lo so che è vagamente melenso e pure un pò incomprensibile. diciamo abbastanza incomprensebile da dover essere letto almeno un paio di volte. eppure mi sembra uno di quegli insiemi di parole che ti arrestano, almeno per una frazione di secondo. anche se temo che estrapolato e messo lì non renda come nel contesto del libro. non a caso è preso da pagina n.473 e, voglio dire, se non ti emozioni almeno un pò a pagina 473 di un libro allora puoi anche bruciarlo direttamente senza manco fargli sapere che tieni una libreria. io comunque mi sono arrestata, e ho addirittura appoggiato il cucchiaino pieno di gelato che si stava dirigendo nella mia bocca. pensa un pò. perciò ce lo metto.
Lo fece rotolare, gli tirò i capelli, gli affondò nella schiena le poche unghie che aveva, e quando Magid venne, Irie fu gratificata dal fatto che lo fece con un sospiro, come se gli fosse stato tolto qualcosa. Ma si sbagliava a considerarla una vittoria. Fu solo perchè lui capì immediatamente dove era stata, perchè era là, e la cosa lo rattristava. Rimasero sdraiati insieme per molto tempo, nudi, e la luce autunnale diminuì nella stanza a ogni minuto che passava.
"Mi sembra" disse alla fine Magid mentre la luna diventava più chiara del sole "che hai tentato di amare un uomo come se lui fosse un'isola e tu un relitto di nave e potessi contrassegnare la terra con una X. Mi sembra che sia troppo tardi per questo."
Poi le posò sulla fronte un bacio che sembrò un battesimo, e lei pianse come una bambina.
denti bianchi - zadie smith