Per la serie "esselunga superstore" va ora in onda in prima visione una coproduzione con X§ - Artique.it:
PRINCIPESSA VA AL SUPERMERCATO (UNA STORIA VERA)
Principessa: 50 anni, tailleur Lialà, spillazza d'oro sul bavero, anello d'oro con sigillo del casato, pettinino infilzato nell'acconciatura biondo - finto mechato di castano e di bianco: lo stereotipo di quella che fra 20 anni avrà i capelli azzurri alla Montalcini.
Moglie di conte e madre di due amabili creature, il maschietto ancora fuoricorso all'Università Cattolica, la femminuccia fresca di laurea alla Bocconi e masterizzanda a Londra alla London School of Economics ("poverina, mi dice che si sente tanto sola..." - pare che i Windsor non la invitino alle feste).
Principessa, dicevamo, è nullafacente, ma denarodotata. E nella sua bella casa, in pieno centro storico, si annoia. E allora cosa fa?
Di pomeriggio si toglie le pantofole di visone e indossa le sue Pollini, quelle basse e comode. Esce di casa guardandosi attorno e si fionda nel Pam di Via Olona. Infila i due euro nel carello - lei le 500 lire non le ha tenute, è pur sempre una nobile - e quindi tesse la tela del suo scellerato disegno:
Fase 1 - Gira per i tutti reparti come una trottola impazzita. Acchiappa prodotti a casaccio e riempie il carello di ciarpame scelto senza criterio. Completato il circuito, col carrello quasi sfondato dal carico, torna all'inizio del percorso, al primo reparto (quello vicino all'ingresso, frutta e verdura).
Fase 2 - E ricomincia il giro: approfittando della distrazione, getta i prodotti dal suo carrello nei carrelli altrui, alla rinfusa.
In più, felina come la zia di Diabolik, mischia i carrelli altrui, aspetta che il proprietario sia distratto e glielo ruba lasciandogli il suo o quello di qualcun'altro. Da dietro lo scaffale delle spezie osserva le persone che litigano per colpa dello scambio dei carrelli. Soddisfatta controlla la bagarre, a volte si intromette a guisa di paciere: "Suvvia signori, non c'è già abbastanza odio a questo mondo?". E cos? in tutte le corsie, per tutto il pomeriggio.
Alla fine, Principessa ha svuotato l'intera spesa in venti carrelli diversi, ha giocato alle tre carte con dozzine di vecchietti, ha studiato l'umanità che poi chiamerà la linea d'ascolto per cui lei fa la volontaria, l'umanità che gli racconterà che "oggi ho avuto una reazione nevrotica contro il buzzurro che mi ha rubato il carrello con dentro i miei sofficini e il risotto del dottor scotti cercando di affibbiarmene uno con la zuppa del casale e il succo di frutta ace. Sono stato cattivo, il mio senso di colpa è più grande della dose di lexotan che mi prescrive lo psichiatra. Che devo fare, signora?". E lei ascolterà, sogghignando coprendo il ricevitore con la mano.
Pam di Via Olona, fine del pomeriggio. Ecco Principessa che va alla cassa: nel carrello oramai ci sono solo i MonCheri che lei paga in contanti pescando i centesimi dal portamonete di Prada. Torna a casa, si strafoca coi cioccolatini, si rimette le pantofole di visone e chiede alla filippina di lucidarle le Pollini, chè la segatura dei pavimenti del supermercato sennò gliele rovina. |