21 Marzo 2005
Profetico

"Sei giovane, bello, e hai una laurea in medicina. Il mondo dev' essere nostro", dice mia madre. "Tutti fanno soldi, oggi, anche i cafoni analfabeti, basta avere un po' d' iniziativa."

da "Il medico della mutua" di Giuseppe D' Agata.

(mia nota a matita: S.B.?!?)

Frine - 13:40 - 0 commenti [ ipse dixit ]
2 Febbraio 2005
corsi e ricorsi

"non comincerai anche tu adesso" fece.
"come non comincerai anche lui?" intervenne la Liberata.
"sì, dico, non comincerà anche lui a fare l'estremista. perché di estremisti, qui, ce ne sono anche troppi!"
"e chi fa l'estremista?" ribatté il Villa padre. "sto solo cercando di difendere quelle che son da sempre state le mie idee".
giovanni testori, il Fabbricone, 2002, mondadori

Auro - 22:39 - 0 commenti [ ipse dixit ]
13 Gennaio 2005
la vera cultura

"Certe volte l'acculturamento impoverisce il punto di vista, allontana dalle forze reali che muovono il mondo. Le copre con un velo, come fa il benessere. Per cui serve una vera cultura che le riavvicini riportandole sotto i nostri occhi in piena evidenza".
Edoardo Albinati, Il ritorno, Mondadori, 2002

Auro - 01:02 - 0 commenti [ ipse dixit ]
13 Dicembre 2004
Guerriglia

"I celerini continuavano a pestare.
- Però - gridò Fred a voce alta - quel poliziotto biondo, guarda che chiappe.-
Il biondo ci corse dietro furibondo. Ci raggiunse in un vicolo pieno di biciclette. Alzò il manganello, ma Baco, che ci aveva seguito lo bloccò alle spalle. In due lo tenemmo fermo e Fred lo baciò appassionatamente in bocca, sotto il casco. Fu una delle azioni di guerriglia più anomale ed efficaci che io abbia mai visto.
Il poliziotto scappò come se l' avessimo cosparso di napalm."


(Stefano Benni, "Saltatempo")

Frine - 23:08 - 0 commenti [ ipse dixit ]
6 Novembre 2004
La Costa della Peluria

Cantami, o Musa, delle donne greche e della loro battaglia contro l'inguardabile pelo! Cantami di creme depilatorie e pinzette! Di pomate schiarenti e cerette! Cantami dell'orribile peluria nera che come legioni persiane di Dario cala sulla terra achea di fanciulle ancora adolescenti! No, Calliope non era sorpresa della comparsa di un'ombra scura sopra il labbro superiore. Mia zia Zo, mia madre, Sourmelina, e persino mia cuglina Cleo soffrivano del problema del pelo che spunta dove non dovrebbe.
Quando socchiudo gli occhi ed evoco i teneri aromi dell'infanzia, sento forse il profumo del pane allo zenzero o quello di pino degli alberi di Natale? Solo in seconda battuta. L'aroma che per primo riempie le narici della memoria è il fetore solforico del Nair dissolviproteine.
Vedo mia madre con i piedi nella vasca da bagno in attesa che agisca la schiuma. Vedo Sourmelina che riscalda sul fuoco il pentolino con la cera. A quante sofferenze si sottoponevano per rendersi levigate! E quali irritazioni lasciavano le creme sulla pelle! Che futilità! Il nemico, la peluria, era invincibile. Come la vita.
Chiesi a mia madre di prendermi un appuntamento nel negozio di Sophie Sassoon all' Eastland Mall.
Schiacciato tra un cinema e una paninoteca che sfornava panini di dimensioni gigantesche, il Golden Fleece, Vello d'Oro, ce la metteva tutta a prendere socialmente le distanze dai vicini.

Jeffrey Eugenides, "Middlesex"

(io amo quest'uomo. io amo questo libro. e l'idea di chiamare un salone d'estetista "Il Vello d'Oro" mi sembra semplicemente geniale.)

Frine - 14:22 - 0 commenti [ ipse dixit ]
14 Ottobre 2004
macroscopici errori

è bruttissimo amare un autore e trovare in un suo libro una semplificazione errata di un fatto che ti segna moralmente e civilmente.
è quello che mi è successo leggendo marco e mattio di sebastiano vassalli, nel corso del quale a un certo punto viene scritto: Non c'è più, a valle, Longarone. O, per meglio dire, c'è una brutta moderna cittadina che porta ancora il nome di un paese cancellato dalla faccia del mondo il 9 ottobre del 1963: quando, in seguito al cedimento di una diga, le acque del lago artificiale del Vajont si abbatterono sui centri abitati della valle del Piave, provocando la più grande catastrofe di cui sia abbia memoria su queste montagne...
egregio dott. Vassalli, io ho lodato i suoi scritti, qui e altrove, ho consigliato i suoi libri a persone che non so se abbiano ben capito, ma con un entusiasmo che forse è pari solo a quello del suo editore... quindi non sa quanto mi spiace, ora, dover correggere un uomo di cui ho apprezzato la cultura storica e il lavoro di ricerca con cui scrive ogni suo romanzo: quindi si immagini una donna piccola e rabbiosa, che si fa ancora più piccola e cerca un po' di quell'umiltà che raramente la caratterizza, comunicandoLe che, nel caso non lo sapesse, l'unica cosa che è rimasta intatta in quella valle è proprio quella diga.

Auro - 18:57 - 0 commenti [ ipse dixit ]
11 Settembre 2004
Joe Panther

"Chi sono giusto?
Joe Panther.
Joshua Panther.
Joshua Ben Panther.
Anglicizzato per darla a bere. Per il presente.
Dall'aramaico. Yeshu Ben Pantera. Yoshu come preferite.
Gesù figlio di Pantera.
Tutto vero.
E tutto sbagliato."

"Ero cieco ma ora vedo.
Così continuo a muovermi, ebreo errante, senza più fede.
Vivo altro tempo, imparo di più, so sempre meno. Ciò che ritenevo giusto a Gerusalemme, il Dio della Passione e della Giustizia, è un concetto che non rispetto più da un pezzo.
Per cui non so se Dio esista. Non l'ho mai incontrato. Pensateci la prossima volta che mi adorerete.
Il mio viaggio non è stato completamente privo di ricompense. Ho imparato ciò che è vero, le uniche cose che sono vere, gli unici Assoluti dell'intero fottuto universo.
Non sono, nonostante tutto, un nichilista. Ho una filososofia di vita. Non ammette discussioni perchè non pone domande.
[...]
E la filosofia è questa: ciò che è fatto è fatto. Cio che è, è."

Gli ultimi giorni - A. Masterson

Invisigot - 10:42 - 0 commenti [ ipse dixit ]
6 Settembre 2004
quest'uomo è un genio

100.
Bene, eccoci al capitolo 100. Si impone un piccolo brindisi. Io sono l'autore e di conseguenza lavoro nello stesso campo di Dio: se dico che questa pagina è una bottiglia di champagne, è una bottiglia di champagne. Lettore, ci stai a bere una coppa di spumante con me? Preferisci quello francese al nazionale? D'accordo lo farò francese. Alla salute!
Eccoci al centesimo Capitolo! Cento. Un numero cardinale, dieci volte dieci, la posizione della terza cifra alla sinistra dei decimali, un numero potente che significa peso, ricchezza e importanza. Cento in numeri romani è C, che è anche il simbolo della velocità della luce. Ci sono cento centesimi in un dollaro, cento centimetri in un metro, cento anni in un secolo, cento punti in un carato. Ci sono cento modi di scrivere un romanzo di successo, ma questo probabilmente non è uno di quelli.
[… omississ che se no vi rovino il libro se non lo avete ancora letto… non lo avete ancora letto? e riuscite a definirvi felici?... mah…]
Uhmmm. L'autore è in grado di percepire che il Capitolo 100 non vi piace. Oltre a interrompere il racconto, dice troppo e lo dice in modo troppo didattico. Bé, un libro su una donna con i pollici come sacchi di zucchero non sempre può essere condotto con mano leggera.
Andiamo, su, basta champagne, ora. Datemi un bacino, oppure levatevi dai piedi.
[Tom Robbins, "Il nuovo sesso: Cowgirl"]

Auro - 23:30 - 3 commenti [ ipse dixit ]
24 Agosto 2004
Ancora Camilleri

E a proposito di quanto detto sotto: la mia frase preferita di Camilleri, proprio da "Il giro di boa":

"Può essere. Ma voi, dentro di voi, che ne pensate?"
"Iu nun pensu, signuri miu. Iu nun vogliu cchiù pinsari. Troppu tintu è addivintatu lu munnu."

Frine - 15:18 - 0 commenti [ ipse dixit ]
22 Agosto 2004
sillogismi

E a voler ridurre ad essenzialità e chiarezza gli argomenti dell'onorevole Moro: la libertà e l'integrità del paese sono intangibili; la Democrazia Cristiana rappresenta la libertà e l'integrità del paese; la Democrazia Cristiana è intangibile. Sillogismo da cui rampolla quest'altro: l'immutato consenso elettorale dimostra che la Democrazia Cristiana non ha colpa; l'onorevole Gui è democristiano; l'onorevole Gui non ha colpa. E sarà magari l'onorevole Gui innocente rispetto alla specifiche imputazioni che gli sono state mosse; ma non pare che la sua personale innocenza possa rifulgere attraverso questi sillogismi. Questi sillogismi, trascendendo il problema della colpevolezza o innocenza dell'onorevole Gui, affermano una volta per tutte l'innocenza della Democrazia Cristiana: da far valere, volta per volta, come pregiudiziale innocenza dei singoli democristiani.
Bayle credeva che una repubblica di buoni cristiani non potesse durare. Montesquieu correggeva: "una repubbica di buoni cristiani non può esistere". Ma una repubblica di buoni cattolici italiani può esistere. Così.

Leonardo Sciascia, L'affaire Moro, Edizioni Adelphi.

Auro - 13:05 - 0 commenti [ ipse dixit ]