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23 Maggio 2005
oggi è successo quello che temevo

oggi sono diventata a tutti gli effetti un pezzo di feltrinelli, un mattone della struttura, un piccolo pezzo del negozio.
oggi mi aggiravo fra i banchi dei gialli del negozio di piazza piemonte (che in assoluto è la mia feltrinelli preferita, anche se non ho ancora visto quella di piazzale accursio).
avevo già "preso sù" due tascabili feltrinelli (c'è il 25% di sconto) e c'era un ragazzo che aveva in mano un montalban e un christie. e continuava a prendere e a lasciare "il lato sinistro del cuore" di lucarelli. insomma, io ero lì che cercavo di capire fra quanto il nuovo khadra andrà in economica e lui era indeciso. la cosaa mi stava iniziando a dare i nervi: "è un libro splendido, prendilo, scemo. fatti conquistare dalla copertina, fatti conquistare dal nome sulla copertina. è bello, compralo..." e quando lui - per la sesta volta - lo ha ripreso in mano e messo giù, ho sbottato: "prendilo. ne vale la pena, giuro".
in quel momento ho pensato: "oddio, così pensa che ci provo!" e lui ha sorriso e mi ha detto "lavori qui?". ecco, lo sapevo, lo sfacelo.
"ma no!"
"ah pensavo che tu lavorassi qui"... (oddio ci sta provando lui?)
"no, sarei scema a consigliarti un einaudi se lavorassi per feltrinelli, no?" ho detto abbozzando la fuga. "comunque leggilo, è bello, è divertente, alcuni racconti sono proprio belli come i libri, altri di più".
"grazie". e la fuga ha avuto compimento: ho mollato lì il khadra e mi sono fiondata alla cassa.
"con questo acquisto superi i 100 punti"
"eh sì, lo so. è la quinta volta"
e lì l'atto definitivo. la cassiera prende da una pila di quadernetti tre esemplari di suddetti quadernetti (gadget orrendi di una casa editrice concorrente) e mettendoli nel sacchetto dice quasi ammiccando: "solo per i nostri clienti più affezionati".
sono uscita in un tripudio di applausi, petali di rosa, folle adoranti e urletti isterici. oddio.

Auro - 01:04 - 0 commenti [ pensieri di parole ]
13 Maggio 2005

lo so che è vagamente melenso e pure un pò incomprensibile. diciamo abbastanza incomprensebile da dover essere letto almeno un paio di volte. eppure mi sembra uno di quegli insiemi di parole che ti arrestano, almeno per una frazione di secondo. anche se temo che estrapolato e messo lì non renda come nel contesto del libro. non a caso è preso da pagina n.473 e, voglio dire, se non ti emozioni almeno un pò a pagina 473 di un libro allora puoi anche bruciarlo direttamente senza manco fargli sapere che tieni una libreria. io comunque mi sono arrestata, e ho addirittura appoggiato il cucchiaino pieno di gelato che si stava dirigendo nella mia bocca. pensa un pò. perciò ce lo metto.

Lo fece rotolare, gli tirò i capelli, gli affondò nella schiena le poche unghie che aveva, e quando Magid venne, Irie fu gratificata dal fatto che lo fece con un sospiro, come se gli fosse stato tolto qualcosa. Ma si sbagliava a considerarla una vittoria. Fu solo perchè lui capì immediatamente dove era stata, perchè era là, e la cosa lo rattristava. Rimasero sdraiati insieme per molto tempo, nudi, e la luce autunnale diminuì nella stanza a ogni minuto che passava.
"Mi sembra" disse alla fine Magid mentre la luna diventava più chiara del sole "che hai tentato di amare un uomo come se lui fosse un'isola e tu un relitto di nave e potessi contrassegnare la terra con una X. Mi sembra che sia troppo tardi per questo."
Poi le posò sulla fronte un bacio che sembrò un battesimo, e lei pianse come una bambina.

denti bianchi - zadie smith

Taryn - 15:25 - 0 commenti [ ]