio di jean-baptiste. e quindi poi viene perdonato un po' tutto.

Auro - 20:02 - 0 commenti [ impressioni ]
in mezzo alle pagine: un nome da torero, luis sépulveda

segnalibro della biblioteca rionale sicilia.

Auro - 11:48 - 2 commenti [ in mezzo alle pagine ]
un nome da torero, luis sépulveda

ho iniziato "un nome da torero" di sepulveda.
me lo aveva regalato alessio, quello di silvia, una sera quando stava a milano e ne soffriva.
ci vedevamo spesso la domanica sera e andavamo sempre alle colonne di san lorenzo per trovare un pezzo di roma "in questo grigiume che mi strozza". poi è tornato a roma e ha ricominciato a vivere. lasciando(mi) silvia da cullare e da salvare, cosa che ho fatto, anche oltre le mie stesse forze, finché ho potuto.
l'ho visto di sfuggita una volta a roma e mi sono sentita stretta fra l'impossibilità di togliere la malinconia dai suoi occhi e la voglia di farlo. adesso, a distanza di anni, mi manca da morire.
IBS

Auro - 11:47 - 0 commenti [ leggendo ]
gotcha!

hanno registrato il ritrovamento del partigiano johnny.
lo sapevo io che ci si poteva fidare di quei sporchi comunisti...

Auro - 09:59 - 0 commenti [ bookcrossing ]
avere tempo per annusare libri

oggi sono andata al libraccio sui navigli con a., che poveretta quando ha capito a cosa andava incontro ha desistito e ha iniziato a dirmi "dimmi un po' di titoli che cerchi"... in realtà io avevo la lista in mano, ma li stavo comunque guardando tutti. così ho mollato il colpo alla d perché effettivamente stavamo lì già da mezz'ora. e non c'era l'aria condizionata. sono uscita solo con 5 libri.
ci torno una di queste sere da sola, con calma e tempo. quello scaffale sarà mio. con molta calma.

Auro - 00:14 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
18 Luglio 2004
sarti? presente!

esce il nuovo machiavelli (attenzione che nel sito c'è il primo capitolo!).
sono uno sfruguglio unico.
Einaudi

Auro - 23:07 - 0 commenti [ i desiderata ]
in mezzo alle pagine: parti in fretta e non tornare, fred vargas

cartolina gratuita promodcard n. 4588.
la giustizia si cerca, si impara o si esercita?

Auro - 19:29 - 0 commenti [ in mezzo alle pagine ]
parti in fretta e non tornare, fred vargas

sto leggendo "parti in fretta e non tornare" di fred vargas. ho superato lo scoglio della metà del libro e non vedo l'ora di finirlo.
mi piace moltissimo la parigi che descrive, gli angoli, la realtà dietro la facciata. non vedo l'ora di andare a vederla la piazza del banditore joss.
anticipazione: gli evangelisti stavolta non sono protagonisti, ma coprotagonisti. forse l'autrice non vuole mica perderli per strada, mica che poi magari non torni utile una loro riesumazione da "prima fila".
grazie ancora a doc per il regalo inaspettato e assai gradito.
Einaudi

Auro - 19:26 - 0 commenti [ leggendo ]
primo post

questo blog parlerà "solo" di libri e di letture. del mio percorso di lettura, delle cose che penso, della mia wishing list e so on... ho un sacco di idee in testa. vediamo cosa succede...

Auro - 19:17 - 1 commenti [ pensieri di parole ]