quando ero alla maturitą, all'orale, il presidente della commissione mi ha chiesto come avrei voluto proseguire gli studi. non sapendo cosa rispondere, visto che non ne avevo la minima idea (ai tempi mi serebbe veramente piaciuto fare l'astronauta, la spazzina, la postina, la taxista, qualsiasi cosa, mi bastava uscire dall'incubo che per me sono stati gli anni del liceo) ho pensato alla cosa pił ovvia che mi potesse venire in mente: "giurisprudenza". la sua risposta č stata quella che e' stata da me riportata qua sopra in grassetto.
al di lą del fatto che il tipo era veramente uno capace di motivare le persone, al di lą del fatto che non avevo bisogno di lui per sentirmi una merda ai tempi (la mia autostima era ai livelli minimi registrati in trent'anni di vita), al di lą del fatto che in seguito gli ho augurato cose che normalmente riterrei amorali, proprio oggi pensavo che la maggior parte dei miei amici che ha fatto giurisprudenza non ha seguito la strada dell'avvocatura: ad esempio g. e p. fanno i copy, m. fa la consulente in uno studio contabile (e guadagna in un mese quello che io guadagno in un anno), f. fa il cacciatore di teste, m. dopo la laurea ha piantato tutto e adesso scrive articoli dalla sua casa in campagna per una rivista che parla di internet, a. č mamma felice e moglie cornuta.
mah. chissą se lui se ne e' accorto... |