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23 Settembre 2004
Tom Robbins-Beati come rane su una foglia di ninfea

Non mi era mai capitato di avere per le mani un libro del quale, leggendo la quarta di copertina, non si capisce di che parla. E in effetti, non è neanche facile dire di cosa parla, questo meraviglioso romanzo di Robbins. C'è una protagonista, Gwendolyn, che è il punto fermo, il fulcro della storia. Ma, attorno a lei, si agitano come impazziti miriadi di personaggi: scimmie, amiche obese e cartomanti, ipofidanzati imbarazzantemente inetti, colleghi spietati, acari, medici stravaganti, indiani, e Larry Diamond. Sullo sfondo di Seattle, soprattutto del cielo di seattle, Gwen cerca la quadra della sua vita, e non riesco davvero a immaginare cosa succederà nella prossima pagina.
"Tu, visto il modo in cui le cose cambiano, avanti e indietro, ti senti come alice nel Paese delle meraviglie"
Grazie ad Auro, donatrice del libro! E bentrovati, a tutti quanti voi :)

Tom Robbins
Beati come rane su una foglia di ninfea
I Nani di Baldini&Castoldi, 1995

CharlotteSometimes - 19:07 - 1 commenti [ leggendo ]
19 Settembre 2004
La donna abitata di Gioconda Belli

Racconta di due donne, la prima è Lavinia, un'architetta giovane, bella appartenente all'alta borghesia di un fantomatico paese centroamericano in cui è facilmente riconoscibile il Nicaragua, che pacatamente e passivamente "dissente".
La seconda è Itzà un'india mitica ( ma forse no) che combatteva contro i conquistadores e che rinasce nel giardino di Lavinia.
Realtà e leggenda diventano indistinguibili e questa rinascita coinvolgerà entrambe portando Itzà a rivivere in Lavinia e a tornare a combattere contro altri conquistadores ( ma forse sono sempre gli stessi...).
La scrittura è molto semplice e lineare ( gli scrittori centro e sudamericani riescono a essere mostruosamente barocchi quanto disarmantemente semplici), senza grandi velleità estetiche e la storia tutto sommato è prevedibile, soprattutto per quanto riguarda la nascita della consapevolezza di Lavinia.
Il punto di forza del romanzo secondo me sono Itzà e la sua voce (solo lei racconta in prima persona), il racconto del suo amore, delle sue battaglie senza speranza, della sua tremenda scelta che si intreccia alla storia attuale di Lavinia.
Interessante.

Vanya - 22:15 - 1 commenti [ impressioni ]
17 Settembre 2004
triste

sto leggendo un libro di sandrone dazieri che ho comprato al libraccio.
aprendo il libro, ieri, ho visto che all'interno della copertina c'e' una dedica dello scritto a tale Cosetta, che evidentemente ha rivenduto il libro.
ho pensato di cancellare a matita la parola Cosetta e scriverci Auro.
poi non l'ho fatto, ma mi sa che quel libro poi lo libero...

Auro - 19:36 - 0 commenti [ in mezzo alle pagine ]
14 Settembre 2004
loro sì che sono una sicurezza...

e dopo la registrazione di un libro lasciato alla festa di libé in luglio, ecco la registrazione di un libro (e che libro!) rilasciato alla festa dell'unità, più precisamente al concerto di silvestri e gazzé.
io l'ho sempre detto che gli spiriti liberi sono sempre quelli di cui ci si può fidare.

Auro - 01:07 - 0 commenti [ bookcrossing ]
13 Settembre 2004
Nel frattempo..

..mi è arrivato a casa un ring, "L'ultimo elfo" di Silvana de Mari, e l'ho incominciato ieri sera, come livre de chevet.

Poetico, malinconico, dolce.. ed è davvero riduttivo definirlo un libro per bambini.

Solo che leggerlo insieme a Palahniuk è un tantino alienante.
E schizofrenico, anche..

Frine - 19:58 - 0 commenti [ leggendo ]
pubblica ammenda

mi scuso per tutto lo spam che invade sto blog.
prometto che appena riesco a capire come funziona installo la black list di mt. o anche appena qualcuno che lo ha già fatto mi spiega come fare... sono versatile, io...

Auro - 19:58 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
Palahniuk addicted

Pochi giorni dopo Invisible Monsters (che per favore, andatevi a vedere la versione a fumetti , che è bella assai) ho incominciato anche Soffocare.
E mi piace eccome..
Deciso, il prossimo acquisto sarà Fight Club.

Frine - 11:40 - 2 commenti [ leggendo ]
11 Settembre 2004
Jonathan Coe - La casa del sonno
Ci sono libri che hanno il potere di riconciliare con la lettura. Negli ultimi dieci giorni/due settimane ho letto pochissimo, e, quel che è peggio, era perché non ne avevo voglia. Sarà stata pigrizia mentale post-vacanziera, o la conseguenza della fatica di leggere due libri in inglese uno dopo l'altro, fatto sta che la consueta pila di libri in attesa anzichè stuzzicarmi come al solito, mi lasciava totalmente indifferente.
Poi una busta nella cassetta delle lettere, e lo sforzo per aprire la prima pagina. Da lì in poi solo piacere, divertimento, suspence. La busta conteneva "La casa del sonno", di Jonathan Coe.
Come dire, in questo libro c'è tutto. Si legge facilmente e con gusto; la storia si dipana alternativamente (capitoli pari e dispari) lungo due diverse situazioni temporali, ma stare dietro ai salti cronologici non richiede quasi nessuna fatica. Non mancano i temi intriganti -sogni, sonno e i misteri che ci stanno dietro, il cinema come arte e ossessione- e i personaggi sono quelli a cui Coe ci ha abituati: la cortigiana quarta di copertina parla di "girandola di personaggi ora commoventi ora comici, in un dormiveglia caotico che non conosce riposo", e per una volta ci si può fidare. E poi l'intreccio: geniale, complesso, cervellotico all'apparenza ma che acquista un suo disegno chiaro e evidentissimo se visto dall'alto, proseguendo fra i capitoli si intuisce poco alla volta il filo unico che tiene insieme tempi e personaggi, avanza con le pagine la consapevolezza di come vite diverse, originali all'estremo o estremamente comuni, siano legate, all'insaputa degli stessi protagonisti che quelle vite le vivono, a beneficio esclusivo del godimento del lettore.
Tutto questo e non solo sta in questo agile romanzo di 300 pagine, 300 pagine totalmente prive di presunzione o autoconsapevolezza, la storia e null'altro, senza indulgere in virtuosismi letterario-narrativi; vero, i capitoli terminano senza punti, e con la parola che apre il capitolo successivo, ma è un di più, niente di più probabile che il lettore non ci faccia neanche caso, assorbito nel flusso della vicenda, come un di più è la spassosa stesura dell'articolo, che finirà totalmente travisato per una semplice traslocazione numerica delle note a piè pagina, e inciderà profondamente sulle vite di chi ci ha avuto a che fare.
L'understatement applicato alla narrativa, il meglio che chi ama leggere possa desiderare; se non fosse per il rischio temibile di abituarsi troppo bene, e che dopo un paio di questi libri, il palato letterario sia diventato troppo fine, e trovare di che soddisfarlo diventi un'impresa dsempre più difficoltosa.
AleRoots - 17:16 - 0 commenti [ impressioni ]
Joe Panther

"Chi sono giusto?
Joe Panther.
Joshua Panther.
Joshua Ben Panther.
Anglicizzato per darla a bere. Per il presente.
Dall'aramaico. Yeshu Ben Pantera. Yoshu come preferite.
Gesù figlio di Pantera.
Tutto vero.
E tutto sbagliato."

"Ero cieco ma ora vedo.
Così continuo a muovermi, ebreo errante, senza più fede.
Vivo altro tempo, imparo di più, so sempre meno. Ciò che ritenevo giusto a Gerusalemme, il Dio della Passione e della Giustizia, è un concetto che non rispetto più da un pezzo.
Per cui non so se Dio esista. Non l'ho mai incontrato. Pensateci la prossima volta che mi adorerete.
Il mio viaggio non è stato completamente privo di ricompense. Ho imparato ciò che è vero, le uniche cose che sono vere, gli unici Assoluti dell'intero fottuto universo.
Non sono, nonostante tutto, un nichilista. Ho una filososofia di vita. Non ammette discussioni perchè non pone domande.
[...]
E la filosofia è questa: ciò che è fatto è fatto. Cio che è, è."

Gli ultimi giorni - A. Masterson

Invisigot - 10:42 - 0 commenti [ ipse dixit ]
9 Settembre 2004
Aldo Nove live alla Feltrinelli
Alla Feltrinelli di piazza Piemonte Aldo Nove ha presentato "Milano non è Milano", la pseudo-guida turistica ultima sua fatica letteraria.
Non devo più andare alle presentazioni di libri: quando il libro mi piace il rischio è di rimanere delusi dall'autore come persona "in carne e ossa"; nel caso duale invece -libro, o scrittore, indigesto- l'evento abituale consiste nella perdita irreversibile del proprio buonumore quotidiano, affogato nell'acidume somatico degli sproloqui di chi sta dietro il microfono.
Quindi, Nove che presenta il suo libro. Ai suoi lati, a fargli da indispensabili e invadenti talking guard, il miserabile Giuseppe Genna e un canuto ben piazzato rivelatosi essere Eugenio Finardi.
Innanzitutto l'autore: Aldo Nove live è come scrive. Infatilismo? Neoprimitivismo consapevole? Tale e quale: un ragazzino messo di fronte al microfono che balbetta perché deve parlare davanti a così tanta gente; che striscia il dito sulla scrivania per l'emozione; che punta tutto sulla tenerezza e sull'apparente ingenuità, e spesso ci riesce, facendo passare con un sorriso quelle che si rivelerebbero in toni normali delle placide stronzate.
La violenta critica di Langone che mi aveva fatto scoprire questo libro a quanto pare ha lasciato il segno, tant'è che Nove non può fare a meno di citarla, e di riconoscere almeno uno dei 6-7 errori di cui veniva accusato: la torre Velasca non è di Giò Ponti. L'errata corrige in stampa dalla prossima edizione.
Del libro non si parla granché, Finardi si è preparato sul testo sbagliato, e si limita a dipingere Nove come colui che spazza via i luoghi comuni (sic), Genna tenta di coccolarsi il suo pupillo sfoggiando la sua caratteristica prosa cool-culturale, ma l'autore non coglie gli stimoli e si limita a leggere un brano del libro, sempre il solito ubi-citato racconto dello sbarco in piazza Duomo ai tempi della paninara distesa di pubblicità al neon. Ovviamente letto alla guisa di un ragazzino di quarta elementare.
Il discorso si sposta inevitabilmente su Milano, e sulla sua (presunta) crisi. La tesi di Genna è chiara, detta a voce ispira un po' meno antipatia, ma è la sua abituale critica totale alla società odierna, condita da un malcelato e preoccupante estremismo. Quella di Finardi decisamente meno (chiara): prima si lamenta perchè a Milano la gente crudele e cattiva non lo ferma e insegue per strada per chiedergli autografi e dediche, poi confessa di vivere bene a Milano perché se vuole può starsene da solo senza dover per forza parlare con chi incontra. Il fascino dell'ossimoro d'artista.
Milano non è più Milano la critica di Nove: la città cambia e si evolve, e a quanto pare questo è male. Non ci sono più veri milanesi, perchè tutti arrivano da fuori, o i propri genitori arrivano da fuori, o i propri nonni arrivano da fuori, e a quanto pare anche questo è male. La cultura è in mano a individui di destra e collusi con la mafia, e per dimostrarlo cita un (a me) sconosciuto Teatro delle Verdure in mano a Dell'Utri; Milano (e l'Italia) sono culturalmente in crisi. Neanche una parola tuttavia viene spesa sulle possibili soluzioni, nessuna alternativa è proposta alla via "dellutriana"; e non mi sembra una cosa positiva per Genna e C., che, neppure troppo implicitamente, si ergono a portavoci intellettuali della sinistra.
La presentazione volge al termine, gli interventi del pubblico sono rigorosamente over 80; battute sul Passante, nostalgici ricordi di quando alle elementari si studiava il milanese, e citazioni di poesie in dialetto. Il resto della platea rimane un po' stupita, non sa bene come reagire, ma ci pensa Genna a dare il la allo stentato applauso: e diamine, una volta sì che Milano era davvero Milano. Alla faccia dei luoghi comuni.
AleRoots - 01:04 - 4 commenti [ pensieri di parole ]
7 Settembre 2004
Soldi soldi soldi

...buttati via in una sola visita alla grande libreria vicino casa.
Finita la splendida avventura di Vanity Fair, infatti, sono entrati in mio possesso:
The little friend di Donna Tartt in inglese
Posizione di tiro di Manchette
L'incubo di Hill House di Shirley Jackson che ho appena finito e che speravo mi spaventasse un po' di più. (Però ha tutte le cosine a posto per un racconto horror, sebbene ante litteram.)
Due su tre di questi libri li ho comprati sotto la spinta delle recensioni che ne sono state fatte qui.
Si vede che un po' serve, un blog libridinoso come questo.

Macubu - 00:09 - 0 commenti [ acquistati ]
6 Settembre 2004
quest'uomo è un genio

100.
Bene, eccoci al capitolo 100. Si impone un piccolo brindisi. Io sono l'autore e di conseguenza lavoro nello stesso campo di Dio: se dico che questa pagina è una bottiglia di champagne, è una bottiglia di champagne. Lettore, ci stai a bere una coppa di spumante con me? Preferisci quello francese al nazionale? D'accordo lo farò francese. Alla salute!
Eccoci al centesimo Capitolo! Cento. Un numero cardinale, dieci volte dieci, la posizione della terza cifra alla sinistra dei decimali, un numero potente che significa peso, ricchezza e importanza. Cento in numeri romani è C, che è anche il simbolo della velocità della luce. Ci sono cento centesimi in un dollaro, cento centimetri in un metro, cento anni in un secolo, cento punti in un carato. Ci sono cento modi di scrivere un romanzo di successo, ma questo probabilmente non è uno di quelli.
[… omississ che se no vi rovino il libro se non lo avete ancora letto… non lo avete ancora letto? e riuscite a definirvi felici?... mah…]
Uhmmm. L'autore è in grado di percepire che il Capitolo 100 non vi piace. Oltre a interrompere il racconto, dice troppo e lo dice in modo troppo didattico. Bé, un libro su una donna con i pollici come sacchi di zucchero non sempre può essere condotto con mano leggera.
Andiamo, su, basta champagne, ora. Datemi un bacino, oppure levatevi dai piedi.
[Tom Robbins, "Il nuovo sesso: Cowgirl"]

Auro - 23:30 - 3 commenti [ ipse dixit ]
Se si trova il libro che si cerca...

...perchè non sfruttare l'occasione per prenderne altri tre?

Manuale di pittura e calligrafia - J.Saramago
Il racconto dell'isola sconosciuta - J.Saramago
Il fuggiasco - M.Carlotto

Invisigot - 11:41 - 0 commenti [ acquistati ]
Finalmente

Vabbè...l'ho trovato.

Invisigot - 11:06 - 2 commenti [ acquistati ]
5 Settembre 2004
parole vintage

oggi ho fatto un giro per le bancarelle di libri del mercato e ho comprato un po' di libri usati da liberare e altri per me. fra questi (quelli per me) un Dottor Zivago, in edizione Feltinelli Economica del 1963.
adoro le pagine ingiallite, il profumo di colla che ancora persiste, la sovracoperta di plastica trasparente che ha messo il precedente proprietario del libro. adoro queste parole che sono nel retro della copertina:
Caro lettore
ama la lettura dei grandi scrittori di ieri e di oggi?
preferisce un saggio agile e vivo?
ha bisogno per i Suoi studi o per il Suo lavoro
di una grande enciclopedia
o di altri testi di consultazione?
Quali che siano i Suoi interessi
- la letteratura italiana o le letterature straniere,
la storia, la politica, le scienze,
la filosofia o l'attualità -
se Lei vorrà sfogliare il catalogo
alla fine di questo volume
vedrà che l'Universale Economica
Le offre la possibilità di formarsi con poca spesa
una ricca e moderna bibioteca
per le Sue ore di svago e per la Sua cultura.

ah! il marketing degli anni Sessanta: come dire di no?
(io il catalogo alla fine del volume me lo sono letto e pure di gusto)

Auro - 00:42 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
4 Settembre 2004
Il ragazzo giusto di Vikram Seth

Devo avvertire che sto per parlare di un tomo di 1596 pagine glossario escluso...se come deterrente non basta, aggiungo che per facilitarne la fruizione ( o spaventare ulteriormente l'incauto lettore), l'autore ha pensato bene di inserire a inizio libro l'albero genealogico delle quattro famiglie che ne sono protagoniste...
ok, il lato positivo è che il romanzo è bellissimo!
Ambientato nell'India degli anni '50 ( 3 anni dopo l'indipendenza), la storia in sè non è affatto complicata, tutto sembrerebbe ruotare intorno alla scelta del "ragazzo giusto" con cui Lata Mehra dovrebbe sposarsi. In realtà è quasi un pretesto per mettere in scena una girandola di personaggi belli, improbabili, assurdi e serissimi , ognuno dei quali ha un ruolo ben determinato e incarna un aspetto diverso questo strano paese. Perchè il romanzo stesso non è che un grande affresco dell'India di quegli anni, della situazione politica post-Ghandi, del sistema delle caste, della partizione del Pakistan e della religione naturalmente. Quest'ultimo aspetto mi è parso particolarmente ben descritto anche perchè l'autore sembra non prendere posizione nei conflitti tra musulmani e indù, ma ne osserva l'assurdità e il grottesco di certe manifestazioni e comportamenti reciproci; ma ce ne fa intuire anche il fascino, il magnetismo e la bellezza dei riti.
Il risultato è un romanzo in equilibrio tra storia e Storia, che per due settimane mi ha risucchiato e mi ha fatto rimpiangere che le pagine fossero solo 1596.
Come spesso accade ( almeno a me) ho trovato un po' deludente la fine, troppo sbrigativa se paragonata al dispendio di energie profuso in tutto il resto del libro ( e non ho assolutramente approvato la scelta infine fatta da Lata!!!)

Vanya - 16:29 - 2 commenti [ impressioni ]
3 Settembre 2004
appuntamento

il signor Aldo Nove che qui fu commentato e commentò pure lui, presenta il libro in questione l'8 settembre a Milano presso la Feltrinelli di Piazza Piemonte alle 18,30.
non mi pare una brutta occasione per capire meglio il libro, sentire l'autore che ne parla e farsene una propria opinione.
a me spesso gli incontri con gli autori interessano proprio per questo, capire chi c'è dietro alle pagine stampate, chi le ha pensate, chi le ha volute condividere.
beh, insomma l'8 in Piazza Piemonte c'è Nove.
Letture, LaFeltrinelli

Auro - 18:49 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
buon proposto

non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca. non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca.
ecco.
almeno per ora.

Auro - 18:41 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
Posizione di tiro - Jean-Patrick Manchette

Cominciamo col dire che questo è un piccolo capolavoro concentrato in poco più di 150 pagine.
Martin Terrier è un killer infallibile, il migliore sulla piazza. Spietato. Imperturbabile.
Si è subito affascinati dal suo personaggio, come spesso lo si è dal male; però più si procede con la lettura e più il fascino diventa pietà per il suo lato umano, povero e superficiale.
Martin si innamora, o meglio, non ha mai smesso di amare Anna di un amore adolescenziale che vive nel riflesso di un tempo andato e questo condizionerà non poco la sua condotta nell'ultima "missione".
Le ultime 20 pagine sono straordinarie e sorprendenti...la pochezza umana di Martin raggiunge invece abissi difficilmente immaginabili.

Assolutamente da leggere

Invisigot - 09:43 - 0 commenti [ impressioni ]
1 Settembre 2004
Registrato!

Pappagalli verdi era stato registrato dalla Nostra Auro e aveva gironzolato su e giù fra Emilia Romagna e Lombardia per un bel po' di tempo.. era tempo di liberarlo, e per fargli cambiare aria ho pensato di portarlo con me durante la vacanza in Sicilia.
L'ho liberato una notte in piazza a Comiso, ed ora è stato registrato.. certo, un commento non proprio esaltante, ma mi è piaciuta questa considerazione: "comunque mi ha aperto gli occhi a una realtà sconosciuta".
Penso che l'intento di Gino Strada fosse proprio questo...

Frine - 10:45 - 1 commenti [ bookcrossing ]