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23 Maggio 2005 |
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oggi è successo quello che temevo |
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oggi sono diventata a tutti gli effetti un pezzo di feltrinelli, un mattone della struttura, un piccolo pezzo del negozio.
oggi mi aggiravo fra i banchi dei gialli del negozio di piazza piemonte (che in assoluto è la mia feltrinelli preferita, anche se non ho ancora visto quella di piazzale accursio).
avevo già "preso sù" due tascabili feltrinelli (c'è il 25% di sconto) e c'era un ragazzo che aveva in mano un montalban e un christie. e continuava a prendere e a lasciare "il lato sinistro del cuore" di lucarelli. insomma, io ero lì che cercavo di capire fra quanto il nuovo khadra andrà in economica e lui era indeciso. la cosaa mi stava iniziando a dare i nervi: "è un libro splendido, prendilo, scemo. fatti conquistare dalla copertina, fatti conquistare dal nome sulla copertina. è bello, compralo..." e quando lui - per la sesta volta - lo ha ripreso in mano e messo giù, ho sbottato: "prendilo. ne vale la pena, giuro".
in quel momento ho pensato: "oddio, così pensa che ci provo!" e lui ha sorriso e mi ha detto "lavori qui?". ecco, lo sapevo, lo sfacelo.
"ma no!"
"ah pensavo che tu lavorassi qui"... (oddio ci sta provando lui?)
"no, sarei scema a consigliarti un einaudi se lavorassi per feltrinelli, no?" ho detto abbozzando la fuga. "comunque leggilo, è bello, è divertente, alcuni racconti sono proprio belli come i libri, altri di più".
"grazie". e la fuga ha avuto compimento: ho mollato lì il khadra e mi sono fiondata alla cassa.
"con questo acquisto superi i 100 punti"
"eh sì, lo so. è la quinta volta"
e lì l'atto definitivo. la cassiera prende da una pila di quadernetti tre esemplari di suddetti quadernetti (gadget orrendi di una casa editrice concorrente) e mettendoli nel sacchetto dice quasi ammiccando: "solo per i nostri clienti più affezionati".
sono uscita in un tripudio di applausi, petali di rosa, folle adoranti e urletti isterici. oddio. |
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Auro
- 01:04
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10 Aprile 2005 |
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comunicazione di servizio, 2 |
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prossimamente questo blog cambierà motore di gestione.
gli archivi non potranno essere importati e verranno spostati sotto diversa cartella sempre sul server.
in compenso, si potrà tornare a commentare.
agli autori arriverà via mail comunicazione di come fare.
i lettori non devono fare nulla di diverso che restare qui. e leggere.
ne approfittiamo per ricordare che per scrivere su Letture basta mandare una mail qui indicando in modo specifico l'intenzione di "scrivere su Letture".
grazie, la direzione. |
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Auro
- 10:53
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comunicazione di servizio, 1 |
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da oggi le recensioni presenti su questo blog verranno aggregate su BookRepublic.
si pregano i gentili autori di post di inserire sempre un link a una pagina web del libro in questione:
"bookerepublic.it consulta, tutti i giorni, i feed rss registrati alla ricerca di link alle maggiori librerie online italiane e straniere (internetbookshop, bol italia, amazon) e archivia i post che contengono questi link, aggiornando l'indice delle recensioni e/o delle citazioni." (dalle istruzioni di BookRepublic).
grazie, la direzione. |
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Auro
- 10:50
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15 Marzo 2005 |
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sfogo |
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ho appena finito l'ennesimo bryson.
ho iniziato un ellroy.
voglio sangue, fegati spappolati e sesso squallido.
non ce la faccio più di carinerie da beghine frigide.
(scusate lo sfogo) |
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Auro
- 22:39
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22 Febbraio 2005 |
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Cito e ci penso |
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"Che altro vuole che le dica? Nel romanzo d'appendice canonico, la chiave del successo è semplice: l'eroe, l'eroina, hanno virtù o tratti che inducono il lettore a identificarsi con loro. Se accade oggi con i teleromanzi, immagini l'effetto in quell' epoca senza radio nè televisione, su una borghesia avida di sorprese e di distrazioni, poco esigente in quanto a qualità formale e a buon gusto... Quel genio di Dumas lo capì, e con sapiente alchimia fabbricò un prodotto di laboratorio: qualche goccia di questo, un po' di quello, e il suo talento. Risultato: una droga che creava tossicomani." Mi indicai il petto, non senza orgoglio. "che ne crea tutt' ora."
(da "Il Club Dumas" di Arturo Pérez-Reverte)
Ecco, Boris Balkan, che parla, ha proprio ragione.
Non voglio fare un' apoteosi della letteratura di consumo, tralasciando l' importanza dello stile, dell' eleganza, della cura nello scrivere.
Però.
E' una trama che mi tiene legata ad un libro pagina per pagina, è uno sviluppo: di personaggi, di idee, di fatti.
Non sono le belle parole fine a se stesse.
Ecco, è quello che non sopporto: leggere una pagina e sentire, in trasparenza, lo scrittore che dice "uh mamma, come sono bravo come sono colto come sono forbito".
Si può essere bravi con le parole e farne godere il lettore, sorridere insieme a lui (un nome a caso, Benni), oppure si può troneggiare sulla propria verbosità (un nome a caso: Baricco).
Ma la storia, cavolo, la storia.
Quella è fondamentale.
Un altro bistrattato dai critici, Stephen King, l' ha detto a chiare lettere: "E' la storia, non chi la racconta."
Se una storia vale, la vivrò pienamente qualsiasi sia lo stile scelto per raccontarmela.
Riderò, e mi commuoverò, e mi rifiuterò di dormire fino a che non sarò arrivata in fondo.
Se non c'è quella, le belle parole valgono poco.
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Frine
- 12:17
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4 Febbraio 2005 |
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due riflessioni due |
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Uno. Se devi truccarti perché stai per uscire, e sei pure in ritardo, e appoggi il mini specchietto sul libro aperto perché così riesci ad occhieggiare qualche riga mentre fai sparire il tuo pallore mortale, forse la sindrome da lettura compulsiva sta toccando nuove vette.
Due. Questa storia dei punti speciali Feltrinelli da accumulare da qui a giugno e calcolati sul totale della spesa mi convince poco. 1 punto ogni 10 euro, 60 punti 25 euro di sconto, pure io che sono una scarpa in matematica mi rendo conto che devo spenderne seicento per averne venticinque in omaggio. Bah. |
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Frine
- 18:47
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21 Gennaio 2005 |
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ritorno alle origini |
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sono tornati i commenti! |
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Auro
- 00:02
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16 Gennaio 2005 |
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fra autori del blog... |
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...da oggi c'è anche taryn.
[un'AuroContenta] |
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Auro
- 13:16
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pensieri tristi di inizio anno |
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Negli ultimi anni sempre più raramente mi capita di incontrare libri e autori notevoli o che comunque lascino in me qualcosa di più di una traccia o la voglia di leggere altro dello stesso autore. Dividendo la mia vita di lettrice in due, mi accorgo che i miei grandi amori di carta, le mie grandi folgorazioni, li ho scoperti tutti nella prima parte: Marquez, Kundera, Karen Blixen, la prima Allende, Tolkien, Bufalino, John Irving, Amado, Forster, Fitzgerald, Benni, Pennac, Jong ( ho gusti variegati e non sempre condivisibili, lo so) li ho letti tutti tra i 15 e i 25 anni o giù di li. E dopo? tra i 25 e i 35? ho letto sì altri libri che ho apprezzato moltissimo e che mi hanno fatto venir voglia di urlare mioddioquantèbello, ma con sempre minor frequenza, giusto Maggiani, McEwan, Saramago, certo Yehoshua, Gonzalez Ledesma, certo Trevor, "Q" e cos'altro? poco
Eppure leggo più di un tempo e continuo a essere intossicata dalla lettura, drogata dai libri come dalle mie Marlboro...allora cos'è? il mio senso critico si è evoluto con l'età? sono diventata più esigente, difficile, chiusa?
comunque sia mi mette molta tristezza questa consapevolezza e pensare anche che potrebbe essere un percorso in progress, che sempre più raramente potrei trovare sorpresa, entusiasmo, piacere folle, godimento e partecipazione totale mentre leggo, pur continuando a non poterne fare a meno. questo tiepidume mi imbarazza e deprime. in tutto ciò mi appare l'immagine di mio padre che a cinquant'anni ha buttato via tutti i suoi-moltissimi-libri perchè non gli avevano dato la felicità... |
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Vanya
- 11:56
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20 Dicembre 2004 |
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pino cacucci e jules bonnot |
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a parte il fatto che è in assoluto uno dei migliori 5 libri che ho letto quest'anno, dopo aver visto lo spettacolo teatrale di giangilberto monti (la belle époque della banda bonnot), consiglio a chiunque di leggere "in ogni caso nessun rimorso" di pino cacucci.
imho: lo spettacolo è di per sè interessante, ma le musiche di boris vian sono violentate da interpretazioni al limite del decente della "tipa bassa con chitarra enorme" e, almeno nell'allestimento milanese, da un'acustica terribile del teatro dell'arsenale.
il lavoro di monti è anch'esso interessante, ma forse un po' lacunoso.
leggere cacucci farebbe del gran bene a tutti. fortissimamente.
Teatro dell'Arsenale, GiangilbertoMonti, Feltrinelli |
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Auro
- 13:54
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impossibilità di leggere |
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esistono libri strani. che è difficile anche spiegare.
uno di questi libri per me è "il gioco del mondo" di cortázar.
il libro è due libri. si possono leggere cinquanta e passa capitoli uno di seguito all'altro, oppure leggere i cinquanta e passa capitoli inframmezzandoli (su suggerimento dell'autore) con altri capitoli (ce ne sono un'ottantina) e entrare quindi in un'altra storia.
ecco, io quel libro lo volevo dannatamente leggere. quindi mi ci sono messa di buzzo buono. come prima lettura ho scelto la modalità "saltapicchio". poi, dopo una ventina di capitoli, non capivo il libro e mi sono detta: "sei scema... ma almeno prova a leggerlo consequenzialmente..." e non ci ho capito nulla.
l'ho mollato lì, dicendomi che forse non è il momento giusto. lo riprenderò, giuro.
anche perché non ho mai letto nessun libro su cui in ogni pagina io abbia sottolineato una frase. e quindi un motivo ci sarà.
Einaudi |
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Auro
- 13:54
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6 Dicembre 2004 |
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Di Quarte e Risvolti |
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Ma capita solo a me di trovare assolutamente incongrui i riassunti delle trame dei libri che si trovano in quarta di copertina o sui risvolti dei cartonati (quelli così comodi come segnalibro)?
Sto leggendo "L'impero dei lupi" di Jean-Christophe Grangé (quello de "I fiumi di porpora", per intenderci), e il succitato risvolto dice circa così (perdonate la citazione a braccio, ma non ho il libro sottomano al momento): "Tizia si ritrova la memoria sconvolta dopo un intervento di chirurgia estetica. Nel cercare la sua vera identità farà la conoscenza di Caio e Sempronio, coppia di poliziotti che indagano su ecc.ecc.".
Ora, non sto a spiegarvi tutto per filo e per segno, perché dovrei raccontarvi praticamente tutto il libro, ma vi assicuro che in quelle tre righe lì sopra ci sono perlomeno due boiate assurde.
Non è vero, semplicemente: le cose nel libro non vanno così.
E al momento ne ricordo un' altra: la quarta di copertina di "It" di King, che dice qualcosa tipo: "alcuni ragazzini, esplorando per caso le fogne del loro paesino, risvegliano un oscuro essere malvagio blablabla...".
Ma siamo matti? Ma guardate che l'oscuro essere malvagio era già sveglissimo di suo, e i bambini in questione ci incappano in mezzo, ma avrebbero fatto volentieri a meno..
E poi ci sono le descrizioni sibilline, che vabbè che non mi devi mica raccontare tutto per filo e per segno, ma perlomeno capire se sarà un libro che parla di politica o di cucina non sarebbe male.
E poi, e poi.. ma la domanda è sempre quella: ma li leggono o no, 'sti libri?? |
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Frine
- 11:23
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29 Novembre 2004 |
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io lo adoro, io ci sarò |
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e per chi vuole esserci spazio (forse) ce ne sarà: 2 dicembre alle 18,30 presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte: la festa per la terza edizione della "Trilogia della città di M.", libro di Pietro Colaprico. |
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Auro
- 19:35
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21 Novembre 2004 |
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votazioni aperte |
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sono aperte le votazioni per il Premio Giorgio Scerbanenco 2004.
"La giuria di esperti di Noir in festival, composta da Graziano Braschi, Valerio Calzolaio, Tecla Dozio, Carlo Oliva e Sergio Pent ha selezionato 24 titoli tra i romanzi gialli e noir italiani usciti tra ottobre 2003 e settembre 2004, per sottoporli al giudizio del pubblico e decretare il Premio Giorgio Scerbanenco 2004 per il miglior romanzo noir italiano edito. Votate il vostro titolo preferito entro il 21 novembre 2004. I vostri voti si andranno a sommare alle preferenze della giuria letteraria del festival e determineranno la cinquina dei finalisti che verrà presentata in apertura del Courmayeur Noir in festival il 7 dicembre alle ore 16. Lo stesso giorno, alle ore 21, la giuria decreterà il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2004" (da Sherlock Magazine)
qui sono disponibili i titoli finalisti con la possibilità di votare. |
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Auro
- 16:23
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13 Novembre 2004 |
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ultimamente mi capita spesso |
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quando dò appuntamento a qualcuno in un locale arrivo un po' prima.
mi siedo e leggo.
fa molto brasserie, forse. o intellettualoide di provincia, forse. ma mi piace molto. lo trovo rilassante e poco impegnativo.
e così stasera ho aperto il libro che ho appena iniziato e ho aspettato che arrivasse s. con calma.
e quando è arrivata ho ritardato il saluto di almeno 10 secondi, perché quel libro lì ti incatena fin dalla prima pagina della premessa.
"il titolo di questo libro [...] consacra l'impegno di chi vuole andare avanti.
[...]
furono gruppi di patrioti che non diedero mai tregua al nemico: lo colpirono sempre, in ogni circostanza, di giorno e di notte, nelle strade delle città e nel cuore de suoi fortilizi".
Feltrinelli |
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Auro
- 00:00
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12 Novembre 2004 |
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Contrattempi librari |
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Un bel po' di giorni fa, presa dalla smania dello shopping on-line avevo ordinato i seguenti titoli (che naturalmente mi sento di consigliare):
Valerio Evangelisti, Antracite
Dario Moretti, Il lavoro editoriale
Carlo Musso, Delitti dal vangelo secondo Giovanni
David Lodge, L'uomo che non voleva alzarsi e altri racconti
Manuel de Prada, La tempesta
Manuel Vázquez Montalbán, Millennio. 1. Pepe Carvalho sulla via di Kabul
Andrew Masterson, Gli ultimi giorni. L'apocrifo di Joe Panther
Fin qui tutto bene. I problemi arrivano con il corriere scelto da questa libreria on-line. In breve: questo corriere sostiene che io li abbia contattati via email per chiedere un cambio della destinazione (Verona, al signor A. che io non conosco). Naturalmente io non li ho mai contattati e loro "casualmente" non trovano più la mia mail. Però non intendono rimborsarmi!
A questo punto una ragazza del servizio clienti della libreria ha riordinato i miei libri a loro spese... però chissà quando arriveranno! Inutile dire che speravo di avere Millennio il giorno prima che uscisse in libreria.
Se avete commenti, contattatemi qui: mestessa@gmail.com |
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Theut
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30 Ottobre 2004 |
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scrittori in tv |
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lucarelli domenica "mistero blu" (ore 21, rai 3).
si parla della Milano nera, dalla banda di via Osoppo ai giorni nostri... ci sarà anche piero colaprico. |
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Auro
- 01:10
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Stop the wall |
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Il titolo del libro è “Stop the Wall”, il significativo sottotitolo “il muro dell’apartheid in Palestina”. Pubblicato dalla casa editrice Alegre è stato redatto a cura di Pengon, la rete delle Ong palestinesi.
Il volumetto, agile ma molto accurato, si presenta come una raccolta di saggi, testimonianze e documenti sui retroscena che hanno portato alla costruzione del muro, sulla politica israeliana successiva al 1949, data della Convenzione di Ginevra, e sugli aspetti di diritto internazionale connessi alla questione palestinese.
I teorici del sionismo si sono sforzati di presentare la costruzione del muro come una scelta mossa da ragioni di sicurezza, ma emerge con chiarezza come il vero intento sia da ricercare piuttosto nel tentativo di assicurarsi il controllo dei territori palestinesi, all’interno dei quali confische ed espropri hanno subito nel corso degli ultimi anni un’accelerazione esponenziale, in aperta violazione alle norme del diritto internazionale.
La Corte Internazionale dell'Aja ha recentemente condannato la costruzione del muro, in accordo con la convenzione di Ginevra, ratificata a suo tempo anche da Israele. Israele ha risposto argomentando che nessuna autorità può decretare in merito a questioni che riguardano esclusivamente la propria sicurezza, posizione che ha suscitato un certo imbarazzo persino da parte della Casa Bianca.
Ultimo capitolo, per ora, del conflitto israelo-palestinese è il varo del piano di ritiro dalla striscia di Gaza, proposto dallo stesso Sharon e approvato dalla Knesset nella serata dello scorso lunedì, tra i tumulti dei militanti di destra.
È difficile credere che Ariel Sharon, che per oltre trent’anni si è dedicato a sabotare ogni tentativo di dialogo attraverso l’occupazione sistematica e “strategica” di territori caldi, si sia improvvisamente convertito alla causa della pace.
Più logico pensare che la scelta dello sgombero sia una misura che occupa il suo posto nel mosaico, né andrebbe sottovalutato il peso delle pressioni che provengono dalla comunità internazionale, che hanno probabilmente consigliato a Sharon l’opportunità di un apparente cambio di direzione, la cui genuinità resta tutta da verificare.
Intanto, “Stop the wall” resta un documento prezioso, anche in virtù della cronica carenza dei nostri mezzi d’informazione, che del muro continuano a mostrare appena qualche metro per volta, facendolo apparire quasi un modesto e insignificante muricciolo. Un libro utile per chiunque voglia documentarsi sulla scomoda realtà di un genocidio che si sta continuando a perpetuare nell’indifferenza dei più.
Pier Paolo Caserta su Aprile On Line |
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Invisigot
- 01:10
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delirio libresco |
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in questi ultimi giorni di lettura folle, i libri mi hanno insegnato molte cose. altre invece me le hanno solo ricordate, se ce ne fosse mai stato bisogno.
i libri fanno incontrare.
i libri fanno sorridere.
i libri fanno ricordare, e dimenticare i rimpianti.
i libri ti prendono e ti portano va, in luoghi dove non sempre fa piacere stare.
i libri fanno caldo alle mani e al cuore.
sono contenta della persona che sono, dei libri che leggo, dei pensieri che faccio mentre leggo, ma anche no.
non mi vergogno mai del libro che sto leggendo. non mi vergogno mai di andare in giro nel mondo a testa alta. |
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Auro
- 01:08
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25 Ottobre 2004 |
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Occidente per principianti |
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Su Nazione Indiana appare un'intervista a Nicola Lagioia la cui ultima opera, a detta di Tiziano Scarpa, sembra essere un capolavoro.
Anche solo per questo pezzo di intervista Lagioia si meriterebbe l'acquisto del libro:
I primi soldi guadagnati mi sono giunti da una super raccomandata di Radio Rai incapace di scrivere i testi per i quali veniva pagata. Non incapace di uno stile efficace, attenzione: incapace di mettere su due frasi in croce! Mi mollava delle audiocassette con sopra registrati convegni di medicina o interviste a personaggi più o meno rilevanti e mi chiedeva di trasformare la sbobinatura (che facevo sempre io) in qualche cosa di leggibile. Le mandavo i testi settimanalmente via mail. E lei: “bel lavoro, ci faccio qualche correzione e lo spedisco in radio”. E la mia curiosità: “che tipo di correzione, scusa?”. E la fierezza delle sue posizioni: “oh, niente di importante, qualche errore grammaticale. Hai scritto per esempio tutti i “qual è” senza apostrofo”. Retribuzione per ogni corvè: cinquantamila lire. A questa aggiungi qualche altra marchetta per onorare le bollette di luce e telefono. Tipo: la scrittura di due o tre puntate di Vivere, la soap opera di Canale 5. Una fatica! Sintonizzarsi alla frequenza di demenza linguistica voluta dalla Endemol non era mai facile.
Nazione Indiana |
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Invisigot
- 18:43
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24 Ottobre 2004 |
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Mosca bianca? |
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Su "Black Blog", marsilioblack segnala il sito web di Luigi Bernardi, “figura chiave dell'editoria noir nostrana”. Tra gli estratti presentati un non recentissimo pezzo scritto per Avvenimenti, “una spietata analisi della situazione del genere nel nostro paese”:
"La difficoltà maggiore del giallo italiano, paradossalmente, pare proprio essere quella di fare i conti con la realtà. [...] Chi cercasse nei libri dei nostri giallisti tracce di presente, le troverebbe talmente fuori fuoco da risultare evanescenti, comunque deformate. Vedrebbe a fatica la criminalità organizzata, non riconoscerebbe quella politica, stenterebbe a cogliere grani di quella microcriminalità che da sempre costituisce uno degli elementi perturbatori dell'atlante di ogni paese, non centrerebbe le motivazioni individuali formate dalla contemporanea evoluzione sociale e civile. Di contro, s'imbatterebbe in carabinieri acciaccati, poliziotti pieni di risibili problemi personali, magistrati... strano, ci sono pochissimi magistrati nel giallo italiano, eppure dovrebbero costituire il cardine di ogni indagine: che sia anche questo un sintomo di faciloneria? Per non parlare dei criminali: inverosimili serial killer, moventi rococò, linguaggi e comportamenti arzigogolati, precauzioni insensate, errori clamorosi. Un mondo a parte, insomma, riciclaggio di stilemi letterari, cinematografici e televisivi, invece che prodotto di ricerche sul campo."
Mi fa quasi piacere leggere queste righe così critiche, perché mi è subito venuto in mente un controesempio da presentare; un autore, un libro, che sembra smentire punto per punto quanto -giustamente- accusato da Bernardi: parlo (ovviamente?) della “Trilogia della città di M.” di Piero Colaprico.
[causa valanga di spam, non è per ora possibile attivare i commenti, la mia mailbox è però aperta e ricettiva, e mi impegno a aggiornare il post con gli eventuali commenti che mi arriveranno via posta: aleroots@gmail.com] |
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AleRoots
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22 Ottobre 2004 |
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state of the pages |
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ultimamente, purtroppo, la lettura è stato un po' il mio ultimo pensiero, devo dire.
in ogni caso ho finito il vassalli che tanto mi irritò nelle prime pagine, e che poi mi ha affascinato.
e devo un aperitivo, e qualcosa di più, a un amico. |
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Auro
- 20:15
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20 Ottobre 2004 |
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Manuel Vasquez Montalban |
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Ero arrivata a 35 anni senza aver mai letto niente di Montalban, senza un perchè preciso, niente, non mi attirava semplicemente. Per me non è un fatto inusuale, la stessa cosa mi accade (rimanendo nelle vicinanze) con Camilleri. Ma il sentirne parlare così bene da persone i cui gusti letterari stimo, mi ha fatto decidere e ho così optato per un romanzo dal titolo bellissimo:"Il centravanti è stato ucciso verso sera". L'ho iniziato con le migliori intenzioni, dandomi anticipatamente della stupida per non aver tentato l'approccio prima e quasi già pregustando tutta la sua sterminata produzione che era lì e aspettava solo me...bè non è stato così. Ma in fondo era solo uno dei suoi libri, non volevo concedergli una prova d'appello? certo che sì! Ho deciso per "Assassinio al Comitato Centrale" provvidenzialmente uscito con Repubblica nella sua collana gialla. Aridaje. Non mi ha preso neanche questa volta.
Non è che possa veramente dire che non mi siano piaciuti ( soprattutto il secondo) ma l'ambientazione, i personaggi ( Carvalho in paricolare con il suo cinismo godereccio), l'atmosfera li ho trovati tutto sommato prevedibili, anche le vicende in sè non erano male ma mi davano un po' l'impressione di un amante focoso che si dilunga molto e bene nei preliminari, che promette i fuochi d'artificio e poi ti lascia con un palmo di naso facendoti pensare "ma è tutto qui?".
Tornando alle atmosfere, ecco io sono il tipo di lettrice disposta a mettere in secondo piano la storia se però mi fai "entrare" nel libro, se mi fai assaggiare, annusare, toccare le cose di cui stai parlando, se mi fai respirare la tua stessa aria. Fatto questo mi importa poco se la tua storia è quasi un pretesto per raccontare una determinata "impressione". E mi pare che Montalban presti molta attenzione proprio alle atmosfere e a descrivere stati d'animo che esulano dalla vicenda in sè; a maggior ragione mi ha lasciato un po' insoddisfatta.
Volendo fare un parallelo con un altro scrittore barcellonese, giallista e molto meno famoso, io ho adorato Francisco Gonzalez Ledesma che mi ha appagata totalmente proprio dal punto di vista delle suggestioni. Dopo aver letto "Le strade dei nostri padri" e "Soldados" ho iniziato a vedere Barcellona con occhi nuovi, a cercare la sua Barcellona ( di cui purtroppo non rimane molto, ma certi odori, certe strade, certa irresistibile sordidezza, qualcosa sì).
Ecco cosa mi è mancato in Montalban. |
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Vanya
- 11:24
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14 Ottobre 2004 |
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Ben ritrovati |
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Ci siamo di nuovo.
Solo questo.
E non commentate eh! |
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Invisigot
- 09:53
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13 Settembre 2004 |
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pubblica ammenda |
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mi scuso per tutto lo spam che invade sto blog.
prometto che appena riesco a capire come funziona installo la black list di mt. o anche appena qualcuno che lo ha già fatto mi spiega come fare... sono versatile, io... |
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Auro
- 19:58
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9 Settembre 2004 |
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Aldo Nove live alla Feltrinelli |
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Alla Feltrinelli di piazza Piemonte Aldo Nove ha presentato "Milano non è
Milano", la pseudo-guida turistica ultima sua fatica letteraria.
Non devo più andare alle presentazioni di libri: quando il libro mi piace il rischio è di rimanere delusi dall'autore come persona "in carne e ossa"; nel caso duale invece -libro, o scrittore, indigesto- l'evento abituale consiste nella perdita irreversibile del proprio buonumore quotidiano, affogato nell'acidume somatico degli sproloqui di chi sta dietro il microfono.
Quindi, Nove che presenta il suo libro. Ai suoi lati, a fargli da indispensabili e invadenti talking guard, il miserabile
Giuseppe Genna e un canuto ben piazzato rivelatosi essere Eugenio Finardi.
Innanzitutto l'autore: Aldo Nove live è come scrive. Infatilismo? Neoprimitivismo consapevole? Tale e quale: un ragazzino messo di fronte al microfono che balbetta perché deve parlare davanti a così tanta gente; che striscia il dito sulla scrivania per l'emozione; che punta tutto sulla tenerezza e sull'apparente ingenuità, e spesso ci riesce, facendo passare con un sorriso quelle che si rivelerebbero in toni normali delle placide stronzate.
La violenta critica di Langone che mi aveva fatto scoprire questo libro a quanto pare ha lasciato il segno, tant'è che Nove non può fare a meno di citarla, e di riconoscere almeno uno dei 6-7 errori di cui veniva accusato: la torre Velasca non è di Giò Ponti. L'errata corrige in stampa dalla prossima edizione.
Del libro non si parla granché, Finardi si è preparato sul testo sbagliato, e si limita a dipingere Nove come colui che spazza via i luoghi comuni (sic), Genna tenta di coccolarsi il suo pupillo sfoggiando la sua caratteristica prosa cool-culturale, ma l'autore non coglie gli stimoli e si limita a leggere un brano del libro, sempre il solito ubi-citato racconto dello sbarco in piazza Duomo ai tempi della paninara distesa di pubblicità al neon. Ovviamente letto alla guisa di un ragazzino di quarta elementare.
Il discorso si sposta inevitabilmente su Milano, e sulla sua (presunta) crisi. La tesi di Genna è chiara, detta a voce ispira un po' meno antipatia, ma è la sua abituale critica totale alla società odierna, condita da un malcelato e preoccupante estremismo. Quella di Finardi decisamente meno (chiara): prima si lamenta perchè a Milano la gente crudele e cattiva non lo ferma e insegue per strada per chiedergli autografi e dediche, poi confessa di vivere bene a Milano perché se vuole può starsene da solo senza dover per forza parlare con chi incontra. Il fascino dell'ossimoro d'artista.
Milano non è più Milano la critica di Nove: la città cambia e si evolve, e a quanto pare questo è male. Non ci sono più veri milanesi, perchè tutti arrivano da fuori, o i propri genitori arrivano da fuori, o i propri nonni arrivano da fuori, e a quanto pare anche questo è male. La cultura è in mano a individui di destra e collusi con la mafia, e per dimostrarlo cita un (a me) sconosciuto Teatro delle Verdure in mano a Dell'Utri; Milano (e l'Italia) sono culturalmente in crisi. Neanche una parola tuttavia viene spesa sulle possibili soluzioni, nessuna alternativa è proposta alla via "dellutriana"; e non mi sembra una cosa positiva per Genna e C., che, neppure troppo implicitamente, si ergono a portavoci intellettuali della sinistra.
La presentazione volge al termine, gli interventi del pubblico sono rigorosamente over 80; battute sul Passante, nostalgici ricordi di quando alle elementari si studiava il milanese, e citazioni di poesie in dialetto. Il resto della platea rimane un po' stupita, non sa bene come reagire, ma ci pensa Genna a dare il la allo stentato applauso: e diamine, una volta sì che Milano era davvero Milano. Alla faccia dei luoghi comuni.
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AleRoots
- 01:04
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5 Settembre 2004 |
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parole vintage |
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oggi ho fatto un giro per le bancarelle di libri del mercato e ho comprato un po' di libri usati da liberare e altri per me. fra questi (quelli per me) un Dottor Zivago, in edizione Feltinelli Economica del 1963.
adoro le pagine ingiallite, il profumo di colla che ancora persiste, la sovracoperta di plastica trasparente che ha messo il precedente proprietario del libro. adoro queste parole che sono nel retro della copertina:
Caro lettore
ama la lettura dei grandi scrittori di ieri e di oggi?
preferisce un saggio agile e vivo?
ha bisogno per i Suoi studi o per il Suo lavoro
di una grande enciclopedia
o di altri testi di consultazione?
Quali che siano i Suoi interessi
- la letteratura italiana o le letterature straniere,
la storia, la politica, le scienze,
la filosofia o l'attualità -
se Lei vorrà sfogliare il catalogo
alla fine di questo volume
vedrà che l'Universale Economica
Le offre la possibilità di formarsi con poca spesa
una ricca e moderna bibioteca
per le Sue ore di svago e per la Sua cultura.
ah! il marketing degli anni Sessanta: come dire di no?
(io il catalogo alla fine del volume me lo sono letto e pure di gusto) |
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Auro
- 00:42
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3 Settembre 2004 |
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appuntamento |
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il signor Aldo Nove che qui fu commentato e commentò pure lui, presenta il libro in questione l'8 settembre a Milano presso la Feltrinelli di Piazza Piemonte alle 18,30.
non mi pare una brutta occasione per capire meglio il libro, sentire l'autore che ne parla e farsene una propria opinione.
a me spesso gli incontri con gli autori interessano proprio per questo, capire chi c'è dietro alle pagine stampate, chi le ha pensate, chi le ha volute condividere.
beh, insomma l'8 in Piazza Piemonte c'è Nove.
Letture, LaFeltrinelli |
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Auro
- 18:49
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buon proposto |
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non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca. non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca, non prenderò nessun nuovo libro della biblioteca.
ecco.
almeno per ora. |
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Auro
- 18:41
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29 Agosto 2004 |
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stupori vacanzieri, 2 |
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rimango sempre molto stupita quando incontro qualcuno davanti a uno scaffale di libri, una libreria privata o in libreria, o in biblioteca, che accarezza le coste dei libri.
lo faccio anche io, molto spesso coi libri che mi sono piaciuti.
e la coincidenza mi lascia sempre molto stupita. |
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Auro
- 00:38
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stupori vacanzieri, 1 |
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rimango sempre molto stupita quando vedo qualcuno leggere muovendo le labbra, come se sussurrasse le parole che incontra.
sempre molto stupita. |
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Auro
- 00:35
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21 Agosto 2004 |
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coming back da parigi e prossimamente... |
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allora... ho fatto abbastanza la brava bambina.
ho letto di un fiato sia il deserto dei tartari, sia la fine della libertà.
mi sono arenata un po' sul profumo di sunskind, che mi è iniziato a piacere solo dalla metà.
durante il lungo viaggio di ritorno poi mi sono lasciata prendere dal libraio di selinunte che ho finito in un lampo, anche perché 50 pagine scorrono veramente in fretta.
sono tornata a casa con 3 libri di boris vian e uno di cesare battisti comprati da gilbert jaune per un totale di 12 euro (i libri in occasione sono una grazia divina che sa di latte condensato e panna fresca).
mi hanno regalato urban tribes di waters e in un paese bruciato dal sole di bryson.
sto leggendo una raccolta di racconti di vian. e probabilmente poi attaccherò con sciascia e il suo affaire moro.
BookCrossing.com, BorisVian.fr, UrbanTribesnet, TeaLibri, IBS |
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Auro
- 17:10
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17 Agosto 2004 |
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MANTOVA, CITTA' DELLA CULTURA |
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A Mantova ci si prepara al Festivaletteratura, sembra.
Per chi non si vergogna di rovistare letteralmente nell’immondizia, in via Visi è disponibile - non so per quanto tempo - una fornita libreria di testi vecchi e nuovi, all’interno di un bidone per la raccolta della carta. Il bidone è nel secondo gruppo di cassonetti, sulla sinistra, per chi viene dalla città.
Vi si trovano in particolare trattati politici sul marxismo e il socialismo, testi di cultura e storia della provincia mantovana, psicologia e psicanalisi. Oltre alle edizioni economiche dell’Interpretazione dei sogni e la Psicopatologia di Freud, ci sono un interessante saggio sulla tormentata vicenda Freud-Jung, un libretto di Einstein e un trattato di sociologia. Non mancano edizioni di classici in ottime condizioni: Il processo di Kafka, le Novelle del Verga, le Bucoliche di Virgilio (che nei cassonetti mantovani non deve mancare), Baudelaire e altri poeti.
Simenon e Marx sono già stati venduti...
Post parallelo nel mio blog, data la singolarità. |
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Esteban
- 17:09
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Di ritorno |
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Di ritorno da una fantastica vacanza porto con me una gemma particolare, ascoltata nel suggestivo scenario delle Cave di Grottaglie
Ma l'animale che mi porto dentro
Non mi fa vivere felice mai
Si prende tutto anche il caffè
Mi rende schiavo delle mie passioni
E non si arrende mai e non sa attendere
E l'animale che mi porto dentro vuole te
L'animale - F.Battiato |
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Invisigot
- 10:18
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10 Agosto 2004 |
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Rivista "Origine": piacevole scoperta estiva |
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Solitamente le riviste che parlano di libri e letteratura, quelle con l'aria così intellettual chic, quelle che si trovano nelle librerie più grandi, hanno a mio avviso due difetti. Primo, il più delle volte sono scritte in un linguaggio esageratamente (e inutilmente mi pare) difficile e specialistico, quasi a scoraggiare i lettori comuni non "iniziati". Secondo, il costo, spesso superiore a quello della gran parte dei libri venduti lì attorno. Conseguenza di queste poco accattivanti caratteristiche, non ne ho mai comprata una, limitandomi talvolta a leggerne qualche articolo sui (comodi) divani usualmente in dotazione, se tempo e affollamento me lo permettevano. All'ultima incursione alla Feltrinelli invece una inaspettata scoperta: Origine (il link è al sito, dove sono disponibili anche tutti gli articoli dei numeri passati): costa 2.50 euro (ho dovuto rileggere il prezzo due volte per convincermene) e gran parte degli articoli si possono leggere tranquillamente, anche senza dizionario enciclopedico e notes per gli appunti a portata di mano. Dalla copertina vedo che al secondo anno di pubblicazioni, e all'interno che tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito. Che dire, ovviamente me ne sono accaparrato una copia la volo, e post-lettura posso decisamente dire di aver fatto un ottimo acquisto.
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AleRoots
- 15:57
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9 Agosto 2004 |
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Verranno con me in Sicilia |
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"L.A. Confidential" - James Ellroy (e questa volta lo leggo sul serio)
"La difesa Luzin" - Vladimir Nabokov (e questa volta lo leggo sul serio -e due!-)
"Camera con vista" - E.M. Forster (questo lo tengo per l'aereo)
"Le Irregolari" - Massimo Carlotto
Sono tentata anche di prendermi qualcosa di Coe.. tanto per avere un jolly che mi piacerà sicuramente.
Tanto i punti sulla tessera di Feltrinelli mi permettono di largheggiare, eheh. |
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Frine
- 11:04
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5 Agosto 2004 |
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I dove e i quando - 1 |
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C'è stato un momento in cui ho smesso di scrivere la data e il luogo di acquisto dei miei libri. Possiedo un discreto numero di libri muti, acquistati negli ultimi quattro-cinque anni, di cui ricordo solo vagamente l'occasione in cui li acquistai.
Credo di avere interrotto quest'abitudine per motivi di coerenza: sapevo di non voler davvero leggere tutti i libri che acquistavo. I miei primi passi nel lavoro che svolgo sono stati ritmati dal silenzio delle notti passate sui libri. Libri senz'anima e con tante parole. Libri su qualcos'altro. Libri con un tempo e un luogo diversi dai miei. Non ci sarebbe stato alcun significato in una data scritta su quelle pagine. Tutti gli altri libri del mondo mi apparivano come qualcosa che non sarei riuscito a leggere, e subirono la stessa neutralità.
Da qualche mese ho smesso di leggere i libri senz'anima, che per loro natura non hanno una fine e - per questo - non lasciano tracce.
Ho ritrovato altri miei volumi che riportano la data, il luogo, un pensiero, un brano da qualche poesia o canzone. Sono libri che parlano, e nutrono il loro contenuto del valore di quei momenti in cui li volli leggere. Sembra un frammentato e impreciso diario, scritto su pagine diverse e distanti.
Un diario tanto disseminato quanto - proprio per questo - mio. |
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Esteban
- 10:53
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29 Luglio 2004 |
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Letture di Puglia |
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Domani si parte per le vacanze.
Dopo un' attenta riflessione (una settimana circa) ecco il verdetto:
Aspettando i barbari - J.M.Coetzee
In ogni caso nessun rimorso - P.Cacucci
Venere privata - G.Scerbanenco
Antisemitismo e sionismo - A.B. Yehoshua |
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Invisigot
- 23:54
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pianificazione |
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contando di poter decidere all'ultimo di cambiare le carte in tavola, ecco i libri che porterò a parigi:
De André/Gennari, Un destino ridicolo
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
Gore Vidal, La fine della libertà
Patrick Suskind, Il profumo
Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte
a questi si accodano i rilasci programmati (3 libri in lingua) e ovviamente tutti i libri che comprerò da gilbert jaune. dove il pellegrinaggio è garantito. |
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Auro
- 12:24
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27 Luglio 2004 |
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mail all'autore |
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to: Il Kola
soggetto: nota di colore
oggi ero in feltrinelli.
ho visto un tipo (40 anni, alternativo il giusto) davanti alla pila della trilogia di colaprico e mi sembrava un po' indeciso.
"ghe pensi mì" mi son detta.
sappi solo che alla fine ne ha comprati due: uno per lui e uno per suo figlio.
baci, A |
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Auro
- 17:04
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26 Luglio 2004 |
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Don't judge a book... ? |
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Ehilà. Ci sono anch'io e scrivo una sciocchezza in fretta e furia tanto per farmi vedere una volta e per promettere che mi farò vivo con le mie brave letture e impressioni di lettura. Ma tanto per rompere il ghiaccio voglio fare a tutti una domanda: quanto contano le copertine, nei vostri acquisti?
Per me, confesso, parecchio.
Ovvio, se qualcuno mi consiglia un libro e so che davvero la lettura sarà appagante, di solito lo cerco in libreria e lo compro senza problemi. Ma quando sono lì fra gli scaffali, non prendo mai in mano un libro dalla copertina evidentemente brutta. Non mi viene. Capita anche a voi?
L'unica eccezione sono quelle collane dei classici che le case editrici ormai pubblicano identiche da decenni e di cui ho imparato a fidarmi.
Trovo che le copertine della Penguin books inglese siano eccezionali, e mi spiace quando vedo i romanzi della Mondadori buttati lì sullo scaffale con delle copertine da supermercato. Oppure vogliamo parlare delle copertine di Voland per i romanzi della Nothomb? Una più brutta dell'altra, dispiace dire. Per fortuna che me li leggo in francese.
Insomma, l'occhio vuole la sua parte: in copertina e all'interno. Tutti sappiamo quanto siano leggibili i caratteri della Einaudi, rispetto chessò, ai classici della BUR. Son curioso di sapere se siete d'accordo... |
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Macubu
- 08:33
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25 Luglio 2004 |
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benvenuti |
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questo blog sta diventando quello che volevo diventasse: una corale di lettori che scrivono qua sopra.
se qualcuno vuole unirsi alla cricca mi scriva... |
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Auro
- 23:51
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cocciuta |
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quando ero piccola, una volta mi hanno portato a vedere il lago dei cigni al castello sforzesco. io ho passato il tempo rivolta verso il faro a leggere i barbapapà. mia madre me lo ricorda ancora quando vuole sottolineare la mia cocciuta voglia di fare sempre qualcosa di diverso rispetto alla "normalità".
stasera al cinema all'aperto, continuavo a tastare nella borsa il libro. mi sarei volentieri voltata verso la luce per continuare a leggere il libro, piuttosto che vedere quel film orrendo. |
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Auro
- 23:50
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23 Luglio 2004 |
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come volevasi... |
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ovviamente ho preso quattro libri in biblioteca. scadenza: 8 settembre. |
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Auro
- 23:20
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aria di ferie |
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oggi riporto i libri della biblioteca. sono i due manchette che non mi avevano convinto (in ogni caso, molto più bello Mucchio di cadaveri, che Piccolo blues) e il Pericle.
proverò a non farmi attrarre da altri prestiti, che ci sono le ferie ed è inutile che prenda altre pagine da leggere.
devo decidere cosa portare in vacanza da leggere. l'anno scorso, poi, ho letto solo libri che ho comprato lì. quest'anno dovrò trattenermi.
Einaudi, IBS |
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Auro
- 10:55
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19 Luglio 2004 |
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avere tempo per annusare libri |
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oggi sono andata al libraccio sui navigli con a., che poveretta quando ha capito a cosa andava incontro ha desistito e ha iniziato a dirmi "dimmi un po' di titoli che cerchi"... in realtà io avevo la lista in mano, ma li stavo comunque guardando tutti. così ho mollato il colpo alla d perché effettivamente stavamo lì già da mezz'ora. e non c'era l'aria condizionata. sono uscita solo con 5 libri.
ci torno una di queste sere da sola, con calma e tempo. quello scaffale sarà mio. con molta calma. |
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Auro
- 00:14
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18 Luglio 2004 |
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primo post |
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questo blog parlerà "solo" di libri e di letture. del mio percorso di lettura, delle cose che penso, della mia wishing list e so on... ho un sacco di idee in testa. vediamo cosa succede... |
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Auro
- 19:17
- 1
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