<< io non so scegliere - Tentativi Di Fuga - tentativo di incipit >>    
24.05.03
 
forse non lo sai ma pure questo è amore

io il sabato dò una mano a un amico che ha un banco di vestiti al mercato, per lo piu' abiti femminili. da noi vengono scolaresche, madri e figlie, padri separati e figlie, ragazze con il cane, amiche, sorelle. vengono anche molte coppie. quasi sempre lei prova qualcosa, lui aspetta, guarda, guidica. lui ogni tanto tifa per l'acquisto, ogni tanto stronca qualsiasi velleità di acquisto. alcune volte è capitato che lui scongliasse l'acquisto e poi mi dicesse piano "passo a prenderlo dopo, tienilo via". mi sono sempre immaginata le scuse che lui avrebbe dovuto inventare per tornare furtivo da me e soprattutto mi sono sempre immaginata il momento (splendido) in cui lui rivelava l'acquisto e scopriva il regalo.
il sessanta per cento delle cose che vendiamo non mi piace; il venti per cento delle cose mi piace ma fa parte della categoria "vorrei ma non posso: il girofianchi non me lo permette", il restante venti per cento me lo sono già comprato.
oggi sono arrivati un lui e una lei. lei straordinaria: alta, bella, lunghi capelli rossi con gli occhi verdi, quella che non chiamiamo "strafiga anche con un sacco di iuta addosso". lei ha provato un vestito di seta indiana che abbiamo messo fuori oggi per la prima volta. 20 euro. fa parte del venti per cento "vorrei ma non posso". lei aveva indosso questo vestito che le stava benissimo, lui scuoteva la testa. lei si guardava allo specchio. lo specchio rifletteva lui che scuoteva la testa. lei aveva gli occhi brillanti di voglia di comprare il vestito. lui scuoteva la testa. lei ha detto "mi sta bene". lui scuoteva la testa. a lei si sono spenti gli occhi. è andata a cambiarsi. lui ha smesso di scuotere la testa, mi ha offerto una sigaretta e mi ha chiesto se ci fossimo già conosciuti, lei è tornata vestita dei suoi jeans e della sua maglietta benetton, ha detto "a me piace". lui ha ricominciato a scuotere la testa. lei non lo ha comprato. lui l'ha presa per mano e se ne sono andati.
io sono andata a fare pausa caffe', dopo aver riappeso il vestito. ho scavalcato la transenna e ho attraversato la strada. mentre attraversavo, ho visto che stavano entrando nel mio stesso bar: lui che trascinava lei per il braccio, urlandone "eri come nuda, sembravi una puttana, una lurida troia". lei stava zitta.
mentre prendevo il caffe', lei era seduta al tavolino zitta con lui, poi lui è sceso in bagno. rimasta sola lei parlava sottovoce con gli occhi pieni di rabbia.
per un attimo ho avuto l'impulso di correre a riprendere il vestito e regalarglielo. poi ho pensato che nelle storie degli altri non si ha alcun diritto di entrare. ho finito il caffe', le ho sorriso e sono tornata a vendere gonne di seta e borse di cotone.

Auro  [ i primi tentativi ]









Ci si deve ricordare di te?