io con mio padre non ci parlo da qualche anno. cioe' si', ci scambiamo rapidi e fugaci momenti di dialogo di circostanza e ogni tanto lui mi parla dei suoi problemi di soldi (che si inventa) e si preoccupa sempre che io gli chieda ancora dei soldi. pero' sono anni che lui adesso non mi chiede come sto. posso anche dire la data in cui questa cosa e' cominciata. 12 dicembre 1998, quando sua figlia lo ha deluso in maniera irreparabile (su questa cosa ovviamente si potrebbe fare letteratura). io sono orgogliosa e non ho mai cercato di vedere le cose dalla sua prospettiva. e visto che lui ci stava mettendo i mattoni per quel muro che si e' creato fra noi, io ci passavo la malta. ed e' un muro che e' venuto su proprio bene. un bel muro portante. dovremmo esserne entrambi orgogliosi.
stamattina ero a un convegno, durante la pausa caffe' mi e' venuto in mente di chiamare a casa dei miei per dire a mia mamma di fargli gli auguri, visto che e' la festa del papa'. ha risposto lui e glieli ho fatti direttamente. ci e' rimasto anche un po' male, forse. alla sprovvista sicuramente: e' stata la prima volta che riceveva gli auguri per la festa del papa' da quando in terza elementare gli ho portato a casa un terribile posacenere (erano altri tempi, in cui le campagne contro il fumo non venivano fatte a sanremo e manco nelle scuole) fatto con il das e dipinto in maniera pressoche' orrida con le tempere. lui quel posacenere lo usa ancora, nonostante fumi molto meno. |