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<< Novembre 2004
- Tentativi Di Letture
- Gennaio 2005>>
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27 Dicembre 2004 |
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Niente, più niente al mondo - Massimo Carlotto |
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veloce come una televendita di materassi.
cinico come lo sguardo del giornalista che ti racconta l'andamento della borsa.
violento come un calcio nei coglioni.
amaro come il caffé della macchinetta quando è finito lo zucchero.
disincantato come lo sguardo di un bambino che sa che il dentista gli farà male, anche se appesi ai muri della sala d'aspetto ci sono i poster della pimpa.
vero e nudo.
...mi sembra un organo che vibra per me e per te, qui nell'immensità del cielo... per me e per te, nel ciel... |
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Auro
- 19:20
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La Tesserina Blu è felice |
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Avendo usato i 30 euro di sconto per l'ottimo Teatro civico di Marco Paolini, è giunta l'ora di rimpolpare i punti della Tesserina Blu.
Continuo a pensare che entrare da Feltrinelli a Piacenza sia un' esperienza frustrante: avevo in mente un sacco di libri da comprare, e loro sono riusciti a non averne nemmeno uno.
Che facevo, uscivo a mani vuote?
Non sia mai.
Perciò ecco l'elenco degli acquisti di oggi:
Portland Souvenir di Chuck Palahniuk (così adesso manca solo Survivor all' Operazione Opera Omnia),
Baldanders di Stefano Benni (dvd di letture con accompagnamento musicale),
Le correzioni di Jonathan Franzen (che pensavo di farmi prestare, ma ho deciso che invece dovevo leggerlo subito),
Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto (grazie alla segnalazione di Invisigot, l'ho divorato sull' autobus tornando a casa).
E intanto che c'era lo sconto dei dvd due al prezzo di uno, ho preso "Le invasioni barbariche" di Denys Arcand e "Romeo + Giulietta" di Baz Luhrmann.
E intanto che c'ero anche il calendario di Edward Hopper.
Per la cronaca, avrei voluto comprare Dick, Robbins e Hornby.
Evvabbè. |
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Frine
- 16:47
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20 Dicembre 2004 |
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pino cacucci e jules bonnot |
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a parte il fatto che è in assoluto uno dei migliori 5 libri che ho letto quest'anno, dopo aver visto lo spettacolo teatrale di giangilberto monti (la belle époque della banda bonnot), consiglio a chiunque di leggere "in ogni caso nessun rimorso" di pino cacucci.
imho: lo spettacolo è di per sè interessante, ma le musiche di boris vian sono violentate da interpretazioni al limite del decente della "tipa bassa con chitarra enorme" e, almeno nell'allestimento milanese, da un'acustica terribile del teatro dell'arsenale.
il lavoro di monti è anch'esso interessante, ma forse un po' lacunoso.
leggere cacucci farebbe del gran bene a tutti. fortissimamente.
Teatro dell'Arsenale, GiangilbertoMonti, Feltrinelli |
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Auro
- 13:54
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impossibilità di leggere |
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esistono libri strani. che è difficile anche spiegare.
uno di questi libri per me è "il gioco del mondo" di cortázar.
il libro è due libri. si possono leggere cinquanta e passa capitoli uno di seguito all'altro, oppure leggere i cinquanta e passa capitoli inframmezzandoli (su suggerimento dell'autore) con altri capitoli (ce ne sono un'ottantina) e entrare quindi in un'altra storia.
ecco, io quel libro lo volevo dannatamente leggere. quindi mi ci sono messa di buzzo buono. come prima lettura ho scelto la modalità "saltapicchio". poi, dopo una ventina di capitoli, non capivo il libro e mi sono detta: "sei scema... ma almeno prova a leggerlo consequenzialmente..." e non ci ho capito nulla.
l'ho mollato lì, dicendomi che forse non è il momento giusto. lo riprenderò, giuro.
anche perché non ho mai letto nessun libro su cui in ogni pagina io abbia sottolineato una frase. e quindi un motivo ci sarà.
Einaudi |
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Auro
- 13:54
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19 Dicembre 2004 |
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Niente, più niente al mondo - Massimo Carlotto |
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Questo libro di circa 70 pagine è un brevissimo spaccato di società moderna.
E' il monologo di una donna, madre e moglie in una famiglia piemontese come tante, onesta e lavoratrice. Una famiglia come tante altre in Italia, ma soprattutto una famiglia come moltissime altre a Torino.
Dove il marito è cassintegrato e poi licenziato dopo 20 anni di Fiat. Poi costretto ad accettare lavoro in nero come magazziniere.
Dove la moglie fa le pulizie in casa dei signori e sogna una vita che non ha mai avuto. Sogna che la figlia diventi una valletta, una velina (hai la terza di seno e un sedere che sembra disegnato) e non sia costretta alla stessa vita mediocre. E che si prenda cura di lei in futuro.
Una famiglia dove il dialogo è inesistente (per parlare si parla ma non di noi stessi o di quelle cose che stanno dentro e a volte vorresti tirare fuori perchè sono ficcate nella gola e ti sembra di scoppiare) e i giorni per la protagonista scorrono identici a se' stessi tra la De Filippi, la parrucchiera, il sabato a danzare il liscio e, inevitabilmente, una bottiglia di vermouth (siamo solo degli estranei che ballano insieme perchè è sabato e ci dobbiamo divertire per forza altrimenti saremmo tutti a casa a fissare il televisore).
Fino alla tragedia finale. |
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Invisigot
- 22:24
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13 Dicembre 2004 |
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Guerriglia |
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"I celerini continuavano a pestare.
- Però - gridò Fred a voce alta - quel poliziotto biondo, guarda che chiappe.-
Il biondo ci corse dietro furibondo. Ci raggiunse in un vicolo pieno di biciclette. Alzò il manganello, ma Baco, che ci aveva seguito lo bloccò alle spalle. In due lo tenemmo fermo e Fred lo baciò appassionatamente in bocca, sotto il casco. Fu una delle azioni di guerriglia più anomale ed efficaci che io abbia mai visto.
Il poliziotto scappò come se l' avessimo cosparso di napalm."
(Stefano Benni, "Saltatempo") |
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Frine
- 23:08
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8 Dicembre 2004 |
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oplà |
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mercoledì prossimo verrà presentato al Leonkavallo il libro "Pinelli, una finestra sulla strage", scritto da Camilla Cederna, uscito nel 1971 e quest'anno ristampato con una splendida prefazione di Deaglio. l'ho appena terminato ed è assolutamente un libro che consiglio.
si legge lento perché i nomi rimandano a un sacco di altre cose, vengono in mente spunti, si vuole (o meglio io ho voluto) approfondire molte cose. talvolta ho chiamato mia madre per chiederle informazioni: "mamma tu te la ricordi la manifestazione? ma i milanesi che hanno fatto durante il processo? cosa hanno detto quando si è scoperto che pinelli non c'entrava, che inizialmente si condannava valpreda?".
non è una lettura da spiaggia, forse non lo è neanche da treno (anche se io l'ho letto in buona parte in treno).
è una lettura civile. |
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Auro
- 23:12
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7 Dicembre 2004 |
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Ken Follet - Nel bianco |
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Giunto al 377esimo romanzo il vecchio Ken tira via una storia delle sue. Abbandonato il periodo della II guerra mondiale con cui ci aveva angustiato negli ultimi due libroni (Le gazze ladre e Il volo del calabrone) e ci riporta ai giorni nostri (che era anche ora).
Nel nord della Scozia, in un fantascientifico e sorvegliatissimo laboratorio, vengono fatte delle ricerche su dei pericolosissimi virus.
Manco a dirlo, il cattivo di turno vuole metterci le mani sopra, e per arrivare il suo scopo è pronto a tutto. Non ha fatto però i conti con Toni Gallo, efficientissima capo della sicurezza, alta, phiga e sufficientemente sfigata sentimentalmente. Una Kay Scarpetta un po' meno paranoica insomma.
Sullo sfondo le figure dello scienziato buono, nonchè padrone della baracca, delle sue due figlie con le rispettive famiglie allargate (con casini vari annessi e connessi ovviamente) e del figlio scavezzacollo. I cattivi, manco a dirlo, sono davvero cattivissimi e vogliono il virus (una sorta di cugino incazzato dell'Ebola) per dare inizio ad una bella epidemia. In ordine sparso poi troviamo lo scienziato timido con crisi di coscienza che libera un animaletto malato (e naturalmente crepa prima di pagina 50), la mamma della straphiga in pieno delirio alzheimeriano, un paio di nipoti dello scienziato buono che pomiciano tra loro... I soliti ingredienti insomma.
Un onesto thriller, ma la letteratura sta da tutt'altra parte. D'altronde non credo che nessuna persona sana di mente la cerchi in un libro del genere...Almeno spero. |
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Lordpolo
- 22:42
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6 Dicembre 2004 |
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Di Quarte e Risvolti |
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Ma capita solo a me di trovare assolutamente incongrui i riassunti delle trame dei libri che si trovano in quarta di copertina o sui risvolti dei cartonati (quelli così comodi come segnalibro)?
Sto leggendo "L'impero dei lupi" di Jean-Christophe Grangé (quello de "I fiumi di porpora", per intenderci), e il succitato risvolto dice circa così (perdonate la citazione a braccio, ma non ho il libro sottomano al momento): "Tizia si ritrova la memoria sconvolta dopo un intervento di chirurgia estetica. Nel cercare la sua vera identità farà la conoscenza di Caio e Sempronio, coppia di poliziotti che indagano su ecc.ecc.".
Ora, non sto a spiegarvi tutto per filo e per segno, perché dovrei raccontarvi praticamente tutto il libro, ma vi assicuro che in quelle tre righe lì sopra ci sono perlomeno due boiate assurde.
Non è vero, semplicemente: le cose nel libro non vanno così.
E al momento ne ricordo un' altra: la quarta di copertina di "It" di King, che dice qualcosa tipo: "alcuni ragazzini, esplorando per caso le fogne del loro paesino, risvegliano un oscuro essere malvagio blablabla...".
Ma siamo matti? Ma guardate che l'oscuro essere malvagio era già sveglissimo di suo, e i bambini in questione ci incappano in mezzo, ma avrebbero fatto volentieri a meno..
E poi ci sono le descrizioni sibilline, che vabbè che non mi devi mica raccontare tutto per filo e per segno, ma perlomeno capire se sarà un libro che parla di politica o di cucina non sarebbe male.
E poi, e poi.. ma la domanda è sempre quella: ma li leggono o no, 'sti libri?? |
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Frine
- 11:23
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2 Dicembre 2004 |
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lotta libricida? |
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ora, io mi dico. ma perché?
perché menarsela con sta storia del "se è nato prima l'uovo o la gallina"?
insomma da un certo punto di vista son d'accordo: esiste un sito amerikano che da anni gestisce il rilascio dei libri in libertà. e adesso perché sta storia del salone del libro con un suo db personale? che poi, libro usato, mica tutti i libri lasciati liberi sono usati (penso solo agli ultimi miei due rilasci).
ma nello stesso tepo penso: un libro deve essere lasciato libero se ci va. cosa lo tiene nella nostre librerie, beh... l'affetto, le note a margine, i segni in matita, le orecchie, quello che ci ha passato, il nostro stupore nel trovarlo sullo scaffale della libreria o di scartare il paco regalo. e i libri che non ci danno questo li liberiamo? beh, sì, forse. sto semplificando tutto. pero' che poi si chiami bookcrossing o salonedellibrousato cambia poco. quel libro prenderà un'altra strada.
e quindi, perché tutta sta polemica? (e qui qualcuno di mia conoscenza direbbe: "ciulare un po' di più no, vero?" e io mi accodo...)
comenti spediti qui verranno pubblicati e troveranno risposta...) |
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Auro
- 00:15
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commenti [ bookcrossing ] |
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