io non ho paura: bel film, bello. che non fa rimpiangere il libro, anzi ti fa venire voglia di rileggerlo (soprattutto se lo hai letto molto tempo fa).
avevo lasciato salvatores nel futuro di nirvana (che aveva lasciato in me un indelebile tratto androgino) e lo ritrovo nel passato dei miei primi anni.
mi sono piaciute le canottiere anni settanta e i vestiti di maria che poi sono come i miei di quando ero piccola (pero' i miei occhiali erano diversi, forse peggiori). il senso di libertà del giallo del grano, del blu del cielo in netta contrapposizione con il buio del sottoterra. impossibile decidere di stare a metà. o sopra o sotto. il grano coi papaveri, le formiche e i recinti da scavalcare versus la terra e l'umido, la sete, la fame e la voglia di formaggino.
mi accorgo che crescere in citta' non e' proprio come crescere provincia. e che non bastano le vacanze in umbria al kinderheim per decidere da che parte stare. |